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Attualità

La nuova frontiera della musica live: un’ipotesi dal Missouri

Sophia Melfi

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Dal prossimo 4 maggio, in Missouri, sarà permesso lo svolgimento di eventi come matrimoni, lauree, concerti e funerali rigorosamente in open space.

Il governatore Mike Parson ha infatti dichiarato che, nel rispetto delle norme di distanziamento sociale, potranno avere luogo eventi pubblici che salveranno tutti quei settori ad oggi messi in ginocchio dalla pandemia.

Divieto di assembramento e rispetto del distanziamento sociale saranno tuttavia le parole d’ordine che dovranno presiedere ad ogni tipo manifestazione.

Un’altra proposta, già messa in atto in Danimarca, é quella del drive in : un’ipotetica soluzione per valorizzare luoghi straordinari e assistere a concerti e spettacoli che non potrebbero tenersi in circostanze di sicurezza.

Non si tratta di un’utopia, ma di un progetto già sperimentato in Danimarca, Norvegia e Germania, a cui hanno aderito diversi comuni italiani e che guarda in maniera concreta alla necessità di un intrattenimento live e ai suoi benefici.

Queste iniziative testimoniamo come sia essenziale salvaguardare il nostro patrimonio con speranza e positività.

In fondo, l’arte, la musica e la cultura ci hanno intrattenuto sostenendoci durante i periodi più bui. Perché non tutelarle e tutelarci ancora?

Redattrice del magazine The Walk Of Fame. Studentessa, laureata in letteratura e filologia moderna, è un'appassionata di storia, cinema, arte e musica. Reduce da un'esperienza all'estero, è già pronta a ripartire. Appartiene alla generazione di quelli "con l'erba che cresce sotto i piedi" ed è anche amante del folklore e dei paesaggi scandinavi.

Attualità

“Sanremo, l’eccezione che ignora la regola”, la rabbia di artisti e associazioni di categoria

Fabio Iuliano

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Siamo arrivati a 91 giorni. Il tempo che ci separa da quel 24 ottobre che vide la chiusura al pubblico – ormai il passato remoto costituisce un tempo appropriato – delle porte di teatri e cinema, salvo qualche sporadica eccezione, spesso e volentieri legata a spettacoli ripresi da telecamera a beneficio di televisioni manistream. Tra questi c’è anche Sanremo.

“Ho notato la disparità tra la chiusura dei teatri e il pubblico negli studi televisivi”, ha commentato Beppe Fiorello a più riprese. “Devo pensare che ci siano assunzioni di responsabilità personali, ma allora non c’è una regola vidimata dalle istituzioni? Non c’è un protocollo unico? E allora qualcosa non va. Non capisco questa disparità o qualcuno non rispetta i protocolli o la politica non li fa proprio. Qui serve chiarezza e regole uguali per tutti”.

Scorrendo avanti il calendario, un appuntamento di rilievo cade nella prima settimana di marzo ed è legato al festival di Sanremo la cui conferma ha aperto una serie di polemiche. Il Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori è pertanto pronto a chiedere il blocco della kermesse e ad impugnare al Tar qualsiasi atto che autorizzi la manifestazione canora nella cittadina ligure in provincia di Imperia.

“È evidente che”, valuta l’avvocato Carlo Rienzi, presidente e fondatore del Codacons. “Considerata la grave situazione di emergenza del Paese, non potrà svolgersi alcun Festival se non saranno garantite in modo adeguato la sicurezza e la salute pubblica. I cittadini italiani sono da mesi costretti a limiti e rinunce, e non è possibile consentire eccezioni in favore della Rai che rischiano di avere ripercussioni sul fronte dei contagi”.

Di qui, le possibilità sono due. “La prima”, secondo l’associazione, “è la gara si svolga solo a condizione che la Rai applichi misure stringenti per tutelare la sicurezza non solo di un eventuale pubblico in sala e di migliaia di lavoratori coinvolti nell’evento, ma anche di tutti i cittadini residenti a Sanremo, la cui salute sarebbe messa in serio pericolo dalle folle lungo le strade”. In tal senso, il Codacons annuncia una istanza al Prefetto di Imperia, affinché valuti con la massima severità le misure e le soluzioni proposte dalla Rai, e si dice pronto ad impugnare al Tar qualsiasi atto che autorizzi il Festival in assenza di condizioni adeguate.

La seconda è che, alla luce di questa possibile eccezione, venga riconsiderato l’impianto di regole che da 91 giorni tiene in ostaggio cinema e teatri piccoli, medi e grandi di tutta la Penisola, senza che alcuna certezza che queste attività favoriscano il contagio. Insomma, se ci sono eccezioni da mettere in campo, non possono andare sempre e solo incontro allo showbiz del piccolo schermo. Questo è l’auspicio di molti artisti e addetti ai lavori.

