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Guccini: dopo il Coronavirus non cambierà nulla, non impariamo dalle tragedie

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Intervenuto nel corso di “Un Giorno da Pecora“, trasmissione in onda su Rai Radio1, Francesco Guccini, cantautore e scrittore tra i più amati in Italia, ha detto la sua sull’emergenza sanitaria causata dal dal Coronavirus che ha messo in ginocchio gran parte del mondo. Sempre più Paesi stanno seguendo la scia della Cina e dell’Italia adottando la soluzione del lockdown, anche chi, come la Gran Bretagna e la Svezia aveva inizialmente previsto la cosiddetta strategia dell’immunità di gregge.

E’ un Guccini, però, sfiduciato. Non tanto sull’uscita da questa crisi, quella prima o poi avverrà, quanto per il fatto che non crede nella possibilità, da parte dell’uomo, di imparare dai propri errori e cogliere il momento per cambiare il proprio stile di vita, comprese quelle abitudini che hanno a lungo minato la stabilità sociale.

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“Personalmente non credo che dopo l’emergenza saremo migliori. Anche dopo l’11 settembre si diceva che sarebbe cambiato tutto ma non è cambiato nulla. Sono abbastanza cinico da questo punto di vista. È nella natura umana il dimenticarsi presto delle tragedie passate per riprendere la vita di sempre”.

Una visione, quella del cantautore prossimo agli 80 anni (il 14 giugno) che, in realtà, è condivisa da molte persone, specialmente da quegli utenti del web che affidano le proprie parole, e i propri pensieri, ai social network. Non di rado, infatti, accade di imbattersi in chi non riesce a vedere risvolti positivi al termine di questa tragedia che sta colpendo il mondo.

Fondatore e direttore responsabile del magazine The Walk Of Fame. Nato e cresciuto in Abruzzo, è diventato giornalista pubblicista dopo aver completato gli studi in Giurisprudenza. Appassionato di musica, cinema e teatro, avrebbe sempre voluto essere il Will Smith di Indipendence Day o, tutt'al più, Aragorn de "Il Signore degli Anelli". Vola basso.

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Il Pagan Fest resiste e rilancia: il 7 agosto l’appuntamento col folk-metal

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Torna il Pagan Fest! Considerato il successo della passata edizione e per svolgere l’evento in tutta sicurezza, il festival sarà nuovamente nella location open air, suggestiva, incantevole e in mezzo al verde di Arci Laghi Margonara nei pressi di Gonzaga, sempre in provincia di Mantova, a 8 km dal casello autostradale di Reggiolo-Rolo sull’autostrada del Brennero. La capienza è limitata a 450 persone.

Quindi il Pagan Fest sarà molto più del solito concerto e del solito Pagan: oltre a super band italiane di folk-pagan metal apprezzatissime a livello mondiale, vi troverete proiettati in una dimensione surreale antica e pagana. Troverete danzatrici del fuoco e spettacoli, mercato celtico e tante altre sorprese. Ci troverete il meglio del pagan-folk.

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Headliner di questa 4° edizione i fantastici Nani del folk metal Wind Rose, già presenti dell’indimenticabile prima edizione e che da diversi anni calcano i più grandi palchi mondiali facendo saltare migliaia di persone al ritmo delle loro ballate. Negli ultimi due anni sono letteralmente esplosi nel panorama folk mondiale e possono vantare tour e presenze nei principali festival mondiali, grazie all’ultimo album “Wintersaga” per Napalm Records e al singolo con  video “Diggy diggy hole” che vanta più di 25 milioni di visualizzazioni su YouTube. 

Abbiamo poi l’onore di presentare al Pagan il ritorno di una delle più interessanti band del panorama folk metal italico degli ultimi 15 anni, assente dai palchi da 4 anni, infatti tornano i grandi Krampus di Matteo Sisti (fiati Eluvetie).  Un connubio tra metal e musica celtica, chitarre, violino e flauto. La band friulana presenterà i successi di tanti anni, con tour con Eluvetie, Korpiklaani, Wintersun per dirne alcune, e qualche inedito.

