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Elephant Brain al disco d’esordio con “Niente di speciale”

Fabio Iuliano

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“Niente di Speciale” è il disco d’esordio dei perugini Elephant Brain, in uscita questa settimana per Libellula, il 17 gennaio a voler essere precisi. Nato nella sala prove di Mantignana, Corciano (in provincia di Perugia), segue l’EP d’esordio della band pubblicato del 2015. Registrato e mixato in Fuori Produzioni e nel Brigadoon Studio da Jacopo Gigliotti dei Fast Animals and Slow Kids è stato masterizzato da Giovanni Versari (La Maestà) ed è un lavoro che si propone di prendere le distanze dall’attuale scena musicale italiana.

Nelle canzoni proposte, chitarre e percussioni tornano ad esprimersi vigorose, senza filtri, per un viaggio a ritmi serrati nella realtà di ogni giorno, con le sue difficoltà e preoccupazioni, quelle del nostro tempo, che gli Elephant Brain provano ad esorcizzare proprio attraverso l’espressione in musica.

“Questo disco racconta tutto quello che abbiamo vissuto nei due anni in cui ci abbiamo lavorato, in un momento delle nostre vite molto complicato”, spiegano i membri della band.

“Abbiamo condiviso idee, tempo, prospettive, volontà, momenti belli (bellissimi) e brutti (bruttissimi); trasferimenti, rapporti umani interrotti o iniziati, cambiamenti lavorativi, trasferte più o meno lunghe, qualche nuova cicatrice”.

ELEPHANT BRAIN

Tutto senza però perdere di vista l’obiettivo di portare a termine questo album, “un lavoro che è diventato per noi uno spaccato di vita: da una parte la musica e la voglia di arrivare alla fine di questo progetto, dall’altra le questioni che, puntuali, tornavano a bussare come un affitto da pagare, le bollette, tornare a casa stanchi da lavoro che ‘vabbè, dai, domani mi ci metto, stasera guardo un film’”.

Una riflessione anche sulla musica come tempo che è necessario dedicarle sacrificando amicizie, affetti, domeniche, mettendo talvolta da parte perfino quello che ti permette di guadagnare da vivere. “Il risultato”, si legge nelle note di presentazione, “è un disco profondamente radicato nella realtà di ogni giorno, dalla quale non si può prescindere, con una tracklist che è come un viaggio su un’autostrada senza limiti di velocità, ripetendo assunti come se fossero dei mantra a cui appigliarsi per non affogare in questo mare quotidiano. Fino ad arrivare alla title track, alla presa di coscienza finale”.

LA BIO – Gli Elephant Brain sono Vincenzo Garofalo, Andrea Mancini, Emilio Balducci, Roberto Duca, Giacomo Ricci e nascono a Perugia nel 2015, anno nel quale iniziano a registrare il loro primo EP nel Fuori Produzioni, una realtà alle porte di Perugia diventata una “seconda casa” per la band e attuale sala prove/studio di registrazione. L’EP uscito nel novembre dello stesso anno riscuote un buon riscontro di critica e pubblico, portandoli, da marzo 2016, a suonare in giro per l’Italia, in finale ad Arezzo Wave Umbria 2016 e ad aprire i concerti di Ministri, The Zen Circus, Giorgio Canali, Landlord e altri. Dopo qualche anno fuori dalle scene nel marzo 2019, insieme a Jacopo Gigliotti, iniziano a registrare i pezzi che andranno a comporre “Niente di speciale”.

LA COPERTINA DELL’ALBUM IN USCITA

GUIDA ALL’ASCOLTOTRACK BY TRACK

1) QUANDO FINIRÀ
È la fine di tutte le cose che si guarda con il sorriso. È guardare tutto quello che ci si lascia dietro per raggiungere un obiettivo, per quanto importante sia, sono le persone che ci aspettano e che inevitabilmente deludiamo, sono le ultime ore della notte prima che torni la luce.

2) WEEEKEND
È il momento in cui ti rendi conto che continuare a ripeterti che “va tutto bene” è solamente un modo per prenderti in giro, che cominci a odiare tutto quello che intorno a te continua a ripetere lo stesso ritornello confortante. La sera cerchi distrazione in un paio di bevute e quasi ti sembra che non ti interessi più nulla, che non ti freghi delle conseguenze, dei ricordi, del fatto che da lì a poche ore dovrai essere fresco e pimpante per cominciare una nuova giornata, come se fosse tutto ok.

3) SCAPPARE SEMPRE
Una crisi. In questi tre anni più o meno tutti noi della band ci siamo passati: c’è chi ha cambiato casa, chi lavoro, chi ha vissuto per un po’ di tempo nell’altro emisfero. Anche la nostra ricerca musicale ha vissuto momenti difficili e sterili in questo periodo. Ma l’importante è non scappare, e anzi rimanere fermi, anche quando tutto quello che hai costruito deve essere distrutto: ogni crisi lascia un segno che però pian piano passa, anche se a volte la voglia di fuggire prende il sopravvento.

