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Musica

La grazia di Lucio Battisti

Alberto Mutignani

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C’è un duetto che non smette mai di affascinarmi, e che riguardo sempre con una certa commozione. È quello di Lucio Battisti – era appena uscito “Umanamente uomo” – con Mina, negli studi Rai del 1972.

All’epoca Battisti aveva 29 anni, ma aveva già pubblicato “Emozioni”, lasciando un primo segno indelebile nella sua discografia. Mina era maestosa come sempre. Quando iniziano a cantare, c’è la commozione di Battisti e l’entrata fulminante di Mina sulle note de “Il tempo di morire”, e vanno avanti: “Mi ritorni in mente” ed “Emozioni”, il teatro è tutto loro.

Qualche ora prima le prove erano andate male, per non dire che non c’erano state: Battisti era arrivato con la band a Milano in tarda serata, non avevano chiuso occhio e al Teatro 10 attaccarono a suonare con poca disinvoltura e tante ore di sonno arretrato.

Quello che poteva essere il live più disastroso di Battisti è diventato, un po’ per un innaturale talento, un po’ per l’epifania di grazia che era – ed è – la voce di Mina, una pagina senza tempo della televisione italiana, particolarmente importante, oggi, perché fu l’ultima esibizione televisiva di Battisti. Nel 1979 annunciò che avrebbe rifiutato ogni intervista e apparizione televisiva:

Non parlerò più, perché l’artista deve parlare attraverso il suo lavoro

Non parlò più, lo fece davvero. Vent’anni dopo morì, nella discreta Milano dove trascorse quella vacanza dalle scene, in una villetta a tre piani disordinata e silenziosa. Quando leggo di quel quadretto modesto, un cucinotto sporco, in subbuglio, la tv accesa nel salotto e Battisti che ospita, controvoglia, qualche fotografo in casa pregando di non entrare in camera da letto o nei ripostigli, per il disordine, penso che, pur non essendoci mai entrato, quella villetta senza ornamenti sia il tipo di mitezza che Battisti amava cantare nelle sue canzoni: dallo spioncino di una porta, i suoi dischi ci mostrano frammenti di vite, momenti passeggeri, storie d’amore mai finite, inni di libertà, tradimenti, fughe, la voglia dell’avventura.

Sono storie semplici quelle che ci racconta Battisti, non c’è concettualismo ma una grande modernità musicale unita alla semplicità delle parole, alla genuinità degli argomenti. È la chiave che permette al meno italiano degli Italiani, che non votava, non seguiva il calcio e rifiutava i riflettori, di accedere a una dimensione internazionale e atemporale, che parla in tutto il mondo, a tutti le generazioni.

Non è un caso che ancora oggi si cantino le sue canzoni, e che i giovani si siano adoperati perché la sua discografia arrivasse in streaming, dopo anni di assenza: nei tempi bui che il mondo vive, Battisti ci insegna a non piangerci addosso, a rincorrere l’avventura, l’amore semplice, a non perderci nel bagno di lacrime che questo paese ama, fin troppo.

Prendila così, non possiamo farne un dramma“, per dirla con parole sue.

E poi ancora la dissolvenza, quell’uscita dai riflettori senza fronzoli, senza isterie. Se n’è andato e, come abbiamo ricordato, conta la musica e non il personaggio, non l’autore che c’è dietro. Battisti lavorava la musica, si può dire, come Bava lavorava i suoi film, “come si fanno le seggiole”.

I suoi testi ci mostrano una vita che non voleva farsi compatire, la luce bianca e l’identità più minerale dell’esistenza quotidiana. Vivere appartati, raccontare con sincerità: “Non farsi vivo e non telefonare, parlar di tutto per non parlar d’amore, cercar di farsi un po’ desiderare è proprio un vero dolore”.

Pescarese, classe 1998. Unico laureando in lettere a non aver ancora scritto la propria autobiografia. Interessi: le cose frivole, le chiacchiere a vuoto, gli scrittori comodi, il cinema popolare, i videogiochi. In un'altra vita è stato un discreto detective privato.

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Lucio Dalla e gli Idoli, storia di un album “Geniale?” che torna a nuova vita

Redazione

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A trent’anni dall’uscita, il 12 marzo uscirà “Geniale?” di Lucio Dalla, versione rimasterizzata di uno degli album tra i meno conosciuti e celebrati dell’artista. Il disco fu realizzato con gli Idoli con brani inediti e un testo di approfondimento che ne racconta l’incredibile storia. Geniale? è un album di inediti registrati dal vivo tra il 1969 e il 1970 con gli Idoli e pubblicato nel 1991, che conduce alla riscoperta delle radici musicali del cantautore bolognese e del periodo che ha preceduto il suo successo.

I brani, che sono stati rimasterizzati dai nastri originali, hanno consentito un restauro esclusivamente in mono per garantire la migliore resa possibile. 

Leggi anche: Queen: Brian May ha composto il miglior assolo della storia

Era il 1971 quando Lucio Dalla inizia la sua inarrestabile ascesa presentando al Festival di Sanremo il brano “4/3/1943”, ribattezzato da tutto il pubblico “Gesù Bambino”. Seguono “Piazza Grande”, “Il gigante e la bambina” e “Itaca”, tutti brani destinati ad entrare nel suo immenso repertorio. A 50 anni di distanza, Pressing Line e Sony Music vogliono rendere omaggio e celebrare uno dei più grandi Artisti della storia della musica italiana con questa esclusiva uscita, dopo il successo già ottenuto con la pubblicazione della riedizione degli storici album “Come è profondo il mare”, “Lucio Dalla” e “Dalla” e della raccolta “Duvudubà”.

