Connect with us

Teatro

Entusiasmo alle stelle per il musical “Charlie e la Fabbrica di Cioccolato”: venduti oltre 40.000 biglietti

Redazione

Published

on

Ancora una volta la magia di Willy Wonka ha trionfato con la sua Fabbrica di Cioccolato!

Il musical infatti ha già venduto oltre 40.000 biglietti e per questo motivo prolungherà la sua permanenta alla Fabbrica del Vapore di MILANO (Via Giulio Cesare Procaccini, 4) fino all’8 marzo!

È l’ultima possibilità di vedere lo spettacolo ideato da Federico Bellone (reduce dai successi dei musical di Mary Poppins, Dirty Dancing, Fame, The Bodyguard, West Side Story), perché al termine della tappa italiana lo spettacolo si sposterà definitivamente a Madrid per un tour di oltre due anni. A grande richiesta sono state aperte nuove date e nuovi orari con tariffe speciali per le famiglie:

  • giovedì ore 20:00*
  • venerdì ore 20:45*
  • sabato ore 15:00 e ore 19:00
  • domenica ore 16:00

*speciale famiglia (€ 20 a persona settore Umpa Lumpa e € 30 a persona settore Willy Wonka)

Una straordinaria interpretazione di CHRISTIAN GINEPRO che ha saputo “fondere e confondere” prendendo il meglio dalle due interpretazioni di Willy Wonka fatte da Gene Wilder e Johnny Deep e un cast di altissimo livello, tra i migliori performer del panorama italiano:

Jeesee (Gregorio Cattaneo)/Alberto Salve/Alessandro Notari (Charlie Bucket), gipeto (nonno Joe), Simona Samarelli (Mrs. Bucket), Lisa Angelillo (Sig.ra Tv) , Russell Russell (Sig. Eugene Beauregarde), Fabrizio Corucci (Sig. Oleg Disalev), Stella Pecollo (Sig.ra  Glup), Annamaria Schiattarella (nonna Georgina e regista residente), Roberto Colombo (nonno George), Marta Melchiorre (Veruca Disalev), Davide Marchese (Augustus Glup), Michelle Perera (Violetta Beauregarde), , Donato Altomare (Jerry), Rossella Contu (Cherry), Robert Ediogu (Sig.ra Green), oltre ai membri dell’ensemble Andrea Spata (capoballetto), Federica Laganà, Mary La Targia, Pietro Mattarelli, Antonio Orler, Manuel Primerano e Monica Ruggeri.

È possibile acquistare i biglietti anche direttamente presso la biglietteria della Fabbrica del Vapore.

Biglietteria del Teatro:
(dal martedì alla domenica dalle 14:00 alle 19:00)

Via Procaccini, 4 – Milano

Telefono: 351 889 71 75

info@lafabbricadicioccolatoilmusical.it

Lo spettacolo è realizzato in collaborazione con il Comune di Milano e coprodotto da Silvia Franco, LaboratoriEFFE srl e Ariston Sanremo. Partner dello spettacolo: Ernst Knam, Nickelodeon, TIMMUSIC, MAC, Paul Mitchell.

Continue Reading

Teatro

Valorizzare, tutelare e sostenere lo spettacolo dal vivo, nasce il Patto per le Arti performative

Redazione

Published

on

Il mondo dello spettacolo dal vivo, nelle sue diverse espressioni e attività, messo nelle condizioni giuste per operare, contribuirà alla ripresa culturale, economica e morale del nostro Paese. Ciò anche attraverso un fortissimo rilancio della fruizione dell’immenso patrimonio culturale e artistico d’Italia, ponendo in primo piano il suo ruolo aggregativo, formativo, creatore di benessere, distensivo e sociale.

“Come abbiamo ampiamente compreso e purtroppo constatato, il 2021 sarà ancora un anno fuori dall’ordinario e quindi il nostro impegno dovrà essere straordinario nella costruzione del prossimo futuro delle arti performative, nell’ambito di una nuova visione per lo sviluppo culturale, sociale ed economico del nostro Paese”. Lo sostengono unitariamente i responsabili delle organizzazioni firmatarie del Patto per le Arti Performative che lanciano un manifesto al MIBACT.

