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Teatro

Max Giusti al Gargano Media Festival con “Una risata ci salverà”: il 27 agosto a San Menaio

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La seconda edizione della manifestazione ruoterà intorno all’ironia. A dialogare con il comico e l’imitatore sarà il giornalista Sky Stefano Meloccaro.

Torna anche quest’anno il “Gargano Media Festival” con un appuntamento unico, in programma giovedì 27 agosto alle 21.30 nel Piazzale della Stazione di San Menaio che vedrà ospite Max Giusti.

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L’attore, comico, imitatore e conduttore televisivo sarà protagonista della 2^ edizione del Festival organizzato dalla Pro Loco San Menaio & Calenella con il sostegno di Sicme e Ferrovie del Gargano e con la collaborazione dell’Associazione Giacche Verdi Puglia Onlus.

Una risata ci salverà” è il titolo dello spettacolo che vedrà il poliedrico showman in campo insieme a Stefano Meloccaro, giornalista Sky, nonché direttore artistico dell’evento, ormai affezionato al Gargano.

Max Giusti inizia giovanissimo la sua carriera, fino all’esordio con “Stasera mi butto” nel 1991; al sorgere del 2000 mostra a tutti le sue doti di imitatore grazie alla nota trasmissione “Quelli che il calcio”, negli ultimi anni si è mostrato particolarmente abile, nonché molto amato dal pubblico, nella conduzione del gettonatissimo gioco dei pacchi “Affari Tuoi”. Non manca la sua partecipazione come attore nella fiction “Distretto di Polizia 7”, nel 2016 si avventura nella conduzione di un divertente game-show su canale Nove, “BOOM!”. Anche la sua voce è molto nota, sia ai grandi che ai piccoli, per la conduzione di diversi programmi radiofonici su Radio1 e Radio2 come “Cattive Compagnie”, “Ottovolante”, “Derby” e per il doppiaggio di Gru, il protagonista del film “Cattivissimo me”.

Giusti ha partecipato nel 2020, insieme a Marco Mazzocchi, all’ottava edizione di Pechino Express (il reality show italiano in onda dal 2012 su Rai 2) arrivando in semifinale.

Al “Gargano Media Festival” Giusti proporrà monologhi, imitazioni e spezzoni dei suoi spettacoli, ripercorrendo la sua ricca carriera.

«Abbiamo voluto declinare l’evento sul binario dell’umorismo e dell’ironia perché, anche in un periodo particolare come questo che stiamo vivendo, la risata ha un grandissimo potere. Il potere di aggregare, pur stando a distanza, di unire e di mettere insieme anche le fazioni diverse» spiega Luigi Damiani, membro della Pro Loco San Menaio & Calenella.

Il “Gargano Media Festival” – che si pone l’obiettivo di provare ad analizzare l’evoluzione della comunicazione in Italia e i possibili scenari futuri – ha visto come ospiti della 1^ edizione, svoltasi a settembre 2019 tra Vico del Gargano, Peschici e San Menaio, Massimo Giletti, Neri Marcorè, Gianfranco Vissani, Arrigo Sacchi e Walter Veltroni.

«Nonostante l’emergenza sanitaria abbiamo voluto fortemente dare continuità al “Gargano Media Festival”, per non privare la comunità di un importante appuntamento e perché crediamo che eventi di questa portata favoriscono la conoscenza del territorio», sostiene il presidente della Pro Loco di San Menaio & Calenella Bruno Granieri, che aggiunge: «il nostro obiettivo è tornare alla grande il prossimo anno con un Festival di più giorni, con una mostra importante e con la 2^ edizione di “Tramonto divino”, l’evento con il gastronauta Davide Paolini per la valorizzazione delle eccellenze enogastronomiche del Gargano».

La 2^ edizione del “Gargano Media Festival” si svolgerà nel rispetto delle regole per la sicurezza in materia di contenimento del Covid 19, per cui il numero di spettatori sarà limitato.

