Speciale Lorenzo il Magnifico, mecenate rinascimentale

Lorenzo de’ Medici, detto “il Magnifico”, fu signore senza corona di Firenze. Come disse Machiavelli in lui vivevano contemporaneamente “due persone diverse, quasi con impossibile congiunzione congiunte”.

Statista, diplomatico, intellettuale, poeta, esteta e mecenate rinascimentale. La sua vita, seppur breve, rimane ancora oggi un passaggio fondamentale nella vita dell’Italia quattrocentesca.

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La vita di Lorenzo il Magnifico

Nato il 1° gennaio 1449 da Piero de’ Medici detto il Gottoso, era nipote di Cosimo de’ Medici. Quest’ultimo, detto “il Vecchio”, fu per Firenze ciò che Augusto fu per Roma. Un abile signore capace di gestire una complessa città in maniera indiretta senza mai esporsi e facendole mantenere una parvenza repubblicana. Fu lui a permettere alla famiglia medicea l’ascesa al potere della città toscana. Lorenzo ne fu il degno erede sebbene non riuscì come lui a mantenere fiorente il Banco dei Medici.

Se la situazione finanziaria sotto il Magnifico visse un momento di crisi, quella politica e culturale, nonostante momenti di tensione, fu positiva e fiorente e con diversi ambasciatori che lo trattavano parimenti ad un re.  Lorenzo, a causa della morte precoce del padre, si ritrovò a soli 20 anni a capo della famiglia insieme al fratello sedicenne Giuliano. Accettò il potere de facto, come consuetudine nella Firenze dell’epoca, rimanendo formalmente un semplice cittadino che giurava di rispettare le istituzioni repubblicane. Lo storico Francesco Guicciardini, coevo del Magnifico, narra che il capo dei Medici riuscì a risolvere tensioni interne e riformò alcuni meccanismi di potere tanto da giungere ad una “somma pace”. Acquistò inoltre tanto potere che nessuno “si ardiva contradirlo”.

Le congiure contro i Medici

Ebbe però alcuni dissapori con il papa Sisto IV per la questione della città di Imola ambita sia da Firenze che dal pontefice. Fu quindi la famiglia rivale dei Medici, i Pazzi, a sostenere anche economicamente la Chiesa in questa disputa. I rapporti con questa fazione fiorentina peggiorarono negli anni tanto che Lorenzo e suo fratello subirono un attentato nella Cattedrale di Santa Maria del Fiore il 26 aprile del 1478. Giovanni fu l’unica vittima della “Congiura dei Pazzi” mentre il Magnifico riuscì a salvarsi fuggendo nella sagrestia Nuova.

I congiurati furono assaliti dal popolo fiorentino, ancora legato alla famiglia medicea, tanto che Francesco Salviati, vescovo di Pisa legato alla famiglia dei Pazzi, fu impiccato e appeso ad una finestra. Stessa sorte toccò ad uno degli organizzatori dell’attentato: Franceschino Pazzi.

Il papa reagì inviando un interdetto alla città, che fu invasa anche dal re di Napoli Ferdinando I, alleato pontificio. A difesa di Firenze si schierò Milano e in parte il re di Francia. Solo la grande abilità diplomatica di Lorenzo, insieme a due mesi di trattative a Napoli, nel 1480 portarono il pontefice a ritirare la scomunica. Il potere della famiglia Medici ne uscì rafforzata, nonostante i tentativi di congiura continuarono. La politica matrimoniale da una parte e gli sforzi per rendere Firenze un centro culturale internazionale non fecero che aumentare la sua fama.

Mecenatismo di Lorenzo il Magnifico

La cultura fu sempre al centro della sua azione. A 15 anni compose un’operetta pastorale intitolata “Corinto” a cui seguirono numerose altre composizioni poetiche e filosofiche, frutto dei rapporti con Marsilio Ficino, filosofo neoplatonico. Il Magnifico cercò sempre il primato della sua città tanto che con la “Raccolta aragonese”, che includeva alcune delle più importanti opere in toscano, intendeva rivendicare per la sua lingua il ruolo di modello linguistico. Nonostante ciò Lorenzo puntò ad essere riconosciuto come poeta universale in quanto tutta la sua opera poetica è contraddistinta da una grande varietà di stili e di genere.

Firenze come capitale culturale era per lui quasi un’ossessione. Suo nonno Cosimo abbellì la città che fu di Dante con chiese e palazzi, Lorenzo il Magnifico si dedicò più di diventare protettore degli artisti. Ficino, Giuliano da Sangallo, Ghirlandaio, Botticelli, il Perugino, Poliziano, Pico della Mirandola, diffusero grazie a lui l’eccellenza dell’arte e dell’intelletto fiorentino. E ancora Michelangelo, Leonardo da Vinci, con quest’ultimo apprezzato, sembra, più per le doti da inventore che da pittore.

La sua città natale divenne una sorta di nuova Atene, rifugio di poeti, letterati, umanisti, filosofi, artisti di ogni genere. Questa passione la ereditò dalla madre Lucrezia Tornabuoni, che scelse anche sua moglie, Clarice Orsini della nobile famiglia romana.

Morì l’8 aprile del 1492 lasciando un’importante eredità, soprattutto politica e culturale. Tanto che Niccolò Machiavelli gli dedicò “Il Principe”. Nelle sue opere traspare invece la triste consapevolezza della fugacità del tempo. Sottolinea la malinconia rispetto al passare degli anni e del tempo. Esalta la giovinezza e degradando la vecchiaia. L’invito diretto delle opere di Lorenzo il Magnifico è quello di non lasciarsi sfuggire la giovinezza e cogliere tutti i piaceri che ne possono derivare prima che sia troppo tardi. Il messaggio che ci tiene a far passare è che del domani non si sa nulla, quindi ciò che importa è vivere il presente e goderne fin quando si può. Una sorta di carpe diem oraziano.

“Quant’è bella giovinezza,/che si fugge tuttavia!

chi vuol esser lieto, sia:

di doman non c’è certezza.” (“Trionfo di Bacco e Arianna”)

Lorenzo nei media moderni

Il suo personaggio ha ispirato inoltre numerosi film e serie Tv.  A partire da Ettore Scola nel 1966 con l’Arcidiavolo dove il ruolo di Lorenzo il Magnifico è interpretato da Gabriele Ferzetti. Il film ispirato alla figura di Belfagor di Machiavelli vede anche la partecipazione di Vittorio Gassman.

Dal 2013 al 2015 il Medici è uno dei personaggi principali della serie britannico-statunitense “Da Vinci’s Demons”. Più recentemente, invece, è il protagonista della II e III stagione della serie andata in onda su Rai1, dal 2016 al 2019, “I Medici” in cui il ruolo di Lorenzo è recitato da Daniel Sharman, accanto ad attori come Dustin Hoffman, Richard Madden e Miriam Leone.

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Federico Rapini
Nato a Roma grazie alle notti magiche di Italia 90, si laurea in Lettere con indirizzo storico all’Università di Roma “Tor Vergata”. Cresciuto tra la passione per la Roma ed i libri di Harry Potter punta ad una nuova laurea in Filologia. Ancora deve capire se essere un Grifondoro o il nuovo Totti

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