L’inverno di Napoli si colora con una mostra speciale su Artemisia Gentileschi

Dal 3 dicembre 2022 al 20 marzo 2023, le Gallerie d’Italia, nella nuova sede di via Toledo a Napoli, accoglieranno una speciale mostra su Artemisia Gentileschi. Per la prima volta infatti verrà indagata a fondo l’ultima fase della sua parabola artistica, quella partenopea.

Artemisia a Napoli

“Artemisia Gentileschi a Napoli”, così è intitolata la mostra che a dicembre illuminerà la culla del Vesuvio. Non si tratta di una mera indicazione logistica, bensì di un esplicito riferimento all’ultimo periodo della carriera dell’artista, il meno conosciuto finora.

Se infatti tutti apprezzano Artemisia come la più celebre pittrice del XVII secolo, una delle più illustri seguaci del Caravaggio, nonché emblema di emancipazione femminile, ben pochi conoscono la sua prolifica attività nella capitale borbonica. Questo il focus della monografica sull’artista prevista dal 3 dicembre 2022 nella nuova sede napoletana delle Gallerie d’Italia.

Un taglio innovativo che getta luce su una fase misconosciuta dell’attività della pittrice e che si propone di riannodare i fili di un’esistenza rivoluzionaria. Organizzato in special partnership con la National Gallery di Londra, l’evento vede il direttore del museo britannico Gabriele Finaldi nel ruolo di specialist advisor e gli studiosi Ernesto Denunzio e Giuseppe Porzio nelle vesti di curatori.

Artemisia Gentileschi, Giuditta che decapita Oloferne, particolare, 1612-1613, Napoli, Museo e Real Bosco di Capodimonte.

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Il forte legame dell’artista con la città

Artemisia Gentileschi decise di trasferirsi a Napoli a 37 anni, nell’estate del 1630. La città, in quanto capitale del Viceregno Spagnolo, offriva un clima culturale particolarmente ricco di stimoli.

Il ricordo di Caravaggio era ancora molto vivido, pertanto la pittrice avviò una fervente bottega confrontandosi con maestri locali di alto livello quali Massimo Stanzione, Onofrio Palumbo e Bernardo Cavallino. Ottenne commissioni da mecenati potenti come don Antonio Ruffo di Sicilia e Filippo IV di Spagna; incontrò anche Velázquez e lavorò insieme a lui per conto della regina Maria d’Austria.

L’artista romana trovò così corroborante lo scenario artistico partenopeo che scelse di stabilirsi definitivamente a Napoli. Ad eccezione di un breve soggiorno a Londra infatti rimase in città fino alla morte avvenuta nel 1653.

Nel periodo della maturità Artemisia dimostrò di essere un’artista completa e versatile, capace di rinnovare la propria arte in base alle contemporanee trasformazioni del gusto. Tra le opere di maggior prestigio troviamo le tele realizzate per la Cattedrale di Pozzuoli al Rione Terra e la grande tela dell’Annunciazione, ora conservata al secondo piano del Museo di Capodimonte.

Artemisia Gentileschi, Annunciazione, 1630, Napoli, Museo e Real Bosco di Capodimonte.

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L’intento della mostra

Sono le figure femminili dipinte da Artemisia, tuttavia, a conquistare il pubblico partenopeo. Eroine come Cleopatra, Giuditta, Pero (protagonista della Caritas Romana, recentemente ritrovata in Austria) mostrano una precisione anatomica, una potenza e un’espressività fuori dal comune. Il loro grande apprezzamento in loco è dimostrato dalle innumerevoli repliche e varianti immesse con successo sul mercato.  

Partendo proprio da questo aspetto, la mostra “Artemisia Gentileschi a Napoli” riunirà moltissime opere provenienti da collezioni pubbliche e private, sia italiane che estere. Lo scopo è proprio quello di ricostruire, con metodo scientifico, l’esatta cronologia e la precisa cifra stilistica dell’ultimo periodo di Artemisia Gentileschi; allontanandosi da strade già battute con specifiche ricerche d’archivio, il percorso espositivo intende completare il ritratto di un’artista fondamentale per l’evoluzione pittorica del XVII secolo e dei decenni a seguire e che, ancora oggi, è tra le più ammirate al mondo.

Il luogo della mostra, allestita nella nuova sede in via Toledo delle Gallerie d’Italia, è un ulteriore fattore di prestigio. Il museo di Napoli, infatti, insieme a quelli di Milano, Torino e Vicenza, è parte del grande progetto museale “Gallerie d’Italia” di Intesa Sanpaolo, guidato da Michele Coppola, Executive Director Arte, Cultura e Beni Storici della Banca.

Per informazioni sulla mostra è possibile consultare il sito web www.gallerieditalia.com .

Artemisia Gentileschi, Cleopatra, 1633-1635 circa, Roma, collezione privata.

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Nata a L’Aquila nel 1985, Francesca Massaro consegue la laurea magistrale in Storia dell’Arte nel 2011. Nel 2016 scrive il catalogo della mostra Babele e inizia rapporti di consulenza e critica artistica per artisti aquilani e abruzzesi. Nel 2020 vince il premio letterario Fëdor Dostoevskij- sezione narrativa. Attualmente redige articoli per riviste e siti web del settore e coltiva la sua passione per la scrittura creativa.