Per il pubblico del Festival la soluzione potrebbe essere quella di aprire la platea a un numero ridotto di figuranti. Ma questa appare come una scorciatoia che non affronta o risolve le problematiche tirate in ballo dal Codacons, ad esempio. Trasformare, inoltre, l’Ariston nello studio di X Factor non sposta di un centimetro la discussione in avanti. Così come, la prosecuzione in streaming della stagione della Scala sembra un provvedimento dall’indubbio valore artistico, ma che non affronta la questione.

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Attualità

Amanda Gorman, la poetessa 22enne sui gradini del Capitol di Washington

Redazione

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Sui gradini del Capitol di Washington oggi è nata una stella: Amanda Gorman, giovanissima afro-americana di Los Angeles, ha catturato in versi lo storico momento della transizione dalla presidenza di Donald Trump a quella di Joe Biden emozionando vip della politica e decine di milioni di spettatori a casa. Echi di “Hamilton” e suggestioni rap hanno punteggiato la lettura di “The Hill We Climb”, la composizione finita dopo le violenze degli ultrà trumpiani del 6 gennaio in Campidoglio.

A 22 anni Amanda Gorman è la più giovane poetessa che abbia recitato durante una cerimonia dell’insediamento presidenziale oltre a vantare il titolo di National Youth Poet Laureate, una sorta di Nobel per giovani scrittori americani.

Con la performance di oggi, Amanda è entrata in un ristretto club di poeti intervenuti in chiusura delle cerimonie di insediamento presidenziale: tra gli altri Robert Frost per John F. Kennedy, Maya Angelou per Bill Clinton e Richard Blanco per Barack Obama. Nella poesia, letta dopo che sul palco si erano alternate superstar come Lady Gaga e Jennifer Lopez, la giovane poetessa ha accennato alla sua personale esperienza di “ragazzina magra afro-americana cresciuta da una mamma single che sognava un giorno di diventare presidente e oggi recita all’insediamento di un presidente”. Un tocco in comune con Joe Biden, che da bambino era balbuziente: Amanda da piccola ha dovuto superare un difetto di pronuncia che le impediva ad esempio di scandire la “r” di “poetry”.

Leggi anche: Inauguration Day: anche Springsteen, Foo Fighters e Jon Bon Jovi tra i protagonisti

A scegliere la Gorman per l’occasione è stata Jill Biden che l’aveva di recente ammirata durante una lettura alla Library of Congress. Amanda aveva avuto carta bianca, e in “The Hills We Climb”, ispirato al tema dell’Inauguration Day “America United”, ha evocato “un nuovo capitolo” senza glissare sulle divisioni che hanno preceduto l’insediamento: “Abbiamo visto una forza che avrebbe distrutto il nostro paese se avesse significato rinviare la democrazia. Questo sforzo è quasi riuscito. Ma se può essere periodicamente rinviata, la democrazia non può mai essere permanentemente distrutta”. 

