L’Estate di San Martino, tre giorni e un pochino

L’Estate di San Martino dura tre giorni e un pochino” (detto popolare). 

In pieno autunno, prima che arrivi l’inverno, subito dopo i primi freddi, può accadere di vivere alcuni giorni di insolito bel tempo. Questa atipica temperatura e questo anomalo sole intorno all’inizio di novembre (nell’emisfero australe lo stesso fenomeno si verifica tra i mesi di aprile e maggio) vengono chiamati “Estate di San Martino”. Non si tratta di un ultimo, disperato, colpo di coda della bella stagione, ma di un vero e proprio fenomeno climatico, avvolto da magia e mistero.

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Martino di Tours

Quattromila sono le chiese che gli sono dedicate solo in Francia, anche in e in altre parti del mondo Martino è uno dei santi più adorati e apprezzati. Nato in Pannonia (odierna Ungheria) è figlio di un ufficiale dell’esercito romano, giovanissimo si arruola a sua volta nella cavalleria imperiale, prestando poi servizio in molti luoghi tra cui la Gallia.

Proprio i Gallia l’11 Novembre di moltissimi ani fa Martino esce di casa a cavallo, indossando l’armatura e un grande mantello caldo e foderato di lana. Dal cielo impazza un temporale e la pioggia e i fulmini colpiscono instancabili la terra e tutto ciò che vi sta sopra. All’improvviso, lungo la strada, Martino nota un povero vecchio ricoperto di qualche straccio che sta chiedendo l’elemosina, fa molto freddo e l’uomo trema. Il cavaliere lo guarda e si impietosisce. Con un colpo netto della sua spada taglia in due il suo mantello e ne regala una metà al pover’uomo davanti a lui. Mentre si allontana, improvvisamente, il tempo comincia a cambiare: l’aria si scalda e spunta il sole a illumiare tutto il precedentemente tetro paesaggio. La stessa notte il santo sogna Cristo che lo ringrazia per la carità dimostrata.

La festa è particolarmente sentita in tutta Italia, in questo periodo si assaggia il vino novello e si consumano abbondanti quantità di castagne. Degna di nota è l’usanza veneziana. Qui i bambini girano per la città entrando nelle case e nei negozi e chiedendo caramelle e dolcetti e cantando una filastrocca, no a caso il giorno di San Martino è spesso definito l’Halloween italiana.

A proposito di Halloween, è noto come il mese di novembre sia strettamente connesso all’aldilà e al regno dei morti, infatti quella di San Martino è anche detta “l’estate dei morti”. Ce lo ricordava anche Giovanni Pascoli, in una meravigliosa poesia dedicata proprio a questi giorni strani a cavallo tra la luce e il buio, la vita e la morte.

Silenzio, intorno: solo, alle ventate,
odi lontano, da giardini ed orti,
di foglie un cader fragile. È l’estate,
fredda, dei morti.

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Licia De Vito
Archeologa, nata e cresciuta in Abruzzo, vive a Roma dal 2009. Dopo la laurea magistrale conseguita presso l’Universita “La Sapienza” di Roma ha proseguito gli studi frequentando la Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici dello stesso ateneo. Appassionata di storia e viaggi, avrebbe voluto essere Lara Croft, è diventata un “Ummarell”.

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