Max Giusti ospite al Gargano Media Festival: “Due ore di divertimento per non pensare al virus”

Giovedì 27 agosto, alle ore 21:30, nel piazzale della stazione di San Menaio, Max Giusti sarà protagonista della serata unica “Una risata ci salverà”, per la seconda edizione della manifestazione “Gargano Media Festival”, che ruoterà attorno all’ironia. A dialogare con il comico sarà Stefano Meloccaro, giornalista Sky e direttore artistico dell’evento, organizzato dalla Pro Loco San Menaio & Calenella con il sostegno di Sicme e Ferrovie del Gargano e con la collaborazione dell’Associazione Giacche Verdi Puglia Onlus. Ecco come Max Giusti ci ha presentato lo spettacolo…

“Una risata ci salverà”, cosa dobbiamo aspettarci da questo show?

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In realtà non è un vero e proprio spettacolo. Sarà una chiacchierata con Stefano Meloccaro, che trainerà la serata. Io tirerò fuori un po’ del mio repertorio, sicuramente. La gireremo anche sulla televisione, visto che quest’anno la tv è stata fitta di repliche, tranne per Maria De Filippi, che non si è fermata mai. Parleremo anche di questo. Poi è chiaro, qualche mio personaggio verrà fuori e quindi arriverà il momento Lotito, il momento Vasco. Non parleremo di virus, ecco.

Però l’idea è nata in quarantena, giusto?

È nato tutto da una telefonata di Stefano (Meloccaro, n.d.r.). Mi dice: “Vorrei fare una chiacchierata sul palco con te, ti andrebbe di portare anche un po’ del tuo repertorio?”. Però non c’è nulla di preparato. Chiacchiereremo e vedremo cosa uscirà fuori man mano.

Quindi improvviserete molto...

Assolutamente sì.

In che modo “Una risata ci salverà”?

Quando sono in tournee, per due ore mi rilasso con il pubblico. Però riconosciamo tutti la gravità e la forza con cui questa cosa si è abbattuta sulle nostre vite. Questa serata è un modo per avere una o due ore di vita normale senza questa angustia. Ed è un’angustia che non riguarda soltanto il virus, ma anche l’incertezza del domani. Non abbiamo idea di cosa succederà da qui a un mese o due.

Lei ha iniziato la sua carriera molto presto. Oggi cos’è che le dà ancora soddisfazione del suo mestiere?

Gli applausi, le risate. Quando scendi dal palco e c’è qualcuno che ti dice “Sei stato bravissimo”. Io sto girando l’Italia, siamo partiti da Milano con un sold out inaspettato in tempo di virus. Infatti eravamo in un teatro da 1000 posti, ma potevamo tenere soltanto 450 persone. Quello che chiediamo è che ci venga ridata la nostra vita, vogliamo tornare a vivere serenamente.

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Alberto Mutignani
Pescarese, classe 1998. Unico laureando in lettere a non aver ancora scritto la propria autobiografia. Interessi: le cose frivole, le chiacchiere a vuoto, gli scrittori comodi, il cinema popolare, i videogiochi. In un'altra vita è stato un discreto detective privato.

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