E ancora, nel 2004 a Pisa, in Toscana, è nata la banda dei Vexillum,  come parte dello spettacolo, ma soprattutto come rappresentazione della propria passione verso il mondo celtico, nordico e folk, la band mostra il kilt scozzese come “divisa”. I Vexillum sono orgogliosi di presentare il nuovo album “When the good men go to war” , dopo i fasti di “Unum” che li ha portati in tour con band del calibro di Orden Ogan, Eluvetie, Freedom Call, Skalmold e tante altre.

Le ballate inizieranno con il ritorno on stage della band mantovano veronese Duir, che tornano più agguerriti che mai con formazione rinnovata e l’ Ep “Obsidio” che presentarono nel primo Pagan Fest.

Anche in questa edizione del Pagan Fest Elisabetta Simonetti curerà la parte artistica extra concerti con la partecipazione di attori, cosplayer e artisti pronti a intrattenervi nei cambi palco, oltre all’immancabile e incantevole spettacolo del fuoco, grazie alla collaborazione con la Compagnia Ordallegri,  inoltre ci saranno numerosi banchetti con articoli a tema direttamente dai migliori fest folk italiani.

Quindi in alto i corni e brinderemo con ottima birra o con il sublime Idromele artigianale della rinomata ditta Drakon o l’ippocrasso di Ombraluna.

La rinomata cucina di Arci Laghi Margonara vi proporrà risotto alla mantovana e le sue note specialità e sarà attiva anche la paninoteca. Ci sarà la possibilità di campeggio gratuito per i possessori del biglietto d’ingresso (tende o camper) per chi preferisce godersi il fest con la massima calma.

Leggi anche: “Le follie di Lercio diventano uno show: il tour satirico in giro per l’Italia

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Paura per Omar Pedrini, ma il suo sole non resterà spento a lungo

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omar pedrini

“In gergo tecnico ho un (fottuto) aneurisma aortico”. Così, qualche giorno fa, Omar Pedrini – ex leader dei Timoria – aveva motivato il suo ricovero in ospedale. Poi l’operazione, condotta nella clinica Villa Torri di Bologna dal cardiochirurgo vascolare Roberto Di Bartolomeo e dalla sua equipe. L’intervento, come si apprende dai canali ufficiali dello “zio rock”, è riuscito dopo 5 ore. Il musicista ha ripreso conoscenza dopo poco.

Sabato, lo stesso cantante aveva rivolto ai fan un messaggio per rassicurarli, annunciando peraltro di doversi sottoporre all’intervento. Nella foto, il braccialetto del reparto di Cardiochirurgia esibito come se fosse un pass per il backstage. “L’agenzia che cura i miei tour sta già contattando gli organizzatori delle serate imminenti per trovare soluzioni ed io li ringrazio” ha scritto. “Sarebbe stata l’estate della ripartenza e invece resterò un po’ ai box. Ma devo accettare serenamente il mio karma”.

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“Diceva qualcuno – ha aggiunto Pedrini – ‘Un guerriero sa imparare ad amare il suo dolore’. Questo è quanto. La mia volontà è di tornare sul palco quanto prima e riprendere il viaggio con la mia fantastica band, ma ora sarebbe stupido fare programmi o peggio annunci, prima di domani. Ci siamo salutati alla fine del 2019 col vento in poppa, ora dobbiamo essere pronti per volare senza vento. Intanto vi abbraccio forte, almeno da qui e mi raccomando, ‘col pensiero tu, tu stammi accanto!'”

Foto: OmarPedriniOfficial

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Roberto Angelini: a fine giugno al via il tour estivo

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Roberto Angelini annuncia il tour estivo, che partirà il prossimo 28 giugno dall’Auditorium Parco della Musica di Roma. Una manciata di date in cui l’artista avrà l’occasione di presentare dal vivo anche gli ultimi singoli “Incognita”, “Condor” e “L’Era Glaciale”, che hanno fatto da apripista a quello che sarà il suo prossimo disco di inediti, il quinto della sua carriera, in uscita il prossimo autunno. Un ritorno atteso dopo nove anni dal precedente lavoro in studio, “Phineas Gage” (2012).

