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Musica

Lucio Leoni torna sulla scena musicale con “Il Sorpasso”, singolo che anticipa il nuovo album

Eclettico e visionario, Lucio Leoni spazia, con ironia e fantasia, dalla tradizione popolare al rap, dal folk alla canzone d’autore, approdando a uno stile proprio e riconoscibile che sintetizza poesia, teatro canzone e sperimentazioni sonore

Antonella Valente

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Si intitola “Il Sorpasso” il nuovo singolo di Lucio Leoni, disponibile per le radio e su tutte le piattaforme digitali dallo scorso 17 aprile. Il brano anticipa “DOVE SEI pt.1”, l’album in uscita il prossimo 8 maggio e primo capitolo del suo nuovo doppio disco di inediti.

Il singolo “Il sorpasso”, per il quale Lucio Leoni si avvale della collaborazione del rapper C.U.B.A. Cabbal, segna un ulteriore passo di avvicinamento al nuovo atteso disco di inediti di questo brillante artista, già annunciato tramite le uscite del videoclip “Mi dai dei soldi” feat. Andrea Cosentino e del brano “Il fraintendimento di John Cage”: tutti tasselli che compongono il mosaico del progetto discografico “Dove sei”.

“La distanza tra stato (inteso come istituzioni) e ‘stato dell’arte’ è spesso determinata da quello che una società identifica in quanto problema – racconta Leoni – Spesso il contesto istituzionale segnala come problematiche questioni ormai del tutto elaborate, metabolizzate e, a volte, persino convertite a risorsa dalla società, dal cosiddetto “paese reale”. 

“È il caso dei moti migratori e dell’integrazione di razze e culture che ancora oggi vengono raccontate come invasioni, o violazioni di chissà quale libertà, quando le nuove generazioni di qualsiasi colore o religione già vivono le une accanto alle altre nelle scuole o sui posti di lavoro; o delle questioni di genere e della libertà di scegliere come vivere la propria sessualità, argomenti ancora tabù per le vecchie generazioni mentre le nuove già vivono maniera del tutto coerente e serena qualsiasi  direzione  il proprio corpo avverta.”

“Tutto questo avviene, ovviamente, non senza difficoltà a causa proprio di quella distanza che esiste tra vecchio e nuovo, tra istituzione e cittadino, ma avviene, ed è inesorabile – continua l’artista – La narrazione delle vecchie generazioni è superata da un pezzo dal mondo nuovo che avanza e che è molto più rilassato e libero di quanto si creda. Non solo, è anche bellissimo.”

Eclettico e visionario, Lucio Leoni spazia, con ironia e fantasia, dalla tradizione popolare al rap, dal folk alla canzone d’autore, approdando a uno stile proprio e riconoscibile che sintetizza poesia, teatro canzone e sperimentazioni sonore.

Dopo l’uscita dell’album “Il Lupo Cattivo” (novembre 2017) e un tour di oltre 60 concerti, conclusosi con una data speciale a Villa Ada a Roma nel giugno del 2019, Lucio Leoni torna nel 2020 con il suo nuovo lavoro in studio: un disco doppio che vedrà la luce in due diverse uscite nel corso dell’anno, la prima prevista appunto per il mese di maggio e una seconda in arrivo nei mesi autunnali.

ph. Simone Cecchetti

Laureata in Giurisprudenza e Giornalista Pubblicista dal 2018, ama il teatro, il cinema, l'arte e la musica. Appassionata di recitazione, si diletta a salire su un palco di tanto in tanto. In altre sedi, anche Avvocato.

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Lucca Summer Festival, l’edizione 2021 prende forma

Fabio Iuliano

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Prende forma l’edizione 2021 del Lucca Summer Festival che già può contare sulla riprogrammazione dei concerti di Celine Dion, Liam Gallagher, Nick Mason, Beck, Paolo Conte, Ben Harper e Brunori Sas. Tutti gli artisti avevano dovuto posticipare il concerto a causa dell’emergenza epidemiologica.