4) SOFFOCARE
Quando è il momento giusto per cambiare? Quando è il momento giusto per lasciarsi? Ma soprattutto siamo sicuri che lasciarsi per due persone, sciogliersi per una band, smettere di suonare per un musicista, sia la vera soluzione? Questo pezzo è nato da un dolore fisico insopportabile di uno di noi che l’ha costretto a mettere in discussione tutto quello che fino a solo pochi giorni prima era il terreno su cui camminava. Il titolo Soffocare è preso da un libro di Chuck Palahniuk.

5) AGATA
Agata racconta come spesso agli esseri umani capiti di mollare, di non affrontare davvero fino in fondo le cose. Quando arriva quel momento in cui è necessario fare delle scelte definitive, si finisce quasi sempre per fare sempre un passo indietro quando invece basterebbe spingersi leggermente oltre per osare un po’ di più. Magari non funzionerà, ma chi può saperlo?

6) CI UCCIDERÀ
È un singolo uscito un anno fa ma che sentiamo parte integrante del disco. In fase di mix è stato leggermente rivisto in modo che fosse coerente con il sound generale che stavamo cercando. Parla della difficoltà del tornare alla scrittura e di tutto ciò che quella stessa difficoltà possa significare.

7) RESTIAMO QUANDO VE NE ANDATE
Forse dovremmo davvero vivere ogni giornata di prova in studio, ogni live, come se fosse una festa e non soltanto rimpiangerlo una volta che questo tempo sarà passato. Perché i tempi cambiano ed è possibile che al nostro ritorno non ci sia nessuno ad aspettarci. Dobbiamo giustificare sempre in mille modi assurdi il nostro naturale desiderio di fare rumore, di liberarci da tutto quello che ci tiene fermi e che nega tutti i nostri slanci vitali.

8) L’UNICA COSA CHE CONTA DAVVERO PER ME
L’Unica Cosa che Conta Davvero Per Me rappresenta forse la parte più fragile di tutti noi. Quella voglia di stare male per credere di stare meglio, quel sentimento quasi adolescenziale che vorresti ogni tanto tirare fuori insieme ad una bottiglia di gin. L’Unica Cosa che Conta Davvero Per Me è un momento buio in cui chiedi aiuto, in cui l’affitto è l’unica cosa che ti lega alla realtà. Poche cose contano davvero e vanno protette da tutto, anche da noi stessi.

9) NIENTE DI SPECIALE
È un atterraggio, un momento di piena consapevolezza nel disco, con un testo che vuole quasi ripercorrere le tracce una per una a ritroso. Cosa rimane di tutto questo correre, di tutto questo affannarsi per provare a condividere un pensiero, se poi alla fine quello che siamo è soltanto niente più che un granello di polvere? Possiamo solo a questo punto mandare a quel paese questo sistema nel quale se non sei “conosciuto” in realtà non sei nessuno. Perché alla fine anche una cometa, per quanto luminosa, altro non è che un granello di polvere che brucia nel buio più totale.

Giornalista, docente di lingue straniere, tra le collaborazioni l’agenzia Ansa e il Centro (testata ex gruppo L’Espresso-Finegil Editoriale). In passato ha lavorato a Parigi e Milano con Eurosport e Canal +. Come blogger, oltre ad aver seguito vari eventi sportivi internazionali, dalle Universiadi (in Europa e in Asia) alla Race Across America – la folle corsa ciclistica da un capo all’altro degli Stati Uniti – ha condotto alcune inchieste sull’immigrazione con reportage in Italia, Romania e Marocco. Nel 2007 ha vinto il premio giornalistico Polidoro. Nel 2016 ha firmato “New York, Andalusia del Cemento – il viaggio di Federico García Lorca dalla terra del flamenco alle strade del jazz” (Aurora edizioni), l’anno successivo Lithium 48, sempre per la stessa casa editrice.

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Zucchero: video inedito in occasione del suo compleanno

Zucchero nel giorno del suo 65° compleanno omaggia i fan con un contributo video inedito girato in una deserta Piazza San Marco a Venezia

redazione

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Sarebbe questo il mondo che sognavo da bambino?” canta ZUCCHERO “SUGAR” FORNACIARI che oggi, nel giorno del suo 65° compleanno, omaggia i fan con un contributo video inedito girato in una deserta Piazza San Marco a Venezia esibendosi in una speciale versione piano e voce del brano “Sarebbe questo il mondo”. 

«Sarei dovuto essere all’Arena di Verona, sul palco, come di solito amo trascorrere i miei compleanni. In mezzo alla mia gente, con la mia musica – dichiara Zucchero –Quest’anno è andata diversamente, ma vorrei che arrivasse forte, attraverso le note, un messaggio che, oggi più che mai, mi sta molto a cuore: un invito a guarire, ognuno nel proprio piccolo, questo mondo un po’ ammalato, a ritrovare la sua genuinità, fermare l’omologazione e riscoprire i rapporti umani in tutta la loro bellezza, semplicità e verità. Un invito a riscoprire il valore delle piccole cose, la vera sostanza dell’essere umano».

