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Cinema

L’Elegia Americana di Ron Howard che fa il pieno di stroncature

La recensione del nuovo film di Ron Howard, su Netflix.

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Si chiama ‘Elegia Americana’ il nuovo film di Ron Howard per Netflix, ma sarebbe più corretto parlare di ‘rurale’, seguendo l’originale ‘Hillibilly’ che dà il titolo al film, nella versione americana. Siamo infatti nel cuore della classe lavoratrice campestre, tra Jackson (Kentucky) e Middletown (Ohio). Nel segno di quella che vorrebbe apparire come una saga famigliare, seguiamo il punto di vista di J.D. Vance (Gabriel Basso) mentre ripercorriamo, in un lungo viaggio dal 1997 al 2011, le complicate vicende della sua famiglia, dalla nonna Mamaw (Glenn Close), alla madre Bev (Amy Adams) fino allo stesso J.D.

Tre generazioni a confronto, tre vite difficili che si mescolano sotto i grandi cieli degli Stati Uniti, quel sogno americano perduto che Howard richiama costantemente, spesso senza risultati. Certamente c’è una splendida Amy Adams, nei panni di un’urlatrice seriale, e Ron Howard fa il suo. Per questi motivi il film può essere salvato all’ultimo, prendendolo per le orecchie. Il problema è che questa storia che vorrebbe ergersi a universale – un figlio a due dita dal successo, costretto a mollare tutto perché la madre ha ripreso a farsi di eroina – è solo lo spaccato di una società periferica, marginale, che non solo non può assumere la funzione di modello, ma verso la quale il film sembra assumere un atteggiamento apologetico, come se fosse il ritratto di un’America dimenticata, da riscoprire.

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E la riscoperta, piange il cuore a dirlo, cammina a ritroso, a forza di flashback. Questa storia di crescita nella periferia – che in Italia avrebbe incassato ad occhi chiusi – è tratta dal libro di memorie dello stesso Vance, che pare sia una fetecchia. La stessa critica che bocciò il film nel 2016, ora sta distruggendo il film. La colpa, un po’, sta nelle intenzioni stesse dell’autobiografia: incalzare il pubblico americano sulla riscoperta dei valori rurali, di quei redneck che nell’anno della pubblicazione del libro votarono all’unisono Donald Trump.

È come se il film dicesse: l’America tutta oggi è un’America rurale. Il vero guaio è Glenn Close: la sua Mamaw è una donna travolta da una tormenta di cliché che la rendono il personaggio più caricaturale dell’anno. Sommersa dal trucco, la Close è praticamente irriconoscibile e dispensa, tra una sigaretta e l’altra, consigli banali e frasi fatte al suo nipotino, e allo spettatore che assiste inerme.

Pescarese, classe 1998. Unico laureando in lettere a non aver ancora scritto la propria autobiografia. Interessi: le cose frivole, le chiacchiere a vuoto, gli scrittori comodi, il cinema popolare, i videogiochi. In un'altra vita è stato un discreto detective privato.

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Élite 4: nuovi personaggi e colpi di scena tra le mura de Las Encinas

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La quarta stagione di “Élite”, l’amato teen drama spagnolo, è uscita su Netflix questo 18 giugno. Otto episodi per addentrarsi nelle nuove dinamiche e sfide del thriller creato dalle menti di Carlos Montero e Dario Madrona.

La storia, anche questa volta è ambientata nel famoso e prestigioso liceo privato spagnolo, Las Encinas di Madrid. Protagonisti i soliti rampolli delle famiglie più ricche del paese, ma non solo. E se i fans, al tempo, rimasero delusi dell’annuncio della assenza di alcuni dei personaggi cardine della storia, come Carla (Ester Expósito) e Lucrecia (Danna Paola), niente paura. Nuovi personaggi molto interessanti sono pronti a prendere il loro posto.

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Primo di tutti un nuovo preside che, insieme ai tre figli, porterà non poco scompiglio all’interno del liceo. Un giovane principe francese si unirà, inoltre, al gruppo, per ricordare che non basta essere ricchi e reali per essere accettati.

La nuova stagione di “Élite” si apre, come sempre, con un evento tragico che ci viene mostrato insieme agli interrogatori nei confronti dei liceali. Man mano che si va avanti con la storia i pezzi del puzzle si ricompongono svelando il colpevole e… il colpo di scena finale.

