Escher: a ottobre la grande mostra al Museo degli Innocenti di Firenze

Dal 20 ottobre 2022 al 26 marzo 2023 il Museo degli Innocenti di Firenze ospiterà una grande mostra dedicata a Escher, con circa duecento opere tra cui i suoi capolavori più iconici.

Alla scoperta di Escher

Gli uomini salgono o scendono dalle scale? Sono uccelli o tasselli di una scacchiera? È una buccia o un volto? Osservare le opere di Maurits Cornelis Escher significa intraprendere un viaggio lungo i confini dello spazio, dove le regole abituali della prospettiva e della geometria cedono il passo a illusioni ottiche e inganni sensoriali. Un gioco intrigante che spinge lo spettatore a testare le proprie capacità percettive, ma anche a interrogarsi sul confine sottile tra realtà e apparenza.

A partire dal 20 ottobre, per tutto l’inverno, Firenze accoglierà “Escher”, la più grande retrospettiva sul maestro olandese campione di incassi, nell’eccezionale location del Museo degli Innocenti. Una straordinaria opportunità non solo di esplorare la cifra stilistica del celebre incisore, ma anche di visitare il prestigioso complesso architettonico ideato da Filippo Brunelleschi, ospitante per la prima volta un evento espositivo.

Maurits Cornelis Escher, Buccia, 1955, xilografia.

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Il forte legame dell’artista con l’Italia

Del resto l’Italia ha sempre avuto un peso rilevante nella vita di Escher. L’olandese ha vissuto a Roma tra il 1923 e il 1935 e qui sono nati i suoi figli, George e Arthur.

Ma il suo spirito non era stanziale: amava visitare il nostro Paese in lungo e in largo, esplorando soprattutto borghi e piccoli villaggi. Pentidattilo in Calabria, Monreale in Sicilia, Opi in Abruzzo, giusto per fare alcuni esempi, fornirono all’artista lo spunto per incidere suggestive vedute paesaggistiche e per definire, quelli italiani, “i migliori anni della sua vita”.

Nel 1935, a causa delle repressioni del regime fascista, Escher fu costretto a rifugiarsi prima in Svizzera, poi in Belgio e infine in Olanda. Saranno proprio i Paesi Bassi ad ispirargli mondi onirici ed estranianti, dove significato e significante si confondono, e che lo renderanno uno dei creativi più iconici del Novecento.

Un approdo questo, non dettato da un’evoluzione bensì da una mancanza. Secondo Escher i paesaggi olandesi erano così noiosi da aver dovuto ripiegare sull’immaginazione. E sarà proprio l’inganno onirico il fulcro della mostra evento di Firenze.

Maurits Cornelis Escher, Opi, 1929, disegno su cartoncino.

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L’organizzazione della mostra

Il percorso espositivo si comporrà di oltre duecento opere dell’artista olandese, tra cui anche i capolavori più celebri. Tra i tanti ricordiamo Mano con sfera riflettente, Giorno e notte, e Relatività.

Mano con sfera riflettente (1935) è una stupefacente litografia caratterizzata da un autoritratto dell’artista mentre si specchia in una sfera che regge sulle dita di una mano. L’immagine offerta allo spettatore consiste quindi nel riflesso del volto sulla superficie lucida, con tutte le possibili distorsioni da questa derivanti.

Notevole anche l’incisione Giorno e notte (1938) dove due stormi di uccelli, uno di colore bianco e l’altro nero, si incontrano e si fondono insieme formando una suggestiva scacchiera giocata sull’intreccio di tonalità chiare e scure.

Relatività (1953) è probabilmente la litografia più famosa di Escher nella quale uomini senza volto percorrono le scale di una villa senza usufruire di alcun punto di riferimento spaziale canonico. Altezza, larghezza, profondità si mescolano, lasciando allo spettatore la scelta del punto di vista.

Maurits Cornelis Escher, Relatività, 1953, litografia.

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La prestigiosa cornice del Museo degli Innocenti

La mostra “Escher” non propone soltanto mirabili contenuti ma anche un illustre “contenitore”.  Il complesso monumentale del Museo degli Innocenti, progettato da Filippo Brunelleschi all’inizio del XV secolo, è un vero e proprio scrigno di arte rinascimentale.

Costruito in origine per esporre le opere d’arte dell’antico Spedale delle Leopoldine, centro d’accoglienza per bambini orfani o abbandonati, oggi conserva e tutela capolavori di artisti come Domenico Ghirlandaio, Luca e Andrea della Robbia, Sandro Botticelli, Piero di Cosimo. Un’occasione unica, quindi, per intraprendere un interessante viaggio attraverso cinque secoli di storia e cultura.

L’esposizione è prodotta e organizzata da Arthemisia, in collaborazione con la M. C. Escher Foundation, Maurits e In Your Event, ed è curata da Mark Veldhuysen, CEO della M.C. Escher Company, e Federico Giudiceandrea, tra i più importanti esperti di Escher al mondo. L’evento si avvale del patrocinio del Comune di Firenze e dell’Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi.

Per informazioni e prenotazioni è possibile collegarsi al sito web www.mostraescher.it

Firenze, Museo degli Innocenti.

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Nata a L’Aquila nel 1985, Francesca Massaro consegue la laurea magistrale in Storia dell’Arte nel 2011. Nel 2016 scrive il catalogo della mostra Babele e inizia rapporti di consulenza e critica artistica per artisti aquilani e abruzzesi. Nel 2020 vince il premio letterario Fëdor Dostoevskij- sezione narrativa. Attualmente redige articoli per riviste e siti web del settore e coltiva la sua passione per la scrittura creativa.