Connect with us

Musica

Ermal Meta presenta Tribù Urbana: “canto gli ultimi e gli emarginati”

“E’ un album a cui ho lavorato in libertà, quando la libertà non c’era”

Federico Falcone

Published

on

A distanza di tre anni dall’ultimo studio album, Ermal Meta torna con un nuovo disco. L’occasione per presentare alla stampa Tribù Urbana, questo il titolo, è delle più ghiotte. Ci avviciniamo con grande rapidità alla 71esima edizione del Festival di Sanremo, kermesse che l’artista albanese naturalizzato italiano ha vinto nel 2018 con il brano “Non mi avete fatto niente”. In quell’occasione aveva al fianco Fabrizio Moro mentre ora, invece, viaggia sulle proprie gambe.

Tribù Urbana è un ulteriore passo avanti nella propria carriera. Un album intenso ed energico, intimo e profondo. Suggestioni e atmosfere non mancano. Così come non manca la voglia di lanciare messaggi dall’alto valore sociale al fine di dare voce a chi, più semplicemente, voce non ne ha. Storie di ultimi, di emarginati, di ombre. Le sonorità presenti negli undici brani che compongono la tracklist sono un perfetto mix tra i sound internazionali del momento e richiami alla tradizione pop e cantautoriale italiana. Un disco che, fin dal primo ascolto, colpisce per i suoi ritmi e per il suo dinamismo.

MyZona

Leggi anche: Cinema e teatri potrebbero riaprire il 27 marzo, data al vaglio del Cts

“Ho una voglia immensa di portarlo dal vivo”, spiega Meta. “In genere scrivo canzoni stando sul palco, immagino di scrivere una canzone in diretta e quindi provo poi a comporre. Stavolta, però, mi sono messo in platea, facendo finta di essere parte del pubblico. Gran parte delle persone che vanno ai concerti ci vanno anche per cantare, quindi ho virtualmente indossato loro panni e ho scritto delle canzoni che a tratti possono essere cantate a squarciagola da chi si trova sotto al palco”. “Il sound è un mix di cose diverse, da una parte il classico sound del cantautorato italiano come nel brano “Un milione di cose da dirti” e in altri casi sono andato in direzioni diverse, ma non sono rimasto all’interno di un genere. La musica è tutta bella e mi piace esplorarla. Sperimentando nuove sonorità, escono sempre cose diverse”, rivela ai giornalisti.

Ermal Meta è in gara al 71° Festival di Sanremo con il brano “Un milione di cose da dirti” (testo di Ermal Meta, musica di Ermal Meta e Roberto Cardelli), una canzone d’amore, una semplicissima canzone d’amore, dal sound essenziale, pochi accordi per raccontare qualcosa di personale ma capace di risuonare anche a livello universale. Il brano fa anche da apripista al nuovo album. “Ho scelto di portare sul palco dell’Ariston questa canzone perché non ho mai portato una ballad a Sanremo”.

Leggi anche: Quelle favolose colonne sonore: gli anni ‘00

“Sinceramente non mi aspetto di fare una scorpacciata di premi, ci vado con uno spirito diverso”, risponde a chi gli chiede con quale spirito torna a Sanremo dopo la vittoria di tre anni fa. “Tornare al festival dopo averlo vinto potrebbe potrebbe far pensare che vado lì perché voglio vincere. Ciò non mi interessa, vado sul palco dell’Ariston perché ora è l’unico dove possiamo salire. Possiamo salirci per far sentire una parte di un lavoro più completo, cioè quella del disco che, in questo caso, ha comunque un’anima rockeggiante. D’altronde ho attraversato tutte le fasi musicali durante la mia vita, da quella punk a quella rock a quella metal”.

Leggi anche: Per l’uomo sarà più complesso vivere su Marte oppure affrontare il viaggio di andata?

Sul palco dell’Ariston, in occasione della serata dedicata alle canzoni d’autore, porterà “Caruso” di Lucio Dalla. “Perché ho scelto questo brano? Perché tutti mi hanno detto tutti di non farla. E allora la farò. Cerco sempre di andare oltre i miei limiti. Magari sbaglierò, però mi ci voglio misurare. Ma non con Lucio Dalla, con cui nessuno si può misurare, ma con la canzone”.

Questa la tracklist di “Tribù Urbana”: 

“Uno”, “Stelle cadenti”, “Un milione di cose da dirti”, “Il destino universale”, “Nina e Sara”, “No Satisfaction”, “Non bastano le mani”, “Un altro sole”, “Gli invisibili”, “Vita da fenomeni”, “Un po’ di pace”.

Fondatore e direttore responsabile del magazine The Walk Of Fame. Nato e cresciuto in Abruzzo, è diventato giornalista pubblicista dopo aver completato gli studi in Giurisprudenza. Appassionato di musica, cinema e teatro, avrebbe sempre voluto essere il Will Smith di Indipendence Day o, tutt'al più, Aragorn de "Il Signore degli Anelli". Vola basso.

Musica

Albert Eno reinterpreta i Nirvana in veste intima e delicata: online “Come As You Are”

Redazione

Published

on

Come As You Are è il nuovo singolo di Albert Eno in uscita oggi 23 aprile 2021 per Bagana – B District Music e distribuito da Pirames International. Reinterpretazione dello storico brano dei Nirvana, il pezzo è disponibile in digital download e su tutte le piattaforme streaming. Su YouTube trovate il video ufficiale. Come As You Are è il secondo singolo estratto, dopo A Kind Of Cure, dal nuovo album solista Dark ‘n’ Stormy in uscita il 21 maggio 2021. 

