Lontano da etichette e pregiudizi, Omar e il suo urban pop per uscire dagli schemi

Ricominciare” è un’aperta lettera di sfogo che racconta a un destinatario assente la difficoltà di riprendere in mano la propria vita in seguito a una frattura emotiva. Il sound di Omar, artista che sceglie di celare la propria identità al solo fine di far parlare la musica (come è anche giusto che sia, insomma) è fresco e attuale, risultato di una fusione tra pop sperimentale, r’n’b e hip hop.

Benvenuta su The Walk Of Fame, ti va di presentarti ai nostri lettori?

Ciao a tutti, sono OMÄR, il mio fine è quello di scrivere canzoni (possibilmente) belle, vere e autentiche. Le etichette non mi appartengono, sono brutte e spesso nocive e mi piacerebbe che gli ascoltatori si concentrassero sulla mia musica, non sul mio aspetto fisico. Piacere di conoscervi.

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Perché scegli di celare la tua identità?

Sto ricevendo tantissimi messaggi da parte degli ascoltatori di “Ricominciare”, nessuno di questi riferiti al mio aspetto, ma solo riguardo alla mia canzone. Per me significa tantissimo. Non ho paura di “metterci la faccia”, ne lo faccio per hype, lo faccio per essere capita ed ascoltata veramente. Sono una donna in un mondo prevalentemente maschile, purtroppo ancora oggi devo sottostare a dei giudizi estetici, prima di essere presa in considerazione.

“Ricominciare” racconta di quanto possa essere arduo riprendere in mano la propria vita. Quale è stato l’episodio che ti ha spinto a scrivere questo brano?

Sapete quei periodi in cui non c’è nulla che va come vorreste? Ecco, arrivavo da un momento simile, mi sentivo schiacciata dal peso di come sarei dovuta essere secondo gli altri. Per me OMÄR e Ricominciare è stata una liberazione. 

Possiamo quindi affermare che la tua musica nasce dal cuore, direttamente dallo stato d’animo che vivi e influenza il tuo presente?

Lo spero, per me è davvero così. Ricordo ancora il momento esatto quando ho capito che scrivere mi stava aiutando a superare i momenti bui, nonostante siano passati molti anni ormai. Ero in metro, stavo passando un gran bel periodaccio, ero triste ed arrabbiata, ma non sapevo come tirare fuori tutte quelle emozioni. Ho preso il telefono e ho scritto di getto quello che avevo in testa. Istantaneamente mi sono sentita meglio: avevo scoperto un vero tesoro. 

Cosa è per te un futuro migliore? Un auspicio, un progetto o una speranza?

Penso a questo anno come un anno di preparazione per il prossimo. Vorrei che nel 2021 ci sia la possibilità di abbracciare chiunque senza farsi troppe paranoie. Prima di ogni progetto e ambizione, c’è la speranza di un ritorno alla normalità.

La tua musica presenta molte sfumature di generi differenti. Come la descriveresti?

Credo sia un mix di generi che però si potrebbe incontrare sotto i termini “urban pop” e “alternative pop”.

Lascio a te le ultime parole per chiudere la nostra intervista e salutare i lettori di The Walk Of Fame

Ciao a tutti lettori di The Walk Of Fame, grazie per essere arrivati fino alla fine. Ora veniamo alle cose serie: lavatevi le mani, mettete la mascherina e ascoltate OMÄR!

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