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Cinema

“Lady Oscar 2021: chi sono le due italiane protagoniste degli Oscar?”

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Ci siamo: è finalmente iniziato il countdown per la Notte degli Oscar. Un countdown ancora più speciale e agognato dopo che l’Academy of Motion Picture Arts and Sciences (AMPAS) si è vista costretta a posticipare di ben due mesi la cerimonia più attesa del mondo dello spettacolo. 

La 93esima edizione di uno dei premi più ambiti del cinema non sarà ricordata solo per i particolari adattamenti alle norme anti-Covid (nonostante le quali gli invitati potranno partecipare esclusivamente in presenza e non dovranno indossare mascherine quando le telecamere saranno accese, proprio come sul set), ma anche per le importanti “prime volte” del genere femminile.

Non a caso si può parlare di Lady Oscar 2021: quest’anno saranno candidate ben 70 donne con un totale di 76 nomination. Inoltre per la prima volta in quasi un secolo di storia degli Academy Awards, hanno ottenuto la candidatura due registe donne: si tratta di Emerald Fennell con “Promising Young Woman” e di Chloe Zhao che con il suo “Nomadland” è anche la prima donna a ricevere 4 nomination in un unico anno. 

In una “Notte degli Oscar” dalla forte impronta femminile è d’obbligo onorare le due donne italiane che saranno presenti questa sera a Los Angeles: Laura Pausini e Monica Bellucci.

Nate a dieci anni di distanza l’una dall’altra – Monica nel 1964 a Città di Castello (Perugia) e Laura nel 1974 a Faenza (Ravenna) – da famiglie di umili origini e cresciute amando il nostro Bel Paese, oggi la Bellucci e la Pausini sono tra le donne più famose ed ammirate che rappresentano l’Italia nel mondo. 

Laura Pausini, esordita con la vittoria nella Sezione Nuove Proposte di Sanremo nel 1993 con il brano “La solitudine” e divenuta simbolo della canzone italiana a partire dalla fine degli anni ‘90, oggi vanta oltre 70 milioni di dischi venduti in tutto il mondo con brani in italiano, spagnolo, portoghese, inglese, francese e catalano e grandi collaborazioni internazionali con cantanti del calibro di Madonna, Michael Jackson, Miguel Bosé, Charles Aznavour, Andrea Bocelli, Ennio Morricone, Luciano Pavarotti. Insignita del titolo di Commendatore della Repubblica Italiana e vincitrice dei più ambiti premi musicali come i World Music Awards e i Latin Grammy Awards, quest’anno ha già ottenuto il Golden Globe. È stata nominata all’Oscar per Miglior Canzone Originale con “Io sì (Seen)”, colonna sonora del film “La vita davanti a sé” in cui Edoardo Ponti dirige la madre Sophia Loren. 

Monica Bellucci, divenuta modella e testimonial per grandi firme come Dior, Dolce&Gabbana e Fendi, esordita nel grande schermo italiano nel 1991 con “La riffa” di Laudadio ed all’estero con “Dracula di Bram Stoker” di Francis Ford Coppola, si è trasferita all’estero, tornando spesso in Italia, ed ha partecipato a grandi film internazionali come “Dobermann” con Vincent Cassel, “Under suspicion” al fianco di Gene Hackman e Morgan Freeman, “La passione di Cristo” di Mel Gibson. Ricordata soprattutto come “Malena” dell’omonimo film di Giuseppe Tornatore e come una delle Bond Girl, è una delle attrici e modelle più amate del panorama mondiale, insignita dei più svariati premi, più volte madrina del Festival di Cannes. Questa notte rappresenterà l’Italia in via indiretta perché nel cast di “The Man Who Sold His Skin” della regista tunisina Kaouther Ben Hania in corsa come miglior film straniero. 

