Meganoidi, finalmente parte il tour di Mescla: siamo punk e compagni da trattoria

“Dopo tutti questi anni è come se fossimo diventati una famiglia. Per esempio, quando il nostro batterista aveva una distonia, lo abbiamo portato con noi come tour manager e non lo abbiamo lasciato a casa”. Era lo scorso 6 marzo e i Meganoidi, freschi di pubblicazione del nuovo album “Mescla“, si presentarono ai nostri microfoni per la consueta intervista promozionale al disco. A quest’ora dovremmo essere qui a parlare delle date realizzate, di quelle in itinere e dei progetti futuri. Ma è andata diversamente, e la pandemia da coronavirus che ci lasciamo alle spalle (anche se non del tutto) ha sconvolto i piani della band che ora si dimostra più unita e affiatata che mai.

Una grande famiglia, appunto. Sarà questo lo spirito con cui la formazione ligure tornerà in pista a partire dal 25 luglio, quando suonerà alla 23esima edizione del festival “Voci per la Libertà – una canzone per Amnesty”, ad Adria. Quattro mesi dopo i Meganoidi potranno finalmente promuovere il disco dal vivo. Non senza un pubblico distanziato e munito di mascherine e gel disinfettanti. Condizioni indispensabile per suonare dal vivo. Adesso è così che funziona, ma poco importa, ora più che mai un concerto è in grado di generare nuovi entusiasmi e nuove prospettive di rilancio. E, soprattutto, una scarica di adrenalina di cui ne abbiamo tutti disperatamente bisogno.

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“Finalmente. Non so cosa ne uscirà fuori perché stiamo ancora cercando di capire quali date riempiranno il nostro calendario. E’ un po’ tutto in itinere e la nostra agenzia si sta occupando di live. Anche noi, anche attraverso altri contatti, contribuiamo a stilare un tour. Speriamo di suonare ovunque. Vediamo cosa accadrà”. Anche in questa occasione Luca Guercio si presenta ai nostri microfoni e la positività e fiducia che trapelano dalle sue parole sono sinceramente contagiose. “Mi piace cercare del buono nelle cose e nelle persone. Sono fatto così, fiducioso e positivo”.

Quattro mesi dopo la sua pubblicazione, “Mescla” potrà essere proposto dal vivo. “Alcune canzoni dell’album sono paradossalmente molto più attuali ora, in queste settimane che stiamo vivendo, rispetto a quando sono state pensate. Hanno una chiave di lettura diversa e sembrano scritte proprio per questa Fase tre. E’ incredibile come la musica riesca a modellarsi e adattarsi ai differenti momenti della nostra vita. Anche molti dei nostri fan lo hanno sottolineato, inviandoci numerosi messaggi con estratti dei nostri scritti che, se letti con una certa attenzione, effettivamente sembrano pensate proprio per questo periodo storico”.

“Spiace, però, constatare come gli slogan che sarebbe andato tutto e che saremmo stati migliori restino invece tali solo su carta. Non siamo migliorati e di certo non siamo più buoni – prosegue Luca – anzi, vedo che la gente si è incattivita. E’ sempre alla costante ricerca di un capro espiatorio, di un qualcuno cui addossare colpe e scaricare responsabilità e fallimenti personali. Sempre alla caccia di un colpevole a cui additare qualcosa. No, il clima non è per niente sereno e, pur nella mia positività, non posso che prenderne atto con una certa preoccupazione. Bisognerà rivedere il modo di vivere ma anche di pensare, perché così non si va lontano”.

Bisognerà anche rivedere il modo di valorizzare il settore cultura e di tutelare i suoi rappresentanti, siano essi musicisti o tecnici. “Dal governo non ci sono state le giuste attenzioni, non possiamo di certo dire il contrario. Sono stati fatti figli e figliastri. La musica, i teatri, i cinema e altre forme di intrattenimento e di spettacolo sono state lasciate al palo in balia degli eventi. Non si è fatto abbastanza e ciò che si sta facendo ora di certo non può essere visto come risolutivo. Occorre rivedere l’intero sistema, occorre ripartire dal basso e mettere l’intero circuito nella condizione di esprimere il suon potenziale. Parliamo di uno dei settori produttivi più importanti per il nostro Paese”.

Nel mentre si tenta – non senza fatica – di trovare la via della normalità, l’intero settore musicale cerca di uscire da un buco nero che ha inghiottito l’intero apparato musicale dandoci una dimostrazione netta di come l’estate, senza cantare a squarciagola sotto a un palco, sia miseramente vuota.

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Federico Falcone
Fondatore e direttore responsabile del magazine The Walk Of Fame. Nato e cresciuto in Abruzzo, è diventato giornalista pubblicista dopo aver completato gli studi in Giurisprudenza. Appassionato di musica, cinema e teatro, avrebbe sempre voluto essere il Will Smith di Indipendence Day o, tutt'al più, Aragorn de "Il Signore degli Anelli". Vola basso.

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