Connect with us

Teatro

Il Teatro Off Limits prova a ripartire, ecco i primi spettacoli in cartellone

Redazione

Published

on

Il teatro non si ferma e non lo farà nemmeno la stagione di prosa indipendente del Teatro Off Limits giunta alla sua seconda edizione. Dopo il brusco arresto dello scorso marzo che ha portato incertezza e dubbi nel settore dell’arte e soprattutto del teatro, il Teatro Off Limits riparte più carico di prima per un finale di stagione con i fiocchi. Si inizierà recuperando i due spettacoli previsti nel cartellone 2019/20, per poi proseguire con una esuberante seconda stagione di Alba Off, tutto nel rispetto delle normative anti-Covid e del distanziamento sociale.

Il 24 luglio si riprenderà presso il Cortile della Scuola Media “E. Fermi” di Avezzano (AQ) con lo spettacolo “Solo di passaggio” di Alessandro Izzi. Il 2 agosto, invece, sarà la volta di “Su con la vita” di e con Maurizio Micheli, che sostituirà “Croce e delizia, signora mia…” di e con Simona Marchini e Paolo Restani.

“Quest’anno la situazione scaturita dalla pandemia di Covid-19, oltre a causare gravi tragedie umane, ha creato anche molti problemi in tutti i settori, compreso quello della cultura, dove operano le nostre associazioni – dichiara Alessandro Martorelli, codirettore del Teatro Off Limits – Dopo lo stop forzato ci siamo impegnati per ritornare con un’offerta culturale ancora più accattivante. E’ ora di ripartire da dove ci siamo fermati e lo dobbiamo a coloro che ci hanno supportato in passato e che lo faranno nei prossimi mesi”.

Il Teatro Off Limits è sempre stato al fianco dei propri spettatori anche durante i mesi di lockdown, non facendo mancare il proprio affetto e vicinanza. Dodici video divertenti che hanno mostrato la quotidianità degli “Attori per casa” hanno accompagnato le giornate della gente. Il Teatro, però, si è anche reso promotore, insieme all’Agenzia “Ponte di carta” e allo studio grafico DL Print di un’iniziativa letteraria benefica denominata “Quarantelle: novelle da Quarantena”, un’antologia di racconti che concorreranno a realizzare uno o più libri dedicati alla situazione di emergenza, il cui ricavato sarà destinato all’associazione AVIS.

Nonostante le difficoltà, tanta è la soddisfazione, come tiene a sottolineare Antonio Pellegrini, codirettore del Teatro Off Limits: “Per questa seconda stagione abbiamo incrementato gli abbonamenti e il consenso del pubblico. Tutto ciò conferma, dopo appena un anno, che stiamo lavorando bene. Nonostante la pandemia sono ottimista per una ripresa del nostro settore. Anche se la categoria “artisti” viene spesso discriminata,

nell’ambito delle molteplici attività messe in campo dimostreremo con professionalità e serietà che è necessario difendere l’arte e il ruolo che il teatro assume nella vita delle persone”. Gratificazione anche nelle parole di Cinzia Pace, project manager del Teatro: “In occasione della chiusura della seconda stagione del Teatro Off, non posso che esprimere la mia più profonda soddisfazione per l’ottima riuscita del nostro progetto, che non sarebbe potuto realizzarsi senza l’aiuto del pubblico, dei nostri fedeli abbonati e dei miei compagni di viaggio, bravi professionisti e grandi amici”.

“Solo di passaggio” – Cortile Scuola Media “E. Fermi”, Avezzano – 24 luglio ore 21

“Su con la vita” – Cortile Scuola Media “E. Fermi”, Avezzano – 2 agosto ore 21

Il Teatro Off Limits vi aspetta a braccia aperte per tornare a ridere insieme!

