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“Il finale è nazista”: l’orchestra di Vienna cambierà il finale della Marcia di Radetzky

Federico Falcone

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Svolta epocale per il celebre Concerto di Capodanno di Vienna. Per la prima volta dopo decenni la Marcia di Radetzky non godrà dell’accompagnamento del pubblico. Il battito di mani, da sempre coniugato all’incedere finale della composizione, dunque, non verrà più proposto dal vivo. Come riportato dal quotidiano “L’Avvenire“, a prendere la drastica decisione è stato Andris Nelsons, neo-direttore dell’orchestra viennese.

La partitura precedente la chiusura del brano verrà modificata. La motivazione è da rintracciarsi nell’origine temporale dello stesso, scritto durante il periodo nazista e, quindi, pesantemente influenzato dalle vicende politico-sociali del tempo. La Marcia, composta in onore del fedelmaresciallo Johan Joseph Wenzel – conte Radetzky – porta la firma di Johan Strauss padre. Wenzel. Radetzky vinse la Prima Guerra d’Indipendenza nel lombardo-veneto difeso dalle truppe sabaude.

Come scrive “Il Fatto Quotidiano“, la scelta di cambiare il finale deriva, però, dal fatto che l’accompagnamento con le mani che ormai tutti conosciamo è frutto di un secondo arrangiamento del brano a opera di Leopold Weninger. Questi era iscritto al NSDAP, partito nazionalsocialista tedesco, appunto.

Fondatore e direttore responsabile del magazine The Walk Of Fame. Nato e cresciuto in Abruzzo, è diventato giornalista pubblicista dopo aver completato gli studi in Giurisprudenza. Appassionato di musica, cinema e teatro, avrebbe sempre voluto essere il Will Smith di Indipendence Day o, tutt'al più, Aragorn de "Il Signore degli Anelli". Vola basso.

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È morto Alfredo Cerruti, geniale fondatore degli Squallor

Autore televisivo, discografico, ma anche e sopratutto storico membro degli Squallor. Ci ha lasciati questa mattina Alfredo Cerruti.

redazione

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Si è spento poche ore fa Alfredo Cerruti, storico discografico e ultimo superstite degli Squallor. A dare la notizia, su Facebook, l’amico Natalino Candido, che non ha specificato le cause della morte, ancora sconosciute. Alfredo Cerruti è stato un importante discografico attivo dai primi anni ’60, con la Edizioni Adriatica, la CBS, la CGD e dall’82 con la casa discografica Ricordi, in qualità di direttore artistico fino all’86.

Autore televisivo, ha collaborato alla scrittura dei testi per Indietro tutta!, Il caso Sanremo, Fantastica Italiana e I Cervelloni, nelle quali collabora spesso con Arnaldo Santoro e Renzo Arbore. È stato l’autore delle stagioni 1998-1999 e 1999-2000 di Domenica In. In ricordo indelebile è però quello con gli Squallor, assieme a Toto Savio, Giancarlo Bigazzi e Daniele Pace, in cui Cerruti era l’inconfondibile voce narrante presente nella maggior parte delle canzoni.

Con gli Squallor Cerruti pubblicò 14 dischi in vent’anni, offrendo all’Italia di quegli anni probabilmente uno dei punti più alti della musica italiana, con parodie delle canzoni che superavano spesso la qualità delle originali. È stato il compagno per tre anni di Mina.

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Niente di speciale, 40 artisti per 11 spazi in un borgo del centro Italia

Fabio Iuliano

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Cinquanta artisti di tutto il centro Italia distribuiti in un undici spazio da una parte all’altra del borgo di Fontecchio. Poesia, danza, arti grafiche e accordi declinati sulla falsariga dei Mapp (Mission arts and performance project), festival itineranti concepiti e promossi negli Usa. Ecco “Niente di speciale” è un raduno di artisti, amici, residenti e visitatori in programma per sabato 3. L’idea è di Todd Thomas Brown, 49 anni, artista statunitense originario di Brandon, un paese di circa 4mila abitanti, nel Vermont. Da tempo, Brown si è stabilito in paese con l’idea di realizzare qui una residenza artistica internazionale.