«“Sarebbe questo il mondo” è una piccola “rapsodia” – aggiunge Zucchero – scritta di getto, spontaneamente, sulla scia dei mie ricordi d’infanzia, di mio padre, del mondo sognante e ricco di semplicità in cui sono cresciuto».

Contenuto nel disco di inediti “D.O.C.”, “Sarebbe questo il mondo” è un brano volutamente in controtendenza. Un’analisi disincantata del mondo attuale, talvolta distante da ciò che si sogna quando si è bambini, ma è comunque il mondo in cui viviamo e abbiamo il dovere di renderlo migliore. Di riscoprirne la bellezza, la genuinità, la natura… che tutto crea e tutto circonda.

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Lucio Battisti: in uscita il cofanetto che raccoglie le sue perle musicali

Dopo oltre 50 anni dall’esordio di questo straordinario artista, possiamo ancora oggi apprezzare tutta la gamma delle sue produzioni, che vanno oltre i pezzi più conosciuti

redazione

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Domani, venerdì 25 settembre, uscirà “LUCIO BATTISTI – Rarities”, una raccolta di piccole grandi perle dello straordinario artista, distribuite nel corso degli anni in vari supporti: singoli, versioni alternative, rarità e B sides, che trovano in questo speciale cofanetto il giusto prestigio.

Rarities” sarà disponibile in due versioni, versione CD e versione LP (in esclusiva per il Record Store Day di sabato 26 settembre), entrambe accompagnate da un commento traccia per traccia.

Sempre da domani sarà inoltre possibile acquistare “Rarities” in formato CD in edicola, in allegato a TV Sorrisi e Canzoni e a Donna Moderna.

Lucio Battisti, musicista dal genio assoluto, dimostra inconsapevolmente di essere ancora una volta precursore dei tempi, perché in un momento storico dove il concetto di single track è tornato prepotentemente di moda, grazie alla fruizione in streaming della musica e sta nuovamente caratterizzando il mercato discografico italiano ed internazionale, lui lo avrebbe di certo intuito in anticipo, accorciando i tempi e bruciando la concorrenza.

Dopo oltre 50 anni dall’esordio di questo straordinario artista, possiamo ancora oggi apprezzare tutta la gamma delle sue produzioni, che vanno oltre i pezzi più conosciuti. In questa raccolta sono contenuti brani come la rara Extended Version di “Pensieri e Parole“, “Le formiche” che fu scritto per Wilma Goich, “La farfalla impazzita” portato al Festival di Sanremo del 1968 dall’insolita coppia formata da Johnny Dorelli e Paul Anka e brani in lingua straniera.

Questa la tracklist completa di “RARITIES: “Pensieri e parole” [Extended Version], “Per una lira”, “Vendo casa”, “Le formiche”, “La spada nel cuore”, “La folle corsa”,  “Perchè dovrei”, “La farfalla impazzita”, “Il mio bambino”, “Les jardines de Septembre”, “Toujours plus belle”, “Ma Chanson de libertè”, “La Colina de las Cerezas”, “Una Muchacha por Amigo”, “To Feel in Love”, “Only”.

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Gazzelle: il 25 settembre fuori il nuovo singolo, “Ma non è colpa mia”

“Alla fine, l’unica cosa che so fare è tirare le somme quando le cose scivolano via dal mio controllo”

Michela Moramarco

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Venerdì 25 Settembre sarà fuori il nuovo singolo di Gazzelle, che si intitola “Destri”

L’artista romano, apprezzato sin dagli esordi, è ormai un caposaldo di Maciste Dischi. Ha ottenuto numerosi dischi d’oro, oltre che MEGASUPERBATTITO certificato oro e PUNK certificato platino.

In questo 2020 sfidante, Gazzelle sa come tenere alto l’hype, non solo con una comunicazione social che danno l’idea di un personaggio un po’ sfuggente e forse misterioso (ma poi mica tanto, ad agosto l’abbiamo beccato sulle spiagge pugliesi, ma questa è un’altra storia); di fatti l’artista ha dato vita ad una campagna urbana nelle città di Roma e Milano dove sono state fatte rispettivamente due maxi-proiezioni e sono state affisse scritte che recitano “Non è colpa mia”.

Si tratta di un indizio per i fan riguardo il nuovo singolo, che potete pre-salvare qui.

L’artista descrive il brano così: ““Parole libere, vita che ti porta un po’ dove vuole lei, come quando ti casca il tappo del dentifricio nel buco del lavandino. Alla fine, l’unica cosa che so fare è tirare le somme quando le cose scivolano via dal mio controllo, quando il peggio è già passato anche se pensavi fosse il meglio, e che non passasse mai. E poi strillare forte, più forte che posso. Sperando che basti, e che non basti mai abbastanza.”

Insomma, il prossimo new music Friday si prospetta molto curioso. Chissà se il buon Flavio si riconfermerà artista di punta del panorama musicale italiano.

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