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Cinema

Filming Italy, ecco i premiati. Trionfo per Claudia Gerini, John Turturro e Rosario Dawson

Federico Falcone

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Si è conclusa con grandissimo successo la quinta edizione di Filming Italy – Los Angeles, che si è tenuta dal 20 al 22 gennaio 2020 presso l’Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles e l’Harmony Gold Theater, alla presenza di personalità dell’industria cinematografica italiana e hollywoodiana. La madrina di questa edizione è stata Claudia Gerini, presente insieme ai numerosissimi ospiti che si sono succeduti sul palco durante i tre giorni del festival.

La regista Maria Sole Tognazzi, l’attore William Baldwin, il Vicepresidente di Variety Steven Gaydos, la produttrice di Jojo Rabbit Chelsea Winstanley, la regista Nana GhanaWinston Duke (Black Panther), John TurturroJessica Marie Garcia (On My Block di Netflix), Jackie Cruz (Orange Is The New Black di Netflix), Romina Arena, solo per citarne alcuni. Tra i premiatori, anche Rosario Dawson e l’attore/modello Jason Lewis. A seguire tutti i premi consegnati:

2020 Filming Italy Best Producer Award: Chelsea Winstanley (Jojo Rabbit)
2020 Filming Italy Pomellato Award: Rosario Dawson (Rent)
2020 Filming Italy Best Actor Award: Winston Duke (Black Panther)
2020 Filming Italy Serie TV: John Turturro (Il nome della rosa)
2020 Filming Italy Best Documentary Award: Nana Ghana (LA Woman Rising)
2020 Filming Italy Spotlight Award: Jessica Marie Garcia (ABC How to Get Away With Murder)
2020 Filming Italy Woman Power: Lesley Nicol (Downtown Abbey)
2020 Filming Italy Region Lazio Award: William Baldwin (Syfy The Purge)
2020 Filming Italy Women Power Award: Jackie Cruz (Netflix Orange Is The New Black) e Maria Sole Tognazzi
2020 Filming Italy Best Movie Magazine Award: Claudia Gerini (Netflix Suburra)
2020 Filming Italy Award for Women Power: Lisa Edelstein
2020 Filming Italy Women’s Impact Power: Steven Gaydos, Variety
2020 Filming Italy Music Award: Romina Arena
2020 IIC Los Angeles Creativity Award: Claudia Gerini (Netflix Suburra) e Maria Sole Tognazzi
Proclamation of the city of Los Angeles: Regione Lazio

Creato e organizzato da Tiziana RoccaAgnus Dei Valeria Rumori, Istituto Italiano di Cultura Los AngelesFilming Italy – Los Angeles promuove l’Italia come set cinematografico e ponte tra la cultura italiana e americana. Il Festival, con la direzione artistica di Tiziana Rocca, è stato presentato sotto gli auspici del Consolato Generale d’Italia a Los Angeles.

“Sono molto felice che questa quinta edizione di Filming Italy – Los Angeles sia stata dedicata alle donne. E sono particolarmente orgogliosa, infatti, della nuova collaborazione con Women in Film, TV & Media Italia, quest’importante organizzazione che ha cercato di valorizzare tutte le attrici, le registe e le produttrici che sono intervenute”, sottolinea Tiziana Rocca. “C’è stata una grande partecipazione e un incredibile supporto da parte di tutti nell’incoraggiare tante donne a realizzare idee nuove ed innovative, a recitare e a cimentarsi con la regia. Il festival ha stimolato e ha dato vita a un’importante sensibilizzazione, è riuscito a creare un’energia positiva per il futuro, esortando allo sviluppo di progetti entusiasmanti”.

Novità di quest’anno è stata la collaborazione con Women in Film, TV & Media Italia. Nato a Los Angeles, WIF sostiene le donne che lavorano nel mondo del cinema e dietro la macchina da presa dal 1973. Oggi le organizzazioni WIF in tutto il mondo stanno lavorando per un settore più equo attraverso programmi di sensibilizzazione, incentivi e sostegno legale. Per l’occasione, WIF Italia ha presentato due cortometraggi: Delitto Naturale di Valentina Bertuzzi e Settembre di Giulia Steigerwalt. Insieme al Filming Italy – Los Angeles, WIF Italia ha anche conferito un premio per le innovative produzioni cinematografiche italiane e le buone pratiche di assunzione a Netflix per la loro prossima serie Luna Nera.

Al Filming Italy – Los Angeles di quest’anno la Regione Lazio ha presentato il nuovo bando “Lazio Cine-International”, attraverso il quale sono state già cofinanziate grandi coproduzioni internazionali tra imprese cinematografiche laziali e straniere, da tutto il mondo. Proprio in quest’occasione, la regione Lazio ha ricevuto la Proclamation della Città di Los Angeles.

