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La pandemia non ferma i trafficanti d’arte, rubato il Giardino della canonica a Nuenen in primavera di Van Gogh

Ylenia Mazzarella

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Una tela di Vincent Van Gogh, Giardino della canonica a Nuenen in primavera, è stata rubata nella notte tra domenica e lunedì dal museo olandese Singer Laren. Il furto è avvenuto nel giorno del 167esimo compleanno dell’artista, nato a Zundert il 30 marzo del 1853.  I ladri sono riusciti ad accedere nel museo attraverso una porta vetrata, approfittando della chiusura iniziata il 13 marzo a causa dell’emergenza Coronavirus. Gli agenti sono intervenuti grazie all’allarme antifurto, tuttavia, una volta giunti sul posto non hanno potuto far altro che constatare il furto. L’opera era stata prestata da un altro museo olandese, il Groninger Museum, per una mostra che si sarebbe dovuta tenere da gennaio a maggio, dal titolo Specchio dell’anima, con opere di artisti da Torop a Mondrian, oltre a Van Gogh, in cooperazione con il Rijksmuseum di Amsterdam.

«Sono enormemente arrabbiato e triste – ha detto il direttore del museo, Jan Rudolph de Lorm – Perché specialmente in questi giorni scuri, sento fortemente che l’arte è qui per confortarci, ispirarci e guarirci». Sconcertato anche Andreas Bluhm, direttore del Museo Groninger: «Speriamo che ci venga restituito il prima possibile e integro».

Nel 1883 e nel 1884 Van Gogh aveva 30 anni ed era tornato a vivere con i suoi genitori a Nuenen, dove suo padre, pastore protestante, officiava nella chiesa raffigurata nel dipinto. L’artista realizzò il quadro come dono per la madre. Alla morte del padre, nel 1885, Vincent modificò il dipinto. Il giardino dietro la canonica, come egli scisse in una delle lettere al fratello Theo, era un luogo prediletto e vi compose parecchi lavori.

Non è la prima volta che un quadro del pittore viene rubato, nel dicembre del 2002 i due capolavori Vista dalla spiaggia di Scheveningen (1882) e La chiesa riformata di Nuemen (1884) vennero trafugati dal Vincent Van Gogh Museum di Amsterdam. Furono ritrovati una quindicina di anni dopo durante un’operazione anti-camorra e restituiti. Inoltre, nel 2007, dal giardino del Singer Laren Museum erano state rubate sette opere scultoree, tra le quali un bronzo di Rodin, poi recuperato mutilo.

Ylenia Mazzarella nasce in Abruzzo il 21\06\1996. Nel 2019 si laurea in Studi Storico-Artistici presso la Sapienza,Università di Roma, con una tesi dal titolo “La fortuna del Cristo Velato, da Sanmartino a Jago”. Durante il periodo di studi lavora per i Musei del Comune di Roma e collabora alla realizzazione di progetti volti alla promozione delle risorse storico-culturali e naturalistiche abruzzesi. Attualmente è iscritta al corso di Laurea Magistrale in Storia dell’arte

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Il Milionario modello di Oscar Wilde recitato da Antonio Pellegrini

Redazione

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Articolo e video a cura di Antonio Pellegrini

Il Milionario modello

La storia, descritta con uno stile velatamente ironico ma delicato, è anche improntata a un certo raffinato decadentismo, tipico di Wilde. Il breve racconto narra la storia di un giovane bello e di modeste risorse che, grazie ad un incredibile, quanto inaspettato colpo di fortuna, riesce ad arricchirsi ed a coronare il suo sogno d’amore.

Il gioco della narrazione sta proprio nel finale totalmente a sorpresa che ribalta improvvisamente le prospettive che avevano fino ad un instante prima ingannato il lettore. Con uno stile scorrevole e delicato, non privo di qualche francesismo qua e lа, Wilde ci dà in questo racconto un buon saggio della sua prosa ironica e raffinata al tempo stesso.

Oscar Wilde

Nato e cresciuto a Dublino in un ambiente colto e spregiudicato, studiò a Oxford dove ebbe come maestri J. Ruskin e W. Pater. Il suo ingegno brillante, i suoi successi letterari e le sue pose eccentriche lo imposero come una delle personalità dominanti nei circoli artistici e nei salotti mondani sia inglesi che francesi.

Visse prevalentemente tra Parigi e Londra, ma con frequenti viaggi in Italia, Grecia e Nordafrica. Nel 1884 sposò Constance Lloyd, da cui ebbe due figli, ma ben presto il matrimonio naufragò. Tutta l’aristocrazia e la classe dirigente di cui era stato fino a poco prima l’idolo lo abbandonarono a causa della sua relazione con lord Alfred Douglas, che in particolare gli mise contro il padre di questi, marchese di Queensberry.

