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Teatro

Lavia sfida le Leggi della gravità in anteprima nazionale al Teatro Caniglia

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È con uno spettacolo in anteprima nazionale che il teatro Maria Caniglia di Sulmona (L’Aquila) torna ad alzare il sipario, finalmente in presenza del pubblico: sabato 12 giugno 2021 alle ore 18.30 andrà in scena Le leggi della gravità, la nuova produzione di Effimera Srl in coproduzione con il Teatro della Toscana- Teatro Nazionale, con Gabriele Lavia, che firma anche la regia, Federica Di Martino ed Enrico Torzillo.

Tratto dal romanzo di Jean Teulé, adattato dallo stesso Lavia, Le leggi della gravità narra la vicenda di una donna che una notte si reca in commissariato per confessare l’omicidio del marito violento, caso avvenuto dieci anni prima e all’epoca archiviato come suicidio: l’uomo si era gettato dell’undicesimo piano del palazzo. Manca poco più di un’ora allo scadere dei termini per la riapertura del caso e solo ora la donna afferma di averlo spinto lei stessa giù dal balcone.

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Una congiuntura spazio temporale in cui prendono forma due leggi di gravità diverse, quella fisica di 9,81 metri al secondo, che porta un corpo in caduta libera a schiantarsi al suolo, e quella metafisica, non misurabile eppure così tangibile: la caduta delle coscienze dentro i fallimenti delle proprie vite. Lo spettacolo sarà preceduto da dieci giorni di allestimento che si propongono come una finestra sul territorio.

“L’uomo cade nella vita. Cade nel suo dolore, come cade nella felicità e nel successo. L’uomo cade, precipita nel fallimento e fa male. In una notte freddissima un uomo e una donna prendono coscienza delle loro cadute. Ma vivere forse è la presa di coscienza dei propri dolorosi fallimenti”, commenta Lavia.

Lo spettacolo, che vede in scena insieme a Lavia l’attrice di origini abruzzesi Federica Di Martino, vincitrice di numerosi riconoscimenti e nominata Ambasciatrice d’Abruzzo nel Mondo per meriti artistici nel 2013, sarà preceduto da dieci giorni di allestimento nel Teatro Caniglia: un periodo in cui non mancheranno occasioni per coinvolgere gli abitanti del territorio, in particolare i giovani. Lavia infatti incontrerà a teatro alcune classi provenienti dagli istituti scolastici del comprensorio e con loro dialogherà sul ruolo del teatro nella formazione della società del domani. A un numero limitato di allievi attori e appartenenti alle associazioni teatrali del territorio sarà inoltre consentito di poter assistere alle prove.

Federica Di Martino – Foto @deblasio

“Sognavamo una grande riapertura per il nostro Teatro, l’abbiamo attesa, per mille volte reinventata e finalmente conquistata e adesso non vediamo l’ora di accogliervi in sala”, dichiara Patrizio Maria D’Artista, direttore artistico della stagione di prosa del Caniglia di Sulmona. “La presenza in città di Gabriele Lavia, uno dei grandi maestri del teatro italiano, rappresenta un valore aggiunto di grande pregio in questo appuntamento così importante per la nostra comunità. Partecipare oggi vuol dire dare il proprio contributo alla costruzione di un futuro possibile”.

“L’affidamento in via sperimentale della stagione di prosa voluto dall’Amministrazione Comunale non ha tardato a dare i suoi frutti”, afferma l’assessore alla Cultura Manuela Cozzi. “Per tutto l’inverno, nonostante il permanere del gravoso periodo di chiusura, il Teatro è stato presente con spot, attività di comunicazione, interviste e contenuti on line e una prima seppure virtuale, di grande interesse. Aver attratto l’interesse del maestro Lavia e della sua compagnia per questa anteprima Nazionale è un riconoscimento al lavoro dell’associazione culturale Meta e anche una conferma che abbiamo scommesso su un percorso indubbiamente valido”.

I biglietti per assistere allo spettacolo saranno acquistabili, a partire da giovedì 20 maggio prossimo, all’Ufficio turistico di Sulmona, sito nel Palazzo della Ss. Annunziata in Corso Ovidio, e sulla piattaforma online Oooh.events, alla quale sarà possibile accedere anche attraverso il sito ufficiale del teatro www.teatromariacaniglia.com.

L’Associazione Culturale Meta, promotrice dell’evento, nonostante la drastica riduzione dei posti disponibili in sala (oltre il 50% in meno rispetto alla capienza ordinaria) propone al pubblico del teatro una riduzione dei prezzi d’ingresso rispetto alla scorsa stagione di prosa: Platea e palchi di I e II Ordine € 25 (ridotto € 23), Palchi di III ordine e Anfiteatro € 22 (ridotto € 20), Palchi IV ordine € 15 (ridotto € 13), Loggione € 13 (ridotto € 10). Il giorno dello spettacolo sarà possibile acquistare i biglietti sia online che al botteghino del teatro. Per informazioni è possibile visitare il sito www.teatromariacaniglia.com, scrivere una mail all’indirizzo info@teatromariacaniglia.com o inviare un messaggio privato sui canali social del Teatro Maria Caniglia. Per informazioni telefoniche contattare il numero 349.3267243.

