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Musica

Il Boss a Sanremo, quando Springsteen portò in paradiso la classe operaia del rock

Federico Falcone

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Ventiquattro anni. Tanto è passato dalla storica esibizione di Bruce Springsteen al festival di Sanremo. Bruce il sognatore, Bruce che rincorreva ragazze e gloria in giro per gli States, a bordo di un pickup arruginito o dentro un furgone preso in prestito da chissà chi. Bruce che non hai mai contemplato altra opzione se non quella di suonare, scrivere e trasmettere a più gente possibile il suo amore per la vita e per la musica. Bruce il Boss.

Bruce l’aggregatore, Bruce il catalizzatore di folle, Bruce il figlio selvaggio e ribelle della working class a stelle e strisce, il vero operaio del rock d’autore. Descrivere Bruce Springsteen è tanto complesso – abbiamo a disposizione diverse centinaia di pagine? – quanto inutile – se non avete la benché minima idea di chi sia, o ne avete una marginale, beh, allora fate ammenda e documentatevi al più presto. Il nativo di Long Breanch, New Jersey, sta al rock come l’ossigeno sta alla vita.

La partecipazione al festival della canzone italiana fu letteralmente un evento. Lo spessore del personaggio, il carisma dell’uomo, la classe del musicista. E poi quella naturalezza nel suonare, nel produrre note, nel generare emozioni. Tre le armi a sua disposizione: una camicia, rigorosamente dentro i jeans, una chitarra con cui avere un rapporto che più intimo non si può e uno sguardo capace di trasudare fierezza, orgoglio e appartenenza. Quel 20 febbraio del 1996 fu introdotto sul palco dell’Ariston da Pippo Baudo, colui che da molti è considerato l’ultimo vero presentatore del festival.

Pochi mesi prima, precisamente il 21 novembre del 1995, Bruce aveva dato alle stampe “The Ghost of Tom Joad“, secondo album acustico della sua straordinaria carriera, il primo dopo lo scioglimento della gloriosa E-Street Band, tirata su fra tante difficoltà assieme a Clarence Clemmons e Steven Van Zandt. Non era un periodo come gli altri ovviamente. Atmosfere cupe, introspettive, intime, riflettevano i tormenti e i sogni di un uomo che non voleva saperne di abbandonare le sue origini, la sua vita da rocker di strada, le sua ambizioni da musicista sempre alla ricerca di nuove forme d’ispirazione. Voce, chitarra, microfono. Lo show è completo.

“Mamma. dovunque un poliziotto picchia una persona
dovunque un bambino nasce gridando per la fame
dovunque c’è una lotta contro il sangue e l’odio nell’aria
cercami, e ci sarò.
Dovunque si combatte per un posto dove vivere,
o un lavoro decente, o una mano che ti aiuta,
dovunque qualcuno lotta per essere libero
guardalo negli occhi, e vedrai me.”

Dirà questo a sua madre Tom Joad riportando chi ascolta sulle strade di Furore – The Grapes of Wrath  (l’intero brano è ispirato al romanzo di John Steinbeck sulla scia di Woody Guthrie). Accordi su cui far vibrare le contraddizioni di un Paese incapace di dare le stesse risposte a tutti i suoi cittadini, di una società spietata con i più deboli, di una comunità in cui essere fragili non è certo un’arte.

La comparsata italiana (in estate avrebbe tenuto due show veri) doveva necessariamente essere specchio di quanto sopra descritto. Il Boss chiese – e ottenne – di essere tra i primi ospiti internazionali a esibirsi e, per farlo, voleva la massima intimità in sala. Un solo faro a illuminarlo, buio tra il pubblico e – tocco di classe – i sottotitoli del testo tradotto del brano da passare in sovrimpressione. L’obiettivo era chiaro: la platea del teatro sanremese, esattamente come gli spettatori davanti allo schermo, avrebbero dovuto vivere la sua stessa emozione, il suo trasporto, il suo pathos. L’esibizione fu da brividi. Da pelle d’oca. Come sempre, d’altronde.

E allora diciamolo chiaramente: Bruce Springsteen, quel 20 febbraio del 1996, ha trasformato una mera esibizione di contorno a una kermesse che con lui aveva poco e niente a che spartire, nell’evento degli eventi. Lo sbarco di un alieno sulla terra. La classe operaia del rock che va in paradiso. Rendiamo gloria eterna al Boss, l’uomo in missione, l’uomo cui tutti noi dobbiamo qualcosa. Emozioni, sogni, speranze. Umiltà. Dio solo sa quanto ne abbiamo bisogno.

