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Musica

La rinascita di Ghemon è “Scritta nella stelle”: un traguardo da cui ripartire

Ha un sapore diverso il sesto album di Ghemon. Un gusto più maturo e consapevole che attinge anche alle sonorità dei progetti passati ma con uno sguardo più introspettivo e risoluto

Antonella Valente

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Si intitola “Scritto nelle stelle” ed è il nuovo album di Giovanni Luca Picariello, in arte Ghemon, uscito lo scorso 24 aprile. In un periodo in cui il mondo della musica sembra essersi fermato, l’artista campano regala ai suoi fan un nuovo lavoro, coprodotto da Carosello Records e Artist First, sfidando le logiche del mercato discografico.

Ha un sapore diverso il sesto album di Ghemon. Un gusto più maturo e consapevole che attinge anche alle sonorità dei progetti passati ma con uno sguardo più introspettivo e risoluto.
“Scritto nelle stelle” è sincero come il sorriso di Gianluca ritratto nella copertina di Alessandro Treves. Un disco di rinascita e rivincita personale dopo il periodo buio di depressione raccontato anche nel libro “Io sono” e dopo una lunga permanenza in solitudine nella città di New York.

L’ascolto del disco è un vero e proprio viaggio che parte con “Questioni di principio”, uscita lo scorso gennaio, e che mette le cose in chiaro fin da subito. Ghemon non è cambiato, mantiene saldi i suoi principi, nonostante la parentesi sanremese con “Rose Viola” che lo aveva visto protagonista di un cambio di marcia musicale.

Ho imparato sempre a mie spese come va il mondo. Certe volte devo mettere i confini a chi mi gira attorno. È la folle idea che il dolore sia quasi un mio comfort. È un banale cliché

Il viaggio si conclude con “K.O.” che incita a trovare in se stessi la forza per andare avanti, avere coraggio, non farsi distrarre dal mondo esterno che ci vuole diversi da quello che siamo realmente. Un finale forte che si lascia alle spalle canzoni che parlano di amore, che raccontano la quotidianità, sprazzi di vita, di riprese, di sensazioni e di ricordi. “In un certo qual modo” rievoca un Ghemon delle origini, ma una grande sfida è “Una buona stella” e la vita che ci mette davanti costantemente delle difficoltà da superare.

E lo so che non è semplice
Ma senza difficoltà in fondo che gusto c’è?
Cerco una buona stella complice
Però in fondo chissà stanotte che cielo c’è

Tra le 11 tracce imbevute dello stile musicale che da sempre contraddistingue l’artista di Avellino c’è spazio anche per i sentimenti. “Inguaribile e romantico” è dedicata alla fidanzata Giulia, ma in generale a tutti i fragili equilibri di coppia, al rispetto ma anche al coraggio di andare avanti, non senza compromessi, in nome di un sentimento reale.

Faccio fatica in mezzo alle persone
Perché non so che cosa ci si aspetti da me
Ma te ne sbatti dei miei malumori
Ti opponi e mi trascini fuori

Ma si festeggia la fine di una relazione tossica con una bottiglia di “Champagne”, o almeno è quello che fa Ghemon con la terza traccia del suo disco. Il brano prodotto da Antonio Filippelli è stato definito dall’artista stesso “una sorta di calamita”.

Io per te ero impegnativo da gestire
E anche se apparivo sfacciatamente deciso
Era facile capire che ero indifeso ed inoffensivo
Ma tu guardavi solo te, come Narciso

Con “Scritto Nelle Stelle” Ghemon vuole comunicare l’arrivo di uno snodo importante nella sua vita, uno di quelli in cui si prende in mano se stessi, ci si fa i conti e ci si prepara a ripartire. Verso cosa? Saranno le stelle a indicarlo, ma chi scrive in questo disco ha salda in mano la barra del timone. In fin dei conti, basta spostarsi di lato dallo scenario della nostra vita per poter avere una quadro più chiaro della nostra esistenza. Magari le difficoltà sono solo utili per raggiungere maggiore consapevolezza. Ed è proprio quello che ha voluto fare Ghemon in questo disco, aiutarci, “in un certo qual modo” ad individuare il nostro disegno “Scritto nelle stelle”.

TRACKLIST

1. Questioni di principio
2. In un certo qual modo
3. Champagne 
4. Due settimane
5. Cosa resta di noi
6. Inguaribile e romantico
7. Buona stella
8. Io e te
9. Un vero miracolo
10. Un’anima
11. K.O

Laureata in Giurisprudenza e Giornalista Pubblicista dal 2018, ama il teatro, il cinema, l'arte e la musica. Appassionata di recitazione, si diletta a salire su un palco di tanto in tanto. In altre sedi, anche Avvocato.

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Francesco De Gregori: in un libro tutti i testi del Principe della canzone italiana

Più di 700 pagine. Un volume imponente, un caso quasi unico fra i libri dedicati a un cantautore nel nostro Paese.

redazione

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Francesco De Gregori aveva ventun anni nel 1972 quando con l’amico Antonello Venditti pubblicò il primo LP, Theorius Campus. 

