Trent’anni senza Mia Martini: cadute, drammi e successi immortali di una cantante mai dimenticata
Il 14 maggio del 1995 Mia Martini venne ritrovata senza vita in una casa di Cardano al Campo, vicino a Busto Arsizio. La morte, però, risaliva a due giorni prima. Pare che nessuno si fosse accorto della sua scomparsa. Mia Martini, al secolo Domenica Bertè, classe 1947, morì nel silenzio, pare per un “arresto cardiaco”, o almeno così si disse. E’ stata una delle maggiori interpreti della canzone italiana, ma la sua carriera fu tormentata da fantasmi della sfortuna, delle dicerie e delle maldicenze architettate dagli addetti ai lavori e anche dai colleghi.
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Tante le hit che l’hanno resa famosa. Da “Piccolo Uomo” a “E non finisce mica il cielo”, scritta dall’unico grande amore della sua vita, Ivano Fossati. Tra le canzoni memorabili, però, non si può non citare “Minuetto“, uno dei dischi più venduti in Italia nel 1973.

Il testo nacque dopo i tentativi di Maurizio Piccoli e Bruno Lauzi, che invano avevano cercato di realizzarne una stesura convincente. Si decise pertanto di contattare Franco Califano, il quale – traendo spunto dalle ultime vicende sentimentali della stessa Mia Martini – riesce a cucirle addosso un successo senza tempo, successo dovuto anche ad un arrangiamento di ottimo livello, a supporto della complessa partitura di Baldan Bembo, in cui si possono individuare diverse atmosfere musicali: dalla citazione classica di Bach alle ballate pop d’oltreoceano.
In sala d’incisione presero parte al coro anche Bruno Lauzi, Maurizio Fabrizio, i Fratelli La Bionda, Loredana Berté e Adriano Panatta (all’epoca fidanzati). “Minuetto”, in assoluto il maggior successo commerciale di Mia Martini, valse alla cantante il disco d’oro per le vendite, nonché la seconda vittoria consecutiva al Festivalbar, cosa che in precedenza era riuscita solamente a Lucio Battisti. Il disco rimase nella top-ten dei 45 giri più venduti per 22 settimane consecutive, raggiungendo la seconda posizione, e risultando il 7° singolo di maggior successo del 1973.
Una donna fragile, profonda, sensibile. Una cantante talentuosa, capace di scrivere brani che, anche a distanza di tutti questi anni, suonano incredibilmente attuali. Liriche struggenti, intense, emozionanti. Un rapporto, quello tra Mia Martini e il music business, che l’ha condotta alla morte. Un vuoto incolmabile, impossibile da riempire. Esattamente come la sua luce, impossibile da oscurare. Il tutto raccontato nel docufilm “Mia Martini – Fammi sentire bella” di Sonia Bergamasco che ripercorre la vita e la carriera della sfortunata cantante italiana che troppo presto ci ha lasciati. Sono passati 35 anni dalla sua scomparsa, ma la stella di Mia Martini brilla ancora di luce propria ed è lontanissima dall’essere offuscata.
Interviste inediti, contributi esclusivi, repertorio rispolverato e portato di nuovo sotto i riflettori, per dare una visione d’insieme della Mimì artista e donna. Gli esordi, l’abbandono delle scene, Sanremo. Ma anche il delicato rapporto con la famiglia, con il padre soprattutto e con le sorelle Loredana, Leda e Olivia. Le tante testimonianze di colleghi e amici. Da vedere assolutamente!


