“Il finale è nazista”: l’orchestra di Vienna cambierà il finale della Marcia di Radetzky

Svolta epocale per il celebre Concerto di Capodanno di Vienna. Per la prima volta dopo decenni la Marcia di Radetzky non godrà dell’accompagnamento del pubblico. Il battito di mani, da sempre coniugato all’incedere finale della composizione, dunque, non verrà più proposto dal vivo. Come riportato dal quotidiano “L’Avvenire“, a prendere la drastica decisione è stato Andris Nelsons, neo-direttore dell’orchestra viennese.

La partitura precedente la chiusura del brano verrà modificata. La motivazione è da rintracciarsi nell’origine temporale dello stesso, scritto durante il periodo nazista e, quindi, pesantemente influenzato dalle vicende politico-sociali del tempo. La Marcia, composta in onore del fedelmaresciallo Johan Joseph Wenzel – conte Radetzky – porta la firma di Johan Strauss padre. Wenzel. Radetzky vinse la Prima Guerra d’Indipendenza nel lombardo-veneto difeso dalle truppe sabaude.

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Come scrive “Il Fatto Quotidiano“, la scelta di cambiare il finale deriva, però, dal fatto che l’accompagnamento con le mani che ormai tutti conosciamo è frutto di un secondo arrangiamento del brano a opera di Leopold Weninger. Questi era iscritto al NSDAP, partito nazionalsocialista tedesco, appunto.

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Federico Falcone
Fondatore e direttore responsabile del magazine The Walk Of Fame. Nato e cresciuto in Abruzzo, è diventato giornalista pubblicista dopo aver completato gli studi in Giurisprudenza. Appassionato di musica, cinema e teatro, avrebbe sempre voluto essere il Will Smith di Indipendence Day o, tutt'al più, Aragorn de "Il Signore degli Anelli". Vola basso.

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