Giornalista, docente di lingue straniere, tra le collaborazioni l’agenzia Ansa e il Centro (testata ex gruppo L’Espresso-Finegil Editoriale). In passato ha lavorato a Parigi e Milano con Eurosport e Canal +. Come blogger, oltre ad aver seguito vari eventi sportivi internazionali, dalle Universiadi (in Europa e in Asia) alla Race Across America – la folle corsa ciclistica da un capo all’altro degli Stati Uniti – ha condotto alcune inchieste sull’immigrazione con reportage in Italia, Romania e Marocco. Nel 2007 ha vinto il premio giornalistico Polidoro. Nel 2016 ha firmato “New York, Andalusia del Cemento – il viaggio di Federico García Lorca dalla terra del flamenco alle strade del jazz” (Aurora edizioni), l’anno successivo Lithium 48, sempre per la stessa casa editrice.

Teatro

“Il Terzo Reich”: al Teatro Comandini vla nuova installazione di Romeo Castellucci

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Mercoledì 16 giugno al Teatro Comandini (in doppia replica: ore 20.30 e ore 22.00)la Societas presenta, nell’ambito della stagione ERT a Cesena, la nuova installazione di Romeo Castellucci che ha da pochi giorni debuttato alla Triennale di Milano, Il Terzo Reich: realizzazione video di Luca Mattei con i suoni di Scott Gibbons e una performance coreografica d’apertura di Gloria Dorliguzzo e Jessica D’Angelo. Anche martedì 15 sono previste due repliche, negli stessi orari, a cura della Societas.

Il Terzo Reich è una rappresentazione sequenziale di tutti i sostantivi del vocabolario italiano (tradotti poi in diverse lingue) proiettati, uno a uno, su un mega schermo. La totalità del reale è messa a disposizione dello spettatore attraverso il suo equivalente linguistico. Ma la sequenza è frenetica, i nomi si affastellano a una velocità tale che non si ha il tempo di discernerli. Lo spettatore si misura con la capacità della retina e della memoria di trattenere una parola che appare nel baleno di un ventesimo di secondo. I vocaboli che è possibile catturare rimangono impressi di necessità, inculcati a forza.

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Chi guarda, esposto a questo trattamento, subisce il linguaggio sotto l’aspetto della quantità: non percepisce il cosa, ma il quanto. Il Terzo Reich mette in scena la violenza della comunicazione, lo stato di assedio a cui le facoltà percettive umane sono sottoposte, l’assenza di tregua, la negazione di vie di fuga.

Informazioni

per le rappresentazioni del 16 giugno: Teatro Bonci, piazza Guidazzi – Cesena

Prezzi dei biglietti: da € 7 € a € 15 (prevendita 1 euro)

Biglietteria: dal martedì al sabato dalle 10.00 alle 14.00; il giorno dello spettacolo al Teatro Comandini dalle ore 19.30

Leggi anche: “Euro 2020, sport e musica per guardare oltre: esplosione di colori alla cerimonia inaugurale

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Teatro

Il regista Pompei racconta Grassi, Strehler, de Bosio nel suo volume “Teatro al centro”

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fabrizio pompei

È uscito Teatro al centro, il libro con cui il regista Fabrizio Pompei, ormai fra i nuovi protagonisti del teatro abruzzese, mette a frutto la preparazione e l’esperienza di docente di Storia dello spettacolo, attualmente in ruolo all’Accademia di Belle Arti di Firenze.

Il volume, imperniato sulle maiuscole figure di Paolo Grassi, Giorgio Strehler e Gianfranco de Bosio, fa parte della rinnovata Collana di Studi storici dello Iasric, l’Istituto Abruzzese per la Storia della Resistenza e dell’Italia contemporanea, e appare per i tipi delle Edizioni Menabò di Ortona.

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Mentre finalmente le sale teatrali vanno rianimandosi, dopo la lunga stagione di chiusura obbligata dalla diffusione del Coronavirus, è certamente di buon auspicio l’apparizione dell’impegnativa ricostruzione storica con cui Pompei racconta la rinascita vissuta dalla scena italiana negli entusiasmanti decenni della seconda metà del Novecento.

La generazione degli anni Venti aveva maturato una profonda esigenza di rinnovamento che del teatro seppe fare il luogo fisico e mentale in cui interrogarsi sul senso della propria funzione socio-culturale e sul destino dell’intera società. Fu in quel contesto che la regia si affermò nel teatro italiano grazie ai nuovi teatranti cresciuti negli anni del fascismo e poi, nel dopoguerra, diventati punto di riferimento per la rinascita teatrale.

