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Cinema

In arrivo il terzo capitolo di Spiderman. Jon Watts in cabina di regia?

Federico Falcone

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In arrivo il terzo capitolo della saga di Spiderman. Sembra quasi certo che dietro la macchina da presa troveremo nuovamente Jon Watts, regista dei primi due episodi: “Homecoming” e “Far From Home”. Scelta, questa, che sembra quasi inevitabile alla luce dei successi straordinari dei primi due capitoli con protagonista Tom Holland.

“Peter Parker tornerà in Spider-Man: Far From Home, il prossimo capitolo della serie MCU su Spidey! Il nostro amichevole supereroe di quartiere decide di unirsi ai suoi migliori amici Ned, MJ e il resto della banda in una vacanza in Europa”.

Tuttavia, il piano di Peter di lasciare il costume appeso nell’armadio, dopo poche settimane, viene rapidamente demolito quando accetta malvolentieri di aiutare Nick Fury a svelare il mistero di diverse creature elementali che attaccano e creano devastazione in tutto il continente!”

Fondatore e direttore responsabile del magazine The Walk Of Fame. Nato e cresciuto in Abruzzo, è diventato giornalista pubblicista dopo aver completato gli studi in Giurisprudenza. Appassionato di musica, cinema e teatro, avrebbe sempre voluto essere il Will Smith di Indipendence Day o, tutt'al più, Aragorn de "Il Signore degli Anelli". Vola basso.

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Cinema

La vita controversa di Marlon Brando tra leggende metropolitane e schiavi sessuali

Federico Falcone

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Il 1 luglio del 2004 moriva, all’età di 80 anni, Marlon Brando. Icona, leggenda, tra i massimi esponenti del cinema Hollywoodiano, talentuoso oltre modo, capace, come pochi altri, di caratterizzare il proprio personaggio, immedesimandosi al tal punto da viverlo sulla propria pelle, tanto da un punto di vista fisico quanto mentale. Un semplice caratterista? No, per molti l’attore che, più di tutti, ha saputo dimostrarsi l’istrionico per antonomasia del cinema del tempo. Anche oggi, a distanza di anni, le sue performance non smettono di entusiasmare e stupire il pubblico della settima arte.

Un mito intramontabile, quello di Marlon Brando, reso tale anche da un carattere difficile da gestire. Arguto ma arrogante, disponibile ma presuntuoso, ironico ma offensivo, affettuoso ma scostante. Insomma, ingestibile. Un purosangue cui era impossibile mettere le briglie. Ciò fece di lui uno tra i personaggi più amati ma controversi dell’epoca. E poi le bizze, quante bizze. Come quando, negli anni Novanta, scelse di farsi circoncidere ma, certo di possedere una soglia del dolore molto alta, chiese al chirurgo di essere operato senza anestesia. Ovviamente ricevette un secco rifiuto. O come quando, per recitare pochi minuti nel celebre Superman (1978) con protagonista Christopher Reeve, chiese e ottenne di ricevere un ingaggio superiore a quest’ultimo.

Celebre la sua amicizia con Michael Jackson, nata in modo del tutto singolare. Il figlio di Brando, Miko, per un certo periodo di tempo fu una delle guardie del corpo di Jacko. Legame, questo, che contribuì a far crescere il feeling tra le due star, culminando nell’apparizione dell’attore nel video di “You Rock My World” del Re del Pop, brano del 2001. Qui le leggende metropolitane si rincorrono. Con due personaggi così non potrebbe essere altrimenti. La più singolare? Quella secondo cui Jackson avrebbe chiesto a Brando di donargli il suo sperma e che quindi, a causa di questa fantomatica concessione (mai confermata) egli sarebbe il padre di Prince Jackson.

E poi quell’amore presunto, male celato o rivelato di proposito, paparazzato e discusso all’inverosimile con James Dean. Un universo parallelo di trasgressione, perversione e passione. I due si frequentarono dalla fine degli anni ’40 al 1955, quando Dean morì. Sembra che tra i due intercorresse una relazione masochista con Dean schiavo sessuale di Brando che non lo considerava in nessun altro modo se non il suo giocattolo erotico. Rivelazioni riportate anche nel libro “James Dean: Tomorrow Never Comes”, scritto da Darwin Porter e Danforth Principe.

