“La canzone che scrivo per te” dei Marlene Kuntz non è (solo) una canzone d’amore

La canzone che scrivo per te”, non è solo una canzone. È una dedica viscerale, sentita e da ascoltare.

Stiamo parlando della quinta traccia dell’album che cosa vedi della rock band italiana Marlene Kuntz. Il brano vede la collaborazione della front-woman degli Skunk Anansie, Skin. Non è una banale canzone d’amore.

È un singolarissimo racconto di una relazione viscerale e forse irreversibile, quella con la musica. Sofferta e consumata, come un amore profondo, come le sonorità del brano che quest’anno compie 20 anni. La passione che si vuole trasmettere è comunicata da chitarre soffuse e voci quasi sussurrate. Come a voler dare l’immagine di una fiamma che resiste al vento.

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Una passione che etimologicamente racchiude dolore e dedizione, ma che spiega anche una necessaria reciprocità.

“La canzone che scrivo per te” è la colonna sonora di un percorso che conduce due entità ad un incontro, atteso, sperato ed esasperato. La sensazione che si ha ascoltando questo brano è probabilmente la stessa che si prova quando per una congiunzione astrale qualsiasi ci si ritrova a poter guardare il sole e la Luna contemporaneamente nel cielo.

In ogni caso, un testo e delle note così potenti dedicate alla musica sono un contratto inscindibile con la volontà di imparare ad ascoltare e a sentirsi sempre più – vivi.

Se non la conoscete, andate ad ascoltarla.

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Michela Moramarco
Scrivo di musica e di letteratura. Studentessa di Lettere Moderne, copywriter all’occorrenza, sono appassionata di comunicazione e marketing digitale. Dopo un intenso corso di giornalismo ho iniziato a organizzare interviste e non mi sono più fermata. Scrivo per suscitare reazioni propositive nelle persone che arrivano a leggere fin qui.

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