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E cantava le canzoni….

Fabio Iuliano

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Trentanove anni sono passati da quella tragica notte. Dopo una serata nei locali, stava tornando a casa da solo, in auto. Alle 3.55, mentre percorreva via Nomentana, all’altezza dell’incrocio con via Carlo Fea, con la sua vettura invase la corsia opposta. Un camionista che sopraggiungeva nell’altro senso di marcia provò a suonare il clacson, ma l’urto con il mezzo pesante fu inevitabile. Il cantante batté violentemente la testa contro il parabrezza, sfondandolo, mentre l’impatto del petto sul volante e il cruscotto fu violentissimo.

Di anni, Rino Gaetano ne aveva solo trenta. Quest’anno, infatti, avrebbe spento settanta candeline. Generazione dopo generazione, le sue canzoni continuano a lasciare un’impronta e i tributi live al cantautore crotonese si moltiplicano. Viene ricordato per la sua voce ruvida, per l’ironia e i profondi testi caratteristici delle sue canzoni, nonché per la denuncia sociale spesso celata dietro testi apparentemente leggeri e disimpegnati.

e cantava le canzoni, che sentiva sempre a lu mare…

Rimasto profondamente legato alle sue origini calabresi, rifiutò ogni sorta di etichetta e, a differenza di numerosi suoi contemporanei, evitò di schierarsi politicamente. Nonostante questo, i suoi componimenti non mancano di riferimenti e critiche alla classe politica italiana: Gaetano arrivò in alcuni suoi brani a fare nomi e cognomi di uomini politici del tempo e non solo e, anche per questo, i suoi testi e le sue esibizioni dal vivo furono più volte segnati dalla censura.

La partecipazione a Sanremo segnò decisamente un punto di svolta nella carriera e nella vita del cantautore, nulla sarebbe più stato come prima:

“Gaetano era una supernova. Ha brillato tre anni, dal ’76 di Mio fratello è figlio unico al ’78 di Nuntereggae più. Il successo sanremese di Gianna lo spiazzò, non ebbe il tempo di venirne a capo”, si trovò a scrivere Andrea Scanzi. Un successo con una canzone di puro non-senso. Per molto tempo infatti gran parte del pubblico italiano lo ha ricordato solo per questo episodio e per questa canzone. I suoi lavori precedenti vennero quasi eclissati dal nuovo successo e ciò che giunse al grande pubblico delle sue canzoni fu soprattutto, appunto, il nonsenso e non tutto ciò che si celava dietro di esso.

RINO GAETANO DAY

Edizione speciale il 2 giugno della #RinoGaetanoDay2020, con contenuti speciali sulla pagina facebook della Rino Gaetano Band e una diretta streaming dalle ore 18, trasmessa on air da Radio Italia Anni 60 Roma FM 100.5, con il patrocinio di Roma Capitale Municipio III. Per l’emergenza sanitaria è stata rinviata al 2021 la ormai tradizionale manifestazione Rino Gaetano Day, arrivata alla decima edizione e organizzata dall’Associazione culturale italiana Rino Gaetano.

Via streaming, saranno pubblicati contenuti speciali e tutta la giornata sarà accompagnata da tributi, immagini speciali e filmati di repertorio.

L’evento, organizzato dalla famiglia Gaetano, vedrà la partecipazione dell’attrice Gaia Messerklinger e della voce dei Têtes de bois, Andrea Satta. Inoltre sposa l’impegno della Croce Rossa Italiana, a cui sono destinate le donazioni realizzate con #Italianallstars4life, il progetto che ha coinvolto oltre 50 artisti italiani in una versione corale del brano “Ma il cielo è sempre più blu”, al quale ha partecipato il nipote di Rino, Alessandro Gaetano, in arte Alessandro Greyvision.

Rino Gaetano Band è la tribute band ufficiale di Rino Gaetano, fondata nel 1999 dalla sorella, Anna Gaetano, e in cui suona proprio il nipote Alessandro. Nei vent’anni di attività, la band ha calcato i palchi di tutta la penisola diffondendo la memoria musicale storica di Gaetano, condividendo momenti indimenticabili con i tantissimi fan che lo amano e ascoltano, ma soprattutto con quanti non lo conoscono ancora e ora propone un viaggio multimediale per omaggiare la breve ma intensa carriera artistica di un personaggio ormai entrato nel mito.

