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Mimose d’inverno, la poesia al femminile nel nuovo libro di Floriana Contestabile

Antonella Valente

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Si intitola “Mimose d’inverno” la raccolta di poesie di Floriana Contestabile, poetessa e insegnante di origini abruzzesi, che lo scorso 5 giugno ha presentato il suo libro al pubblico di Celano (Aq) all’interno de Il Locale 67 di Gaetano Di Cicco.

Una donna, prima che scrittrice, che racconta tramite la poesia “tutte le donne che sono splendidi fiori profumati e gonfi di vita, capaci di illuminare anche l’inverno più cupo”.

“Ho deciso di raccontare i ruoli femminili – confida la scrittrice – Dall’esperienza della maternità, della vita di coppia, fino a quella lavorativa e ai rapporti di amicizia, ma ho anche scavato nel profondo, nelle insicurezze e nella forza estrema che abbiamo, perchè spesso essere donne in questo mondo è molto più complicato dell’essere un uomo”.

Aspetto, quest’ultimo, noto anche nell’universo dell’editoria. “E’ difficile, ancora oggi, per una donna emergere in questo contesto. Se pensiamo al premio Strega che tutti conoscono, tra i finalisti di quest’anno abbiamo avuto solo una componente rosa. Quello che non si comprende è il fatto che l’approccio femminile nella scrittura, ovviamente, non può essere paragonato a quello maschile. Non c’è confronto paritetico tra le due cose”.

“Mimose d’inverno” è un viaggio scandito da date, in un linguaggio persuasivo ma mai retorico che narra i momenti chiari e scuri che ogni donna si trova a vivere durante il corso della sua vita. La scrittura per Floriana Contestabile, da sempre amante di autori come Eugenio Montale, rappresenta anche un momento di condivisione. “In Italia ci sono circa seimila poeti – afferma – Non ho grandi pretese, il mio unico scopo, dopo aver messo nero su bianco le mie emozioni e sensazioni, è quello di condividere con l’altro, chiunque esso sia. Penso che la condivisione sia l’essenza dell’esistenza di ognuno di noi”.

La scrittrice, nonchè insegnante, ha dato voce anche ai ricordi e alle sensazioni vissute durante il lockdown. Alcune poesie, infatti, sono dedicate a quei delicati momenti di lentezza e solitudine cui non siamo stati mai abituati.

Scevre di titoli ma di date ben precise, tra le poesie presenti, emerge con particolare emozione quella “del 24 aprile 2020” che la Contestabile racconta essere incentrata sulla solitudine. “Penso di essere una persona piena di speranza, grazie anche al rapporto che ho con i giovani, mia linfa vitale, ma sono anche abbastanza malinconica – conclude – La paura che avevo durante i mesi scorsi era pensare che le persone potessero morire da sole. Questo mi ha colpito molto”.

Laureata in Giurisprudenza e Giornalista Pubblicista dal 2018, ama il teatro, il cinema, l'arte e la musica. Appassionata di recitazione, si diletta a salire su un palco di tanto in tanto. In altre sedi, anche Avvocato.

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American Dream?: il nuovo libro di Andrea Careri, tra sogni e opportunità

Riccardo Colella

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È uscito American Dream?: l’ultimo libro di Andrea Careri, scrittore e vlogger romano che si divide tra l’Italia e gli States. Dopo La Mia New York – Vivere nella città che non dorme mai e Un giorno senza Kobe – Storie di Los Angeles, Careri raccoglie cento interviste di italiani che, come lui, si son trasferiti in America alla ricerca del Sogno Americano.

AMERICAN DREAM – Il quesito che si pone Careri è semplice: ai tempi del Covid-19 e con gli USA guidati da un Trump ai minimi storici nei sondaggi di gradimento, esiste ancora l’American Dream? E cosa si intende per “sogno americano”? Inutile negare che gli USA abbiano sempre rappresentato, almeno nell’immaginario collettivo, la terra delle grandi opportunità. Quel posto magico dove tutto è possibile e la fortuna è dietro l’angolo, pronta per essere colta.

Da Boston a New York, dal Tennessee al West Virginia, passando per Los Angeles, San Antonio e il Texas, gli intervistati raccontano la propria esperienza negli Stati Uniti e il rapporto con l’Italia. Ne nascono opinioni e idee differenti: eterogenee per esperienze di vita, aspettative, delusioni, falsi miti e realizzazioni.

Storie diverse che raccontano un’America complessa, dura e talvolta animata da ben radicati preconcetti con cui confrontarsi. Un’America che è culla di quella capitalist society che, spesso, pare essere strutturata per chi la fortuna ce l’ha già.  American Dream?, però, non è solo un dipinto degli Italiani che vivono, lavorano e sognano negli USA, oppure un utile dispensario di consigli per chiunque voglia tentare la scalata al sogno americano. L’opera di Careri è, anche e soprattutto, una dichiarazione di amore verso un Paese come l’Italia. Un Paese in cui, quegli emigrati, hanno lasciato il cuore.

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Gianni Rodari, cento anni fa nasceva il poeta dei bambini. A L’Aquila un flashmob in suo onore

Ma i componimenti dello scrittore non avevano presa solo sui bambini ma contenevano messaggi importanti che ancora oggi trovano motivo d’esistere

Antonella Valente

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Tra i massimi scrittori italiani per l’infanzia del XX secolo, Gianni Rodari avrebbe compiuto oggi 100 anni.

