La Comune di Parigi, 150 anni del sogno popolare

La Comune di Parigi nacque ufficialmente la sera tra il 17 e il 18 marzo del 1871. Fu la rivolta del popolo parigino deciso a non piegarsi alle dure e umilianti imposizioni dettate da Bismarck.

Gli antefatti

Il 2 settembre del 1870 l’imperatore Napoleone III, dopo la sconfitta di Sedan, si arrese alla Prussia. la débâcle portò alla proclamazione della Terza Repubblica dopo l’occupazione di Palazzo Borbone da parte del popolo.

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Il nuovo governo di “difesa nazionale”, guidato dal monarchico e clericale Louis-Jules Trochu con il ruolo di comandante militare di Parigi, si pose come obiettivo il continuare, ma senza speranze, la guerra contro i prussiani. Tutte le forze del governo puntavano difatti alla pace, mentre le forze popolari erano intenzionate a resistere all’invasione e temendo i trattati di pace.

Riuniti i rappresentanti dell’Assemblea Internazionale dei lavoratori e i sindacati, fu costituito un Comitato Centrale dei 20 rioni parigini. Fu soppressa la prefettura di polizia e ristabiliti il pieno diritto di associazione e la libertà di stampa. Il Comitato aveva funzione di controllo degli atti del governo ritenuto poco affidabile e pronto al tradimento.

Mentre il Governo ritardava ad indire le elezioni municipali Parigi verteva in una situazione disastrosa. I generi alimentari scarseggiavano, il popolo fu costretto a sradicare gli alberi dei parchi del Bois de Boulogne, degli Champs- -Élysées per riscaldarsi. Nel frattempo la guerra vedeva soccombere l’esercito francese dopo la ritirata da Champigny. Fu addirittura mandata allo sbaraglio la Guardia Repubblicana con l’intento di convincere tutti della necessità della pace.

L’armistizio con Bismarck fu firmato il 28 gennaio del 1871. A febbraio le elezioni portarono l’orleanista Thiers ad essere nominato capo dell’esecutivo del nuovo governo. A fine mese con il Trattato di Francoforte l’Alsazia e parte della Lorena furono ceduti alla Germania oltre al pagamento di 5 miliardi di franchi.

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La Comune di Parigi

Il popolo era ormai allo stremo e da mesi chiedeva che fosse ricostituita la Comune rivoluzionaria che dal 1792 fu determinante per la salvaguardia dei confini e nelle diaspore contro i nemici della rivoluzione. Inoltre il nuovo Governo abrogò la moratoria del pagamento degli affitti e delle cambiali che colpì soprattutto operai, artigiani e piccoli commercianti.

La rottura definitiva con Thiers si ebbe quando lo stesso pretese  la consegna delle armi e dei cannoni installati sull’altura di Montmartre. Il popolo parigino, che avevano acquistato una determinazione ed  una autonomia politica, insorse. Dette l’assalto al potere borghese prendendo il controllo politico della capitale. Le truppe regolari non ubbidirono al generale Lecomte che ordinò di sparare sulla folla.

Il Comitato centrale diede ordine alla Guardia Nazionale di occupare ministeri ed edifici governativi tanto da far scappare Thiers e altri funzionari. Aveva inizio la Comune di Parigi. Era il 18 marzo quando fu issata la bandiera rossa sull’ Hôtel de Ville, dove si insediarono sia il Comitato Centrale che la Guardia Nazionale.

Furono indette subito delle elezioni per il 26 marzo del 1871. La Comune fu eletta e due giorni dopo proclamata. Il poeta Catulle Mendes descrisse così la scena : “Uno a uno i battaglioni si erano allineati sulla piazza, in bell’ordine, musica in testa. Suonavano e cantavano in coro la Marsigliese. Quel suono commosse tutti e quel grande inno, avvilito dal nostro torpore, ritrovò in un attimo il suo antico splendore. […] Ogni rumore si confonde in una sola acclamazione compatta, la voce di quell’innumerevole moltitudine. E quegli uomini avevano un solo cuore, così come avevano una voce sola”

Le idee della Comune

Il movimento parigino era composto quasi esclusivamente da operai e rappresentanti degli strati popolari. Le idee di Proudhon, in particolare negli anni precedenti, furono proprie di gran parte dei rivoluzionari. Il concetto dell’uomo libero sicuro di ricevere “per il proprio prodotto e per i suoi servizi la giusta remunerazione”. I proudhoniani erano nemici dello Stato e immaginavano, riuscendo in parte a metterlo in atto con la Comune, una Nazione organizzata in una federazione di città. L’unità sarebbe stata garantita dagli impegni assunti dai diversi gruppi autonomi.

La Comune nazionalizzò i beni ecclesiastici, sancì la separazione tra Stato e Chiesa, attuò lo sblocco dei salari, introdusse l’istruzione obbligatoria, gratuita e laica, abolì l’esercito permanente che sostituì con una milizia e cedette la gestione delle fabbriche abbandonate dai proprietari a cooperative d’operai.

I comunardi di Parigi lanciarono appelli agli altri comuni di Francia perché si associassero alla capitale in una libera federazione. Gli inviti caddero nel vuoto. A Lione, Marsiglia, Tolosa i tentativi furono repressi. La borghesia francese riuscì in breve tempo a riorganizzare le sue forze e a procedere alla controrivoluzione. L’errore della Comune fu anche quello di non impadronirsi delle riserve monetarie della Banca di Francia. Si lasciò così una potente arma nelle mani del governo rifugiatosi a Versailles.

Il sogno popolare fu interrotto dalla “settimana di sangue” (21-28 maggio 1871). Dopo i bombardamenti che iniziarono ad aprile, il governo Thiers ottenne da Bismark la restituzione dei prigionieri di guerra e li riorganizzò in vista della repressione
I soldati comandati dal generale Mac Mahon, gli stessi che si erano arresi ai nemici prussiani, sferrarono un attacco decisivo contro Parigi.

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La Comune tra artisti, filosofi e media

Gli eventi dei soldati che fraternizzarono con gli insorti furono affascinanti ieri come lo sono ancora oggi. Victor Hugo addirittura lanciò una sottoscrizione pubblica per l’acquisto dei famosi cannoni di Montmartre. La Comune trovò il favore anche di Paul Verlaine, Arthur Rimbaud, Karl Marx.

I film riguardanti questa vicenda sono molto pochi tra cui il lunghissimo (5 ore) “La Commune (Paris 1871)“, girato a Montmartre nel 1999 e diretto da Peter Watkins

A teatro invece ebbe un discreto successo l’opera “I giorni della Comune” (1949), di Berthold Brecht di cui riportiamo un passo esplicativo di cosa fu la Comune di Parigi:

“Visto che date retta ai cannoni
e a ogni altra lingua siete sordi
dobbiamo allora, e non ce ne pentiremo!
puntare i cannoni contro di voi!

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Federico Rapini
Nato a Roma grazie alle notti magiche di Italia 90, si laurea in Lettere con indirizzo storico all’Università di Roma “Tor Vergata”. Cresciuto tra la passione per la Roma ed i libri di Harry Potter punta ad una nuova laurea in Filologia. Ancora deve capire se essere un Grifondoro o il nuovo Totti

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