“La vita è come una scatola di cioccolatini, non sai mai quello che ti capita”

Sono passati esattamente ventisei anni da quando nelle sale americane debuttava “Forrest Gump“, film capolavoro di Robert Zemeckis con protagonista, in una delle sue performance meglio riuscite e maggiormente celebrate, uno straordinario Tom Hanks. Basterebbero due aforismi tratti dalla pellicola per comprendere quanto questa sia entrata prepotentemente nel gergo comune e nella dialettica quotidiana. “Stupido è chi lo stupido fa” oppure “La vita è uguale a una scatola di cioccolatini: non sai mai quello che ti capita“. Nessuno crederà mai che non le abbiate sentite almeno una volta nella vita.

Ispirato all’omonimo romanzo dello scrittore Winston Groom, il film racconta la vita di Forrest Gump, un uomo con uno sviluppo cognitivo inferiore alla media. Per lui il destino ha in serbo una serie infinita di sorprese e, non a caso, si trova al centro di importanti fatti accaduti nel corso della storia americana. L’orizzonte temporale coperto, infatti, è di circa trenta anni. Racconterà del suo amore per Jenny, di Elvis Presley, della guerra in Vietnam e del presidente J.F. Kennedy. Avvenimenti che, appunto, hanno cambiato le sorti della terra dello Zio Sam. Non solo, le sue abilità nel football e nel ping-pong porteranno a un nuovo clima di pace tra gli Stati Uniti e la Cina.

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Genuino, vero, sincero, ma anche dolce, romantico e buono. Forrest Gump è questo e molto di più. Tom Hanks, nel vestire i suoi panni, è magistrale. Non è entusiasmo facile, il nostro, ma pura e semplice consapevolezza dell’incredibile lavoro svolto per entrare nel carattere del personaggio. Non a caso ha vinto il premio Oscar come “Miglior Attore Protagonista”. Uno dei sei. Gli altri sono: “Miglior Film”, “Miglior Regia”, “Miglior Sceneggiatura non originale”, “Miglior Montaggio”, “Miglior effetti speciali”.

Aspetto capace di conquistare il grande pubblico, però, è l’ingenuità di Gump, il cui approccio positivo e ricco di fiducia verso il mondo che lo circonda lo rende un’anima pia, una sorta di alfiere della bontà umana, un adolescente, un ragazzo e un uomo incapace di provare sentimenti negativi e, quindi, agire di conseguenza. E’ leggero, Forrest, esattamente come quella piuma che all’inizio del film si posa delicatamente ai suoi piedi. Colonna portante di tutto è l’ottimismo, con il personaggio principale che ha sempre una visione positiva della vita e per questo, non è sempre a suo agio con un mondo a volte ottuso, se non peggio.

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Sono passati ventisei anni dalla sua uscita e “Forrest Gump” non ha perso nulla del suo fascino e della sua forza emotiva. E’ ancora capace di tenerci incollati allo schermo con la stessa intensità della prima volta. Spunti di riflessione ce ne sono un’infinità, ma quello che a noi sta più a cuore è il suo insegnamento principale, cioè quello di vedere il mondo e la vita con gli occhi della positività, della fiducia, dell’amore. In un periodo schizofrenico della nostra esistenza, a causa degli avvenimenti ben noti di questi ultimi mesi, Dio solo sa quanto questa visione possa farci stare bene.

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Federico Falcone
Fondatore e direttore responsabile del magazine The Walk Of Fame. Nato e cresciuto in Abruzzo, è diventato giornalista pubblicista dopo aver completato gli studi in Giurisprudenza. Appassionato di musica, cinema e teatro, avrebbe sempre voluto essere il Will Smith di Indipendence Day o, tutt'al più, Aragorn de "Il Signore degli Anelli". Vola basso.

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