Nato nel comune piemontese di Omegna nel 1920, Giovanni Rodari è stato maestro, pedagogista, giornalista, maestro e poeta. Tra le sue opere più famose ricordiamo “La grammatica della fantasia“, pubblicata nel 1973 da Einaudi, una specie di manifesto teorico sui meccanismi che sottendono l’arte di inventare storie.

Nel 1970 Rodari ha ricevuto, primo e unico italiano fino a oggi, il Premio Hans Christian Andersen, considerato il “Piccolo Premio Nobel” della narrativa per l’infanzia, il più prestigioso riconoscimento internazionale che premia la qualità letteraria ed estetica degli scritti prodotti nel corso della carriera.

Filastrocche, poesie, racconti per l’infanzia surreali, divertenti, fantasiosi, poetici, hanno accompagnato l’infanzia di intere generazioni. Rodari usava sempre un linguaggio semplice, chiaro, originario che innescava curiosità tra i più piccoli dando prova di come li tenesse in considerazione e di conoscerli nel profondo.

Ma i componimenti dello scrittore non avevano presa solo sui bambini ma contenevano messaggi importanti che ancora oggi trovano motivo d’esistere. Tolleranza, integrazione, solidarietà, amore per la natura e solidarietà sono solo alcuni dei principi cardine alla base dei lavori di Rodari che era capace di trasmettere un insegnamento con l’utilizzo semplice delle parole e delle rime che lascia a bocca aperta. Addirittura alcuni suoi testi, tra i quali la celeberrima “Ci vuole un fiore“, furono musicati da Sergio Endrigo e da altri cantautori.

In occasione del centenario della sua nascita all”Aquila Spazio Rimediato e l’associazione Brucaliffo hanno organizzato un flashmob per chiunque abbia amato e ami Gianni Rodari.

Appassionati di tutte le età, in maniera spontanea e volontaria, potranno prendere parte alla manifestazione leggendo o recitando ai passanti il proprio pezzo preferito dello scrittore. L’evento avrà luogo presso la Villa Comunale a partire dalle 17.30 e ogni partecipante dovrà preparare un cartello con il titolo della storia che leggerà, fino a quando le parole di Rodari riecheggieranno tra le strade aquilane.

Leggi anche: Gianni Rodari e il sottotesto politico di cui nessuno parla

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Idee per il fine settimana: la formula dell’Officina della Scultura

Il progetto ha scelto quest’anno di non rinunciare al racconto dell’arte scultorea, solo di spostarsi all’esterno e di arricchire il suo percorso con due installazioni

redazione

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L‘Officina della Scultura rinnova la sua formula e incontra il pubblico all’aperto fino al 25 ottobre, percorsi di scultura tra Milano e Sesto San Giovanni e Bergamo.

Anche quest’anno sono tre i protagonisti, con Franco Mazzucchelli anche Kengiro Azuma e Piero Cattaneo, e grazie a due installazioni e alle passeggiate en plein air è possibile scoprire e approfondire la conoscenza della scultura italiana del Novecento.

L’Officina della Scultura, ideata e promossa da Fondazione Piero Cattaneo di Bergamo, si pone come obiettivo non solo di divulgare e promuovere la conoscenza dell’arte e delle tecniche ma anche di realizzare una vera e propria mappatura di artisti, luoghi e storia lunga oltre un secolo.

Di norma dedicato all’apertura di alcuni atelier, il progetto ha scelto quest’anno, per venire incontro alle esigenze sanitarie, di non rinunciare al racconto dell’arte scultorea, solo di spostarsi all’esterno e di arricchire il suo percorso con due installazioni. Dal 13 al 18 ottobre la città di Bergamo accoglie due interventi scultorei di Franco Mazzucchelli (Milano 1939). In due luoghi simbolo della città, largo Porta Nuova e piazzetta Santo Spirito, trovano accoglienza due grandi sculture gonfiabili, tridimensionali geometrie non euclidee.

Queste strutture in PVC si danno propriamente alla città, come allude lo stesso titolo A. TO. A. sigla di Art to Abandon, ma anche alla francese à toi, a te / per te, cioè per il pubblico. I cittadini infatti da spettatori vengono invitati a trasformarsi in performer, intervenendo sulla superficie plastica con pennarelli indelebili.

Sabato 24 ottobre e domenica 25 ottobre 2020 a Milano e a Sesto San Giovanni, il pubblico è accompagnato alla scoperta di Kengiro Azuma (Yamagata 1926 – Milano 2016). Con la presenza eccezionale del figlio dell’artista, Ambrogio, sarà possibile approfondire la conoscenza dell’opera MU 141 in piazzale Cimitero Monumentale a Milano, e del messaggio di cui si fa portavoce, simbolo nelle intenzioni dell’artista di rinascita. L’appuntamento a Sesto San Giovanni è dedicato alla Fontana delle Tartarughe, intervento che ha visto lavorare fianco a fianco padre e figlio, in perfetta armonia.

La vocazione didattica del progetto, a cura di Marcella Cattaneo, si sviluppa così grazie a specifiche visite en plein air che coinvolgono, le opere di Franco Mazzucchelli e interventi di artisti coinvolti nelle precedenti edizioni, come Piero Cattaneo (Bergamo 1929 – 2003) e Kengiro Azuma (Yamagata 1926 – Milano 2016)

Percorsi gratuiti con prenotazione obbligatoria: +39 333 2698886

Milano: sabato 24 ottobre 2020 ore 9.00 e ore 11.00
Sesto San Giovanni: domenica 25 ottobre 2020 ore 9.00 e ore 11.00

photo Kristin Man

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