La musica che unisce: l’abbraccio sul palco dell’Aida tra le cantanti ucraina e russa

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Un messaggio di speranza attraverso la musica, un abbraccio che unisce e che ci fa guardare oltre. L’abbraccio tra il soprano ucraino Liudmyla Monastyrska e il mezzosoprano russo Ekaterina Gubanova hanno lanciato dal palcoscenico del San Carlo di Napoli al termine dell’ultima replica dell’Aida. Un messaggio di pace acclamato dalla platea.

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Liudmyla Monastyrska, 46 anni, nata a Irkliiv, e Ekaterina Gubanova, 43 anni moscovita, avevano già cantato nella stessa opera di Verdi al Met e a Vienna. Un bel rapporto che nei giorni scorsi aveva ricordato con un post su Istagram, la Gubanova ritratta con l’amica ucraina che definisce “meravigliosa collega”. Monastyrska si è esibita nel ruolo del titolo (Aida la principessa etiope), entusiamando critica e pubblico.

Al termine della serata tutti gli artisti, coro, orchestra, corpo di ballo, tecnici e i dipendenti del San Carlo hanno lanciato il loro messaggio di pace unendosi al lungo applauso del pubblico che commosso ha salutato la compagnia e le protagoniste di questa Aida nello storico allestimento di Bolognini.

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Giornalista, docente di lingue straniere, tra le collaborazioni l’agenzia Ansa e il Centro (testata ex gruppo L’Espresso-Finegil Editoriale). In passato ha lavorato a Parigi e Milano con Eurosport e Canal +. Come blogger, oltre ad aver seguito vari eventi sportivi internazionali, dalle Universiadi (in Europa e in Asia) alla Race Across America – la folle corsa ciclistica da un capo all’altro degli Stati Uniti – ha condotto alcune inchieste sull’immigrazione con reportage in Italia, Romania e Marocco. Nel 2007 ha vinto il premio giornalistico Polidoro. Nel 2016 ha firmato “New York, Andalusia del Cemento – il viaggio di Federico García Lorca dalla terra del flamenco alle strade del jazz” (Aurora edizioni), l’anno successivo Lithium 48, sempre per la stessa casa editrice.