Un progetto che ben si integra con l’iniziativa “Casa e bottega” incoraggiata dal sindaco Sabrina Ciancone. In poche parole, l’amministrazione cittadina sta stilando un elenco di abitazioni da adattare a laboratori e uffici. Strutture da mettere a disposizione a basso costo con tanto di affiancamento tecnico e legale. Dopo aver girato l’Italia, Brown è andato a vivere a  Fontecchio nella struttura che ospitava la vecchia posta.

In questo periodo, lavora sulla palazzina che, come si diceva all’inizio, dà su piazza del Popolo. Tre piani da sviluppare, tra spazi comuni e camere private che, all’occorrenza, fungono anche da laboratorio artistico. Scaffali e mobili raccolgono oggetti vecchi e nuovi, come i banchi del mercato di Porta Portese. Cavalletti e ponteggi sono decorati con le opere d’arte realizzate da chi si ferma per qualche giorno. Una residenza ribattezzata “Fontecchio International Airport”. Di recente, tra gli ospiti c’è stata anche  Mona Caron, artista svizzera, ma residente a San Francisco.

«Luoghi del genere», spiega l’artista americano, «non possono vivere senza spettacoli e occasioni di confronto artistico. Questo l’ho imparato negli anni in cui ho lasciato la mia cittadina del Vermont per raggiungere San Francisco». Di qui la scelta di organizzare questo incontro «Abbiamo scelto di chiamarlo “Niente di speciale” per invitare gli artisti che aderiscono a partecipare a una serata di espressione creativa e scambio culturale: mettiamo da parte il nostro ego, ci salutiamo e condividiamo storie, pane e vino».

Tra le persone che hanno aderito anche Michele Avolio (musicista), Sara Ciancone (archi), Vera Claps, Matteo Di Genova (poesia e performance), Stefano Divizia e Massimo Piunti (arti visive),  Ilaria De Angelis, Lucio Pozone, Giampiero Vuolo (baile flamenco). «Il nostro desiderio», sottolineano gli organizzatori, «è che questo evento possa piantare un seme, un inizio per molti eventi simili da seguire. È un esperimento per coltivare e rafforzare l’ecologia artistica locale e per esplorare come gli artisti, lavorando insieme, possano diventare una forza potente nel rovesciamento di comunità che da tempo lottano con lo spopolamento».

ARTISTI PARTECIPANTI

Michele Avolio (musicista)
Giulia Anita Bari (musicista)
Davide Benedetti (karaoke)
Luca Betori (video e paesaggio sonoro)
Stefano Di Brisco (musicista)
Todd Thomas Brown (dipinti e ballo)
Francesca Soledad Catenacci (musicista)
Alessandra Chiarelli (musicista)
Teresa Ciambellini (installazione di illuminazione)
Chiara Ciancone (musicista e ballo)
Sara Ciancone (DisCanto)
Vera Claps (musicista)
Alessandra Condello (istallazione video)
Eric Cuevas (installazione video e dipinti)
Italo D’Amato (musicista)
Elena D’Ascenzo (musicista)
Ilaria De Angelis (musicista)
Matteo De Genova (poesia orale)
Luca Del Julis (installazione video)
Diletta De Santis (installazione video)
Gabriella Del Pinto (artisana di tessere)
Antonello di Carlo (dipinti)
Devin Di Giambattista (disegni e libro)
Silvia Di Gregorio
Stefano Divizia (arte visiva)
Ryan Spring Dooley (dipinti, musica e animazione)
Davide Figurelli (arte visiva)
Riccardo Rossi Filiangieri (fotografia)
Debora Frasca (installazione video e dipinti)
Natascia Fogu (attrice)
Emmanuel Gallot-Lavalée (dipinti e attuazione)
Fabio Iuliano (musicista)
Patryk Kalinski (installazione video)
Carlo Mangolini (assemblaggio)
MAD- Gianni Colangelo
Antonella Marinelli (artisana di tessere)
Stefano Millimaggi (musicista)
Debora Panaccione (installazione video e fotografie)
Mirco Pignatelli (musicista)
Massimo Piunti (dipinti)
Luigi Pompei (musicista)
Lucio Pozone (musicista)
Piero Pozzi (musicista)
Germana Rossi (musicista)
Guendalina Salini (artista)
Javier Salnisky (musicista)
Tá?a Stropkaiová (arte visiva)
Valeria Tiganic (musicista)
Giampiero Vuolo (musicista)
Pietro X (musicista)
Davide Zanini (musicista) 

