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Eddie Vedder solista, dallo spartiacque di Into the Wild a Cartography

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Tante volte, nell’arco dei circa 30 anni di carriera dei Pearl Jam, i progetti paralleli dei singoli membri hanno preso il sopravvento sul cronoprogramma della band. Già dalla metà degli anni Novanta, quando Eddie Vedder si trovava talvolta a raggiungere per conto proprio le aree dei concerti, Mike Mc Cready e gli altri gli chiesero più di una volta: “Do you still wanna be in the band anymore?”.

Ma c’è forse un disco che ha segnato uno spartiacque tra la produzione del gruppo e la firma personale del suo frontman, la colonna sonora di “Into the Wild”, uscita esattamente 13 anni fa.

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Vedder fu ingaggiato dal regista del film, Sean Penn, per la realizzazione della relativa colonna sonora originale. Un lungometraggio che non ha certo bisogno di presentazione, tratto dal libro di Jon Krakauer, racconta la vera storia di Christopher McCandless e del suo viaggio senza ritorno in Alaska. Paradossalmente, l’album è ricordato per due cover: Hard Sun, scritta originariamente da Gordon Peterson con lo pseudonimo di Indio e contenuta nell’album Harvest e Society, scritta da Jerry Hannan.

Meritatissimi, comunque, i riconoscimenti a Guaranteed nominata come miglior colonna sonora ai Grammy Award del 2008 e vincitrice del Golden Globe. Due anni dopo le Ukulele songs.

A proposito di musica per film, Vedder ha pubblicato un nuovo singolo, interamente strumentale. Si tratta di una traccia che Vedder ha realizzato per la colonna sonora del documentario del 2018 di Eric Becker intitolato “Return to Mount Kennedy”. Il film racconta l’impresa compiuta dal senatore Robert Kennedy e dalla sua guida locale Jim Whittaker: nel 1965 i due scalarono la montagna intitolata al fratello del senatore, nello Yukon canadese. Cinquant’anni dopo, i figli hanno ripetuto l’impresa.

“Ascoltando il discorso di Bobby Kennedy riguardo all’assassinio di Martin Luther King Jr. di cinquant’anni fa”, ha detto Vedder, “si comprende che ancora una volta siamo in un momento in cui la nostra società può e deve fare di meglio. Il voto è la nostra forma più potente di protesta non violenta. E coloro per i quali votiamo devono essere resi profondamente consapevoli che le questioni di uguaglianza e giustizia in America sono della massima importanza e devono essere portate al livello successivo. Adesso”.

Proprio per accrescere la consapevolezza nel voto, il frontman dei Pearl Jam ha attivato un account Instagram. Di recente, ha anche portato avanti alcune iniziative per regalare visibilità e supporto a iniziative culturali che fanno i conti con le ripercussioni della pandemia. Si è unito a FusterCluck Music per aiutare dodici milioni di persone che hanno perso il lavoro nel mondo in questi mesi.

Inoltre è apparso all’evento virtuale The Clemente Museum 2020 Virtual Fundraiser suonando Love Boat Captain, la terza canzone presente in Riot Act.

Il cantante ha inoltre parlato di Roberto Clemente, un noto giocatore di baseball portoricano, e ha presentato la chitarra Fender firmata da tutti i componenti dei Pearl Jam, messa all’asta a favore del Clemente Museum.

Giornalista, docente di lingue straniere, tra le collaborazioni l’agenzia Ansa e il Centro (testata ex gruppo L’Espresso-Finegil Editoriale). In passato ha lavorato a Parigi e Milano con Eurosport e Canal +. Come blogger, oltre ad aver seguito vari eventi sportivi internazionali, dalle Universiadi (in Europa e in Asia) alla Race Across America – la folle corsa ciclistica da un capo all’altro degli Stati Uniti – ha condotto alcune inchieste sull’immigrazione con reportage in Italia, Romania e Marocco. Nel 2007 ha vinto il premio giornalistico Polidoro. Nel 2016 ha firmato “New York, Andalusia del Cemento – il viaggio di Federico García Lorca dalla terra del flamenco alle strade del jazz” (Aurora edizioni), l’anno successivo Lithium 48, sempre per la stessa casa editrice.

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Waters replica a Zuckerberg: “Vuoi usare The Wall? No fucking way”

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“No fucking way – se ne parla proprio”. Così Roger Waters ha risposto alla possibilità di permettere l’utilizzo della canzone di “Another Brick in the Wall – Part 2” per una pubblicità legata a Facebook e Instagram.

Leggi anche: Il mito di The Wall

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Il bassista dei Pink Floyd ha declinato qualsiasi offerta in denaro. Waters ha raccontato l’episodio durante un evento pro-Assange, mostrando una lettera da Facebook, con la firma di Mark Zuckerberg in cui gli veniva fatta la richiesta, a fronte di una enorme somma di denaro, di usare il brano: “La risposta è “fottetevi””.

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Il Pagan Fest resiste e rilancia: il 7 agosto l’appuntamento col folk-metal

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Torna il Pagan Fest! Considerato il successo della passata edizione e per svolgere l’evento in tutta sicurezza, il festival sarà nuovamente nella location open air, suggestiva, incantevole e in mezzo al verde di Arci Laghi Margonara nei pressi di Gonzaga, sempre in provincia di Mantova, a 8 km dal casello autostradale di Reggiolo-Rolo sull’autostrada del Brennero. La capienza è limitata a 450 persone.