Leggi anche: La cultura resiste e non si ferma: il ruolo sociale dell’arte è più vivo che mai

In sintesi alcuni punti del Manifesto:

– Allineare l’investimento culturale dello stato italiano alla media della spesa europea;

– Valorizzare la creatività artistica e l’utilità sociale, culturale, formativa ed economica dello spettacolo dal vivo e delle arti performative;

– Identificare le imprese culturali e tutte le categorie dei lavoratori del settore con uno specifico registro; abolire il Fus e creare un nuovo Fondo Unico per le Arti Performative in accordo con le Regioni.

Il manifesto integrale:

In qualità di Federazioni, Associazioni e Formazioni indipendenti di Teatro, Musica, Danza e Circo che sottoscrivono il presente Manifesto con il nome di Patto per le Arti Performative, ci siamo riuniti con l’intento di proporre un intervento costruttivo per collaborare alla realizzazione di una nuova politica culturale del Paese, portando e rappresentando istanze in grado di produrre mutamenti e trasformazioni necessari al bene comune dello Spettacolo dal Vivo e, di conseguenza, alla coesione sociale e al benessere collettivo.

Come abbiamo ampiamente compreso e purtroppo constatato, il 2021 sarà ancora un anno fuori dall’ordinario e quindi il nostro impegno dovrà essere straordinario nella costruzione del prossimo futuro delle arti performative, nell’ambito di una nuova visione per lo sviluppo culturale, sociale ed economico del nostro Paese.  

Leggi anche: Elvis, “The rock n’roll matador”. Una carriera segnata dalla chiamata alle armi

Abbiamo l’occasione di gettare le basi per una autentica politica culturale, che porti al superamento delle tante lacune, discrezionalità e anacronismi presenti nell’ordinamento del comparto dello Spettacolo dal Vivo, problematiche che sono presenti da molto tempo e che la pandemia ha messo ancor più in chiara luce.

Questa è un’opportunità che abbiamo il dovere di cogliere a favore di tutto il settore dei lavoratori e degli operatori dello spettacolo e, ripetiamo, per quello che questo comparto rappresenta, per il nostro Paese e nell’interesse di tutti i cittadini.

Pertanto, in questo anno di transizione, dobbiamo proporre e realizzare azioni condivise, per adeguare l’approccio e l’impianto normativo del comparto a una realtà ormai evoluta. Riteniamo che l’attuale Tavolo Permanente per lo Spettacolo dal Vivo presso il Mibact sia una iniziativa veramente lodevole, che vada sostenuta come luogo di ascolto, confronto, realizzazione di istanze e proposte anche per la ripartenza di tutto il settore. 

Qualora questo Tavolo di confronto non dovesse rivelarsi realmente efficace e operativo, il Patto per le Arti Performative, composto da organizzazioni appartenenti a tutti i settori dello Spettacolo dal Vivo – Teatro, Musica, Danza e Circo – richiederà incontri diretti sia con il Ministro, sia con i dirigenti responsabili del Mibact per un confronto trasparente.

Considerata la natura di sintesi di questo documento, evidenziamo di seguito i temi per una nuova politica culturale che verranno articolati e illustrati successivamente in documenti dettagliati, per esplicare motivazioni e modalità delle azioni da portare avanti, anche in previsione della nascita degli Stati Generali per lo spettacolo dal vivo:

  1. valorizzazione della creatività artistica e dello Spettacolo dal Vivo come strumento formativo ed educativo
  2. considerazione dell’utilità sociale e culturale dello Spettacolo e delle Arti Performative
  3. necessità di allineare l’investimento culturale dello Stato italiano alla media della spesa europea (pur riconoscendo gli incrementi già adottati dal MIBACT)
  4. definizione delle Imprese Culturali e creazione di uno specifico registro
  5. identificazione e riconoscimento di tutte le categorie dei lavoratori dello spettacolo con un apposito registro di identificazione
  6. ridefinizione dei princìpi e delle relative norme che regolano l’intervento economico delle Istituzioni a favore dello Spettacolo dal Vivo, abbandonando l’attuale FUS, per creare un nuovo Fondo Unico per le Arti Performative in accordo con le Regioni
  7. attuazione di una reale semplificazione amministrativa e un modus agendi unificato e comune per tutti gli enti pubblici (Ministero, Regioni, Comuni) ed enti pubblici economici e non.