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Il cofanetto sarà disponibile in tre formati:

DOPPIO CD + libretto

LP 180gr + libretto

DOPPIO LP in pasta colorata + LIBRETTO (escl. Amazon)

Questa la tracklist di “Geniale?”:

CD 1

GRAGNANINO BLUES (Dalla – Lecardi), 1999 (Dalla – Reverberi – Bardotti), SYLVIE (Dalla – Franceschini – Bardotti – Baldazzi)SUMMERTIME (G. Gershwin / DuBose Heyward – I. Gershwin), IL MIO FIORE NERO (Phillips – Migliacci), AFRICA (Dalla – Franceschini – Pallottino – Bardotti), NON È UNA FESTA (Ciacci – Continiello – Migliacci), GENIALE? (Dalla), FOTTITI (Dalla), ETTO (Dalla), 4/3/1943 (Dalla – Pallottino).

BONUS TRACKS

QUANDO ERO SOLDATO – alternative version (Bardotti – Reverberi), HAI UNA FACCIA NERA NERA – alternative version (Izzo – Reverberi – Podestà).

CD 2

IL CIELO (Bardotti – Baldazzi – Reverberi – Dalla), BISOGNA SAPER PERDERE (Cassia – Cini), HAI UNA FACCIA NERA NERA (Izzo – Reverberi – Podestà), QUANDO ERO SOLDATO (Bardotti – Reverberi), L’ORA DI PIANGERE (Bardotti – Morton), LA STORIA DI UN TOPO MALATO – provino (Lecardi), TORNA A SORRIDERE – provino (Lecardi), NON È UN SEGRETO – provino (Bardotti – Reverberi – Lecardi), INTRO GENIALE (Dalla), MAMA LOVE PAPA LOVE (Dalla – Lecardi), VAN (Lecardi), A WALK ON THE WILD SIDE (Bernstein – Mack), BLUES FOR TOBIA (Dalla – Lecardi), GEORGIA ON MY MIND (Gorrell – Carmichael).

BONUS TRACKS

ETTO – alternative version (Dalla), 4/3/1943 – alternative version (Dalla – Pallottino), NON È UNA FESTA – alternative version (Ciacci – Continiello – Migliacci), AFRICA – alternative version (Dalla – Franceschini – Pallottino – Bardotti), SYLVIE – alternative version (Dalla – Franceschini – Bardotti – Baldazzi)SUMMERTIME – alternative version (G. Gershwin/E. DuBose Heyward – I. Gershwin).

Il disco è stato rimasterizzato negli Studi Fonoprint di Bologna da Maurizio Biancani.

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Shape Of Water: gli electro-rockers tornano con un nuovo Ep

Luigi Macera Mascitelli

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La nota casa discografica Eclipse Records fa sapere che gli electro-rocker Shape Of Water sono pronti a rilasciare un nuovo Ep. Il titolo sarà Lockdown On Mars, e verrà pubblicato il 21 febbraio 2021.

La band nasce nel 2004 a San Benedetto del Tronto ad opera dei connazionali Rox Capriotti e Luca De Falco. Inizialmente sotto il nome The Lotus, il duo decide poi di spostarsi in Inghilterra a Manchester. Qui i nostri daranno il via alla loro carriera musicale per poi sciogliersi e riformarsi nel 2018 come Shape Of Water.

Il qui presente Ep, che esce dopo l’album Great Illusion del 2020, contiene alcune tracce reinventate estratte dal full-length. In particolare troverete al suo interno una nuova versione di acclamati brani come Mars-X e The World Is Calling Me. Il disco è stato prodotto da Paul Reeve (Muse, Supergrass, Beta Band) e mixato da Rox Capriotti.

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Queen: Brian May ha composto il miglior assolo della storia

La notizia giunge dalla rivista inglese Total Guitar che qualche giorno fa ha indetto un sondaggio tra i lettori

Luigi Macera Mascitelli

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Il popolo ha parlato. È Brian May, ex chitarrista dei Queen, l’uomo che ha composto il miglior assolo di chitarra di tutti i tempi.

La notizia giunge dalla rivista inglese Total Guitar che qualche giorno fa ha indetto un sondaggio tra i lettori. Lo scopo era decretare chi, tra cinquanta assoli proposti, avesse scritto quello più bello e significativo. Il responso è stato chiaro ed inequivocabile: Bohemian Rhapsody, estratta dal celebre A Night at the Opera del 1975, contiene il miglior assolo della storia del rock ad opera di Brian May!

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Il brano è storicamente riconosciuto come una perla di rara bellezza che assicurò ai Queen un successo a livello mondiale. Basti pensare che nel 2017 il brano è diventato il quarto più venduto nel Regno Unito. Mentre nel 2018, grazie al film omonimo con Rami Malek nei panni di Freddie Mercury, Bohemian Rhapsody è in assoluto il singolo del XX secolo più ascoltato di sempre in streaming, con oltre 1,6 miliardi di riproduzioni.

Un altro grande traguardo per una band che continua imperterrita ad attirare l’attenzione -meritatissima- e l’amore dei fan, dal più anziano al più giovane. Lo stesso Brian May, tramite il suo profilo Instagram, ha detto la sua, ringraziando tutti per il costante supporto e l’affetto ricevuti.

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