“L’assassinio della Storia. Il tramonto del pensiero giudaico-cristiano” di Maurizio Agostini

L’assassinio della Storia. Il tramonto del pensiero giudaico-cristiano” di Maurizio Agostini è un’opera molto attuale, in quanto vi è una sezione dedicata al periodo di pandemia che stiamo vivendo, e in cui si ipotizzano scenari post coronavirus.

“Il mondo in cui siamo entrati, dal Covid-19 in poi, sarà un mondo del tutto diverso da quello che abbiamo conosciuto perché il 2020 è stato l’anno in cui la Storia è entrata in coma irreversibile”.

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L’autore, volutamente provocatorio, utilizza il linguaggio della filosofia, della letteratura e della profezia per esporre le sue tesi sulla crisi dell’uomo contemporaneo e sulla caduta dei valori che ci hanno contraddistinti per secoli.

Dalla premessa all’opera: “Questo saggio propone le seguenti tre tesi: 1) Il pensiero giudaico-cristiano che ha plasmato l’Occidente negli ultimi duemila anni è al tramonto, anche nelle sue declinazioni laiche, e ciò comporterà la morte della Storia, che fu invenzione giudaica. 2) Il tramonto del pensiero giudaico-cristiano e la morte della Storia non sono fenomeni casuali né inevitabili ma sono dovuti a forze potenti che operano in lassi temporali ‘lunghi’. La loro scomparsa non è quindi un accidente, o un’evoluzione inevitabile, ma un Assassinio. 3) Quello che succederà ‘dopo’ non è dato sapere ma sono note le speranze sia degli assassini che delle vittime”.

Agostini fa un salto indietro nel tempo e ci racconta come è nato il concetto di Storia così come noi lo conosciamo: quello di un tempo in cui esiste un Passato, tendenzialmente primitivo, un Presente, tendenzialmente costruttivo, e un Futuro, tendenzialmente ottimistico.

Tale concezione è nata con la scrittura della Bibbia, anche se le sue caratteristiche sono state plasmate nell’ambito della cultura cristiana.

“Per la prima volta il popolo di Jahvè pensò al ‘Tempo’ come composto da un ‘Passato’, difficile e tormentoso a causa del peccato dei progenitori, da un ‘Presente’, di sofferenza ma di redenzione, e da un ‘Futuro’, luminoso perché, alla ‘Fine dei Giorni’, gli ebrei torneranno dalla diaspora, arriverà il Messia che ricostruirà il Tempio di Gerusalemme e il Tempo finirà”.

Ora che il pensiero giudaico-cristiano è al tramonto, anche la Storia e il suo protagonista, l’Uomo, sono entrati in crisi – “Dopo la fine della Storia è altrettanto probabile che vi sia un Sottouomo, o un cyborg, un guazzabuglio uomo-macchina. Molti membri dell’élite mondiale, da Elon Musk in giù, sono infatti convinti che, presto, l’uomo dovrà scomparire, sostituito da qualcosa di diverso. Oggi questa mostruosità ha anche un nome: transumanesimo”.

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