Molte le pellicole italiane che sono state presentate in anteprima negli Stati Uniti, che hanno avuto un grandissimo riscontro di pubblico e hanno fatto il tutto esaurito ogni sera, soprattutto i film in programmazione in questo momento in Italia. Tra le opere proposte: Il cinema è una cosa meravigliosa di Antonello Sarno; Il primo Natale di Ficarra e Picone; Fellini fine mai di Eugenio Cappuccio; L’uomo del labirinto di Donato Carrisi; Il giorno più bello del mondo di Alessandro Siani; Cetto c’è, senzadubbiamente di Giulio Manfredonia; Viaggio sola di Maria Sole Tognazzi; la terza stagione de I Medici di Christian Duguay e il quinto episodio della seconda stagione di Suburra, la prima serie televisiva italiana originale distribuita da Netflix.

Tra i premiati delle scorse edizioni di Filming Italy: Gina Lollobrigida, Rosario Dawson, Monica Bellucci, Abrima Erwiah, Paz Vega, Danny Huston, Vincent Spano, Oliver Stone, Valeria Golino, Riccardo Scamarcio, Cecilia Peck, Jonàs Cuaròn, Jeremy Renner, Andie MacDowell, Nat Wolff, Zack Peck, Lola Karimova, Spike Lee, David Cronenberg, Claudia Cardinale, Edward James Olmos, Raoul Bova, Nolan Funk, Bella Thorne, Halston Sage, Steven Gaydos, Salvatore Esposito.

La Regione Lazio è tornata ad essere partner di Filming Italy, insieme alla Direzione Cinema del MiBACT, ad APA (Associazione Produttori Audiovisivi) e ad ANICA. Il Festival si è svolto presso l’Harmony Gold Theater nei giorni 20 e 21 gennaio e all’Istituto Italiano di Cultura il 22 gennaio.

Fondatore e direttore responsabile del magazine The Walk Of Fame. Nato e cresciuto in Abruzzo, è diventato giornalista pubblicista dopo aver completato gli studi in Giurisprudenza. Appassionato di musica, cinema e teatro, avrebbe sempre voluto essere il Will Smith di Indipendence Day o, tutt'al più, Aragorn de "Il Signore degli Anelli". Vola basso.

Cinema

New York celebra Fellini nel mese della cultura italiana: le iniziative programmate

La sua filmografia è così unica, ha dato vita al termine Felliniesque e alla parola Paparazzi

redazione

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Nel centenario della nascita di Federico Fellini, il Patrimonio e la Cultura Italiana (IHCC, NY) presenta una serie di discussioni online su Fellini e i suoi film, fatti e fantasia. La serie metterà in evidenza Fellini, l’uomo e la sua eredità, tra cui clip da alcuni dei suoi film più famosi: I Vitelloni, La Strada, Le Notti di Cabiria, La Dolce Vita, 8 1/2, e Amarcord.

Federico Fellini, sceneggiatore e regista italiano di molti film iconici, è stato nominato per molti Academy Awards, vincendone quattro per il miglior film in lingua straniera e il premio alla carriera dell’Accademia. Ha anche vinto prestigiosi premi al Festival di Cannes e alla Mostra del Cinema di Venezia. Ha ricevuto il Film Society of Lincoln Center Award per il successo cinematografico. Fellini ha ricevuto l’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce nell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

Leggi anche: “La Strada”, il capolavoro senza tempo di Federico Fellini

A partire dal 30 settembre fino al 4 novembre, ogni mercoledì sera, settimanale, Fellini Sèries comprenderà una serie di esperti:

Richard Pena, professorei studi cinematografici alla Columbia University; Gianfranco Angelucci, sceneggiatore, autore e collaboratore di Fellini; Mauro Aprile Zanetti, storico e autore; Antonio VItti, Professore del Film e Direttore della Scuola Italia, Middlebury College; Giorgio Bertellini, Professore dei Studi del Film University of Michigan; Giancarlo Lombardi, Professore di Studi Italiani e Visivi; Eugenia Paulicelli, CUNY, Professore di Studi Italiani e Moda; Paolo Ceratto, autore e figlio di Caterina Boratto, attrice in tre film di Fellini; e membri del consiglio di amministrazione come host di sessioni.

