Mistero e fede, “La Compagnia del Volto Santo” di Francesco Proia per scoprire le pagine segrete della nostra storia

E’ passato un anno dalla sua uscita, ma “La Compagnia del Volto Santo” di Francesco Proia ancora fa parlare di sé, non solo tra gli appassionati del genere storico ma anche tra tutti coloro i quali vogliono vivere l’avventura di immaginare civiltà antiche e gesta eroiche. Il tutto condito da quell’aneddotistica che lo scrittore abruzzese riesce a imprimere a propri scritti, eternamente in bilico tra la sacralità delle pagine impresse su pietra e quelle fantastiche e oniriche dettate dalla sua fantasia.

Nato ad Avezzano nel 1979, Francesco Proia è giornalista di attualità, cultura e storia per le testate di Abruzzolive e Marsicalive. Di quest’ultima è anche direttore. Come scrittore ha pubblicato tre romanzi: Polvere di Lago, una spy-story a sfondo storico sul prosciugamento del lago del Fucino, e Il Principe del Lago, incentrato sulla storia della dinastia Torlonia. Il Nido della Follia, invece, è un thriller ambientato nel 1956, tra le mura dell’ospedale psichiatrico di Collemaggio.

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Il modo migliore per far ‘digerire’ questa storia è proprio l’aneddotistica, dichiara Proia, “Dan Brown non è il mio scrittore preferito, ma se c’è una cosa che bisogna riconoscergli è che è stato in grado di catalizzare l’attenzione sulle nostre meraviglie molto di più che qualsiasi professore di storia, che soprattutto in italia sono autoreferenziali e, anziché avvicinare la gente alla nostra meravigliosa storia, l’allontanano. Io credo che in Italia, tra la gente comune e gli addetti ai lavori, serva il ruolo del divulgatore, e l’enorme successo di Alberto Angela ne è la testimonianza più evidente“.

Storia e Italia, binomio inscindibile. La storia sta alla nostra nazione come l’ossigeno sta alla vita. Il nostro background culturale è millenario, sconfinato, talmente vasto e ampio che pensare di conoscerlo a fondo, e nel dettaglio, è praticamente impossibile. Una sfida che Francesco accetta di buon grado, invece. Sceglie un periodo storico, uno spunto, un fatto. Seleziona i suoi personaggi, li caratterizza, li approfondisce – specialmente da un punto di vista psicologico – e li proietta all’interno delle pagine con la stessa efficacia di una scintilla che da vita a un fuoco.

In questo libro la sua passione emerge tutta, esattamente come la fiamma all’interno di un camino in pieno inverno. Ti scalda, di rapisce col suo calore e con la sua tranquillità. Proprio come “La Compagnia del Volto Santo” che pagina dopo pagina ti tiene incollato alle sue righe, alle vicende che mano mano vengono narrate, ai personaggi così ben descritti che sembra quasi di conoscerli da sempre. La minuziosa descrizione dei protagonisti e degli accadimenti attorno cui ruota la storia sono il vero valore aggiunto di quest’opera, talmente precisa nel suo incedere che non si può che definirla magnetica.

Ma, nonostante questa ricerca così approfondita e meticolosa, è stato realmente raccontato tutto?Tante cose sono rimaste fuori, anche perché, per scrivere un romanzo come questo, ho dovuto leggere una quantità infinita di libri e documentazioni storiche importanti. Non tutto, come era prevedibile, poteva rientrare nella trama di un romanzo, che deve anche creare un intreccio credibile tra i tasselli storici che mancano. Però tutto il materiale che ‘avanza’ e che ritengo comunque d’interesse comune, cerco di divulgarlo tramite gli articoli di storia e cultura settimanali sulle testate per le quali scrivo“.

E’ passato un anno, dunque, e il bilancio che lo scrittore fa è assolutamente positivo. “Si, lo è, sia da parte del pubblico, ma ancor più da parte degli studiosi del Volto Santo. Il romanzo è stato accolto con grande entusiasmo dai frati cappuccini della basilica del Volto Santo, in primis da rettore padre Carmine Cucinelli, che più volte ha elogiato in pubblico l’opera. E’ stato accolto con grande entusiasmo anche da Saverio Gaeta, già caporedattore di Famiglia Cristiana, che qualche anno fa aveva pubblicato un interessantissimo libro sul mistero della Veronica di Manoppello, intitolato “L’enigma del volto di Gesù”.

Ultimamente si è avvicinato al romanzo anche Paul Badde, studioso e scrittore storico del Volto Santo, che qualche tempo fa pubblicò il libro “La Seconda Sindone”. Durante la presentazione di Tagliacozzo (Aq) hanno speso parole di elogio Emanuele Nicolini, presidente dell’associazione culturale marsicana, e il professor Franco Salvatori, appassionato del Volto Santo, professore ordinario di Geografia presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, già Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia dello stesso ateneo, oltre che presidente della Società Geografica Italiana. Sono contento, in definitiva, che oltre ai lettori in un anno questo romanzo abbia ricevuto i complimenti di persone che studiavano la santa reliquia di Manoppello da anni“.

Sinossi:

6 maggio 1527: i Lanzichenecchi, dopo aver messo a ferro e fuoco Roma, trafugano la Veronica, la più importante reliquia della cristianità. Ma il velo della “vera effigies Christi” viene casualmente recuperato e portato in salvo da tre fuggitivi, un frate, una suora e un ladruncolo, che poi cercano riparo a est di Roma. I tre troveranno ospitalità a Tagliacozzo, importante città di frontiera, per poi riprendere il viaggio e proseguire fino a Manoppello, il più distante dei feudi del ducato, che da pochi mesi è tornato nelle mani di Ascanio Colonna, signore di Tagliacozzo, schierato anch’egli contro Clemente VII nel sacco di Roma.

L’insidioso viaggio tra le selvagge terre d’Abruzzo ci svelerà come e perché, la Veronica sparita dalla basilica di san Pietro, sia finita proprio a Manoppello. 7 aprile 2018: il Volto Santo è stato rubato e il Vaticano affida il difficile compito di ritrovare la reliquia all’agnostico professor Grandi e al suo giovane aiutante Alessandro. Tra intrighi di palazzo e pericolose congiure i due, aiutati dal padre guardiano e da un eccentrico professore svedese, si metteranno sulle tracce di quella che sempre più viene considerata come la nuova sindone. La compagnia, seguendo a ritroso le tracce del viaggio medievale della reliquia, si ritroverà nel bel mezzo di un affascinante quanto pericoloso giallo storico, che va avanti da quasi cinque secoli e che svelerà al mondo intero i misteri che si nascondono dietro la reliquia più importante della cristianità.

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Federico Falcone
Fondatore e direttore responsabile del magazine The Walk Of Fame. Nato e cresciuto in Abruzzo, è diventato giornalista pubblicista dopo aver completato gli studi in Giurisprudenza. Appassionato di musica, cinema e teatro, avrebbe sempre voluto essere il Will Smith di Indipendence Day o, tutt'al più, Aragorn de "Il Signore degli Anelli". Vola basso.

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