La poesia

Quando viene il giorno chiediamo a noi stessi,
Dove trovare la luce in quest’ombra senza fine?
La sconfitta che portiamo,
un mare che dobbiamo attraversare a guado
Abbiamo sfidato la pancia della bestia
Imparato che la quiete non è sempre pace
E che norme e nozioni
di ciò che semplicemente è
Non sempre sono giust-e
Eppure l’alba è la nostra
prima ancora di saperlo
In qualche modo ci riusciamo
In qualche modo abbiamo maturato e testimoniato
una nazione che non è spezzata
ma solo incompiuta
Noi gli eredi di un paese e un tempo
Dove una donna nera e magra
discesa da schiavi e cresciuta da una madre sola
può sognare di diventare presidente
solo per trovarsi a declamare per un presidente
E certo siamo tutt’altro che impeccabili
tutt’altro che puri
ma ciò non significa
lottare per forgiare un’unione perfetta
Noi lottiamo per forgiare un’unione che abbia uno scopo
Comporre un paese rispettoso di ogni cultura, colore, carattere e
condizione umana
E così alziamo gli sguardi non a quanto ci divide
ma a ciò che ci aspetta
Colmiamo quanto ci separa perché lo sappiamo, per dare priorità al nostro futuro
dobbiamo come prima cosa mettere da parte le nostre differenze
Noi deponiamo le armi
per stendere le nostre braccia
l’uno verso l’altro
Vogliamo il male di nessuno e armonia per tutti
Lasciare che il mondo affermi che questo, questo almeno, sia vero:
Che anche nel lutto siamo cresciuti
Che anche nel dolore abbiamo sperato
Che anche nella stanchezza abbiamo provato
Che saremo sempre uniti, vincenti
Non perché non conosceremo più la sconfitta
ma perché non fomenteremo mai più divisioni
La Bibbia ci parla di una visione
in cui tutti si siede sotto la propria vigna e il proprio fico
E nessuno dovrebbe mettere paura a nessuno
Se dobbiamo essere all’altezza del nostro tempo
Allora la vittoria non risiederà nella lama
Ma in tutti i ponti che abbiamo costruito
Quella è la promessa di fare radura
Della collina che scaliamo
Se solo ne abbiamo il coraggio
È perché essere Americani è più di un orgoglio ereditato,
è il passato che attraversiamo
e come lo ripariamo
Abbiamo visto una forza che avrebbe scosso la nazione
invece di condividerla
Avrebbe distrutto il nostro paese se tradotta nel ritardo della democrazia
E il tentativo non ha avuto successo per un soffio
Ma se la democrazia può venire di tanto in tanto ritardata
Non può mai essere sconfitta per sempre
In questa verità
In questa fede crediamo
Perché se noi abbiamo gli occhi sul futuro
la storia ha i suoi occhi su noi
Questa è l’era di una giusta redenzione
Abbiamo avuto paura al suo principio
Non ci sentivamo pronti a essere gli eredi
di un’ora così terribile
ma al suo interno abbiamo trovato la forza
di scrivere un nuovo capitolo
di offrire speranza e sorriso a noi stessi
Perciò se un tempo chiedevamo,
come potremmo mai prevalere sulla catastrofe?
Ora noi affermiamo
Come potrebbe la catastrofe mai prevalere su noi?
Non marceremo all’indietro verso ciò che era
ma ci muoveremo verso ciò dovrà essere
Un paese ferito ma intero,
gentile ma audace,
fiero e libero
Non verremo fermati
o interrotti dall’intimidazione
perché sappiamo che la nostra inazione e inerzia
saranno l’eredità della prossima generazione
I nostri abbagli i loro pesi
Ma una cosa è certa:
Se sommiamo misericordia e potenza
e potere a giustizia,
allora è l’amore a diventare il nostro lascito
e il cambiamento il diritto di nascita dei nostri figli
Perciò lasciamoci alle spalle un paese
migliore di quello che ci era stato lasciato
Ogni respiro dal mio petto battuto in bronzo,
faremo di questo mondo ferito un mondo splendido
Sorgeremo dalle colline dorate dell’ovest,
sorgeremo dal nordest battuto dal vento
dove i nostri antenati per primi hanno fatta la rivoluzione
Sorgeremo dalle città orlate di laghi del midwest,
sorgeremo dal sud indurito dal sole
Ricostruiremo, riappacificheremo, e ci riprenderemo
e a ogni riparo conosciuto della nostra nazione
ogni angolo chiamato nostro paese,
le nostre genti diverse e splendide emergeranno
malconce e splendide
Quando viene il giorno usciamo dall’ombra,
in fiamme e senza paura
L’alba nuova fiorisce mentre la liberiamo
Perché c’è sempre luce,
se solo siamo coraggiosi abbastanza da vederla
Se solo siamo coraggiosi abbastanza da essere luce.

Amanda Gorman

[Grazie a Fabio Chiusi per la traduzione]

Qui in lingua originale: https://edition.cnn.com/2021/01/20/politics/amanda-gorman-inaugural-poem-transcript/index.html

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Attualità

Procida capitale italiana della Cultura 2022, l’annuncio di Franceschini

Fabio Iuliano

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Il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini in diretta su YouTube ha annunciato che Procida, l’isola della Campania,sarà la capitale culturale del 2022.

Procida si era candidata con il progetto “La cultura non Isola”. Nel corso della audizione, durata poco più di un’ora e diffusa in streaming sul canale Youtube del ministero, la delegazione procidana (in collegamento dalla sede comunale) aveva illustrato i punti salienti. Nell’arco dell’incontro sono stati mostrati alla commissione alcuni video tra cui il cortometraggio prodotto dal Festival di Giffoni a sostegno della candidatura isolana e la clip con gli endorsement di personaggi del mondo dello spettacolo e della cultura.

Ben 44 i progetti culturali per 330 giorni complessivi di programmazione tra cui il green deal, l’innovazione sociale ed urbana, il turismo lento e la gestione sostenibile degli eventi. Le altre nove candidate erano Ancona, Bari, Cerveteri, L’Aquila, Pieve di Soligo e le Terre Alte della Marca Trevigiana,Taranto e la Grecìa Salentina, Trapani, Verbania e Volterra. 

Erano state pre-selezionate in una lista di 27. Le altre 18 sono Arezzo, Pisa, Fano, Isernia, Arpino (Fr), Castellammare di Stabia (Na), Padula (Sa), Molfetta (Ba), San Severo (Fg), Trani, Venosa (Pz), Tropea (Vv), Modica (Rg), Palma di Montechiaro (Ag), Scicli (Rg) e Carbonia).

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