LUOGHI 

1) — Bar Novanta | Via Roma 7 | 17,00 – 23,00
Il bar al centro della scena di Fontecchio
Karaoke dei Fontecchiani – Vieni a cantare i tuoi brani classici preferiti con Dj Dav Bene. *Ospitato da Primo e Rita Benedetti

 2) — Cantina B5 | Via Villadonica 38 | 18,00 – 23,00
Opere di Emmanuel Gallot-Lavalée, Massimo Piunti e Devin Di Giambattista 19,00 – 19,30 | “La ricerca della felicità”, un piccolo viaggio alla ricerca della Presenza – Trio Joli: Emmanuel Gallot-Lavalée (attore), Chiara Ciancone (Viola), Sara Ciancone (Violoncello)
20,00 – 20,30 | DisCanto – Musica etnica abruzzese: Michele Avolio (voce, chitarra e bouzouki), Elena D’Ascenzo (voce), Sara Ciancone (Violoncello) 20,30 – 21,00 | Valeria Tiganik (compositrice e jazz vocalist)
21,45 – 22,15 | “LAb4” – Inobeat (dj), D’loved (winds)
*Ospitato da Sara Ciancone 

3) — I Campi di Mais | Piazza del Popolo | 15,00 – 19,00
Filati di Antonella Marinelli (mandala: tessere fili per farne acchiappasogni) Ceramiche di Gabriella Del Pinto. *Spazio concesso da Jessica e Julian Civiero

 4) — Spazio Circolare | Via del Rio 8 | 18,00 – 22,00
Installazione luminosa riciclabile, rimovibile e riutilizzabile di Teresa Ciambellini. Sculture cinetiche in ferro riciclato di Gianni Colangelo MAD *Ospitato da Teresa Ciambellini 

5) — La Corte e le Cantine Segrete | Via del Rio 9 | 18,00 – 22,00
Ingresso 1: Opere degli artisti Ryan Spring Dooley, Carlo Mangolini e Todd Thomas Brown.
Ingresso 2: “Abstract Frequencies – Proiettare immagini di paesaggi e natura incontaminata su di me”(Luca Betori: Dj/sound). Installazione di Davide Figurelli
21,15 – 21,45 | “El Muro Caerá”- Performance di Teobi (USA), Nespy €5 (Messico) e Elena D’Ascenzo *Spazio concesso da Davide Steve Benedetti

6) — Ex Mattatoio | Fontana | 18,00 – 22,00
“giocomovimentotempomuseo” – Video installazione: Collettivo KeDè (Erick Cuevas, Luca Di Julis, Debora Frasca, Patryk Kalinski, Debora Panaccione) *Spazio concesso dalla Pro Loco di Fontecchio

 7) — The Fontecchio International Airport | Via Del Rio 1 | 18,00 – 23,00
“Passages”- Installazione di parole e immagini di 30 artisti internazionali, a cura di Todd Thomas Brown
18,00 – 18,30 | Matteo Di Genova – Poesia Orale
18,30 – 19,00 | “Passato e Presente”: Elena D’Ascenzo (voce e chitarra)
e Zanna Davide Zanini (percussioni)
19,30 – 20,00 | Temporali – Psychedelic songs from other Space: Vera Claps (bass/vox), Stefano di Brisco (drums/synth) e Luigi Pompei (gtr/FX)
20,30 – 21,00 | Socialeyez – Dancable electronic introspection with high powered tranquil poetry: Ryan Spring Dooley (voce/sax/tastiere) e Pietro Mammone (chitarra/basso) *Un ringraziamento speciale a Patrizia Ciancone e Federica Filippin 

8) — Spazio della Memoria | Torre dell’orologio | 17,00 – 22,00
Uno spazio dedicato alle immagini della città dell’Aquila realizzate da Roberto Grillo che trovano dimora in un allestimento permanente curato da Carlo Mangolini e Marcello Deroma all’interno del Corpo di guardia medievale nella Torre dell’orologio.
20,00 – 20,30 | “Tango per la Memoria” – Tango argentino: Javier Salnisky (bandoneon), Giulia Anita Bari (violino), Chiara Ciancone e Todd Thomas Brown (ballerini). Contributo dell’artista Guendalina Salini *Spazio concesso dal Comune di Fontecchio