Anche grazie a un’estesa ricerca di fonti storiche inedite, come lettere, interviste e testimonianze dei protagonisti del volume, Pompei ripercorre gli anni di formazione e prima attività dei giovani registi, i quali, tra momenti esaltanti e crisi profonde, tra successi e cadute, animarono un momento particolarmente denso nella storia del teatro e del Paese.

Un importante contributo di conoscenza viene offerto nel volume con l’intervista a Gianfranco de Bosio, protagonista della Resistenza e ultimo testimone ancora in vita di quella “generazione in fermento” alla quale va riconosciuto il merito d’aver fondato in Italia la moderna regia teatrale. Ulteriori contributi sono costituiti dall’introduzione di Gabriele Lavia e da un saggio di Errico Centofanti sull’esperienza dei Carri di Tespi.

LE PRESENTAZIONI

Mercoledì 9 giugno alle 15, il volume di Fabrizio Pompei verrà presentato online sulla piattaforma Meet; in aggiunta all’Autore, a Maria Teresa Giusti e Pierfrancesco Giannangeli, interverranno Maria Rita Simone, docente di Arti Performative nell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia, e lo storico e giornalista Giovanni Tassani.  Questo è il link alla piattaforma Meet  

Sabato 12 giugno, all’Aquila, la sala eventi della libreria Colacchi ospiterà la presentazione del volume. Verrà introdotta da Carlo Fonzi, Presidente dello Iasric (Istituto abruzzese per la Storia della resistenza e dell’Italia contemporanea), Maria Teresa Giusti, docente di Storia contemporanea nell’Università di Chieti e direttrice della Collana di Studi Storici dello Iasric, Marcello Gallucci, docente di Storia dello Spettacolo nell’Accademia di Belle Arti dell’Aquila, oltre a Pierfrancesco Giannangeli, docente di Storia dello Spettacolo nell’Accademia di Belle Arti di Bologna.

Verrà inoltre proiettato un video con un nuovo contributo appositamente registrato per l’occasione da de Bosio e sarà ovviamente della partita anche l’autore, Fabrizio Pompei.

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Teatro

“Abecedario”: al Teatro Storchi va in scena lo spettacolo con Andrea Santonastaso

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Da giovedì 10 a domenica 13 giugno il Teatro Storchi di Modena ospita Abecedario per imparare a vivere. Dopo Mi chiamo Andrea, faccio fumetti sulla vita di Pazienza, andato in scena al Teatro delle Passioni di Modena nella scorsa stagione, Andrea Santonastaso, artista con una carriera che si divide tra teatro, fiction, cinema, pubblicità, radio e televisione, torna a collaborare con ERT Fondazione e si confronta in veste di attore e regista con La vita per principianti. Un ABC senza tempo di Sławomir Mrożek.

Scrittore, drammaturgo e fumettista polacco, Mrożek si è imposto a livello internazionale con la sua penna satirica, con cui ha ritratto in chiave grottesca le contraddizioni della società. In un allestimento essenziale e scarno che si riempie della potenza delle parole, i due attori – Simone Francia, parte della Compagnia permanente di ERT, e lo stesso Santonastaso – passo dopo passo ci mostrano senza sconti ciò che siamo e ciò che ridicolmente ci affanniamo a non essere.

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«“Ognuno di noi, per quanto abbia vissuto, è sempre un principiante nella vita” e aiutarlo a ridere di sé stesso – afferma Andrea Santonastaso – è il modo migliore per indicargli la strada e principiare a viverla. Slawomir Mrożek questo lo sapeva bene. Ecco allora “Abecedario per imparare a vivere”: uno spettacolo che ha lo scopo di alleggerire la vita, riempiendo l’anima di quel riso che solo gli stupidi e gli aridi non sanno riconoscere come il vero motore del benessere del genere umano. Ridere, certo ridere, ma di cosa? Di noi stessi. Di ciò che siamo. Di quanto noi tutti siamo inadatti a vivere la vita che crediamo di vivere. Mrożek non fa sconti e ci fornisce uno specchio che apparentemente distorce e che in realtà restituisce con cinica precisione quanto “comici” noi tutti siamo nell’affannarci a campare».

Ispirandosi al classico senza tempo dell’autore polacco, lo spettacolo passa in rassegna in ordine alfabetico, come un dizionario, tutti i grandi temi del genere umano (Ambizione, Cambiamento, Libertà, Progresso, Verità…). La prosa di Mrożek permette agli attori di spiazzare chi ha paura di sorridere e diventa una sorta di guida utilissima per coloro che la sapranno “cogliere” e “usare” come un manuale, per imparare a vivere senza prendersi troppo sul serio.

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