Un finale che, in questa quarta stagione, lascia un po’ il tempo che trova. Difatti, se nelle precedenti stagioni gli veniva concesso molto più spazio, questa volta viene smantellato e rivelato in un tempo relativamente breve, stridendo con le dinamiche e l’accuratezza meticolosa e dettagliata della sceneggiatura.

A parte un finale e un colpo di scena a cui poteva essere dato più spazio, la quarta stagione di “Élite” si presenta come un prodotto ben fatto e accurato, il quale porta con sé tante sfaccettature interessanti, per chi ama il genere. Difatti, nonostante i cliché non manchino, e nemmeno situazioni e coincidenze talmente fortunate da sfociare quasi nell’inverosimile, il teen drama spagnolo ha sempre portato e porta, anche in questa nuova stagione, tematiche corpose e intelligenti.

L’inclusione sociale e la disuguaglianza economica, in un piccolo mondo in cui la parola classismo è ancora ben delineata, e ancora, il razzismo e un bisogno di vivere la propria sessualità con estrema libertà, come è giusto che sia, cercando di staccarsi di dosso inutili etichette. Ma in primis, il fatto che non basta avere tutto per essere felici. La solitudine non conosce la parola classismo. Ma forse, con i giusti amici e i giusti complici che ti prendono per mano e ti aiutano a riflettere, la vita può essere un po’ meno dura.

Concludendo, anche questa stagione dell’amato thriller spagnolo non delude e riporta in scena tutti gli elementi narrativi che ne hanno fatto la fortuna. Una fotografia e una scenografia estremamente curate, protagoniste sfarzose feste, abiti e acconciature sempre impeccabili, innamoramenti e tradimenti dove, a fare da sfondo è una colonna sonora sempre azzeccata e alla moda.

Per la gioia dei fans, la storia dei giovani liceali spagnoli non si conclude qua. È già stata, difatti, annunciata per il 2022 la quinta stagione di “Élite”.

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“Love, Victor 2”: torna su Disney+ il teen drama spin-off di “Tuo, Simon”

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La nuova stagione di Love, Victor debutta nel mese dell’orgoglio LGBTQ+, a pochi mesi dal rilascio delle prime puntate sul canale americano Hulu. La Serie tv, spin-off della pellicola del 2018 Love, Simon (che trovate sempre sulla piattaforma Disney), era stata rilasciata in Italia a febbraio, con il lancio del catalogo Star.

La storia segue le vicende di Victor (Michael Cimino), uno studente della Creekwood High School, che deve affrontare diversi cambiamenti nella sua vita, dati dalle difficoltà in famiglia, il doversi ambientare in una nuova città e dall’esplorare il suo orientamento sessuale. Nella prima stagione Victor è combattuto se fare o meno coming out e, grazie all’aiuto di Simon, trova il coraggio per dichiarare la propria omosessualità. Nella seconda parte dovrà affrontare le nuove sfide legate a questa rivelazione, in particolare le reazioni della sua famiglia e dei suoi compagni di scuola, come Mia (Rachel Naomi HIlson), la sua ex fidanzata, che adesso si ritrova con il cuore spezzato.

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Prodotta e creata da Greg Berlanti, già regista di Tuo, Simon, la serie tv è girata da Isaac Aptaker ed Elizabeth Berger (This is us), anche produttori esecutivi, insieme a Brain Tanen e Jason Ensler. Ancora prima di approdare su Hulu, la serie era stata originariamente sviluppata per Disney +, che si era già portata avanti, incaricando gli sceneggiatori di abbozzare le vicende del secondo capitolo.

Nel cast di Love Victor 2 ritroviamo Michael Cimino (Las Vegas) nei panni di Victor, Ana Ortiz (Ugly Betty) nel ruolo della mamma e James Martinez (House of cards) in quelli del padre. Accanto a loro Isabella Ferreira (Orange is the new black) è la sorella minore Pilar e Mateo Fernandez il fratellino Adrian. Completano il cast Rachel Naomi Hilson (This is us) nella parte di Mia, Bebe Wood (The new normal) nel ruolo di Lake, George Sear (Le cronache di Evermoor) nei panni del compagno di classe Benji, Anthony Turpel (Ci mancava solo Nick) e Mason Gooding (Let it snow) nei rispettivi ruoli del vicino Felix e dell’atleta Andrew. Nuova entrata per Anthony Keyvan, che impersonerà un amico di Pilar, che sarà coinvolto nelle vicende di Victor.