Il mondo dello spettacolo dal vivo, nelle sue diverse espressioni e attività, messo nelle condizioni giuste per operare, contribuirà alla ripresa culturale, economica e morale del nostro Paese, anche attraverso un fortissimo rilancio della fruizione dell’immenso patrimonio culturale e artistico d’Italia, ponendo in primo piano il suo ruolo aggregativo, formativo, creatore di benessere, distensivo e sociale.

Leggi anche: Michael Moore durissimo: Trump traditore, deve essere arrestato, nessuna pietà

I FIRMATARI:

ANAP (Associazione Nazionale Arti Performative), APS (Libera Associazione Lavoratori Spettacolo); CeNDIC (Centro Nazionale di Drammaturgia Italiana Contemporanea); Fed.It.Art. (Federazione Italiana Artisti); Forum Nazionale per l’Educazione Musicale; Indies (La Casa della Musica Indipendente); Movimento Spettacolo dal Vivo; SIEDAS (Società Italiana Esperti di Diritto delle Arti e dello Spettacolo); StaGe! (Stati Generali Musica Indipendente ed Emergente); UTR (Unione Teatri di Roma).

Continue Reading

Teatro

Liborio, il “cocciamatte” di Remo Rapino a difesa dei teatri chiusi

Redazione

Published

on

“Forse non esiste un solo Liborio, ma tanti Liborio quante sono le voci che vogliono e vorranno raccontarlo”. È con questo spirito che nasce, dalla collaborazione tra il poeta e narratore lancianese Remo Rapino e l’Agenzia Scribo di Lanciano, il progetto di coinvolgere attori e scrittori abruzzesi per incarnare il protagonista del libro “Vita, morte e miracoli di Bonfiglio Liborio”, vincitore del Premio Campiello 2020.

“Ciascuno dei lettori d’eccezione interpreterà, in un breve video, uno stralcio da un capitolo diverso del romanzo, fornendo una versione personalissima e diversificata del folle più amato d’Italia, il “cocciamatte” Bonfiglio Liborio”.

I protagonisti dell’iniziativa, che non a caso viene alla luce in un momento storico tanto difficile per il teatro e per l’arte in genere, sono: Pina Allegrini, Annalica Casasanta, Rolando D’Alonzo, Domenico Galasso, Marcello Marciani, Rossella Mattioli, Edoardo Oliva, Dario Rapino, Gabriele Tinari, Domenico Turchi, Milo Vallone, Giacomo Vallozza, Cristian Zulli e, infine, lo stesso Remo Rapino.

I video saranno proposti nei prossimi giorni sulla pagina facebook dell’Agenzia Scribo, intervallati anche da contributi speciali in altri dialetti, curati rispettivamente da Giuseppe Mascitelli dei Dago Red (Liborio nel dialetto di Casalanguida), Cesare Romani (Liborio nel dialetto del sud delle Marche), Mario Cavallo (Liborio in piemontese) e Fabio Celenza (Liborio nel dialetto vastese).

Non mancherà, naturalmente, un Liborio lancianese, la cui identità sarà rivelata in seguito. I video, poi, saranno mandati in onda all’interno di uno speciale, curato da Rete 8, dedicato interamente a Remo Rapino. “Liborio, insomma, si impone come personaggio capace di sormontare differenze culturali, generazionali e linguistiche e diventa voce universale, leggenda, favola, archetipo e sintesi della follia e della meraviglia, poetico punto di raccordo dell’umanità intera”.

Leggi anche: Teatri e cinema: nessuna certezza sulle riaperture, si pensa ad altro

Continue Reading

Teatro

Teatri e cinema: nessuna certezza sulle riaperture, si pensa ad altro

Fabio Iuliano

Published

on

Ben 71 giorni, 11 ore, 19 minuti sono quelli che intercorrono tra la pubblicazione di questo articolo e la firma del Dpcm che – in data 24 ottobre 2020 – chiuse cinema, teatri e musei, all’interno delle nuove misure per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da Covid-19.