Gaia Messerklinger

Una narrazione che ha sempre rifiutato qualsiasi leggenda metropolitana legata al ricordo di Rino: “Come famiglia”, ha sottolineato più volte Alessandro Greyvision, “abbiamo sempre e fermamente rigettato qualsiasi ipotesi di complottismo. Si è parlato di incidente automobilistico anticipato dai suoi versi, quando invece tutti i cronisti che si sono attenuti ai fatti hanno parlato di circostanze puramente casuali. Poi, che dire della sua presunta simbologia massonica? In tanti hanno favoleggiato sulla presenza di riferimenti alla rosa rossa, presenti, ad esempio nel brano postumo Ti voglio, completato di recente dal cantautore Artù. Ebbene, è stato proprio Artù in questa canzone, ad aggiungere un verso sulla rosa rossa, elemento non presente nella bozza originale registrata da Rino. Allora, Simone Cristicchi con Ti regalerò una rosa, a quale massoneria dovrebbe appartenere? Si tratta di questioni senza senso”.

Edizione speciale il 2 giugno del #RinoGaetanoDay2020, con contenuti speciali sulla pagina facebook della Rino Gaetano…

Pubblicato da Rino Gaetano – Rino Gaetano Day su Sabato 30 maggio 2020

Giornalista, docente di lingue straniere, tra le collaborazioni l’agenzia Ansa e il Centro (testata ex gruppo L’Espresso-Finegil Editoriale). In passato ha lavorato a Parigi e Milano con Eurosport e Canal +. Come blogger, oltre ad aver seguito vari eventi sportivi internazionali, dalle Universiadi (in Europa e in Asia) alla Race Across America – la folle corsa ciclistica da un capo all’altro degli Stati Uniti – ha condotto alcune inchieste sull’immigrazione con reportage in Italia, Romania e Marocco. Nel 2007 ha vinto il premio giornalistico Polidoro. Nel 2016 ha firmato “New York, Andalusia del Cemento – il viaggio di Federico García Lorca dalla terra del flamenco alle strade del jazz” (Aurora edizioni), l’anno successivo Lithium 48, sempre per la stessa casa editrice.

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Enrico Ruggeri pubblica “L’America (Canzone per Chico Forti)”

Redazione

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Da oggi, martedì 19 gennaio, è in radio e disponibile in digitale “L’America (Canzone per Chico Forti)”, il nuovo intenso brano di Enrico Ruggeri (Anyway Music / Believe Digital), dedicato alla vicenda che da 20 anni tiene in sospeso la vita di un uomo. Chico Forti, velista e produttore tv, è stato incarcerato negli Stati Uniti nel 2000, condannato all’ergastolo per un omicidio di cui si è sempre dichiarato innocente. Il 23 dicembre 2020 è stata accolta l’istanza che permetterebbe a Chico Forti di tornare in Italia, ma attualmente è ancora detenuto al Dade Correctional Institution in Florida.

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Proprio questi ultimi sviluppi hanno spinto Enrico Ruggeri a tirare fuori dal cassetto questa canzone e a incontrare Gianni Forti, lo zio di Chico, la persona che in questi 20 anni si è battuto per riportare in Italia il nipote. Grazie allo zio, il cantautore ha conosciuto altre persone straordinarie che si sono dedicate a questa vicenda come il fumettista Chiod (Massimo Chiodelli) e il documentarista Thomas Salme. Insieme hanno realizzato il video del nuovo brano chesi avvale delle illustrazioni tratte dal libro “Una dannata commedia” di Massimo “Chiod” Chiodelli. Fotografia e montaggio di Thomas Salme.

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“L’America (Canzone per Chico Forti)” è un brano diretto, che testimonia l’urgenza creativa e la sensibilità che hanno contraddistinto Enrico Ruggeri in questi oltre 40 anni di carriera. L’ultimo romanzo di Enrico Ruggeri “Un gioco da ragazzi” (La Nave di Teseo), è da poco nelle librerie: in una grande, intensa, storia di famiglia, racconta la nostra meglio gioventù che scopre i suoi lati più oscuri, tra politica, musica, amori furiosi e una passione che non si spegne fino all’ultima pagina.