Quindi il Pagan Fest sarà molto più del solito concerto e del solito Pagan: oltre a super band italiane di folk-pagan metal apprezzatissime a livello mondiale, vi troverete proiettati in una dimensione surreale antica e pagana. Troverete danzatrici del fuoco e spettacoli, mercato celtico e tante altre sorprese. Ci troverete il meglio del pagan-folk.

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Headliner di questa 4° edizione i fantastici Nani del folk metal Wind Rose, già presenti dell’indimenticabile prima edizione e che da diversi anni calcano i più grandi palchi mondiali facendo saltare migliaia di persone al ritmo delle loro ballate. Negli ultimi due anni sono letteralmente esplosi nel panorama folk mondiale e possono vantare tour e presenze nei principali festival mondiali, grazie all’ultimo album “Wintersaga” per Napalm Records e al singolo con  video “Diggy diggy hole” che vanta più di 25 milioni di visualizzazioni su YouTube. 

Abbiamo poi l’onore di presentare al Pagan il ritorno di una delle più interessanti band del panorama folk metal italico degli ultimi 15 anni, assente dai palchi da 4 anni, infatti tornano i grandi Krampus di Matteo Sisti (fiati Eluvetie).  Un connubio tra metal e musica celtica, chitarre, violino e flauto. La band friulana presenterà i successi di tanti anni, con tour con Eluvetie, Korpiklaani, Wintersun per dirne alcune, e qualche inedito.

E ancora, nel 2004 a Pisa, in Toscana, è nata la banda dei Vexillum,  come parte dello spettacolo, ma soprattutto come rappresentazione della propria passione verso il mondo celtico, nordico e folk, la band mostra il kilt scozzese come “divisa”. I Vexillum sono orgogliosi di presentare il nuovo album “When the good men go to war” , dopo i fasti di “Unum” che li ha portati in tour con band del calibro di Orden Ogan, Eluvetie, Freedom Call, Skalmold e tante altre.

Le ballate inizieranno con il ritorno on stage della band mantovano veronese Duir, che tornano più agguerriti che mai con formazione rinnovata e l’ Ep “Obsidio” che presentarono nel primo Pagan Fest.

Anche in questa edizione del Pagan Fest Elisabetta Simonetti curerà la parte artistica extra concerti con la partecipazione di attori, cosplayer e artisti pronti a intrattenervi nei cambi palco, oltre all’immancabile e incantevole spettacolo del fuoco, grazie alla collaborazione con la Compagnia Ordallegri,  inoltre ci saranno numerosi banchetti con articoli a tema direttamente dai migliori fest folk italiani.

Quindi in alto i corni e brinderemo con ottima birra o con il sublime Idromele artigianale della rinomata ditta Drakon o l’ippocrasso di Ombraluna.

La rinomata cucina di Arci Laghi Margonara vi proporrà risotto alla mantovana e le sue note specialità e sarà attiva anche la paninoteca. Ci sarà la possibilità di campeggio gratuito per i possessori del biglietto d’ingresso (tende o camper) per chi preferisce godersi il fest con la massima calma.

Leggi anche: “Le follie di Lercio diventano uno show: il tour satirico in giro per l’Italia

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Paura per Omar Pedrini, ma il suo sole non resterà spento a lungo

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omar pedrini

“In gergo tecnico ho un (fottuto) aneurisma aortico”. Così, qualche giorno fa, Omar Pedrini – ex leader dei Timoria – aveva motivato il suo ricovero in ospedale. Poi l’operazione, condotta nella clinica Villa Torri di Bologna dal cardiochirurgo vascolare Roberto Di Bartolomeo e dalla sua equipe. L’intervento, come si apprende dai canali ufficiali dello “zio rock”, è riuscito dopo 5 ore. Il musicista ha ripreso conoscenza dopo poco.

Sabato, lo stesso cantante aveva rivolto ai fan un messaggio per rassicurarli, annunciando peraltro di doversi sottoporre all’intervento. Nella foto, il braccialetto del reparto di Cardiochirurgia esibito come se fosse un pass per il backstage. “L’agenzia che cura i miei tour sta già contattando gli organizzatori delle serate imminenti per trovare soluzioni ed io li ringrazio” ha scritto. “Sarebbe stata l’estate della ripartenza e invece resterò un po’ ai box. Ma devo accettare serenamente il mio karma”.

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“Diceva qualcuno – ha aggiunto Pedrini – ‘Un guerriero sa imparare ad amare il suo dolore’. Questo è quanto. La mia volontà è di tornare sul palco quanto prima e riprendere il viaggio con la mia fantastica band, ma ora sarebbe stupido fare programmi o peggio annunci, prima di domani. Ci siamo salutati alla fine del 2019 col vento in poppa, ora dobbiamo essere pronti per volare senza vento. Intanto vi abbraccio forte, almeno da qui e mi raccomando, ‘col pensiero tu, tu stammi accanto!'”

Foto: OmarPedriniOfficial

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