In attesa della cerimonia di questa notte, facciamo tutti il tifo per le nostre donne italiane e per Matteo Garrone in corsa con il suo “Pinocchio” candidato per i migliori costumi e make up. 

di Sara Paneccasio

Cinema

Golden Globes poco inclusivi: le polemiche e la cancellazione della cerimonia per il 2022

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I Golden Globes sono in mezzo a un polverone, anzi a una tempesta tropicale, a causa delle rivelazioni venute alla luce nell’inchiesta del Los Angeles Times. La testata giornalistica americana ha evidenziato come l’organizzazione di stampa estera che presiede i premi, la Hollywood Foreign Press Association, abbia grossi problemi di inclusività. (Golden Globes 2021, ecco i vincitori. Emozione per il premio a Chadwick Boseman)

La polemica segue l’onda dei cambiamenti epocali che stanno avvenendo, con lotte e sacrifici, nella società statunitense e a cui Hollywood si sta contrapponendo, in alcune sue istituzioni, come retroguardia di diseguaglianze e disparità. All’interno dell’inchiesta viene fatto notare come nessuno dei membri della HPFA, negli ultimi vent’anni, sia stato di origine afroamericana e come l’ex presidente dell’organizzazione, Philip Berk, abbia definito in una delle sue mail il Black Lives Matter un “movimento di odio razzista”.

Altro tema scottante trattato nell’articolo è l’ombra che si allunga sulla possibilità della non totale imparzialità dei giudici nell’assegnamento dei premi: sembra infatti che alcune nominations e addirittura alcune vittorie, possano essere state frutto di “pressioni” da parte degli Studios. Come ha rivelato il LA Times, infatti, i membri dell’organizzazione sarebbero stati più volte influenzati con viaggi superlusso sui set per fare in modo che si avesse un “occhio di riguardo” per le pellicole.

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A seguito dell’articolo e delle conseguenti polemiche, la Hollywood Foreign Press ha annunciato un piano di riforme che prevedono, tra l’altro, l’aumento del 50% del numero dei propri membri entro il prossimo anno e mezzo e l’assunzione di consulenti per la diversità, oltre a restrizioni sui doni da parte degli Studi e sui pagamenti che i membri hanno ricevuto finora per far parte dei suoi comitati.

Questo piano di cambiamento non sembra però aver placato gli animi. Molte star, oltre ai vertici delle principali piattaforme (Netflix e Amazon), hanno giudicato inaccettabili i tempi (18 mesi) e i contenuti della riforma dell’associazione. I colossi dello streaming si sono tirati indietro chiedendo misure più significative sul fronte delle membership e delle regole etiche. Posizione sostenuta anche dalla NBC, emittente televisiva che trasmette la premiazione e che si è defilata dichiarando di non voler più trasmettere la cerimonia.

“Continuiamo a credere che la HPFA voglia intraprendere riforme significative. Ma cambiamenti di questa grandezza richiedono tempo e lavoro e pensiamo fermamente che l’associazione debba fare le cose per bene. Per questo non manderemo in onda i premi 2022 ma pensiamo di poterlo fare nel gennaio 2023”.

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Questo significa per la HPFA perdere il principale sponsor, l’unico in grado di sostenere le spese organizzative dell’evento. L’organizzazione ha fatto finora affidamento sulla rete, che versava 60 milioni di dollari all’anno per assicurarsi i diritti di trasmissione. Nel 2018 aveva rinnovato il contratto con la Dick Clark Produtions per trasmettere lo show fino al 2026, per cui ora non è chiaro se questoverrà sospeso o se il network dovrà comunque pagare i 60 milioni programmati per il 2022, pur non trasmettendo la trasmissione.

Alla protesta si sono uniti anche molti attori dello Star Sistem americano, tra queste Scarlett Johansson, Mark Ruffalo e Tom Cruise, che con un gesto clamoroso ha restituito i tre premi ricevuti per le pellicole Jerry Maguire, Magnolia e Nato il quattro luglio.

La vera domanda, quella che resta sospesa è: come mai Hollywood ci ha messo così tanto a prendere posizione su un tema che è sempre stato il segreto peggio costruito dell’ambiente cinematografico, e che spesso è stato oggetto di discorsi di intrattenimento durante la ricezione dei premi? A quanto pare però, la conseguenza più influente rimane la perdita di “importanza” del premio dopo la pubblicazione del reportage sul Los Angeles Time, ad oggi la vittoria di un Golden Globe potrebbe non essere più simbolo di eccellenza e prestigio, avendo grosse conseguenze sugli incassi e la promozione delle pellicole. E questo potrebbe decretare la cancellazione definitiva dei premi.