Pietra miliare e simbolo del grunge e della musica rock anni Novanta, la canzone viene reinterpretata da Albert Eno in una veste nuova, intima e delicata. Un messaggio di autenticità e di libertà d’espressione, veicolato attraverso un sound essenziale e pulito. Una percezione che ben si adatta al concept profondo e intricato di Dark ‘n’ Stormy.

«Inutile nascondere quanto la musica rock e grunge degli anni Novanta, e in particolare le 4 band di Seattle, siano sempre stati un’importante fonte di ispirazione. La scelta del brano è stato abbastanza immediata e spontanea, eppure si adatta perfettamente all’idea che voglio veicolare nel mio nuovo album» commenta l’artista.

Un sound senza troppi fronzoli punta i riflettori su chitarra e voce limpida, proprio ad enfatizzare il messaggio che si vuol trasmettere: «Il brano è nato in studio nel bel mezzo di una sessione di registrazione di un’altra canzone. In un momento di pausa ho iniziato a suonare la progressione di accordi, ho premuto il tasto rec e ho iniziato insieme al produttore a registrarla. Quel che è risultato è stata una traccia di chitarra, una di voce e un leggero dubbing di voce nell’intermezzo, mantenendo una sonorità piuttosto essenziale e lavorando a uno stile ‘alla vecchia maniera» racconta Albert Eno.

MyZona

Continue Reading

Musica

Bad Coburns, l’esordio della band piemontese: Ep dal sound classic rock e rock anni Settanta

Redazione

Published

on

Killer In Disguise è titolo dell’EP d’esordio dei Bad Coburns in uscita il prossimo 16 luglio 2021.
Il disco racchiude un’anima irrequieta e sincera, esattamente come il concept western che lo ispira. Cinque tracce che identificano un carattere forte e sfrontato, ben definito da uno stile composito, eclettico ed energico, con cui la band piemontese si presenta al pubblico. 

Killer In Disguise  propone un sound coinvolgente che getta le sue radici nel rock classico e nell’hard rock degli anni Settanta, arricchito da sperimentazioni moderne, sfumature blues ed elementi southern, stoner e metal.

«Il nostro sound è una perfetta sintesi di ciò che ci ha fatto maturare come musicisti, come band e che ci rappresenta ad oggi: la forza di quelle influenze con cui siamo musicalmente cresciuti, che ci hanno arricchito e  che ci ricordano da dove veniamo.» commenta la band. Ritmi incalzanti, assoli prepotenti e compatti, un groove cadenzato e aggressivo sono i protagonisti indiscussi di questi cinque brani: «I pezzi nascono dalla semplicità dell’improvvisazione in sala prove, convogliando e plasmando quell’energia e quella musicalità primordiale che si genera dall’unione dei nostri differenti stili musicali, senza troppi schemi o giochi a tavolino, proprio come quando eravamo ragazzini»
 
Killer In Disguise è frutto della forte armonia tra Amedeo Taffi (batteria e voce), Matteo Minacapilli (basso), Adalberto Bellini e Umberto Zigiotti (chitarre). I testi sono a cura di Umberto Zigiotti, la musica è dei Bad Corburns. Il disco è stato registrato, mixato e masterizzato ad Arona da Giulio Capone. L’artwork dell’album è opera dell’artista Sam Mayle ed è ispirato al nome della band: «Abbiamo scelto il nome Bad Coburns  in omaggio all’attore James Coburn, il “cattivo” di tantissimi famosi film western. Dopo tutto esprime bene quel concetto, che proviene proprio dal western, del “brutto ,sporco e cattivo” che ci piace parecchio. Grezzo, ma efficace: un po’ come il buon vecchio rock, fatto di alcol e sudore, che amiamo». 

MyZona

Leggi anche: “A tu per tu con John Steinbeck: l’intervista impossibile sulle radici del rock

 
Tracklist

  1. The Needle
  2. Killer In Disguise
  3. Devil May Come
  4. Long Time Gone
  5. Be The One

Formazione:
Amedeo Taffi – voce
Umberto Zigiotti – chitarra
Adalberto Bellini – chitarra
Matteo Minacapilli – basso
Massimo Di Rocco – batteria

Continue Reading

Musica

Moriel, pubblicato il nuovo EP “Segni Opposti”

Federico Rapini

Published

on

Moriel nuovo EP Segni Opposti

Moriel, artista modenese , pubblica il nuovo EP Segni Opposti. Un lavoro eterogeneo in cui l’autore sorprende variando fra diversi registri, generi, mood. Estremi polarizzati, lontani e a prima vista incompatibili ma che in realtà convivono armoniosamente in questi brani perché presenti nella ricerca artistica come nelle personalità stessa dell’autore.

Le due costellazioni presenti all’interno dell’artwork, toro e scorpione, rappresentano graficamente questo dualismo. Segno e ascendente, letteralmente i due Segni Opposti che danno il nome all’EP e al brano omonimo. Le due costellazioni e il loro principio di attrazione incarnano così alla perfezione il concetto di equilibrio e complementarietà tra due mondi diversi. Le scelte dei colori rosa e blu sottolineano ulteriormente questa complementarietà.

MyZona

Un concetto intimo quanto basilare con cui Moriel tenta di riappropriarsi delle infinite sfumature del proprio carattere. Queste sono simboleggiate e semplificate da 5 brani che esplorano varie declinazioni di un personale Pop contemporaneo con cui l’autore lascia dietro di sé ogni timore per accettare la propria contraddizione che altro non è se non la propria umanità

Continue Reading

In evidenza