Foto: pinkcadillacmusic.it

Fondatore e direttore responsabile del magazine The Walk Of Fame. Nato e cresciuto in Abruzzo, è diventato giornalista pubblicista dopo aver completato gli studi in Giurisprudenza. Appassionato di musica, cinema e teatro, avrebbe sempre voluto essere il Will Smith di Indipendence Day o, tutt'al più, Aragorn de "Il Signore degli Anelli". Vola basso.

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Il ministro Speranza gela Amadeus: no alla presenza del pubblico

Federico Falcone

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No al pubblico presente in sala all’Ariston in occasione del prossimo Festival di Sanremo.

Lo stop arriva direttamente dal ministro della Salute, Roberto Speranza, che dopo aver interloquito con gli esperti del Comitato Tecnico Scientifico, chiedendo indicazioni ben precise sul “protocollo di sicurezza per artisti e maestranze“, ha ribadito che no, la prestigiosa kermesse ligure non sarà lo strappo alla regola. L’ipotesi che ventilava in questi giorni, circa la presenza di un ristretto numero di presenti in sala, esclusivamente a seguito di rigidi controlli, ha scatenato non poche polemiche.

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Ad alzare la voce sono stati soprattutto le professionalità del settore. Cinema e teatri sono chiusi, dei concerti neanche a parlarne, live club fermi al palo o, come nel caso dell’Orion di Roma, impegnati in iniziative benefiche, e l’ipotesi che al festival della canzone italiana fosse concesso ripartire, laddove tutti gli altri sono invece bloccati, ha mandato in subbuglio l’intero settore.

Speranza ha inoltre chiesto al Cts di pronunciarsi con estrema rapidità circa le norme che gli artisti e i tecnici di sala devo rispettare. La volontà della Rai sarebbe quella di aprire ad almeno 400 presenze, anche contrattualizzate, che vadano a essere parte integrante della manifestazione. Ma il pubblico in sala resta tale, a prescindere che sia contrattualizzato oppure no. Non si possono, né si devono, fare due pesi e due misure. Vale la pena anche ricordare la proposta della nave da crociera. Non vogliamo usare il verbo “naufragare”, ma l’idea è restata tale.

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Come riportato dal Messaggero, il direttore di Rai1 Stefano Coletta ha dichiarato: “Andrà in onda uno show dall’Ariston e sarà protocollato come evento televisivo. Abbiamo lavorato con la prefettura, con la Asl di Imperia per farlo. Sotto l’egida del Dpcm Sanremo potrà essere meno rischioso. Attenersi al decreto garantisce il rispetto di regole molto strette”.

Sanremo non può essere l’eccezione che ignora la regola. E’ previsto per oggi l’ennesimo confronto, al fine di fare luce sull’edizione più complessa degli ultimi anni. Sono tante, troppe, le incognite che ruotano attorno all’evento condotto da Amadeus. “Ho notato la disparità tra la chiusura dei teatri e il pubblico negli studi televisivi”, ha commentato Beppe Fiorello a più riprese. “Devo pensare che ci siano assunzioni di responsabilità personali, ma allora non c’è una regola vidimata dalle istituzioni? Non c’è un protocollo unico? E allora qualcosa non va. Non capisco questa disparità o qualcuno non rispetta i protocolli o la politica non li fa proprio. Qui serve chiarezza e regole uguali per tutti”.

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Lucio Dalla e gli Idoli, storia di un album “Geniale?” che torna a nuova vita

Redazione

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A trent’anni dall’uscita, il 12 marzo uscirà “Geniale?” di Lucio Dalla, versione rimasterizzata di uno degli album tra i meno conosciuti e celebrati dell’artista. Il disco fu realizzato con gli Idoli con brani inediti e un testo di approfondimento che ne racconta l’incredibile storia. Geniale? è un album di inediti registrati dal vivo tra il 1969 e il 1970 con gli Idoli e pubblicato nel 1991, che conduce alla riscoperta delle radici musicali del cantautore bolognese e del periodo che ha preceduto il suo successo.

I brani, che sono stati rimasterizzati dai nastri originali, hanno consentito un restauro esclusivamente in mono per garantire la migliore resa possibile. 

