Fiori e piombo, il romanzo ribelle che racconta gli anni Settanta

Un romanzo ribelle, diverso, anomalo, forse perché è ambientato in anni rivoltosi; anni di lotta, di rivoluzione studentesca, sessuale, operaia, di tutti quei profondi mutamenti. Ecco Fiori e piombo, il libro di Bartolo Màdaro (ed. Rea, 2011). Al centro della vicenda proprio dei fatti avvenuti negli anni Settanta, i fatidici anni di Piombo.

Coerentemente al periodo storico, l’autore ha voluto cercare di rompere ogni schema di buona scrittura, infrangere le convenzioni più regolari per far vivere anche nel suo romanzo, l’anarchia del caos e della trasformazione che si respirava nell’aria di quei giorni un po’ ovunque.

Bartolo Màdaro è nato nel 1965 a Taranto. A venti anni si trasferisce nelle Marche dove esercita la professione di infermiere. Dopo gli studi scientifici rivolge i suoi interessi a studi umanistici e si laurea in filosofia. Viva e lavora all’Aquila. Proprio nel capoluogo abruzzese verrà presentato il libro mercoledì 4 marzo alle 18.30. Dialoga con l’autore, l’avvocato Monica Fuciarelli.

Articolo precedenteLacuna Coil, cancellato il tour in Asia: “rimanete al sicuro”
Articolo successivo“Soundshine Winter Fest”, dj set sulla neve tra indie, hip hop, rap e reggae
Giornalista e docente di lingue straniere, tra le collaborazioni l’agenzia Ansa e la testata ex gruppo L’Espresso-Finegil Editoriale, il Centro. In passato ha lavorato a Parigi e Milano con Eurosport e Canal +. Nel 2016 ha firmato “New York, Andalusia del Cemento – il viaggio di Federico García Lorca dalla terra del flamenco alle strade del jazz”, l’anno successivo "Lithium 48", entrambi per "Aurora edizioni".