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Leggere Sempre: il festival per celebrare la Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore

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Per celebrare la Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore, Biblioteche di Roma, nel suo 25esimo compleanno, in collaborazione con l’Associazione Italiana Editori (AIE), organizza in diretta streaming Leggere sempre. Un festival di due giorni, 23 e il 24 aprile, dedicato al piacere del leggere e alle biblioteche di pubblica lettura. Una due giorni con incontri e approfondimenti che ci condurranno in un viaggio tra i libri, le biblioteche e la città di Roma attraverso numerose letture realizzate in collaborazione con Romaeuropa Festival e che si inserisce all’interno dell’iniziativa Maggio dei Libri, organizzata dal Centro per il Libro e la Lettura.

«Leggere Sempre – afferma Lorenza Fruci, Assessora alla Crescita Culturale – non é solo il bel titolo di questo festival ma anche la motivazione per cui in tutti i nostri quartieri c’é una Biblioteca, fondamentale presidio di conoscenza. Leggere rappresenta la voglia di conoscere, la possibilità di scoprire il mondo. Crescita culturale e personale. La rete delle Biblioteche a Roma racconta tanti punti di luce, per accendere il maggior numero possibile di intelligenze. La giornata mondiale del libro e del diritto d’autore è la giornata di tutti coloro che amano leggere, che credono nello scambio di pensieri fra esseri umani, una giornata che celebra la libertà».

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Tante sono le testimonianze in programma. Dall’argentino Alberto Manguel, bibliofilo cosmopolita, vicino a Jorge Luis Borges, al Direttore della Biblioteca Bodleiana dell’Università di Oxford Richard Ovenden e ancora Marino Sinibaldi, autore dello storico format Fahrenheit e Presidente del Centro per il Libro e la Lettura. Dalle accademiche Lina Bolzoni, Nadia Fusini, Letizia Muratori e Daria Galateria a scrittori che negli ultimi anni hanno conquistato lettori e riconoscimenti in tutto il mondo: Manuel Vilas, Melania Mazzucco, Nadia Terranova e Lidia Ravera. E poi tante letture di testi sul libro: Gustave Flaubert, Marguerite Yourcenar, Romano Guardini, Virginia Woolf, Herman Hesse, Isaac Asimov, Alberto Vigevani, Giuseppe Pontiggia e tanti altri.

 «La Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore – dichiara Vittorio Bo, Commissario Straordinario Istituzione Biblioteche Centri Culturali di Roma Capitale – rappresenta prima di tutto la difesa e la libertà del sapere dell’uomo. I libri sono, da secoli, il deposito delle memorie e delle storie dell’umanità e attraverso di essi conosciamo mondi, passioni, idee che ci vengono tramandate per essere interpretate da noi e portate nelle nostre vite, per consegnarle al futuro. Un concetto espresso chiaramente dalle recenti misure governative che consentono alle librerie e alle Biblioteche di restare aperte, anche nelle zone rosse, stabilendo un principio di non poco conto nel nostro Paese. E cioè il fatto che i libri, in Italia, costituiscono un bene essenziale al pari dei generi di prima necessità, fondamentali come un farmaco o un alimento. Una cura e una commestibilità ritenute risorse primarie”.

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Di seguito il programma di Leggere Sempre

VENERDI’ 23 APRILE

ore 10

Saluti istituzionali

On.Flavia Piccoli Nardelli, Commissione Cultura

Lorenza Fruci, Assessora alla Crescita Culturale

Marino Sinibaldi,Presidente del Centro per il Libro e la Lettura

Ricardo Franco Levi – Presidente dell’Associazione Italiana Editori

Vittorio Bo – Commissario Straordinario Istituzione Biblioteche Centri Culturali di Roma Capitale

ore 10,30

Lectio magistralis

La biblioteca come metafora, con Alberto Manguel. Traduzione consecutiva di Marina Astrologo

ore 11

Trame della lettura

Inaugurazione della mostra di Luisa Longo

ore 11,30

La meravigliosa solitudine della lettura, con Lina Bolzoni, a partire dal libro Una meravigliosa solitudine. L’arte di leggere nell’Europa moderna (Einaudi, 2019)

ore 12

Lettura

Noemi Francesca legge Marcel Proust, Il piacere della lettura (Feltrinelli, 2016)

ore 12,15

Il piacere dei classici, con Daria Galateria, a partire dall’ultimo libro di Amélie Nothomb, Gli aerostati (Voland, 2021)

ore 12,45

Letture

Lorenzo Terenzi legge Gustave Flaubert, Bibliomania in Storie di libri amati, misteriosi, maledetti (Einaudi, 2011)

Gabriele Paolocà legge Anatole France, Bibliofilia in Storie di libri amati, misteriosi, maledetti (Einaudi, 2011)