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Autore, chitarrista e produttore tra i più apprezzati della scena musicale italiana, Roberto Angelini ha attraversato la musica lasciando la propria impronta nelle moltissime collaborazioni intraprese con numerosi artisti. Tra le più recenti, la firma come co-produttore dell’ultimo pluripremiato album di Niccolò Fabi “Tradizione e Tradimento” e quella di produttore del primo disco di Margherita Vicario. E ancora, diversi e importanti progetti paralleli: tra i più fortunati quelli legati a Nick Drake con Rodrigo D’Erasmo – un album, un tour, un documentario – e, non da ultima, la fondazione di un’etichetta indipendente, “FioriRari” con la quale pubblicherà anche il prossimo lavoro. Parallelamente è impegnato in una carriera televisiva ormai quasi decennale, dapprima su Rai3 con “Gazebo” e poi su La7 con “Propaganda Live”.

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I CONCERTI ESTIVI

28 GIUGNO – ROMA, AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA 3 LUGLIO – BOLOGNA, GO GO BO 22 LUGLIO – PRATO, OFFICINA GIOVANI 29 LUGLIO – CALCI (PI), MUSICASTRADA FESTIVAL 5 AGOSTO – CORIGLIANO D’OTRANTO (LE), SEI FESTIVAL

UN PO’ DI BIOGRAFIA

Nato a Roma nel 1975, Roberto Angelini fa il suo esordio come cantautore nel 2001 con l’album “Il Signor Domani” (Virgin). Lo stesso anno partecipa a Sanremo Giovani con l’omonimo brano e si aggiudica il Premio della Critica “Mia Martini”. Nel 2003 pubblica l’album “Angelini” (EMI) che contiene le hit “GattoMatto” e “La Gioia del Risveglio”. Questo disco, molto più pop del precedente, lo fa conoscere al grande pubblico.

Da lì a poco, il cantautore sente l’esigenza di tornare alle origini: rompe il contratto con la EMI e fonda una sua etichetta indipendente, “FioriRari”. Con questa pubblicherà due dischi a suo nome, “La Vista Concessa” (2009) e “Phineas Gage” (2012). Nel frattempo riprende con più interesse l’attività di musicista diventando molto richiesto per il suo personale modo di suonare la lapsteel (Fabi, Silvestri, Gazzè, Planet Funk, Fabrizio Moro, Emma Marrone, Orchestraccia).

Nascono vari progetti paralleli. I più fortunati e longevi sono “Discoverland”, duo fondato con il cantautore Pier Cortese che si diverte a reinterpretare e miscelare brani del passato e del presente, e un duo nato insieme al violinista Rodrigo D’Erasmo per celebrare e divulgare un artista cult come Nick Drake. Da qui prenderà vita un disco, “Pong Moon”, che darà origine a una moltitudine di eventi e collegamenti che perdurano ancora oggi (ad esempio il documentario “Songs in a conversation” diretto da Giorgio Testi, presentato nel settembre 2019 al Festival del Cinema di Roma e tuttora in programmazione su Sky Arte).

Come produttore fa muovere i primi passi nella discografia ad artisti come Margherita Vicario, Andrea Rivera e Luca Carocci. Firma come co-produttore il fortunato e pluripremiato album di Niccolò Fabi “Tradizione e Tradimento” (2019), partecipando anche al lungo tour di presentazione del disco, come membro stabile della band. Come autore scrive il brano “Calore” che lancia, con la vittoria di “Amici” nel 2010 la carriera di Emma Marrone. Dal 2013 consacra la sua popolarità al fianco di Diego “Zoro” Bianchi, dapprima su Rai3 con la trasmissione “Gazebo” poi su La7 con “Propaganda Live”.

Attualmente è al lavoro per ultimare il suo quinto disco da cantautore, in uscita nel 2021 per l’etichetta “FioriRari” e anticipato dal brano “Incognita” e dai singoli “Condor” e “L’Era glaciale”, presentati in numerose trasmissioni. Da Social Club su Rai2 e Radio2 a The Square su Sky Arte, da Radio1 Music Club a Radio2 Prendila così fino a Propaganda Live su La7, passando per Magazzini Musicali su Rai2, Save The Date su Rai5, Luce Social Club su Sky Arte e moltissime altre.

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