“Gli anni più belli” di Gabriele Muccino, elogio al tempo che passa

Tredicesimo lavoro del regista di “Baciami ancora”, “Padri e figlie”, “Alla ricerca della felicità”, solo per citarne alcuni, “Gli anni più belli” è una pellicola che parla di tutti noi. Uscito nelle sale lo scorso 13 febbraio, è stato accolto positivamente da pubblico e critica fin da subito.

 Come protagonista, Muccino, sceglie il tempo che scorre; è una narrazione che tocca nel profondo, vivace e che mai si assopisce, che asseconda il ritmo curioso e altalenante della vita. Senza dubbio la scelta eccellente degli attori protagonisti ha reso possibile una riuscita simile: Claudio Santamaria, Pierfrancesco Favino, Kim Rossi Stuart e Micaela Ramazzotti trasudano ciò che recitano. Sono nomi sinonimo di garanzia, di buon risultato, quattro degli attori migliori del cinema italiano di oggi. Inoltre, non è da trascurare la performance degli attori più giovani (Francesco Centorame, Andrea Pittorino, Matteo De Buono, Alma Noce) che interpretano i protagonisti nell’età della ribellione. Tutti e otto sono riusciti a stabilire un legame solido tra il personaggio più piccolo e il personaggio più grande non facendo risultare il cambio dell’attore traumatico per lo spettatore. Non si è creato alcun tipo di allontanamento, solo continuità e coerenza interpretativa.

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Con la colonna sonora di Claudio Baglioni scritta appositamente per il film e le musiche curate da Nicola Piovani, Muccino ci racconta la storia di un’amicizia, ripercorrendo 40 anni di storie e Storia sullo sfondo di una Roma calda ed eterna. Gli anni più belli sono quelli vissuti da quattro ragazzi Giulio, Gemma, Paolo e Riccardo uniti da un legame creatosi per puro caso, messo a dura prova più e più volte ma diventato con il passare del tempo indissolubile. Quattro personalità profondamente diverse che però si incastrano bene in un puzzle che raffigura la vita di ognuno di noi o di chi conosciamo: Giulio, determinato e testardo riesce ad affermarsi nel suo campo grazie allo scandalo Tangentopoli diventando uno degli avvocati più rispettati di Roma; Riccardo, figlio di hippies, è in continua ricerca del suo posto nel mondo; Paolo, il più emotivo, professore di Lettere che in tutta la sua vita ha amato davvero una sola volta. Gemma: l’unico amore di Paolo, un uragano di sguardi ed emozioni.

Gli anni più belli è il ritratto di un’intera generazione, dell’eterno conflitto tra vecchi e giovani, delle responsabilità che vengono meno o che non sono state prese affatto. È la trasposizione cinematografica delle dinamiche che intercorrono tra gli uomini, l’amicizia, la rabbia e gli amori. È la vita quotidiana, raccontata in ogni sua sfaccettatura.

E, ancora una volta, Muccino riesce a raccontare le persone con una trasparenza disarmante regalandoci una storia che, il cinema italiano di oggi, stava aspettando ormai da tempo.

Foto: Cineguru Screenweek

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Eleonora Lippa
Studentessa di traduzione editoriale, innamorata della Spagna, del cinema italiano e delle parole di Alberto Moravia, coglie al volo la possibilità di uscire dalla suo comfort zone e visitare tutto ciò che è possibile. Gingerness e arrosticini come unico credo.

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