 9) — La Cantina Afediart | Sbocco Capo Croce 1 | 18,00 – 22,00
“Una storia a colori” – Istallazione di fotografie e testi legati di Alessandra Condello, Diletta De Santis e Federico Colapicchioni 

10) — Cantinone e Giardino del Cornone | Via Cantone della Terra 22 | 18,00 – 22,00
Un’intima cantina di fronte alla storica Torre del Cornone
18,00 – 18,30 | “Serenata fuori stagione”- Poesie dialettali musicate e interpretate da Michele Avolio (voce, chitarra e bouzouki)
19,45 – 20,30 | “Amami Come La Terra E La Pioggia”- Reading poetico per immergersi nei legami con gli esseri viventi che condividono con noi questo esserci: Natascia Fogu
*Ospitato da B&B Torre del Cornone di Alessio di Giulio 

11) — Loggia del Popolo | Via Loggia del Popolo 24 | 18,00-23,00
Mostra collettiva “Niente di Speciale”e carne alla brace (porta qualcosa per la brace!). Artisti: Alessandra Condello, Nespy €5, Devin di Giambattista, Stefano Divizia, Ryan Spring Dooley, Riccardo Rossi Filangieri, Deborah Frasca, Emmanuel Gallot-Lavalée, Carlo Mangolini, Debora Panaccione, Massimo Piunti, Silvia Di Gregorio, Davide Figurelli, TánNa Stropkaiová, Todd Thomas Brown, Davide Withane
19,00 – 19,30 | “Serenata meridionale”- Canti del sud Italia: Michele Avolio (voce, chitarra e bouzouki)
22,00 – 23,00 | YAWP – Musica, non-poesia e flamenco sulle orme di Federico Garcia Lorca: Francesca Catenacci (voce), Stefano Millimaggi (chitarra e voce), Fabio Iuliano (chitarra e voce), Piero Pozzi (batteria), Mirco Pignatelli (basso), Alessandra Chiarelli (violino), Ilaria De Angelis ballo flamenco e percussioni
*Ospitato da Cesare & Arianna Dari Salisburgo 

12) — Senza Spazio | Tra i vicoli
La dispensatrice di poesie. Poetessa Itinerante Natascia Fogu Non la troverai. Non ha posizione. Piuttosto, ti troverà lei e ti consegnerà la poesia necessaria lungo il vicolo che percorri


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L’11 settembre dei complottisti: tutte le teorie più improbabili

Alberto Mutignani

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Da grande amante del parossismo in ogni sua forma, questo speciale sull’11 settembre ho scelto di dedicarlo alle teorie cospirazioniste. Quanto più queste teorie diventano eccessive e sospettose, tanto più mi piacciono. È chiaro che il mio gradimento non nasca da una vera forma di rispetto per il complotto, ma dalla capacità esagerata della mente umana di partorire una situazione fuori dallo schema del reale per il puro gusto del sospetto. Un complotto nasce per diverse ragioni, ma è bene precisare da subito che, prima di ogni altra cosa, il complotto nasce, esiste, è un fatto reale della storia dell’uomo e importanti esempi potrebbero essere portati a sostegno di quella che, dopo tutto, non è una tesi ma una constatazione: l’assassinio di Giulio Cesare nasce da una cospirazione, come la Congiura delle Polveri nasceva da un preciso programma dei gesuiti. Che poi quei gesuiti, tre secoli dopo, non abbiano davvero fatto affondare il Titanic per poter creare la Federal Bank con il beneplacito dei Cavalieri di Malta, è un altro discorso. E arriviamo al cuore della questione: ben prima della diffusione su larga scala di internet, le teorie cospirazioniste sull’11 settembre hanno avuto larga fortuna tra i circoli dei buontemponi, soprattutto nella sinistra anti-americana e nei circoli antisemiti, e infatti esiste una precisa gradazione di gravità di queste teorie, da una dimensione realistica nei termini narrativi ma improbabile per mancanza di fonti a una vera incursione del fantastico. Tutti però accomunati dal seme del terrore che un fatto anche eclatante possa essere spiegato in minimi termini, da qualcuno che vuole farci le scarpe. Da questo terrore, una serie di spiegazioni alternative per chi non vuole farsi fregare dalla propaganda americana – e ha voglia di farsi due risate. 