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Sanremo 2021, date confermate ma restano tanti interrogativi

Redazione

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Il Festival di Sanremo 2021 si svolgerà dal 2 al 6 marzo. La Rai conferma le date, spiegando che si lavora perché il pubblico possa essere in presenza all’Ariston. La conferma – spiega una nota di viale Mazzini – è arrivata al termine di una riunione tra i vertici Rai delle strutture coinvolte nell’organizzazione della kermesse e il direttore artistico Amadeus, alla presenza dell’amministratore delegato Fabrizio Salini. Restano però molti interrogativi.

Tra i temi affrontati nel corso dell’incontro, “il protocollo sanitario e organizzativo che sarà a breve sottoposto alle autorità competenti in modo da poter prevedere una presenza del pubblico nella platea del Teatro Ariston”. Sembra tramontare, però, l’ipotesi di una nave come ‘bolla’ per accogliere gli spettatori da portare poi in teatro ogni sera, mentre per la sala stampa l’orientamento sarebbe quello di una drastica riduzione del plotone degli accreditati: tutti nodi che saranno sciolti all’interno di un apposito protocollo, al quale lavora l’azienda, da sottoporre alle autorità competenti.

Il “festival della rinascita”, come Amadeus lo ha definito a più riprese, deve infatti fare i conti con la seconda ondata della pandemia e con le restrizioni anti Covid del nuovo Dpcm, valide fino al 5 marzo, nel pieno della settimana sanremese. Non a caso tra i temi della riunione di vertice alla quale hanno partecipato oggi l’organizzazione, lo stesso direttore e conduttore artistico e l’ad di Viale Mazzini Salini, c’è il protocollo sanitario e organizzativo che dovrà essere validato. Per domani, a quanto si apprende, sono previsti sopralluoghi in città per la definizione degli spazi compatibili con le norme anti contagio e una riunione con la questura per valutare tutti gli aspetti relativi alla sicurezza.

Non si esclude che almeno una parte del pubblico possa essere rappresentata dagli operatori sanitari, già vaccinati, anche in segno di omaggio a chi in questi mesi drammatici è stato in prima linea nella battaglia contro il virus. Quanto alla presenza dei giornalisti, potrebbero essere tra 70 e 80 gli accreditati, in rappresentanza dei diversi media, selezionati in base a criteri in via di definizione.

Ad esprimere preoccupazioni sull’organizzazione del Festival di Sanremo, sono stati oggi i discografici, nelle parole del ceo di Fimi Enzo Mazza, che ha suggerito la realizzazione di “un evento sostanzialmente televisivo, limitato alla pura esibizione degli artisti e senza altre attività collaterali che possono fare esplodere i contagi, e con un protocollo concordato con il Comitato tecnico scientifico e trasmesso a tutti gli operatori”.

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“Finora – ha argomentato Mazza – si è parlato soprattutto del contorno, delle preoccupazioni per ristoranti, commercianti, per il palco in piazza Colombo. Oppure si è parlato del pubblico e della nave come ipotesi per garantirne la sicurezza o dell’organizzazione della sala stampa. Ma il Festival di Sanremo è fatto di tanti elementi, a partire dagli artisti in gara che dagli hotel devono essere portati all’Ariston per le prove e per le esibizioni, con regole molto precise per ridurre al minimo i rischi. Per quanto riguarda ciò che accade all’esterno, le regole ci sono e sono quelle previste dal nuovo decreto: se i concerti non si possono tenere, se i ristoranti sono chiusi, non capisco di che cosa stiamo parlando. Quelle disposizioni valgono per tutta Italia e quindi anche per Sanremo”.

Per l’industria musicale, l’importante è anche fare presto: “Servono regole precise perché tutto va organizzato, a partire dalle uscite dei dischi”. Tra i temi affrontati nel corso dell’incontro, “il Protocollo sanitario e organizzativo che sarà a breve sottoposto alle autorità competenti in modo da poter prevedere una presenza del pubblico nella platea del Teatro Ariston”.

Nei prossimi giorni saranno anche annunciati le persone che saliranno sul palco assieme ad Amadeus: si attende solo l’ufficialità per Elodie, Achille Lauro e Ibrahimovic.