Teatro

“Io sono mia moglie”, Michele Di Giacomo reinterpreta il drammaturgo Doug Wright

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Io sono mia moglie ert fondazione doug wright

Io sono mia moglie racconta la vera storia di Charlotte Von Mahlsdorf, sopravvissuta da travestito all’assalto nazista e al regime comunista a Berlino, recuperando e collezionando oggetti e mobili di antiquariato: un’indagine quasi giornalistica scritta da Doug Wright su un simbolo di libertà e lotta, tra luci e ombre. Una prova d’attore con oltre venti personaggi, che ha vinto il premio Pulitzer nel 2004.

Michele Di Giacomo traduce, dirige e interpreta per ERT Fondazione il testo, presentandolo per la prima volta in Italia sul palcoscenico.

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Lo spettacolo sarà in scena dal 22 giugno al 4 luglio al Teatro Tempio di Modena nell’ambito della stagione ERT del Teatro Storchi.

«Non mi sembra possibile che lei possa esserci. Non dovrebbe nemmeno esistere». Così scrive l’autore a Charlotte Von Mahlsdorf. Ed è infatti incredibile che Charlotte sia sopravvissuta, da travestito, in abiti femminili, nel periodo più cruento della storia del Novecento. Eppure la sua è una storia vera.

I am my own wife, titolo originale di “Io sono mia moglie”, è un monologo in cui un solo attore veste più di venti personaggi, ripercorrendo la vita della protagonista attraverso le interviste che l’autore, anche lui personaggio in scena, registra dal gennaio del 1993: in una stanza disseminata di scatole da scarpe colme di nastri, Doug rivive gli incontri con Charlotte. Lo spazio fisico diventa luogo della mente, in un’ossessiva ricerca volta a comprendere chi sia davvero la persona che ha di fronte, la cui stessa esistenza rappresenta una vittoria sulla storia.

Collezionista compulsiva, Charlotte ha preservato la cultura del periodo Gründerzeit, salvando mobili dalle case degli ebrei deportati, dalle macerie delle bombe della Seconda Guerra Mondiale, dalle abitazioni confiscate dalla Stasi. Oggetti preziosi, con cui dà vita al Gründerzeit Museum, che diventa anche punto di riferimento nascosto per la comunità omosessuale di Berlino Est.

Ma chi è davvero Charlotte? È Lothar Berfelde, il ragazzo che un tempo è stata? È una eroina? O forse una spia della Stasi? Una menzognera? Il suo “travestitismo” è un modo per nascondersi o per mostrare la parte più vera di sé? Su queste domande si costruisce lo spettacolo, in un continuo gioco di maschere che lascia allo spettatore la possibilità di rispondere.

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Teatro

“Il Terzo Reich”: al Teatro Comandini vla nuova installazione di Romeo Castellucci

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Mercoledì 16 giugno al Teatro Comandini (in doppia replica: ore 20.30 e ore 22.00)la Societas presenta, nell’ambito della stagione ERT a Cesena, la nuova installazione di Romeo Castellucci che ha da pochi giorni debuttato alla Triennale di Milano, Il Terzo Reich: realizzazione video di Luca Mattei con i suoni di Scott Gibbons e una performance coreografica d’apertura di Gloria Dorliguzzo e Jessica D’Angelo. Anche martedì 15 sono previste due repliche, negli stessi orari, a cura della Societas.

Il Terzo Reich è una rappresentazione sequenziale di tutti i sostantivi del vocabolario italiano (tradotti poi in diverse lingue) proiettati, uno a uno, su un mega schermo. La totalità del reale è messa a disposizione dello spettatore attraverso il suo equivalente linguistico. Ma la sequenza è frenetica, i nomi si affastellano a una velocità tale che non si ha il tempo di discernerli. Lo spettatore si misura con la capacità della retina e della memoria di trattenere una parola che appare nel baleno di un ventesimo di secondo. I vocaboli che è possibile catturare rimangono impressi di necessità, inculcati a forza.

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Chi guarda, esposto a questo trattamento, subisce il linguaggio sotto l’aspetto della quantità: non percepisce il cosa, ma il quanto. Il Terzo Reich mette in scena la violenza della comunicazione, lo stato di assedio a cui le facoltà percettive umane sono sottoposte, l’assenza di tregua, la negazione di vie di fuga.