Federica Cassini legge Marguerite Yourcenar, Memorie di Adriano (Einaudi, 2014)

Riccardo Festa legge Stuart M. Kaminski, L’uomo che odiava i libri in Storie di libri amati, misteriosi, maledetti (Einaudi, 2011)

ore 14,30

Roghi di libri e di anime, con Richard Ovenden e Marino Sinibaldi, a partire dal libro Bruciare libri (Solferino, 2021). Traduzione consecutiva di Marina Astrologo

ore 15,15

Letture

Alessandra Langellotti legge Hermann Hesse, L’uomo con molti libri in Storie di libri amati, misteriosi, maledetti (Einaudi, 2011)

Anna Barenghi legge Isaac Asimov, Chissà come si divertivano in Storie di libri amati, misteriosi, maledetti (Einaudi, 2011)

Gioia Salvatori legge Mauro Giancaspro, Nel paese dove tutti vogliono leggere in Storie di libri amati, misteriosi, maledetti (Einaudi, 2011)

Gioia Salvatori legge Giuseppe Pontiggia, Leggere in L’isola volante (Mondadori, 1996)

ore 15,35

Leggere in uno scatto

Premiazione del concorso fotografico indetto da Biblioteche di Roma in occasione della Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore

ore 16,05

I luoghi di Plautilla, con Melania Mazzucco, a partire dal libro L’architettrice (Einaudi, 2020)

ore 16,35

Maestre d’amore, con Nadia Fusini, a partire dal libro Maestre d’amore. Giulietta, Ofelia, Desdemona e le altre (Einaudi, 2021)

ore 17,05

Letture

Federica Cassini legge Virginia Woolf, Come si legge un libro? in Il lettore comune (Il Melangolo, 1996)

Gabriele Paolocà legge Alberto Vigevani, La febbre dei libri.Memorie di un libraio bibliofilo (Sellerio editore Palermo, 2000)

Evelina Rosselli legge Cristopher Morley, Il parnaso ambulante (Sellerio editore Palermo, 1992)

Noemi Francesca legge Romano Guardini, Elogio del Libro (Morcelliana, 1985-2017)

SABATO 24 APRILE

ore 10

Saluti istituzionali

ore 10,30

Roma è mio padre e mia madre, con Manuel Vilas, autore di Roma (Visor, 2021), in collaborazione con la casa editrice Guanda. Traduzione consecutiva di Rossana Ottolini

ore 11 

Roma, città per scomparire, con Lidia Ravera, a partire dal libro Avanti, parla (Bompiani, 2021)

ore 11,30

Guida acustica alla città di Roma, con Letizia Muratori, a partire dal libro The Passenger – Roma (Iperborea, 2021)

ore 12

Come una storia d’amore, con Nadia Terranova, a partire dall’omonimo libro (Giulio Perrone, 2020)*Letture a cura di Romaeuropa Festival

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Il Grande Gatsby: il gangster gentile di Fitzgerald ha ancora tanto da insegnarci

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Era il 1925, quando lo scrittore americano Francis Scott Fitzgerald pubblicava uno dei suoi romanzi più celebri, “The Great Gatsby” (Il grande Gatsby), romanzo ambientato nella Long Island negli anni Venti. Così facendo, svelò al mondo il personaggio di Jay Gatsby, tra i più iconici della letteratura statunitense del Novecento. Dalle pagine dell’opera ne sono derivate delle trasposizioni cinematografiche: la prima nel 1926 nel film muto, andato purtroppo perduto, diretto da Herbert Brenon. Una seconda trasposizione vi fu nel 1949 con l’adattamento di Elliott Nugent. Nel 1974 il “Grande Gatsby” acquisì il volto di Robert Redford nella pellicola diretta da Jack Clayton.

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Infine, trentanove anni dopo (2013), con il volto di Leonardo DiCaprio nella particolare (e molto sopra le righe) versione di Baz Luhrmann, regista famoso per le sue trasposizioni in chiave moderna di storie ambientate nel passato. Vale la pena citare il suo “Romeo+Giulietta” del 1996. Di recente si è parlato di una serie tv ispirata al romanzo: il produttore Blake Hazard, pronipote di Fitzgerald, ha accennato a una rilettura di questa storia senza tempo con un nuovo sguardo ai suoi contenuti. A otto anni dall’uscita del remake di Luhrmann è doveroso ripercorrere la storia e le caratteristiche del grande personaggio che ha fatto riflettere e innamorare numerose generazioni.

