In canoa sul Tirino, pagaiando sulle acque più limpide d’Italia per un’esperienza multisensoriale

A dicembre dello scorso anno, il Guardian ha inserito la Valle del Tirino tra le destinazioni-rivelazione del 2020, in un paragrafo, a firma di Liz Boulter, dal titolo “Pagaiando sul fiume più pulito d’Italia”. Un racconto che apre alle esperienze multisensoriali.

Molte fotografie del fiume Tirino in Italia sembrano essere state ritoccate con entusiasmo, ma le sue sfumature blu, turchese e smeraldo sono reali“, si legge nell’articolo redatto in lingua inglese. “È il fiume più pulito d’Italia – alcuni dicono in Europa – e grazie al sole che penetra in profondità nell’acqua, il suo letto è un tripudio di piante acquatiche dall’aspetto tropicale“.

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Il Tirino è l’affluente del affluente di sinistra del fiume Pescara. Attraversa i territori di Capestrano e Bussi sul Tirino, a cavallo tra le province dell’Aquila e di Pescara. Originato da un lungo corso sotterraneo che culmina in tre sorgenti – di qui il nome Tirino – attraversa i territori di Capestrano e Bussi sul Tirino, a cavallo tra le province dell’Aquila e di Pescara.

Nasce dal sistema acquifero di Campo Imperatore, nel massiccio del Gran Sasso d’Italia, e ha origine dai piccoli bacini lacustri dell’altopiano (tra cui il lago di Pietranzoni) che, tramite inghiottitoi e gallerie di natura carsica, scendono a valle. Il corso sotterraneo, lungo circa 25 km, fuoriesce in superficie in tre differenti punti — tutti ricadenti nel territorio del comune di Capestrano — che costituiscono le sorgenti del Tirino: Capodacqua (373 metri sopra il livello del mare), alle pendici del monte Scarafano e sopra l’omonimo lago, la principale e la più alta delle sorgenti.

Il lago è un invaso artificiale e di proprietà privata e nelle sue acque è possibile ammirare 2 mulini sommersi. Il primo mulino è quello che conserva un peggior stato di conservazione, ma qui è possibile ancora ammirare le pale che azionavano le macine. Il secondo mulino invece contiene diverse strutture e ambienti sommersi da visitare, anche se un arco della struttura, dopo il terremoto del 6 aprile 2009 hanno subìto diversi danni. Il lago è profondo 8 metri e le immersioni sono coordinate dalla scuola sommozzatori Atlantide.

Il lago di Capestrano (337 metri) a nord del paese e Presciano (329 metri) a est di Capestrano. Non lontano da questa zona è stato rinvenuto il Guerriero di Capestrano. La statua e un busto di donna furono scoperti accidentalmente nel 1934 da Michele Castagna durante i lavori di dissodamento del suo terreno aveva le gambe mozzate e indusse l’archeologo Giuseppe Moretti a successivi scavi grazie ai quali si giunse ad una vera e propria necropoli che apparteneva all’antica città di Aufinum.

Si parlava di esperienze multisensoriali. L’escursione in canoa, kayak o canotto, accarezza la vista, l’olfatto, l’udito, il gusto. Si viaggia pagaiando contro o a favore di corrente, ascoltando i tanti suoni della natura, osservando la vegetazione silenziosa e lasciandosi catturare dagli odori e dei profumi della natura selvaggia. Si mangia anche, arrosticini e pesce di fiume, trota alla griglia, spaghetti al gambero di fiume. Talvolta, nelle notti di luna piena, le escursioni sono possibili anche di notte. Il servizio è affidato a diverse cooperative che gestiscono alcuni chilometri della tratta navigabile.

Questo articolo lo potete trovare anche su MyZona, l’app internazionale che strizza l’occhio ai luoghi più belli del mondo. “Dalla scoperta nascono sempre esperienze indimenticabili

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Fabio Iulianohttp://www.fabioiuliano.it
Giornalista, docente di lingue straniere, tra le collaborazioni l’agenzia Ansa e il Centro (testata ex gruppo L’Espresso-Finegil Editoriale). In passato ha lavorato a Parigi e Milano con Eurosport e Canal +. Come blogger, oltre ad aver seguito vari eventi sportivi internazionali, dalle Universiadi (in Europa e in Asia) alla Race Across America – la folle corsa ciclistica da un capo all’altro degli Stati Uniti – ha condotto alcune inchieste sull’immigrazione con reportage in Italia, Romania e Marocco. Nel 2007 ha vinto il premio giornalistico Polidoro. Nel 2016 ha firmato “New York, Andalusia del Cemento – il viaggio di Federico García Lorca dalla terra del flamenco alle strade del jazz” (Aurora edizioni), l’anno successivo Lithium 48, sempre per la stessa casa editrice.

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