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Janis Joplin, cinque tracce dell’icona rock che hanno segnato un’epoca

Una breve carriera, stroncata a 27 anni ma caratterizzata da una voce graffiante, arrabbiata, travolgente e piena di tutta l’anima del blues rock

Luigi Macera Mascitelli

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Gli anni ’60: un periodo di grandi trasformazioni politiche, economiche e generazionali. L’epoca dei Beatles, di Jimi Hendrix, di Jim Morrison e dei The Doors, della rivoluzione hippie… Il grande dito medio in faccia ad una società fin troppo bigotta e borghese, con tutti i suoi schemi prestabiliti e confezionati. Un calderone in cui forze contrastanti diedero vita ad un’epoca in cui la musica divenne portavoce della nuova generazione. É in questo contesto che vide la luce la voce del soul e del blues rock: Janis Joplin.

Nata in quel lontano 19 gennaio 1943 e cresciuta ribelle sin da quando era in fasce. Destinata ad essere parte integrante di quel turbolento periodo. Soprattutto per essere stata una delle poche nel mondo della musica ad aver mandato a quel paese lo stereotipo femminile dell’epoca che vedeva la donna subordinata e relegata in casa ad accudire i figli. Ecco, il dito medio di cui parlavo prima.

Una breve carriera, stroncata a 27 anni ma caratterizzata da una voce graffiante, arrabbiata, travolgente e piena di tutta l’anima del blues rock. Oggi Janis Joplin avrebbe spento 78 candeline e per ricordarla non potevamo non riproporre una lista delle 5 tracce che l’hanno marchiata a fuoco nella storia della musica. Ovviamente senza ordine di importanza e a carattere soggettivo. Buona lettura e buon ascolto!

Maybe (1969)

Tratta da I Got Dem Ol’ Kozmic Blues Again Mama!, il primo album solista della Joplin. Una delle migliori performance canore nella quale la voce dall’artista si scioglie all’interno della melodia, per poi graffiare e di nuovo mescolarsi. La traccia è un continuo ossimoro in cui il blues e il soul si incontrano, mentre le orchestrazioni jazz in sottofondo regalano un mood vibrante e profondo.

Me and Bobby McGee (1970)

Inizialmente scritta dal cantante country Kris Kristofferson ed intitolata Me and Bobbie McGee, poiché dedicata ad una donna. La Joplin la incise nuovamente nel 1970, pochi giorni prima della morte, cambiando il nome in Bobby e riadattando alcune parti del testo. La traccia venne poi inserita in Pearl, l’ultimo album della cantante, pubblicato postumo nel 1971. Il brano scalò le classifiche americane e mondiali, e mostrò una Janis in versione country pressoché sbalorditiva, al pari di Johnny Cash.

Cry Baby (1970)

Anch’essa estratta dall’album Pearl. Il brano racconta del dolore di una donna lasciata dal suo uomo, di cui lei è ancora follemente innamorata. La Joplin interpreta questo sentimento con un pathos senza eguali, quasi urlando dalla disperazione, per poi chiudersi in quello che sembra un pianto. La bellezza struggente del testo si fonde con una performance da brividi che fa scendere le lacrime. Inutile dire che questa sia una delle migliori prove canore mai affrontate dall’artista.

Summertime (1968)

Il brano venne scritto nel 1935 da George Gershwin. Esistono diverse cover famosissime dello stesso, tra cui quella della Joplin. La registrò quando ella ancora militava nei Big Brother & The Holding Company e subito divenne un simbolo della scena hippie. Janis si ispirò quasi sicuramente alla versione del 1936 di Billie Holiday, storica cantante jazz e blues. In questa ninna nanna la Joplin è sensuale, dolce ma allo stesso tempo fedele al suo mood irriverente, rabbioso e ruvido.

Piece Of My Heart (1968)

Quando pensiamo a Janis Joplin, automaticamente Piece Of My Heart è il primo brano che viene in mente. In questa versione rock c’è tutta l’anima ribelle e sfrontata dell’artista. Un solo ascolto basta per capire come mai sia divenuta una voce leggendaria. Qui è lei la vera protagonista, a tal punto che la sua performance canora rese immortale ed unico il blues rock dei Big Brother. Non è un caso che l’album Cheap Thrills occupò il primo posto nella classifica americana dei più venduti dell’anno. Un vero e proprio fuoco che brucia di passione, ribellione e libertà.

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