Leggi anche: Roma omaggia Fellini: un tratto del lungo Tevere porterà il suo nome

Le sue sceneggiature hanno attinto ai suoi ricordi d’infanzia, alle sue esperienze, ai suoi sogni e alla fantasia, che negli anni successivi ritraevano immagini stravaganti e barocche. Giulietta Masina, sua moglie, ha recitato in molti dei suoi celebri film. I suoi film si annosi anche per la scenografie, i costumi e la musica di Nino Rota. La sua filmografia è così unica, ha dato vita al termine Felliniesque e alla parola Paparazzi.

Leggi anche: FanoFellini: una retrospettiva dedicata al regista dei sogni

La serie cinematografica IHCC-NY Inc. è un programma di collaborazione con il John D. Calandra Italian American Institute of Queens College (CUNY) e la Società Dante Alighieri di New York City. Il Consiglio di Amministrazione di IHCC-NY Inc. è un gruppo di volontariato di professionisti, fondato nel 1976, la cui missione è preservare, promuovere e presentare il patrimonio e la cultura italiana e italo-americana durante tutto l’anno e, soprattutto, durante l’annuale Mese della Cultura Italiana di ottobre. Nonostante COVID 19, la celebrazione del tema di quest’anno continua, anche se virtuale.

CALENDARIO DEGLI EVENTI

30 settembre, dalle 17:00 alle 18:30 Gianfranco Angelucci, “Federico Fellini maestro di cinema e di verità”. Host, Uff. Mico Delianova Licastro

7 ottobre, 18:00 – 19:30 Richard Peña, “Il prezzo dell’amicizia: I Vitelloni“ Host, Nancy Indelicato

14 ottobre, 18:00 – 19:30 Mauro Aprile Zanetti, “Fellini – Morandi: La Dolce Vita” Host, Cav. Josephine Maietta

21 ottobre, 18:00 – 19:30 Antonio Vitti, “Il ballo senza fine tra F. Fellini e P. P.Pasolini” Host, Lucrezia Lindia

28 ottobre, 18:00 – 19:30 Giorgio Bertellini, “Novel and Arguable: Fellini in America Up To La Dolce Vita” Host, Rosa Casiello O’Day

4 novembre, dalle 17:00 alle 18:30 Panel Finale: Paolo Ceratto, Giancarlo Lombardi, Eugenia Paulicelli Hosts, Josephine Belli & Cav. Anthony Julian Tamburri PRESIDENTE / PRESIDENTE Comitato Italiano Per Il Patrimonio e La Cultura di New York, Inc.

Comm. Joseph Sciame MEMBRI DEL COMITATO Josephine Belli • Rosa Casiello O’Day • Uff. Mico Delianova Licastro • Nancy Indelicato • Lucrezia Lindia • Cav. Josephine Maietta • Maria Marinello • Cav. Anthony Julian Tamburri.

Per maggiori informazioni sul Comitato Italiano per il Patrimonio e la Cultura di New York,Inc, visita il nostro sito web all’indirizzo www.italyculturemonth.org.La serie è sponsorizzata in parte dal John D. Calandra Italian Ameri-can Institute (Queens College, CUNY) e dalla Società Dante Alighieri NYC, Inc

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Cinema

Maledetto Modigliani: ecco il docu-film sul famoso artista livornese

redazione

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In occasione del centenario dalla morte di Modigliani, arriva al cinema solo per il 12, 13, 14 ottobre, “Maledetto Modigliani” un film documentario prodotto da 3D Produzioni e Nexo Digital.

Il docu-film, diretto da Valeria Parisi e scritto con Arianna Marelli su soggetto di Didi Gnocchi, racconta la vita e la produzione di Amedeo Modigliani (1884-1920), un artista d’avanguardia diventato un classico contemporaneo amato e imitato in tutto il mondo, un artista giudicato maledetto, ribelle, un genio scandaloso e maestro indiscusso dell’arte del Novecento.

La vita dell’artista verrà raccontata dal punto di vista di Jeanne Hébuterne, l’ultima giovane compagna che si suicidò due giorni dopo la morte dell’amato, avvenuta all’Hôpital de la Charité di Parigi il 24 gennaio 1920. Partendo dalla figura della donna e dalla lettura di passo dai Canti di Maldoror, il libro che Modigliani teneva sempre con sé, ha inizio il film-documentario che si ispira alla mostra Modigliani – Picasso. The Primitivist Revolution, a cura di Marc Restellini presso l’Albertina di Vienna. 