Per quanto riguarda gli spettacoli di Yusuf Cat Stevens, John Legend, Lynyrd Skynyrd, Liam Payne, Anderson Paak e Patti Smith, gli accordi verranno chiusi nell’arco delle prossime settimane. L’annuncio è previsto per settembre.

Infine, alla luce dei chiarimenti ottenuti dal legislatore in merito alle modifiche apportate all’Art. 88 del Dl Cura Italia dalla legge di conversione del Dl Rilancio, in ossequio alla normativa vigente, gli organizzatori procederanno al rimborso monetario per il concerto di Paul McCartney.

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Quel pianoforte ricco di speranza tra le macerie di Beirut

Antonella Valente

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Abbiamo ancora tutti negli occhi le catastrofiche immagini di Beirut. L’esplosione, avvenuta due giorni fa nel porto della capitale del Libano, ha fin’ora provocato 157 morti, 4mila feriti e circa 350mila sfollati. La deflagrazione, così come l’onda d’urto avvertita fino a Cipro (circa 250 km di distanza), è stata impressionante.

La conseguente nuvola di fumo che si è alzata nel cielo ha richiamato alla memoria scenari atomici che, neanche a farlo apposta, vedono nella giornata di oggi una tragica ricorrenza. Parliamo, ovviamente, della bomba atomica sganciata su Hiroshima il 6 agosto del 1945.

E’ di queste ore un video che vede protagonista una signora anziana della capitale libanese. May Abboud Melki, 79 anni, suona il pianoforte nella sua casa ferita dallo scoppio dell’hangar. Ci sono vetri ovunque, polvere e la tenda di una finestra penzoloni e i mobili in disordine dall’impatto dell’onda d’urto. La signora esegue, con intensità e trasporto, con passione e sentimento, “Aud Lung Syne“, anche conosciuta come il “Valzer delle Candele“, una nota composizione popolare scozzese.

A riprenderla è la nipote, May-Lee Melki, che ha condiviso il video su Facebook, spiegando di voler “Esprimere un simbolo di speranza e pace nel mezzo della disperazione. Quella casa – ha detto la ragazza – ha superato anche gli anni della guerra civile, quando veniva sfiorata dai proiettili“. Come racconta, inoltre, la nipote della pianista, la nonna ha ricevuto il pianoforte come regalo di matrimonio. Un video che sa di speranza, di forza e di coraggio per un popolo che sta attraversando una fase delicatissima della propria esistenza.

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Neil Young denuncia Trump: non usi i miei brani per promuovere odio e ignoranza

Fabio Iuliano

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“Questa denuncia non intende mancare di rispetto ai diritti e alle opinioni di cittadini americani che sono liberi di scegliere il loro candidato preferito. Tuttavia il querelante in buona coscienza non può tollerare che la sua musica sia usata come tema per una campagna di ignoranza e odio, che mira a dividere e che non riflette i valori dell’America”.

Non è la prima volta che a Donald Trump viene intimato di non utilizzare determinati brani e, dopo Rolling Stones e Linkin Park, giusto per citarne alcuni, adesso è anche Neil Young a diffidare il presidente degli Stati Uniti dall’utilizzare la sua musica durante la campagna elettorale. Il cantautore canadese, classe 1945, ha apertamente parlato di “odio” e “ignoranza” per descrivere i valori espressi da Trump. Da qui la diffida.

Un’azione che è in linea con la recente lettera aperta di artisti e band statunitensi con tanto di invito a non usare i brani senza consenso. Già alle presidenziali del 2016, quando il rocker canadese sosteva apertamente Bernie Sanders ci fu una controversia per l’uso di Trump della sua “Rockin’ in the Free World”. Per non parlare della reazione furiosa del leader dei Rem dopo che il presidente decise di usare “It’s the End of the World as We Know It (And I Feel Fine)” durante la campagna del 2015: oltre alla reazione scomposta, comunque, non venne presa alcuna azione legale.

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