L’anno seguente debuttò come solista (Alice non lo sa) e da allora sono venuti più di venti album in studio, che hanno cambiato la scena della musica italiana grazie a una capacità di fascinazione forte e rara: canzoni uncinanti che amano attingere dal folk anglosassone, dal rock, dalla musica popolare italiana, brani a volte elusivi e sfuggenti, enigmatici, capaci però di aprirsi a tutti, come dev’essere per la grande canzone.

In quasi cinquant’anni di attività De Gregori ha scritto e cantato più di duecento testi, che mai prima d’ora erano stati oggetto di una raccolta integrale.

Enrico Deregibus, stimato studioso e cultore della canzone italiana, specie d’autore, annota e commenta i brani (insieme a vari altri solo interpretati dall’artista romano) in una radiografia approfondita di come sono nati e si sono sviluppati, indagandone le numerosissime sfaccettature, con molte rivelazioni inedite, analisi, aneddoti e con centinaia di dichiarazioni rilasciate negli anni da De Gregori.

Più di 700 pagine. Un volume imponente, un caso quasi unico fra i libri dedicati a un cantautore nel nostro Paese.

Enrico Deregibus è giornalista e direttore artistico o consulente di molte rassegne ed eventi musicali. Ha pubblicato con Giunti nel 2015 la biografia di Francesco De Gregori Mi puoi leggere fino a tardi, che costituisce una sorta di prima parte di questo nuovo libro. L’anno dopo ha firmato le schede del cofanetto Backpack, che racchiude trentadue dischi del cantautore romano.

È ideatore e curatore del Dizionario completo della canzone italiana (Giunti, 2006) e, con Enrico de Angelis e Sergio Secondiano Sacchi, di Il mio posto nel mondo. Luigi Tenco, cantautore. Ricordi, appunti, frammenti (BUR, 2007). Del 2013 è Chi se ne frega della musica?, una raccolta di suoi scritti (NdAPress).

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Miles Kennedy, in arrivo il secondo album solista: “E’ puro rock’n’roll”

“Non ci sono dubbi, questo è più un disco rock, con una sorta di pesante R & B anche a volte”

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Miles Kennedy (Alter Bridge, Slash & The Conspirators) ha completato le registrazioni del suo secondo album solista. Il disco uscirà a distanza di due anni dal precedente “Year of the tiger” del 2018. Al suo fianco, ancora una volta, ci saranno il batterista Zia Uddin e il bassista Tim Tournier. Produttore sarà Michael “Elvis” Baskette.

Lo svela lo stesso artista sul proprio profilo Instagram, dichiarando “Dopo aver trascorso gli ultimi 7 mesi a scrivere e registrare, il secondo disco da solista viene registrato e, come si suol dire, ‘nella scatola’. Il processo, che è iniziato con me che scrivevo e la dimostrazione per la prima metà dell’anno si è fusa con il collegamento con Zia Uddin e Tim Tournier e la guida di quasi 3000 miglia in Florida con l’attrezzatura al seguito per incontrare la leggenda che è @elvisliberace nel suo bel studio”.

“Vivevamo rinchiusi per 7 settimane senza contatti col mondo esterno e niente su cui concentrarsi se non registrare musica e comportarsi come un gruppo di studenti della seconda media saltellano su enormi quantità di succo stupido. È stata un’esperienza incredibile”

“Non ci sono dubbi, questo è più un disco rock, con una sorta di pesante R & B anche a volte”

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Judas Priest, Rob Halford a difesa dei diritti LGBTQ: uguaglianza ancora lontana

“E’ una lotta di tutti, indipendentemente dai tempi in cui viviamo”

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Rob Halford, cantante e leader dei Judas Priest, scende in campo a difesa dei diritti LGBTQ. Attraverso un’intervista rilasciata al Birmingham Mail, ha raccontato alcuni aneddoti del proprio passato che gli hanno consentito di avere maggiore contezza circa l’importanza di schierarsi a favore di una causa. Quella dei diritti degli omosessuali, nel caso specifico.

“Abbiamo una lunga, lunga strada da percorrere prima di ottenere la completa uguaglianza”, ha dichiarato Halford che nel 1998 fece coming out. Ha ricordato come da piccolo non di rado leggesse sui giornali di persone imprigionate solo perché gay. “Queste cose ti influenzano da giovane e ti iniziano in questo viaggio alla scoperta di te stesso e della tua identità sessuale”, ha poi proseguito.

E’ una lotta di tutti, indipendentemente dai tempi in cui viviamo. Da ragazzo è stato difficile. Leggevo i giornali come tutti gli altri e si parlava di quest’uomo gay e quell’uomo gay che venivano gettati in prigione solo perché omosessuali, appunto. Oppressione e una persecuzione erano normalità, come in alcune parti del mondo avviene ancora oggi “.

Halford ha continuato affermando di “non essere sostenitore di Donald Trump“, spiegando che “le politiche da lui adottate hanno trasformato le divisioni politiche in voragini e gruppi minoritari alienati come la comunità LGBTQ. È inquietante, ed è un vero peccato, perché in tutta l’amministrazione Obama sono state ottenute vittorie importanti sulla base dell’uguaglianza umana. Questo è il problema qui. Trattare un gruppo di persone in questo modo e trattare questo gruppo in quel modo. Non puoi farlo. Devi dare a tutti gli stessi diritti “.

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