Informazioni

per le rappresentazioni del 16 giugno: Teatro Bonci, piazza Guidazzi – Cesena

Prezzi dei biglietti: da € 7 € a € 15 (prevendita 1 euro)

Biglietteria: dal martedì al sabato dalle 10.00 alle 14.00; il giorno dello spettacolo al Teatro Comandini dalle ore 19.30

Leggi anche: “Euro 2020, sport e musica per guardare oltre: esplosione di colori alla cerimonia inaugurale

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Teatro

Il regista Pompei racconta Grassi, Strehler, de Bosio nel suo volume “Teatro al centro”

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fabrizio pompei

È uscito Teatro al centro, il libro con cui il regista Fabrizio Pompei, ormai fra i nuovi protagonisti del teatro abruzzese, mette a frutto la preparazione e l’esperienza di docente di Storia dello spettacolo, attualmente in ruolo all’Accademia di Belle Arti di Firenze.

Il volume, imperniato sulle maiuscole figure di Paolo Grassi, Giorgio Strehler e Gianfranco de Bosio, fa parte della rinnovata Collana di Studi storici dello Iasric, l’Istituto Abruzzese per la Storia della Resistenza e dell’Italia contemporanea, e appare per i tipi delle Edizioni Menabò di Ortona.

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Mentre finalmente le sale teatrali vanno rianimandosi, dopo la lunga stagione di chiusura obbligata dalla diffusione del Coronavirus, è certamente di buon auspicio l’apparizione dell’impegnativa ricostruzione storica con cui Pompei racconta la rinascita vissuta dalla scena italiana negli entusiasmanti decenni della seconda metà del Novecento.

La generazione degli anni Venti aveva maturato una profonda esigenza di rinnovamento che del teatro seppe fare il luogo fisico e mentale in cui interrogarsi sul senso della propria funzione socio-culturale e sul destino dell’intera società. Fu in quel contesto che la regia si affermò nel teatro italiano grazie ai nuovi teatranti cresciuti negli anni del fascismo e poi, nel dopoguerra, diventati punto di riferimento per la rinascita teatrale.

Anche grazie a un’estesa ricerca di fonti storiche inedite, come lettere, interviste e testimonianze dei protagonisti del volume, Pompei ripercorre gli anni di formazione e prima attività dei giovani registi, i quali, tra momenti esaltanti e crisi profonde, tra successi e cadute, animarono un momento particolarmente denso nella storia del teatro e del Paese.

Un importante contributo di conoscenza viene offerto nel volume con l’intervista a Gianfranco de Bosio, protagonista della Resistenza e ultimo testimone ancora in vita di quella “generazione in fermento” alla quale va riconosciuto il merito d’aver fondato in Italia la moderna regia teatrale. Ulteriori contributi sono costituiti dall’introduzione di Gabriele Lavia e da un saggio di Errico Centofanti sull’esperienza dei Carri di Tespi.

LE PRESENTAZIONI

Mercoledì 9 giugno alle 15, il volume di Fabrizio Pompei verrà presentato online sulla piattaforma Meet; in aggiunta all’Autore, a Maria Teresa Giusti e Pierfrancesco Giannangeli, interverranno Maria Rita Simone, docente di Arti Performative nell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia, e lo storico e giornalista Giovanni Tassani.  Questo è il link alla piattaforma Meet  

Sabato 12 giugno, all’Aquila, la sala eventi della libreria Colacchi ospiterà la presentazione del volume. Verrà introdotta da Carlo Fonzi, Presidente dello Iasric (Istituto abruzzese per la Storia della resistenza e dell’Italia contemporanea), Maria Teresa Giusti, docente di Storia contemporanea nell’Università di Chieti e direttrice della Collana di Studi Storici dello Iasric, Marcello Gallucci, docente di Storia dello Spettacolo nell’Accademia di Belle Arti dell’Aquila, oltre a Pierfrancesco Giannangeli, docente di Storia dello Spettacolo nell’Accademia di Belle Arti di Bologna.

Verrà inoltre proiettato un video con un nuovo contributo appositamente registrato per l’occasione da de Bosio e sarà ovviamente della partita anche l’autore, Fabrizio Pompei.

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