Bardomagno: il progetto che mescola Lunapop e Medioevo

Bardomagno: il progetto che mescola Lunapop e Medioevo. In questo anno domini MMXXI, ci siamo imbattuti in un progetto musicale fuori da qualsiasi aspettativa: I Bardomagno, testimoni di un’epoca che non c’é piú, irrompono nella scena musicale italiana a cavallo di un destriero a forma di Vespa. Abbiamo fatto quattro chiacchiere con loro, e abbiamo scoperto che la musica non é morta. E nemmeno il Medioevo.

Ciao ragazzi, innanzitutto parliamo un po’ di voi: chi siete?

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Bardo Magno è lo progetto musicale partorito dal grembo paterno dei Nanowar Of Steel, in special modo nelle veci di Abdul lo Bardo, e dal Consiglio di Corte di Feudalesimo e Libertà. Forti della partnership maturata durante la stesura dell’Inno di FeL, si è deciso di bissare con un progetto ambizioso: musicare il Mondo di Fel col suo tipico neo-volgare

Complimenti per il vostro nuovo singolo, Drakkar Special. Come avete avuto l’idea di utilizzare proprio la melodia di 50 Special dei Lunapop? Ricordi di gioventù?

Grazie assai messeri! L’idea è stata quella di poter narrare la voglia repressa dei nostri sodali di poter di nuovo viaggiare. E come farlo se non narrando di chi facea del viaggio la propria vita? Ormai tutti gnoscon come li variaghi e norreni amassero andar a zonzo, pria di fiordo in fiordo, e poi di stato in stato per poter razziar e depredar monasteri, campi e castelli!

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Come nasce un gruppo che unisce la parodia alla musica medioevale e ai classici italiani?

Nasce un po’ de tempore addietro quando pisquani del calibro de Adriano Decelenterato, Li Giornalai o per ultimi li LunaThor ci han ladrato canzoni che scrivemmo qualche secolo fa. V’è stata magna tribolazione per riappropriarci di quelle canzoni e facerle passar come nostre, ma tramite l’ausilio dei nostri sodali stiam pian piano riuscendo a riprender li nostri spazi!

A parole vostre: qual è il concept su cui si basa il vostro lavoro?

L’idea è quella di facer della sana et feudal irona sui moderni tempi; cercar de insegnar qualcosa de historico alli nostri sodali e provar a facer sorrider narrando di gesta ormai perdute o situazioni paradossali! Ci diletta assai traslar li classici della italica musica in versioni feudalizzate e narranti fatti di storia più o meno famosi come lo schiaffo di Anagni, la discesa di Carlo V o le gesta di CarloMagno. Altresì ci garba sollazzo lo scriver di musica tutta nostra che possa esser la cassa di risonanza dei precetti imperiali di Feudalesimo e Libertà, portando tra le genti un po’ de ironia, servitù della gleba e cinture di castità!

Se doveste invitare un personaggio storico di qualsiasi epoca storica come special guest nella band, chi scegliereste?

Sarebbe molto cagionevole di sollazzo aver due figuri in particolare: ‘l primo potrebbe essere Torquemada in quanto a facer strillar lo pubblico pare fosse veramente ‘l numero uno. Lo secondo, ovviamente, potrebbe esser ‘l nostro Imperator Carlo Magno, l’unico che fece sulmente cose buone come flagellar sassoni e longobardi e abolir la schiavitù!

I musicisti in questi ultimi lunghi mesi si sono divisi in due categorie: chi si è tuffato nel digitale, producendo musica a tutto spiano, e chi si è fermato in attesa della possibilità di portare qualcosa live. Dove vi collocate tra queste due estremità?

Purtroppo, noi ch’eravam abituati a comunicar co’ piccioni viaggiatori abbiam avuto un po’ de grattacapi nell’adattarci alli novi sistemi di comicazione moderni, ma ormai live e digitale ormai son due cose che vanno di pari passo. ‘L primo è necessario perché la musica sanza pubblico non ha senso d’esistere, lo secundo è necessario pe’ raggiunger – soprattutto in tempi di magra – lo volgo sia che non ci gnosceva, sia pe’ tenersi in contatto con quello che già ci seguitava.

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Visto che avete partecipato a Italia’s got talent… cosa ne pensate dei talent show? Possono aiutare un artista a emergere, ma quali sono invece i limiti del format?

Lo dobbiam ammettere. Abbiam fatto un magno errore a partecipar a quel teatrino de saltimbanchi e musici da strapazzo. Ci gabbarono favellandoci de star partecipando ad Aquisgrana Goth Talent, lo vero programma che permette alli jovini talenti d’emerger nello feudo e ottener finalmente un laboro come ‘l glebaiolo, lo scudiere, o ‘l tanto anelato raccoglitor di sterco. A differenza del meno gnosciuto teutonico programma, quello italico ha ‘l magno difetto di tramutar la fuffa in arte. L’arte dovrebbe aver com’unico padrone lo Imperatore e non le regole dello libero mercato! Codeste operazioni televisive indirizzano et influenzano l’arte denaturandola della loro natura intrinseca ribelle e non conforme, appiattendo l’estro a quel canoni che possono fruttar danari.  Ma noi che siam già giullari e musici lestofanti, abbiam deciso di proseguire questo percorso e non cader nella tentazione d’accumular lo “sterco dello demonio”.

Quali sono i piani per il futuro? Avete degli obiettivi che volete assolutamente raggiungere?

Como si confà alli veri sostenitori della causa, aneliamo fortemente reinstaurare la piramide feudale nella società, ducendo tutti li miscredenti, empi, e sozzoni, verso lidi più socialmente ed economicamente sicuri come il ghibellinismo, la dottrina tolemaica e lo rogo pe’ direttissima. In secundis lavoriamo ogne die pe’ scriver novelle melodie che possano aiutar a convertir più genti possibili allo Verbo. Raccogliere tutte le nostre nove et venture opre in un VOL. II sarà ‘l nostro instrumento pe’ facer comprender li veri vantaggi di un modello sociale come quello feudale, da fin troppo accantonato dal tempo.

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Marta Scamozzi
Valtellinese di nascita espatriata in Danimarca. Tra le sue missioni c’è quella di insegnare al mondo la pronuncia corretta della parola “Måneskin”. Laureata in ingegneria e appassionata di musica e cinema, divide la propria vita tra scrittura, arte e impianti termodinamici. Le sue religioni sono la Scienza, la comunicazione, Ingmar Bergman, gli Iron Maiden e Dodi Battaglia.

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