In un processo che suscitò enorme scalpore, fu condannato per omosessualità a due anni di lavori forzati (1895). Scontata la pena, in miseria e abbandonato da tutti, si rifugiò in Francia dove morì tre anni dopo. Nel 1891 uscì il suo romanzo più celebre Il ritratto di Dorian Gray (The Picture of Dorian Gray), massima espressione del decadentismo e dell’estetismo. La sua opera è inseparabile dalla sua vita. Non solo predicò l’estetismo, ma volle vivere la propria vita come un’opera d’arte. Il tentativo di conciliare istanze di ribellione e mondanità si riflette nell’atteggiamento verso la società vittoriana, criticata ferocemente ma anche blandita.

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L’Egitto non scarcera Zaki ma libera 3 attivisti per i diritti umani

Antonella Valente

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Accolto a metà l’appello di Scarlett Johansson. La star di Hollywood, tramite un video girato in prima persona nei giorni scorsi, si era rivolta al Governo egiziano per chiedere la scarcerazione di Patrick Zaki, lo studente egiziano iscritto all’Università di Bologna, e di altri attivisti per i diritti umani, tutti reclusi nelle carceri del Paese.

Qui la richiesta di Scarlett Johansson: Scarlett Johansson chiede la scarcerazione di Patrick Zaki e altri 3 attivisti: “non siete soli”

Sulla detenzione dello studente e degli attivisti vi sono molte ombre circa motivazioni e modalità. Il Governo egiziano sa essere un regime vero e quando si tratta di oppositori dello stesso non ha mai adottato una linea morbida. Da qui l’incarcerazione o peggio ancora. Il video dell’attrice statunitense sembrerebbe aver smosso qualche coscienza tra i piani alti. Nella giornata di ieri il procuratore generale del Cairo ha scelto di liberare gli attivisti per i diritti umani facenti parte dell’associazione EIPR (la stessa di Zaki).

Lo ha riportato l’AFP a seguito di contatti con la stampa locale. Notizia poi confermata dalla stessa EIPR tramite il proprio account Twitter. “Gasser, Karimi e Basheer sono stati lasciati andare direttamente dalla prigione di Tora. Insolito. Ora sono o a casa o sulla via di casa

Che l’intervento della Johansson sia stato risolutivo o meno non lo sappiamo. Certo è che la pressione sul governo egiziano cresce ogni giorno di più e la cassa di risonanza che può avere una star come lei non può che giovare alla causa. “Vengono mosse accuse che possono portare a molti anni di prigione, ma il loro unico crimine è stato quello di difendere la dignità degli egiziani”.

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Scarlett Johansson chiede la scarcerazione di Patrick Zaki e altri 3 attivisti: “non siete soli”

Redazione

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“Far sentire la propria voce in Egitto oggi è pericoloso”. Inizia così il video pubblicato su Youtube da Scarlett Johansson che scende in campo per Zaki, lo studente egiziano dell’Università di Bologna in carcere in Egitto. La star hollywoodiana, citando anche altri tre appartenenti all’Ong egiziana per la difesa dei diritti civili ‘Eipr‘, chiede “l’immediato rilascio” dei quattro il cui “unico reato è essersi sollevati per la dignità dell’Egitto”. Loro devono continuare a lavorare per la difesa dei diritti civili, dice l’attrice americana,  perché “rappresentano il coraggio”. Poi chiude con “Non siete soli”.

Leggi anche: Egitto: morto in carcere il regista Shadi Habash che denunciò la repressione del Governo. Aveva 25 anni

Dopo l’omicidio di Giulio Regeni, lo studente italiano ritrovato morto alla fine di gennaio del 2016, che ha profondamente scosso anche la comunità internazionale, i fari sono tutti puntati sul regime egiziano, reo di far sparire i suoi oppositori. La sua morte ha provocato un acceso dibattito anche in Italia sull’opportunità di avere legami con il Governo di un Paese che anche Amnesty International ha definito “incapace di tutelare e proteggere i diritti della persona”. Sul corpo dello studente triestino furono trovati diversi segni di tortura.

Solo pochi giorni fa Huda Nasrallah, l’avvocata di Zaki, ha potuto visitare in carcere lo studente egiziano, detenuto dallo scorso febbraio. “Da nove mesi dorme per terra senza materasso. Ho chiesto una pomata e un fasciatore per la schiena al fine di alleviare i dolori provocati dalla posizione scomoda”.

“Il sollievo che deriva dal fatto che Patrick incontri i familiari e oggi anche la sua legale è però molto attenuato, quasi annullato, dai dettagli che poi arrivano da questi incontri. L’idea che Patrick da nove mesi dorma per terra la dice lunga sulle sofferenze aggiuntive che il regime carcerario egiziano produce, oltre al fatto che sta trattenendo un innocente. Ribadiamo la richiesta, ancora una volta, al Governo italiano perché si dia seriamente da fare in vista anche del 7 gennaio, il Capodanno copto. Noi desideriamo che quel giorno Patrick sia libero per festeggiare il Capodanno con la sua famiglia e che poi i successivi giorni del 2021 li passi dove desidera, magari a Bologna dove lo aspettiamo e lo aspettano in tanti”, ha dichiarato all’Ansa Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia.

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