E’ obbligatoria la prenotazione

Costo biglietto (per i non abbonati): €10,00 Info: 366.6555303 / E-Mail: teatroffavezzano@gmail.com

Dal 13 luglio siamo anche presso il Punto Informativo di Corso della Libertà – Avezzano (Lun/Merc/Ven – 18.00/19.30)

Teatro

Borghesi e il teatro a domicilio che dà nuovi confini all’essenziale

Fabio Iuliano

Published

on

Se a teatro non si può più andare, allora il teatro diventa una ‘consegna’ a domicilio e i vestiti di scena, questa volta, sono le divise tipiche dei rider. A vestire i panni di un fattorino è Nicola Borghesi, attore della compagnia teatrale Kepler-452 che si muove per le strade di Bologna, suonando ai campanelli dei destinatari-spettatori che avranno ordinato lo spettacolo a domicilio.

Come racconta l’agenzia Dire, per ricevere lo spettacolo “Consegne”, a domicilio, si dovrà fare una prenotazione telefonica con qualche giorno d’anticipo e attendere l’orario scelto, dalle 19 alle 22 (non oltre il coprifuoco insomma). Giunta l’ora, Borghesi invia un link di Zoom allo spettatore che si connetterà alla piattaforma per le videochiamate e inizierà ad interagire con l’attore. “Abbiamo preparato una serie di dialoghi e costruito alcuni ‘ciapini (‘cose’ in bolognese, ndr) che mostreremo mentre pedalo lungo le vie della città, raggiungendo la casa del destinatario”, spiega Borghesi alla Dire.

Una volta terminato il viaggio, l’attore suona al campanello e, proprio come farebbe un rider con la pizza, consegna un pacco-sorpresa allo spettatore. Sul contenuto della consegna, Borghesi rimane misterioso: per costruire lo spettacolo, lui e gli altri di Kepler-452, hanno riflettuto molto su “cosa vorrebbero ricevere a casa propria le persone in questo momento? Ci interroghiamo tanto su cosa è essenziale, ma cosa è essenziale? Come può sopravvivere, in qualche forma, il teatro in questo contesto, in questo momento?”.

E questa, per il momento, è la forma “più sicura” che è venuta in mente agli attori di Kepler-452.

Insomma, in un momento in cui i luoghi della cultura restano chiusi per Dpcm, gente come Borghesi trova strade alternative al palcoscenico, perché “fare teatro è stare in relazione con il pubblico”. Una scelta va anche oltre il pur condivisibile sfogo di Massimo Cacciari, il quale giudica “inconcepibile per una città europea rinunciare al teatro o non avvertirne il bisogno”.

Limitando gli spostamenti delle persone – ma non delle merci – pandemia ha amplificato l’influenza del capitalismo. L’esempio del rider non è casuale. “Vestito da rider”, sottolinea Borghesi, “non mi hanno mai fermato per controlli”. Compito dell’arte, però, è quello di ridefinire i confini dell’essenziale, erosi da una parte ma allargati dall’altra.

Continue Reading

Teatro

Emergenza Coronavirus, i teatri scrivono a Mattarella: siamo allo stremo

Dario Franceschini ha erogato nei giorni scorsi ben 14 milioni di euro dividendoli fra 71 teatri soltanto, escludendo il 90% degli esercizi teatrali privati attivi in tutta Italia.

Redazione

Published

on

È stato depositato lo scorso venerdì 20 novembre il Ricorso Straordinario al Presidente della Repubblica da alcuni Teatri privati per dare il via ad un’azione legale contro il Ministero dei Beni Culturali.

La reazione, partita inizialmente da tre teatri laziali (Teatro Parioli, Teatro Ciak di Roma e Teatro Moderno di Latina) ma che ha subito ottenuto l’appoggio di centinaia di sale in tutta Italia , nasce dopo che il Ministero dei Beni Culturali e del Turismo guidato da Dario Franceschini ha erogato nei giorni scorsi ben 14 milioni di euro dividendoli fra 71 teatri soltanto, escludendo il 90% degli esercizi teatrali privati attivi in tutta Italia. E’ di lunedì 17 novembre 2020, la pubblicazione delle assegnazioni sul sito del Mibact (Decreto ed Elenco in allegato).

