Connect with us

Entertainment

Fase 2: tempi lunghi di riapertura per cinema, teatri e grandi concerti

Fabio Iuliano

Published

on

Tempi lunghi per la riapertura di cinema, teatri e grandi aree concerto, almeno stando alle ipotesi governative che, al momento circolano in relazione all’attuazione della “Fase 2” con il conseguente allentamento delle misure restrittive relative al contenimento del Covid 19.

Per cinema e teatri si parla di Natale, mentre per discoteche, concerti open air, festival di vario genere e stadi, si va a finire al 2021. Le ipotesi sono due: marzo la più ottimista, ottobre del prossimo anno per chi giudica che anche l’estate del 2021 sarà ancora parzialmente a rischio.

Discorso analogo per eventi più piccoli che, andando in scena all’interno di location ulteriormente più strette, dovranno adeguarsi.

Giornalista, docente di lingue straniere, tra le collaborazioni l’agenzia Ansa e il Centro (testata ex gruppo L’Espresso-Finegil Editoriale). In passato ha lavorato a Parigi e Milano con Eurosport e Canal +. Come blogger, oltre ad aver seguito vari eventi sportivi internazionali, dalle Universiadi (in Europa e in Asia) alla Race Across America – la folle corsa ciclistica da un capo all’altro degli Stati Uniti – ha condotto alcune inchieste sull’immigrazione con reportage in Italia, Romania e Marocco. Nel 2007 ha vinto il premio giornalistico Polidoro. Nel 2016 ha firmato “New York, Andalusia del Cemento – il viaggio di Federico García Lorca dalla terra del flamenco alle strade del jazz” (Aurora edizioni), l’anno successivo Lithium 48, sempre per la stessa casa editrice.

Continue Reading

Entertainment

Michael Jordan non ci sta: “Mai voltare le spalle alla brutalità, facciamo sentire la nostra voce”

Federico Falcone

Published

on

E’ il più grande giocatore di basket di tutti i tempi, è stato uno dei pochi a portare lo sport oltre i confini dell’attività fisica, è stato ed è (e sarà) un fenomeno mediatico e culturale capace di trascendere gli stretti confini dello spazio-tempo e ora, Michael Jordan, ha di fronte a sé un’altra sfida da intraprendere, quella di farsi portatore di interessi della comunità afroamericana.

Leggi anche: Omicidio George Floyd, la rabbia delle major discografiche: basta razzismo, bigottismo e violenza

Attraverso un lungo post su Instagram, il protagonista di The Last Dance ha voluto far sentire la propria voce. Un appello forte, deciso, ma sempre con riguardo al mettere in campo politiche di non violenza. Anche Air Jordan è rimasto scioccato dall’omicidio di George Floyd.

Leggi anche: Lady Gaga si scaglia contro Donald Trump: “fallito, pazzo e razzista”

“Sono profondamente rattristato, davvero addolorato e arrabbiato. Vedo e provo il vostro dolore, la vostra indignazione e la vostra frustrazione. Appoggio coloro che gridano al razzismo e alla violenza verso le persone di colore nel nostro paese. Ne abbiamo abbastanza. Non possiedo le risposte, ma le nostre voci dimostrano forza e impossibilità di essere divisi da parte di altre persone. Dobbiamo ascoltarci a vicenda, mostrare compassione ed empatia e non voltare mai le spalle all’assurda brutalità”.

“Dobbiamo continuare a protestare pacificamente contro le ingiustizie e richiedere responsabilità. La nostra voce unita ha bisogno di fare pressione alle persone che ci governano per cambiare le leggi, o in alternativa usare il nostro voto per contribuire al cambiamento del sistema. Ogni di noi deve essere parte della soluzione e insieme dobbiamo lavorare per garantire giustizia a tutti. I miei pensieri vanno alla famiglia di George Floyd e alle altre innumerevoli vite brutalmente e immotivatamente stroncate da atti di razzismo ed ingiustizia

Continue Reading

Entertainment

A Firenze riaprono gli Uffizi. Ridotta della metà la capienza dei visitatori

Federico Falcone

Published

on

Sono passati quasi tre mesi da quando quella saracinesca chiamata lockdown si è abbattuta sull’Italia con tutta la sua forza dirompente. Chiusura totale e quarantena. Tutti a casa. Anche se per un periodo che ora ci sembra chissà quanto lontano, poiché lentamente cerchiamo di riappropriarci della vita di tutti i giorni, è stato difficile accettare un cambiamento così radicale e così repentino. L’arte – lato sensu – l’abbiamo vista solo dietro lo schermo di una televisione, di un pc o di un cellulare, alimentando quel distacco fisico che non dovrebbe appartenere alla stessa che, invece, dovrebbe avvicinare anziché distanziare. Ma è andata così, non possiamo farci nulla.