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Era il 1971 quando Lucio Dalla inizia la sua inarrestabile ascesa presentando al Festival di Sanremo il brano “4/3/1943”, ribattezzato da tutto il pubblico “Gesù Bambino”. Seguono “Piazza Grande”, “Il gigante e la bambina” e “Itaca”, tutti brani destinati ad entrare nel suo immenso repertorio. A 50 anni di distanza, Pressing Line e Sony Music vogliono rendere omaggio e celebrare uno dei più grandi Artisti della storia della musica italiana con questa esclusiva uscita, dopo il successo già ottenuto con la pubblicazione della riedizione degli storici album “Come è profondo il mare”, “Lucio Dalla” e “Dalla” e della raccolta “Duvudubà”.

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Il cofanetto sarà disponibile in tre formati:

DOPPIO CD + libretto

LP 180gr + libretto

DOPPIO LP in pasta colorata + LIBRETTO (escl. Amazon)

Questa la tracklist di “Geniale?”:

CD 1

GRAGNANINO BLUES (Dalla – Lecardi), 1999 (Dalla – Reverberi – Bardotti), SYLVIE (Dalla – Franceschini – Bardotti – Baldazzi)SUMMERTIME (G. Gershwin / DuBose Heyward – I. Gershwin), IL MIO FIORE NERO (Phillips – Migliacci), AFRICA (Dalla – Franceschini – Pallottino – Bardotti), NON È UNA FESTA (Ciacci – Continiello – Migliacci), GENIALE? (Dalla), FOTTITI (Dalla), ETTO (Dalla), 4/3/1943 (Dalla – Pallottino).

BONUS TRACKS

QUANDO ERO SOLDATO – alternative version (Bardotti – Reverberi), HAI UNA FACCIA NERA NERA – alternative version (Izzo – Reverberi – Podestà).

CD 2

IL CIELO (Bardotti – Baldazzi – Reverberi – Dalla), BISOGNA SAPER PERDERE (Cassia – Cini), HAI UNA FACCIA NERA NERA (Izzo – Reverberi – Podestà), QUANDO ERO SOLDATO (Bardotti – Reverberi), L’ORA DI PIANGERE (Bardotti – Morton), LA STORIA DI UN TOPO MALATO – provino (Lecardi), TORNA A SORRIDERE – provino (Lecardi), NON È UN SEGRETO – provino (Bardotti – Reverberi – Lecardi), INTRO GENIALE (Dalla), MAMA LOVE PAPA LOVE (Dalla – Lecardi), VAN (Lecardi), A WALK ON THE WILD SIDE (Bernstein – Mack), BLUES FOR TOBIA (Dalla – Lecardi), GEORGIA ON MY MIND (Gorrell – Carmichael).

BONUS TRACKS

ETTO – alternative version (Dalla), 4/3/1943 – alternative version (Dalla – Pallottino), NON È UNA FESTA – alternative version (Ciacci – Continiello – Migliacci), AFRICA – alternative version (Dalla – Franceschini – Pallottino – Bardotti), SYLVIE – alternative version (Dalla – Franceschini – Bardotti – Baldazzi)SUMMERTIME – alternative version (G. Gershwin/E. DuBose Heyward – I. Gershwin).

Il disco è stato rimasterizzato negli Studi Fonoprint di Bologna da Maurizio Biancani.

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Shape Of Water: gli electro-rockers tornano con un nuovo Ep

Luigi Macera Mascitelli

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La nota casa discografica Eclipse Records fa sapere che gli electro-rocker Shape Of Water sono pronti a rilasciare un nuovo Ep. Il titolo sarà Lockdown On Mars, e verrà pubblicato il 21 febbraio 2021.

La band nasce nel 2004 a San Benedetto del Tronto ad opera dei connazionali Rox Capriotti e Luca De Falco. Inizialmente sotto il nome The Lotus, il duo decide poi di spostarsi in Inghilterra a Manchester. Qui i nostri daranno il via alla loro carriera musicale per poi sciogliersi e riformarsi nel 2018 come Shape Of Water.

Il qui presente Ep, che esce dopo l’album Great Illusion del 2020, contiene alcune tracce reinventate estratte dal full-length. In particolare troverete al suo interno una nuova versione di acclamati brani come Mars-X e The World Is Calling Me. Il disco è stato prodotto da Paul Reeve (Muse, Supergrass, Beta Band) e mixato da Rox Capriotti.

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