Tra gli interventi del docu-film, oltre a quelli dello storico dell’arte e specialista di Amedeo Modigliani Marc Restellini, quelli di Ann L. Ardis, professoressa e Dean al College of Humanities and Social Sciences della George Mason University, esperta di letteratura modernista inglese; Chloe Aridjis, scrittrice e studiosa di poesia francese dell’Ottocento; Harry Bellet, giornalista di Le Monde, studioso e critico d’arte; Giovanna Bertazzoni, Co-Chairman Impressionist and Modern Art Department Christie’s; Laura Dinelli, responsabile Musei Civici di Livorno; Pier Francesco Ferrucci, Direttore Unità di Bioterapia dei Tumori, IEO che da studente è stato tra gli autori della famosa “beffa delle teste” del 1984 a Livorno; l’ebraista Paolo Edoardo Fornaciari; lo scrittore Simone Lenzi, attualmente assessore alla Cultura del Comune di Livorno; il gallerista David Lévy; la pittrice Mira Maodus; lo stilista, costumista e artista Antonio Marras; la pittrice Isabelle Muller; la curatrice del Musée d’Art Moderne de Paris Jacqueline Munck; l’artista John Myatt che grazie al suo talento per l’imitazione, tra il 1986 e il 1995 ha falsificato e collocato sul mercato – insieme al suo complice John Drewe – 200 opere di maestri moderni; il collezionista Gérard Netter; l’artista Jan Olsson; la curatrice del Musée Picasso Paris Emilia Philippot; il Direttore Generale dell’Albertina di Vienna Klaus Albrecht Schröder; il Vicepresidente della Comunità Ebraica di Livorno, Guido Servi; il regista, sceneggiatore e produttore cinematografico Paolo Vir

Le musiche originali del docu-film sono di Maximilien Zaganelli e di Dmitry Myachin, già autori della colonna sonora di Ermitage. Il potere dell’arte di Michele Mally (Nastro d’Argento 2020 come miglior documentario d’arte). La colonna sonora Originale del film, disponibile su etichetta Nexo Digital/Believe, contiene anche il brano di Piero Ciampi “Fino all’ultimo minuto” (courtesy of Warner Music Italy / Sugar Music).

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Cinema

La devianza di Perfect Blue: Mima Kirigoe e l’antieroismo contemporaneo

Sophia Melfi

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Perfect Blue è il primo film anime di Satoshi Kon. Il lungometraggio del 1997 si annovera, secondo la critica, tra i maggiori cult dell’animazione giapponese. La regia fortemente avanguardistica del thriller psicologico attirò allora un notevole interesse su di se, sebbene Kon adotti una sceneggiatura non originale tratta dall’omonimo romanzo del 1991 attribuito a Yoshikazu Takeuchi.

Nonostante gli ottimi presupposti e l’eredità dal maestro Katsuhiro Otomo (Akira), la gestazione del film è stata segnata da non poche difficoltà. Concepito inizialmente come un live action a puntate, il progetto sfociò in un film anime in seguito al terremoto di Kobe del 1995 che distrusse molteplici studi cinematografici. La durata fu compressa da 120 a 80 minuti e il budget limitato incise sulla qualità grafica. Benché minate da queste problematiche, le scelte registiche di Kon si sono dimostrate vincenti e in grado di focalizzare l’attenzione sui punti di forza del lungometraggio.

Mamma mia che stronzata.

Già, l’ho visto anch’io Doppio legame. Che pacco! Non ho ancora capito perchè i thriller in questo paese fanno  tutti cagare.

Dallo scambio di battute fra due personaggi si evince la doppia finalità registica di Kon. Il mercato cinematografico giapponese di fine anni ’90 era saturo di film d’animazione a tema storico/fantasy (si pensi alle produzioni dello Studio Ghibli). Si percepiva dunque l’esigenza di raccontare qualcosa di nuovo buttandosi ad esempio sul novizio ed attraente genere thriller, pressoché sconosciuto nel Giappone di quell’epoca. Così, Kon decise di approfittarne non solo per dare una nuova veste al mondo degli anime, ma soprattutto per snocciolare una delle tematiche più caratterizzanti e filmicamente trasponibili di fine millennio: la crisi d’identità di fronte ad una realtà sempre più alienante e artificiale. Per fare questo, Kon si ricollega ad un fenomeno di massa particolarmente diffuso nel Giappone degli anni ’80, quello delle idol. Il termine, già evocativo di per se, indica una tendenza presente nella cultura giovanile giapponese ad idolatrare degli adolescenti divenuti popolari nel mondo della musica e dello spettacolo. Si tratta di giovani attori, modelli o cantanti pop la cui carriera ha una durata piuttosto breve. E se in Giappone spopolavano le idol, nel ’99 Britney Spears cavalcava l’onda del successo con “Baby One More Time” e un numero indefinito di boyband pubblicava singoli finiti nel dimenticatoio nel giro di pochi anni. Da oriente a occidente, il problema “morale” in questione ruota attorno al sempre più insistente sfruttamento dell’immagine di questi adolescenti a scopo di lucro da parte di agenzie inerenti al mondo dello show business. Kon estende la questione all’intero sistema sociale, considerato come un organo fagocitante e distruttivo che ingloba  e risputa a suo piacimento i soggetti desiderati, trasformandoli e attaccandoli dall’interno, ancorandosi come un parassita alle insicurezze più profonde di questi.