L’attore protagonista Michael Cimino è stato ospite di Good Morning America, dove è stato intervistato riguardo l’uscita dello show: «Questa stagione è decisamente più dedicata a Victor che scopre cosa significa essere gay, e cosa significa per il resto del mondo. Ora si parla della dinamica che ha con i suoi genitori, perché ha un genitore che lo accetta e un genitore che è in lotta con la propria religione».

Cimino ha inoltre affermato di ritenere che la prossima stagione possa potenzialmente avere un impatto sulle famiglie fuori dallo schermo:«Chiunque potrebbe guardarlo e avere un punto di vista diverso da esso, che tu sia un genitore o un ragazzino. Penso che sia importante, soprattutto per i bambini che guarderanno lo show con i loro genitori».

Visto il grande successo di pubblico e critica riscontrato dalle prime puntate, le nuove avventure di Victor arriveranno in Italia quasi in contemporanea con gli Stati Uniti. Infatti, al contrario della prima stagione, arrivata su Star questo febbraio, dopo la trasmissione lo scorso giugno negli States, i nuovi episodi saranno rilasciati una settimana dopo la messa in onda di Hulu. Love, Victor 2 sarà composta da dieci episodi, della durata di 30 minuti ciascuno, che saranno rilasciati nel catalogo Star di Disney+, ogni settimana a partire dal 18 giugno.

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Whoopi Goldberg sarà una delle voci del film d’animazione Apple/Skydance “Luck”

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La leggendaria interprete e vincitrice dell’EGOT Whoopi Goldberg sarà la voce di uno dei protagonisti nell’attesissimo film d’animazione originale di Apple/Skydance Luck. L’attrice doppierà “The Captain”, inflessibile Capo della Sicurezza per la Terra della Buona Sorte. Il Capitano è nota per i suoi vigili occhi da falco e per la sua acuta capacità d’intuizione, ancor più della sua conoscenza dei codici di Luck Security. È impegnata nel suo lavoro di tenere lontana la sfortuna e proteggere i ragazzi fortunati a tutti i costi. Whoopi Goldberg si unisce all’altro membro del cast vocale già annunciato, Jane Fonda.

Diretto da Peggy Holmes (“Trilli e il segreto delle ali“, “Trilli e la nave pirata“, “La sirenetta – Quando tutto ebbe inizio“) e scritto da Kiel Murray (“Cars“, “Cars 3“), Luck” racconta la storia della ragazza più sfortunata del mondo, che, dopo essersi imbattuta nel mondo mai visto prima della buona e della cattiva sorte, deve unirsi a creature magiche per scoprire una forza più potente persino della fortuna stessa. John Lasseter, David Ellison, Dana Goldberg e David Eisenmann lo producono per Skydance Animation.

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Whoopi Goldberg fa parte dell’élite di artisti che hanno vinto il Grammy, l’Academy Award, il Golden Globe, l’Emmy e il Tony. È anche una prolifica produttrice, imprenditrice ed è famosa in tutto il mondo per i sue numerose battaglie umanitarie. Nata e cresciuta a New York City, si è esibita a San Diego e nella Bay Area con la compagnia teatrale Blake Street Hawkeyes. È stato lì che ha creato i personaggi che hanno dato vita allo spettacolo teatrale “The Spook Show”, divenuto poi spettacolo di successo a Broadway, vincitore del Grammy all’album dell’anno. e allo speciale della HBO che ha contribuito a lanciare la sua carriera. Whoopi Goldberg è apparsa di recente nell’adattamento del romanzo best-seller di Stephen King “The Stand”, serie limitata in streaming su CBS All Access. La vedremo anche in un ruolo ricorrente nel prossimo “Harlem” di Amazon.

All’inizio di quest’anno, Apple ha annunciato un’ampia partnership pluriennale con Skydance Animation per offrire film premium d’animazione innovativi e le prime serie televisive animate di alta qualità in oltre 100 paesi su Apple TV+. Oltre a “Luck“, il film musicale “Spellbound“, la serie TV “The Search for Wondla” e il cortometraggio inaugurale “Blush” danno il via alla partnership insieme a molti altri lungometraggi e a serie televisive che saranno annunciati nel corso dell’accordo. “Blush” è stato presentato in anteprima mondiale come parte del programma di cortometraggi animati del Tribeca Festival, curato proprio dalla stessa Whoopi Goldberg, lo scorso 13 giugno.

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