Brando, dati ufficiali alla mano, è stato sposato per tre volte e ha avuto tredici figli ma altri quattro ne ha adottati. Ma, siccome nella vita di un personaggio del genere le stranezze e le follie non sono mai troppe, quasi a non volersi far mancare nulla, va ricordato di quando, nel 1990, il primo figlio, Christian Devi, fu condannato a cinque anni di reclusione per avere ucciso il fidanzato della sorellastra Cheyenne. Avete mai visto qualcuno non volere ritirare un Oscar? Marlon Brando lo fece. Quando vinse l’ambita statuetta per la sua straordinaria prestazione di Don Vito Corleone ne “Il Padrino”, non volle ritirarla perché in disaccordo con i maltrattamenti subiti dagli indiani d’America da parte del governo degli Stati Uniti. Mandò una squaw che lesse per lui una lettera di protesta.

La sua morte, però, non rende giustizia a una vita straordinaria costellata di successi immensi ma anche di una vita privata spesso difficile, agitata e contraddittoria. Passò i suoi ultimi giorni in totale solitudine. Grasso oltremodo (peso stimato sui 160 kg), isolato, senza affetti, lasciò questo mondo a causa di complicazioni dovute a una fibrosi polmonare. La sua ultima apparizione risale al 2001, in tv. Brando irruppe nel mezzo di un concerto dell’amico Michael Jackson per leggere un messaggio contro la violenza sui bambini. Il pubblico lo accolse tra i fischi, anche perché le accuse su Jacko erano ancora fresche e qualcuno ritenne la trovata fuori luogo. In quel preciso istante, però, l’aura di divinità del cinema che l’attore si portava dietro si inclinò. Fu l’inizio del declino, quello che lo portò a morire in un modo del tutto impensabile. Il suo mito, però, riecheggia ancora oggi. La sua stella brilla e brillerà sempre.

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Cinema

Oscar, Pierfrancesco Favino entra nell’Academy Awards. Per lui è un anno d’oro

Federico Falcone

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Ci sarà anche Pierfrancesco Favino tra i membri dell’Academy Awards per il 2020 che voteranno alla prossima edizione degli Oscar, il prestigioso premio del cinema americano capace di attirare su di sé le attenzioni di tutto l’universo cinematografico mondiale. Un altro importante traguardo dopo la vittoria al David di Donatello come “Miglior attore protagonista” per “Il Traditore” di Marco Bellocchio,

Per l’attore, classe ’69, questo è stato un grande anno; è apparso sul grande schermo per ben tre volte e con tre ruoli completamente distanti tra loro: Buscetta ne “Il traditore” per l’appunto, nel film “Hammamet” (2020) nei panni del leader del Partito Socialista Italiano Bettino Craxi, diretto da Gianni Amelio e ne “Gli anni più belli” (2020) diretto da Gabriele Muccino, nel quale interpreta il ruolo di Giulio un giovane ambizioso nella Roma degli anni Ottanta.

Oltre a lui, ecco l’elenco degli italiani presenti: il direttore della Mostra del Cinema di Venezia Alberto Barbera e il neo direttore del Festival di Berlino Carlo Chatrian, le registe Francesca Archibugi, Cristina Comencini, Maria Sole Tognazzi, i montatori Francesca Calvelli, Roberto Perpignani, i costumisti Nicoletta Ercole, Massimo Cantini Parrini, la truccatrice Esmè Sciaroni (nata in Svizzera), i compositori Andrea Guerra e Lele Marchitelli, le scenografe Livia Borgognoni e Paola Comencini, le animatrici Emanuela Cozzi e Giovanna Ferrari, il tecnico del suono Adriano Di Lorenzo, il tecnico degli effetti digitali Luca Fascione, l’ufficio stampa Claudia Tomassini e la produttrice Elda Ferri.

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Cinema

“Attivismo antigovernativo”, arrestata in Iran l’attrice Taraneh Alidoosti. Ennesima censura sul mondo del cinema

Federico Falcone

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Ancora un atto di censura sul mondo del cinema in Iran. Taraneh Alidoosti, star di “The Salesman”, nonché una tra le attrici più popolari del Paese, è stata arrestata con l’accusa di “attivismo antigovernativo” e dovrà scontare cinque mesi di pena detentiva. L’avvocato dell’attrice ha definito questa sentenza come “un vero e proprio atto di intimidazione da parte delle autorità iraniane”.

A gennaio, Alidoosti ha fortemente criticato le autorità iraniane quando ha detto ai suoi 5,8 milioni di follower su Instagram che “non siamo cittadini, siamo prigionieri, milioni di prigionieri”, in un post che è stato successivamente rimosso. L’Iran International TV di Londra ha riferito che il 21 gennaio Alidoosti è stato convocato presso la Filiale 9 della Procura della Cultura e dei Media, accusato di “attività di propaganda contro lo stato” e rilasciato su cauzione.

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