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In arrivo nelle sale “Morrison” di Federico Zampaglione: una storia di vita, amicizia e speranza

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Arriva nelle sale a partire dal 20 maggioMorrison, opera diretta da Federico Zampaglione e liberamente tratta dal suo romanzo Dove tutto è a metà, scritto insieme a Giacomo Gensini e pubblicato da Mondadori. Una storia di vita, amicizia e speranza, che mette a confronto due vite diverse ma legate dalla grande passione per la musica: Lodo, giovane e pieno di grandi sogni da dividere con la sua band, interpretato da Lorenzo Zurzolo (Baby, Sotto il sole di Riccione), e Libero, una ex rockstar in cerca del grande rilancio, interpretato da Giovanni Calcagno (Il primo Natale, Il traditore).

Nel cast anche Carlotta Antonelli (Bangla, Suburra – La serie) e Giglia Marra (Una serata speciale, Squadra antimafia – Palermo oggi), oltre all’amichevole partecipazione di Riccardo De Filippis (Giorni, Romanzo criminale) e la partecipazione di Adamo Dionisi (Suburra, The Shift). Morrison è una produzione Pegasus Entertainment e QMI in collaborazione con Vision DistributionSky Amazon Prime Video, prodotto da Ilaria Dello Iacono e Martha Capello e sarà distribuito a partire dal 20 maggio 2021 da Vision Distribution. Online è disponibile il trailer ufficiale.

Sinossi

Lodo ha vent’anni e vive le difficoltà della sua età, tra un difficile rapporto con il padre e il tentativo di conquistare Giulia, la sua coinquilina di cui è follemente innamorato. Si esibisce con i MOB, una band indie, in un leggendario locale romano: il Morrison. Un giorno, casualmente, la strada di Lodo incrocia quella di Libero Ferri, ex rockstar dalla carriera in stallo, che cerca di ritrovare il successo ma finisce per chiudersi sempre di più in se stesso, trascurando la bella moglie Luna e vivendo isolato nella sua lussuosa villa piena di ricordi. Tra sogni, fallimenti, amicizia, amori tormentati e curiosi personaggi, il loro incontro diventerà uno stimolo reciproco ad andare avanti, ma a tratti anche un difficile confronto tra generazioni e modi di essere molto diversi.

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Infortunio per De Niro in Oklahoma, ma le riprese del film di Scorsese non si fermano

Infortunio per Robert De Niro mentre era impegnato in Oklahoma per il nuovo film di Martin Scorsese, il noir “Killers of the Flowers Moon”. L’incidente non è accaduto sul set o durante le riprese

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Infortunio per Robert De Niro mentre era impegnato in Oklahoma per il nuovo film di Martin Scorsese, il noir “Killers of the Flowers Moon”. L’incidente non è accaduto sul set o durante le riprese e l’attore è tornato a New York per farsi visitare. Nessun problema per le riprese, in quanto gran parte del lavoro dell’attore è stato già svolto e non ci sono appuntamenti per lui programmati prima di tre settimane.

Il film, come ricorda l’agenzia Ansa, è tratto dal bestseller di David Grann ed è ambientato nel 1920 in Oklahoma. Si rievoca la serie di oltre 60 fra omicidi e scomparse avvenuta tra il 1921 e il 1926 di nativi americani appartenenti alla Osage Nation, in una zona ricca per la presenza nel territorio del petrolio. Crimini noti anche come il regno del terrore di Osage. La storia ripercorre anche l’indagine intergovernativa sui fatti, cui prese parte l’Fbi.

Il film vede Leonardo Di Caprio nei panni di Ernest Burkhart, e Lily Gladstone nel ruolo di Mollie Burkhart, una donna di etnia Osage che si innamora di Ernest. Nel cast di anche Jesse Plemons, Tantoo Cardinal, Cara Jade Myers, JaNae Collins, Jillian Dion, William Belleau, Jason Isbell, Louis Cancelmi, Scott Shepherd, Sturgill Simpson.

La sceneggiatura è scritta da Eric Roth e dallo stesso Scorsese.

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