Fiori e piombo, il romanzo ribelle che racconta gli anni Settanta

Un romanzo ribelle, diverso, anomalo, forse perché è ambientato in anni rivoltosi; anni di lotta, di rivoluzione studentesca, sessuale, operaia, di tutti quei profondi mutamenti. Ecco Fiori e piombo, il libro di Bartolo Màdaro (ed. Rea, 2011). Al centro della vicenda proprio dei fatti avvenuti negli anni Settanta, i fatidici anni di Piombo.

Coerentemente al periodo storico, l’autore ha voluto cercare di rompere ogni schema di buona scrittura, infrangere le convenzioni più regolari per far vivere anche nel suo romanzo, l’anarchia del caos e della trasformazione che si respirava nell’aria di quei giorni un po’ ovunque.

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Bartolo Màdaro è nato nel 1965 a Taranto. A venti anni si trasferisce nelle Marche dove esercita la professione di infermiere. Dopo gli studi scientifici rivolge i suoi interessi a studi umanistici e si laurea in filosofia. Viva e lavora all’Aquila. Proprio nel capoluogo abruzzese verrà presentato il libro mercoledì 4 marzo alle 18.30. Dialoga con l’autore, l’avvocato Monica Fuciarelli.

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Fabio Iulianohttp://www.fabioiuliano.it
Giornalista, docente di lingue straniere, tra le collaborazioni l’agenzia Ansa e il Centro (testata ex gruppo L’Espresso-Finegil Editoriale). In passato ha lavorato a Parigi e Milano con Eurosport e Canal +. Come blogger, oltre ad aver seguito vari eventi sportivi internazionali, dalle Universiadi (in Europa e in Asia) alla Race Across America – la folle corsa ciclistica da un capo all’altro degli Stati Uniti – ha condotto alcune inchieste sull’immigrazione con reportage in Italia, Romania e Marocco. Nel 2007 ha vinto il premio giornalistico Polidoro. Nel 2016 ha firmato “New York, Andalusia del Cemento – il viaggio di Federico García Lorca dalla terra del flamenco alle strade del jazz” (Aurora edizioni), l’anno successivo Lithium 48, sempre per la stessa casa editrice.

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