“Crediamo non ci sia un precedente nella storia del teatro italiano relativamente a quello che sembra essere un vero e proprio aiuto di stato rivolto a solo 71 esercizi teatrali, tra cui anche alcuni già beneficiari del Fus, e che minaccia in modo devastante il nostro mercato teatrale introducendo il tema di concorrenza sleale tra teatri di serie A, che riceveranno aiuti fino a 800.000 euro, e Teatri di serie B che hanno avuto per 9 mesi di chiusura solo 10.000 euro” dicono Michele Montemagno Direttore del Teatro Ciak di Roma, Nanni Venditti Direttore del Teatro Parioli di Roma e Gianluca Cassandra Direttore del Teatro Moderno di Latina.

A fronte di una chiusura orizzontale, che vede tutti i teatri privati chiusi dal marzo scorso e a parità di recite effettuate e spesso di fatturato, hanno potuto accedere a questo contributo solo coloro che avevano un certo numero di dipendenti a busta paga per un totale di 1000 giornate lavorative.

È come se il Ministro Gualtieri avesse dato il ristoro a fondo perduto solo ai bar che potessero dimostrare di aver avuto nel 2019 almeno 5 dipendenti con buste paga”, aggiungono i Direttori. “I Teatri che fanno un’attività di programmazione ospitando compagnie teatrali, concerti, stand-up comedy non necessitano di dipendenti fissi. Nella maggior parte dei casi vengono assunti lavoratori a partita iva stagionali per la gestione del botteghino e del personale di sala”.

 “Al Ministro che ci ha detto che non capivamo la situazione e che avrebbe aiutato soprattutto i più fragili del settore chiediamo un immediato intervento che dia la possibilità a tutti gli esercizi teatrali di poter accedere a un ristoro equo e giusto, che non lasci fuori nessuno”, concludono I Direttori dei Teatri che lo scorso 20 novembre hanno impugnato il provvedimento depositando il Ricorso.

I Teatri privati italiani che non hanno potuto fare la domanda, non possedendo il requisito delle giornate lavorative, sono quindi invitati a scrivere alla mail classactionteatri@gmail.com, così da costituire una class action che, oltre al ricorso depositato, possa agire unanimemente per ottenere l’estensione di questo fondo emergenziale a beneficio di tutti i teatri che esercitano in modo professionale e continuativo la gestione di sale teatrali. 

Continue Reading

Teatro

Londra pronta a riaprire i teatri del West End

Fabio Iuliano

Published

on

I teatri del West End di Londra sono prossimi alla riapertura. Questo è quanto emerge a margine del discorso recente di Boris Johnson alla Camera dei Comuni, sono stati annunciati i dettagli per il futuro dei cinema del West End al termine del lockdown nazionale. Poiché Londra è stata collocata nel “livello due”, i teatri londinesi avranno il via libera alla riapertura.

Questo potrebbe permettere di riprendere la regolare programmazione per il mese di dicembre. Le riaperture dovranno essere subordinate al rispetto di nuove linee guida, inclusa una limitazione dell’affluenza del pubblico: massimo 1.000 persone e comunque in numero non superiore alla metà della capienza della sala. I maggiori teatri di Londra sono concentrati in particolar modo nel quartiere centrale del West End, dal quale prende il nome, per la capillare presenza di edifici teatrali e di attività culturali.

Ancor più specificatamente il termine viene adottato per indicare genericamente e complessivamente gli spettacoli messi in scena nella cosiddetta “Theatreland” di Londra, costituita per l’appunto dalla zona del West End. Insieme al Teatro di Broadway di New York, quello del West End rappresenta il più alto livello di teatro commerciale nel mondo di lingua inglese.

Icona di Verificata con community

Continue Reading

In evidenza