Ma chi è Jay Gatsby? Questa è la domanda che percorre insistentemente l’intera storia. Tutti se lo chiedono in continuazione e i personaggi che incontriamo nel corso delle pagine ne illustrano differenti versioni. Sia nel romanzo che nelle trasposizioni cinematografiche appare come un uomo sfuggente, poco facile da inquadrare. Ma alla fine la risposta arriva, abbagliante come la luce verde infondo al suo pontile. Gatsby è un sognatore, un uomo che come un fiore di loto si è adegua al mondo a cui appartiene ma non per questo la sua purezza ne viene contaminata, men che meno i propri ideali. Jay, nato povero e privo di mezzi sogna una vita grandiosa per sé e per Daisy, l’amore della sua vita. Sogno che lo porta a lasciarla e a rischiare di perderla per sempre pur di innalzarsi e ad afferrare l’occasione di abbandonare la mediocrità.

Gatsby, scaltro e intelligente, fa tesoro delle sue esperienze e non butta via niente, sa che un giorno gli serviranno. E quando la fortuna incontra l’occasione il risultato è quello di un uomo che, grazie a determinazione e volontà, da niente riesce ad avere tutto. Ma gli anni passano e le cose cambiano e Jay si ritrova ad avere tutto: soldi, ricchezza e ogni tipo di riconoscimento e privilegio. Ma non ha Daisy. Lei , stanca di aspettare, abbraccia una nuova vita, forse per comodo o forse per amore, ma alla fine ha la “forza” di abbandonare il suo sogno giovanile per guardare in faccia la realtà. Gatsby no, lui non abbandona il suo sogno e la visione della vita insieme a Daisy che da sempre abita la sua mente.

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Ma chi è il più forte dei due?

Quanto coraggio ci vuole nel portare avanti un sogno ad ogni costo?

Quanto pesa la speranza?

Forse, come sosteneva Bukowski, questa altro non è che un fungo velenoso. Abbandonala e sarai libero…

Gatsby fino alla fine si batte per il suo sogno giovanile, non facendo però i conti con la mutevolezza della vita e con il cambiamento. Un cambiamento che, come un bambino, non riesce ad accettare e a comprendere. Convinto di poter ripetere il passato, va avanti ancora e ancora e con pazienza aspetta, aspetta lungo il suo pontile cercando di afferrare la luce verde proveniente da Daisy al di là della baia. Ma una luce, come un sogno così distante, è inafferrabile.

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Alla fine, immersi in un carosello di feste sfarzose, ricchezza ma soprattutto ipocrisia e falsità, comprendiamo come l’unico vero essere umano di tutta la vicenda sia Gatsby, insieme all’unica persona che lo ha sempre visto per quello che è realmente: il buono e onesto cugino di Daisy che, con una delicatezza disarmante, cerca di tenerlo con i piedi per terra, supportandolo ma non giudicandolo.

A novantasei anni dall’uscita del romanzo di Fitzgerald possiamo ancora immaginare il vecchio Jay lungo il suo pontile perseguire il suo sogno di speranza.

Così continuiamo a remare, barche controcorrente, risospinti senza posa nel passato“.

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“2119, la disfatta dei sapiens”: il mondo distopico di Sabina Guzzanti

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Siamo sempre stati abituati a viverci e goderci una Sabina Guzzanti in vesti di comica satirica, sempre pronta a mettere i puntini sulle “i” per quanto riguarda la politica italiana e non solo, con la sua dialettica, i suoi personaggi e quelle teorie volte a farci riflettere e a mettere in croce più di qualche autorità. Stavolta è diverso. Sabina ha scritto un libro, ma non parla di satira o politica. Almeno non direttamente. 2119, la disfatta dei sapiens è un romanzo.

Un romanzo distopico, ambientato in un futuro dove la Terra è vittima di una trasformazione dovuta ad una catastrofe naturale. L’uomo vive ancora sul nostro pianeta, ma non è a pieno il protagonista della sua stessa storia. I robot sono a capo della società; istruzione, giustizia, i media sono tutti sotto il controllo di queste macchine. L’unica testata giornalistica “partigiana” che resiste all’avvento del futuro, si chiama Holly, pronta a tutto per salvare il mondo da un potente esperimento informatico, ovvero un apparecchio sottocutaneo che “controlla”  gli uomini e li anestetizza dal dolore, quindi dalla vita stessa.

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Isolati da tutto e tutti, su una vera e propria isola carica di vegetazione e natura, riusciranno i nostri eroi nell’ardua impresa? Il nostro cervello è in mano a qualcuno più potente di noi. Non siamo totalmente consapevoli delle nostre scelte, voglie, dei nostri desideri. Ci facciamo controllare a nostra insaputa, ben felici di essere segretamente addomesticati, senza avere ripercussioni. Siamo proprio sicuro che la storia narrata da Sabina Guzzanti, sia così lontana dalla nostra realtà? Andiamo per ordine…

Sabina crea un mondo onirico, una vera e propria nuova geografia per la nostra Terra. Prendendo ispirazione da ciò che ancora la natura ci dona, ha dato vita ad un universo carico di naturalismo, di ritorno al primitivo ancestrale, che ci sconnette totalmente dalla tecnologia madre, sempre pronta a tenerci all’oscuro di tutto. Favignana, isola siciliana dalla potenza naturalistica indiscussa, fa da sfondo ai pensieri e alle sembianze del quartier generale della rivista Holly, lo dichiara la Guzzanti stessa in un’intervista per Librerie Ubik.