Leggi anche: Coronavirus, Firenze è in ginocchio, i musei non riaprono. Nardella: non possiamo pagare 4.100 dipendenti

Dopo quasi tre mesi, però, le Gallerie degli Uffizi di Firenze, uno dei luoghi più visitati al mondo, sono pronte a riaprire al grande pubblico. Il 3 giugno – segnatevi questa data – potremo tornare a visitarle. Chiaramente si saranno delle rigide misure di sicurezza da rispettare, come il sottoporsi al termoscanner, ma anche come una costante e reiterata igienizzazione e sanificazione dei locali. Le entrate saranno contingentate, per un massimo di 450 persone a visita. Non di più. Come riportato dal quotidiano Open, sono circa dodici i milioni di euro derivanti da mancati introiti persi in questi mesi. Un danno economico senza precedenti.

Così Eike Schmidt, direttore degli Uffizi, intervistato dal quotidiano: “La riapertura con una compresenza di visitatori dimezzata, servirà solo a limitare le perdite. Il lockdown è stato un momento per ripensare il ruolo dei musei. Ci siamo sentiti in dovere di aprirci virtualmente a pubblici diversi. Per parlare agli adolescenti, abbiamo creato dei tormentoni con le nostre opere d’arte su TikTok. Spero che le persone inizino a visitare le città in maniera più lenta, che stazionino più giorni nello stesso territorio per conoscerlo meglio. Firenze non è solo Duomo e Uffizi, ci sono tante chiese anche piccole che nascondono opere d’arte grandiose. Un altro cambiamento che mi aspetto dal post pandemia riguarda la concezione dei musei. Non sono luoghi da visitare una volta nella vita, ma delle vere e proprie librerie da consultare periodicamente per approfondire l’arte che più ci interessa”.

Continue Reading

Entertainment

“Senza santi, senza eroi”, la nuova mostra di Zerocalcare

Sophia Melfi

Published

on

La nuova mostra di Zerocalcare “Senza santi, senza eroi” sarà disponibile dal 29 maggio al 20 settembre 2020 presso il Museo Palazzo Pretorio di Peccioli, in provincia di Pisa. Protagoniste dell’esposizione saranno le vite “ciancicate” dei personaggi iconici che vivono nei fumetti di Zerocalcare, come Kurt Cobain, il mitologico Secco o l’anarchico Gaetano Bresci.

La mostra comprenderà inoltre illustrazioni legate a fatti di cronaca internazionale e italiana e a movimenti di protesta, un tema al quale il fumettista risulta da sempre legato. “Senza santi, senza eroi” è realizzata da Minimondi Eventi, ideata e prodotta da Silvia Barbagallo, con la cura di Giulia Ferracci e promossa dalla Fondazione Peccioli per l’Arte.  Di seguito, il comunicato stampa ufficiale dell’evento:

Il titolo dell’esposizione, Zerocalcare Senza santi, senza eroi nasce da una condizione di disincanto generazionale, quella a cui appartiene Michele Rech (1982), in arte (Z)ZeroCalcare.

Oltre alle tavole realizzate ad hoc, saranno visibili tavole centrali nella produzione dell’artista compresa tra il 2003 il 2020

Chi sono oggi gli ultimi, gli sfruttati, quelli delle vite ‘ciancicate’, per dirla come nelle tavole di La Rabbia (2016) ?

Chi sono quelli che restano indietro mentre gli altri vanno avanti? Storie di esclusione ed emarginazione, di persone che non sono come avrebbero sperato di essere. Che fine hanno fatto gli eroi e i santi, quando verranno a salvarci? Nessuna illusione, gli eroi e i santi non ci sono; ci sono invece quelli che vanno avanti, cercando di trovare soluzioni collettive per uscire dal disagio sociale.

Continue Reading

In evidenza