La banconota

Ci sarebbe questa inconfutabile prova della banconota americana, che se piegata in una certa maniera va a formare le due torri, e piegata ancora in un’altra maniera andrebbe a formare la scritta “Osama”. E piegata ancora in un’altra maniera verrebbe fuori una pernacchia. 

Il complotto giudaico

Versione molto apprezzata negli ambienti islamici radicali. Nasce da una televisione libanese che sosteneva che quel giorno, migliaia di cittadini di ebraici preallertati dal Mossad, fossero coscientemente rimasti nelle proprie case per evitare una giornata particolare negli uffici del World Trade Center. In realtà quel giorno morirono circa 150 lavoratori ebrei.

Gianni Minà e gli aerei radiocomandati

Il giorno successivo all’attacco contro le torri gemelle, Gianni Minà intervenne con un pezzo che criticava i sistemi di sicurezza americani, farneticava qualcosa su Bush che avrebbe potuto decidere di insabbiare alcuni documenti della CIA in merito a un possibile attacco, della politica acida degli Stati Uniti contro l’America Latina e della serpe intrinseca del Governo americano. Un mappazzone, come direbbero a Bologna. Insomma, una stronzata. Qualche tempo dopo Minà insistette su questa tesi, e durante il tour del suo nuovo libro aggiunse che gli aerei esplosi contro le Torri erano vuoti e radiocomandati. Manca ancora un tassello: che fine hanno fatto i – fittizi, a questo punto – passeggeri? Tutta una grande farsa? Minà è ancora vivo e ci piace immaginare che si sia preso quella ventina d’anni per rispondere.

Raggi fotonici e traguardi della computer grafica

Arriviamo alla fantascienza: c’è chi sostiene che le torri gemelle siano state colpite da dei raggi fotonici, sparati da un punto imprecisato, da qualche malintenzionato. Niente arei, che sarebbero stati inseriti in fase di post-produzione. Kubrick? No, era già morto. Forse.

Gli alieni, Israele e il Presidente

Sì, ci sono anche loro. La teoria aliena alla Marco Berry, che conoscendo i gusti c’avrebbe messo anche due nani, un’ascia e un viaggio nel tempo, esiste ma ha una nascita più recente. Le prime tesi cospirazioniste su un intervento alieno dietro l’11 settembre sono nate con la comparsa di alcuni video – quelli no, non hanno aggiunte in post produzione – che mostrano chiaramente dei dischi volanti monitorare la situazione attorno alla zona delle Torre Gemelle poco prima dell’attacco. Scott C Waring, esperto di UFO – “non mi infastidisca con questo cazzo di spelling” – sostiene che gli alieni avrebbero osservato da vicino l’avvenimento, e che alcuni di noi sarebbero entrati in un contatto visivo diretto con loro: “Spesso gli UFO sono visti durante eventi tragici, perché stanno monitorando gli eventi. Loro vogliono vedere gli umani nel loro peggio e nel loro meglio.” Aggiunge Phil Young: “Soltanto gli israeliani e il governo controllano gli ufo, li conoscono, sanno che sono stati loro”. Alcuni esperti di UFO si sono infastiditi della cosa, sostenendo che questa tesi rovini la loro autorevolezza. I democratici si augurano che questi dischi volanti non inquinino troppo.

Sostiene Babilonia

Una tesi che ci porta leggermente lontani dal fatto specifico delle Torri Gemelle, ma che parla un linguaggio universale abbracciando tutte le grandi catastrofi naturali e non degli ultimi vent’anni. Il Dottor Babilonia Emiliano ha da oltre dieci anni un’associazione no-profit con cui si occupa di “lotta al controllo mentale MKO e sistemi di spionaggio”. Cinque anni fa ha aperto un blog chiamato “Vittime del controllo neurale.blogspot” dove denuncia “agenzie deviate sovraistituzionali, forse servizi segreti non convenzionali”. Se non fosse abbastanza chiaro, l’11 settembre sarebbe avvenuto perché “le famigerate voci che sentiamo nel nostro cervello sono comunicazioni infra-soniche inserite nei condotti uditivi”. Insomma, un attacco indotto. Ma da chi? Il Dottor. Babilonia Emiliano ci parla di “Satelliti Spia radiocomandati” che il Governo francese starebbe tentando di combattere con un satellite a raggi ultravioletti. Un giretto sul suo blog vi darà le giuste delucidazioni, qualora foste scettici.

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