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Protagonisti della storia sono tutti quei personaggi che, con tutte le loro sfaccettature, ci mostrano ogni singola parte di noi: la paura del dolore, la mancanza dell’amore e delle emozioni, il ritorno all’ancestrale, la voglia di cambiamento. “La posta in gioco è la difesa dell’ultima goccia di libero arbitrio rimasto” così dichiara la stessa autrice, raccontando il vero senso della battaglia di questo gruppo di ribelli. In un mondo sintetico, carico di noia, dove i social e la manipolazione sono al centro di tutto… la ribellione, la presa di coscienza, è difficile ma necessaria.

Alla domanda “Vedresti la tua opera sul grande o sul piccolo schermo?” Sabina sorride e annuisce convinta. Da ottima sceneggiatrice potrebbe lei stessa curare una trasposizione cinematografica, anche se non ci nasconde che preferirebbe vedere Holly e la sua battaglia, in una serie TV all’americana, da grande appassionata qual è del genere. Questo romanzo è un campanello d’allarme. Chi crede di viaggiare in un fantasy fantascientifico, distaccando la mente dalla realtà e dai suoi problemi, si sbaglia.

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Durante la lettura, una piccola e fioca luce pian piano prende vigore, mostrandoci un futuro nemmeno troppo distante, governato dalle macchine, dalla pubblicità, dai tanto amati social che ci fanno sentire sempre apprezzati e belli. Il velo di paura che percorre li nostri occhi a fine lettura, è palese e inevitabile. Allora sei davvero tu che stai scegliendo della tua vita, o c’è qualcun altro, ben nascosto, che ti fa credere di essere protagonista della tua storia, scegliendo per te? Ai lettori l’ardua sentenza… e riflessione.

Titolo: 2119, la disfatta dei sapiens

Autore: Sabina Guzzanti

Data di pubblicazione: 2021

Casa Editrice: HarperCollins Italia

Genere: narrativa, fantascientifico, distopico

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Un promemoria per Il libro delle case di Andrea Bajani

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Andrea Bajani, fra gli scrittori contemporanei più originali del panorama nostrano, classe ’75, è giunto alla rosa dei candidati del Premio Strega con la sua ultima opera,Il libro delle case (Feltrinelli). Romanziere originale, immaginativo e capace di disegnare intrecci narrativi suggestivi, esprime tuttavia l’intensità più vera e imprevedibile della parola nello spazio ristretto della Poesia, in cui gli elementi di stupefazione, l’incanto infantile e le questioni esistenziali dei suoi pensieri si esprimono con una forza ritmica sempre sorprendente.

Bajani è anche e soprattutto poeta e la sua silloge più significativa, Promemoria, edita da Einaudi e assolutamente da recuperare, conferma quella sottesa gioia infantile che si districa fra il grigiore della difficile vita quotidiana.

Continuare ancora le ricerche

essere forti. Cercare di capire

perché e quando siamo morti.

Trovare la scatola nera e poi

ascoltare. Alla fine colorarla.

Promemoria è una lista di “appunti” poetici: di cose da fare, di vita da vivere, di pensieri da affrontare; tutte cose da ricollocare nella vita di tutti i giorni; è una raccolta assai originale che detta profonde affinità con Il libro delle case, romanzo in cui le abitazioni – non a caso anch’esse listate, capitolo dopo capitolo – raccolgono momenti esistenziali fondamentali dei personaggi, sentimenti e verità custoditi entro quattro mura che puntualmente cambiamo proprietario e storia ma si ricollegano per quadrare la vita di Io, il protagonista, e la vita dell’Italia negli ultimi decenni: una vita consumata nelle stanze. Promemoria offre per contro il vero Io di Bojani, che Einaudi ha ben accolto nella sua Collezione di Poesia: in questo periodo di prima maturità e maggior consapevolezza stilistica, il narratore non si nasconde negli intrecci di una finzione letteraria (peraltro efficacissima) ma sottende un sentimento genuino sulle cose, uno sguardo che ferma il tempo:

Farsi consegnare da una donna la parola
amore riparata. Non dimenticarla accesa
non guardarla fissa non farla fulminare.
Ogni quattro anni un controllo generale.
Se si rompe ancora contattare un cane.

La poesia di Bajani svela una sensibilità autentica senza orpelli, geniale, con una delicatezza e originalità debitrice  della dimensione del sogno.

Il libro delle case

di Andrea Bajani

Feltrinelli editore

Pagg. 256, € 17

Promemoria

di Andrea Bajani

Einaudi editore

di Pietro Fratta

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