Fu prevista la sospensione degli “spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all’aperto”, inizialmente sino al 24 novembre.

Tuttavia, nessun provvedimento successivo ha poi modificato questo orientamento. A dire il vero, la riapertura pubblica dei luoghi di cultura non è neanche entrata in discussione nelle scorse settimane in cui il dibattito è stato più che altro incentrato sulle modalità di festeggiamento delle ricorrenze di dicembre, tra capitone e cotechino.

La scadenza naturale dell’ultima proroga del provvedimento di chiusura è stata fissata al 15 gennaio, ma nulla, al momento, lascia pensare che passato quel termine si tornerà come prima. Nella migliore delle ipotesi – ma c’è da essere un po’ ottimisti – teatri e cinema potrebbero tornare a lavorare con le regole di giugno: distanziamento e sedute dimezzate. Misure di sicurezza che peraltro hanno garantito un elevato numero di spettacoli e un contagio minimo, se non insignificante.

Il problema, secondo alcuni esperti, è legato alle code all’ingresso o al botteghino. Come se la folla davanti le vetrine dei centri commerciali, specie dopo gli incentivi a fare acquisti col Cashback, non fosse invece motivo di preoccupazione.

La prenotazione obbligatoria degli spettacoli potrebbe essere una soluzione, magari con un sistema elettronico che garantisce l’arrivo scaglionato nella struttura.

“In tutte queste settimane, la questione delle riaperture è passata in secondo piano, anche tra i colleghi: pochi hanno promosso azioni concrete per spingere il governo a tornare su suoi passi”, si è trovato a dichiarare tempo fa Manuele Morgese, direttore artistico del Teatro Zeta all’Aquila che, all’uscita del Dpcm di ottobre, aveva sbarrato le porte del suo “Parco delle arti” con tanto di lucchetto e si era fatto riprendere con un nastro adesivo alla bocca. Un gesto rimasto pressoché isolato. Le proteste degli addetti ai lavori ci sono state, per carità, ma in tanti si sono accontentati dell’obolo di risarcimento. D’altra parte, Shakespeare usava i periodi di quarantena del suo tempo per mettere a punto gli spettacoli. Nota dolente, però, è che gli “oboli” sono riservati ai teatri grandi, per i medio-piccoli non è c’è stato praticamente nessun “ristoro”, nulla di nulla, neanche comunicati formali di vicinanza ai gestori.

Gestori che si trovano a dover pagare spese (affitti, utenze e tutto quello che gira intorno a una struttura privata) senza avere la benché minima possibilità di lavorare, allo stato attuale. Per non parlare dei soldi buttati per le operazioni di sanificazione, con dispositivi che stanno “marcendo” dentro alle sale.

“Addirittura”, ha detto ancora, “c’è chi era arrivato a pensare di utilizzare cinema e teatri chiusi come luoghi in cui somministrare i vaccini”. Il riferimento è alla proposta sostenuta, tra gli altri, della virologa Ilaria Capua in vari interventi in tv e sui giornali. Poi, per fortuna è arrivata la Primula. “A questo punto”, prosegue Morgese, “pur nel rispetto della necessità di sostenere gli sforzi della grande e complicata campagna di vaccinazione, sono pronto a scrivere sull’insegna del mio teatro ‘Osteria numero mille’. Non è possibile che nessuna forza istituzionale si muova in difesa di chi fa teatro”.

Discorso diverso per i musei. La loro riapertura è considerata più semplice e potrebbe arrivare indipendentemente da quella delle sale.

Alla base di possibili riaperture ci sarebbe la spinta del ministero dei Beni Culturali, anche se – sempre negli ultimi mesi – il titolare Dario Franceschini è intervenuto veramente poco sulla questione, anzi si è spesso distinto, in quanto capo delegazione del Partito democratico nel governo, per posizioni piuttosto rigide nei confronti delle misure anti-Covid da adottare di volta in volta.

Continue Reading

In evidenza