Mimose d’inverno, la poesia al femminile nel nuovo libro di Floriana Contestabile

Si intitola “Mimose d’inverno” la raccolta di poesie di Floriana Contestabile, poetessa e insegnante di origini abruzzesi, che lo scorso 5 giugno ha presentato il suo libro al pubblico di Celano (Aq) all’interno de Il Locale 67 di Gaetano Di Cicco.

Una donna, prima che scrittrice, che racconta tramite la poesia “tutte le donne che sono splendidi fiori profumati e gonfi di vita, capaci di illuminare anche l’inverno più cupo”.

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“Ho deciso di raccontare i ruoli femminili – confida la scrittrice – Dall’esperienza della maternità, della vita di coppia, fino a quella lavorativa e ai rapporti di amicizia, ma ho anche scavato nel profondo, nelle insicurezze e nella forza estrema che abbiamo, perchè spesso essere donne in questo mondo è molto più complicato dell’essere un uomo”.

Aspetto, quest’ultimo, noto anche nell’universo dell’editoria. “E’ difficile, ancora oggi, per una donna emergere in questo contesto. Se pensiamo al premio Strega che tutti conoscono, tra i finalisti di quest’anno abbiamo avuto solo una componente rosa. Quello che non si comprende è il fatto che l’approccio femminile nella scrittura, ovviamente, non può essere paragonato a quello maschile. Non c’è confronto paritetico tra le due cose”.

“Mimose d’inverno” è un viaggio scandito da date, in un linguaggio persuasivo ma mai retorico che narra i momenti chiari e scuri che ogni donna si trova a vivere durante il corso della sua vita. La scrittura per Floriana Contestabile, da sempre amante di autori come Eugenio Montale, rappresenta anche un momento di condivisione. “In Italia ci sono circa seimila poeti – afferma – Non ho grandi pretese, il mio unico scopo, dopo aver messo nero su bianco le mie emozioni e sensazioni, è quello di condividere con l’altro, chiunque esso sia. Penso che la condivisione sia l’essenza dell’esistenza di ognuno di noi”.

La scrittrice, nonchè insegnante, ha dato voce anche ai ricordi e alle sensazioni vissute durante il lockdown. Alcune poesie, infatti, sono dedicate a quei delicati momenti di lentezza e solitudine cui non siamo stati mai abituati.

Scevre di titoli ma di date ben precise, tra le poesie presenti, emerge con particolare emozione quella “del 24 aprile 2020” che la Contestabile racconta essere incentrata sulla solitudine. “Penso di essere una persona piena di speranza, grazie anche al rapporto che ho con i giovani, mia linfa vitale, ma sono anche abbastanza malinconica – conclude – La paura che avevo durante i mesi scorsi era pensare che le persone potessero morire da sole. Questo mi ha colpito molto”.

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Antonella Valente
Laureata in Giurisprudenza e Giornalista Pubblicista dal 2018, ama il teatro, il cinema, l'arte e la musica. Appassionata di recitazione, si diletta a salire su un palco di tanto in tanto. In altre sedi, anche Avvocato.

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