Mima Kirigoe è una celebre idol, parte del gruppo delle Cham. Quando i profitti cominciano a diminuire e l’insoddisfazione si fa sempre più persistente, in accordo con la sua agente, Mima lascia il terzetto per diventare un’attrice di film drammatici, suscitando il disappunto dei fan. Il pubblico delle idol si compone in larga parte di ragazzini, ma anche di adulti che, con il tempo, finiscono per affezionarsi in maniera maniacale all’immagine di queste adolescenti caste e pure, da proteggere a tutti i costi. Uno di questi wota si ossessiona a tal punto da creare un blog, Mima’s Room, con informazioni strettamente personali e riservate sulla ragazza aggiornate giorno per giorno.

Un piccolo avvenimento nella quotidianità della tua vita può generare una catena di eventi tali da distruggere le certezze e la tranquillità che possiedi. Per questo vivi la tua vita concentrandoti nel superare gli ostacoli che il caso ti pone davanti. Il passo successivo è quello di iniziare a mettere in discussione la tua esistenza e a cominciare un viaggio ricco di esperienze di vita che ti porterà a sentire un senso di identità. E a realizzare infine qual è realmente lo scopo della tua esistenza.

Una lettera ricevuta dallo stalker di Mima e le successive ed insistenti minacce inizieranno a compromettere la sua stabilità mentale, totalmente disintegrata nel momento in cui si troverà a girare una scena di stupro non prevista. Come conseguenza, il progressivo accanimento mediatico sul suo aspetto fisico. Più l’immagine di Mima viene sessualizzata più Mimaniac entra ossessivamente nella sua vita e nella sua testa. Il costante stato di ansia e il senso indotto di perdita dell’innocenza della ragazza la fanno sprofondare in uno stato paranoico costellato di allucinazioni e sdoppiamento di personalità. Kon sovrappone realtà e finzione per amplificare il senso di disorientamento che colpisce anche lo spettatore. La morte artistica di Mima-idol e il progressivo decadimento della sua carriera da attrice, che ha nettamente deluso le sue aspettative, consentirà di identificarla come un vero e proprio personaggio pirandelliano. Anche Mima è un’anti-eroina della contemporaneità, diventando al tempo stesso vittima e carnefice, in preda alle allucinazioni che metteranno in dubbio la propria stessa esistenza. Anche le certezze di Mima diventano relative di fronte ad una realtà sempre più sterile e opprimente, la realtà fallocentrica dello show business nipponico. Questo genera in lei una profonda crisi psicologica a causa della quale Mima diventa uno, nessuno e centomila. Solo affrontando le sue paure sarà in grado di riacquistare la propria identità, accettando il suo passato e dando senso al tempo presente evitando di svalutarsi e annichilirsi. Il grande obbiettivo di Mima, come quello di tutti gli uomini d’età contemporanea, è quello di riuscire a trovare se stessi in una società sempre più omologante e spersonalizzante.

Ed è questa una delle lezioni  più emblematiche del film debutto di Kon: fuggire l’apparenza e l’ostentazione e riuscire a trovare quel tesoro prezioso, quella piena consapevolezza di se e degli altri che è in grado di riempire e significare l’esistenza degli uomini. Una consapevolezza in grado di generare un profondo senso di appartenenza.

Un’ulteriore nota di merito delle scelte registiche di Kon è rappresentata dalle citazioni metacinematografiche che, fin dai tempi di Funeral Parade Of Roses di Toshio Matsumoto, piacciono tanto ai registi giapponesi. Il film, nel suo genere, è un vero e proprio tributo ad Alfred Hitchcock (Psycho) e David Lynch (Mulholland Drive, Velluto Blu). L’omaggio, poi ricambiato, ai grandi registi hollywoodiani termina con una delle scene più struggenti del film. Mima, subito dopo aver avuto un’allucinazione, si immerge in posizione semi fetale nella vasca da bagno urlando con la testa interamente sottacqua. L’immagine è esplicita. Richiama senza mezzi termini quella di Jennifer Connelly in Requiem For A Dream, in cui il personaggio, come Mima, disorientato e in preda al panico cerca di svegliarsi dall’incubo della realtà circostante, soffocando per respirare nuovamente.

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