“Down to Earth”, la mostra di Denis Piel arriva alla Galleria Gracis di Milano

Dal 3 febbraio al 4 marzo 2022 Galleria Gracis ospita “Down to Earth” la prima grande mostra in Italia del fotografo e regista internazionale Denis Piel.

Il titolo evoca una caduta, un ritorno all’essenziale, al realismo, al mito dell’origine: il progetto di Piel è, infatti, una celebrazione della natura e della fertilità, che mette in correlazione corpi e terra, crescita e morte, rurale e urbano, natura e cultura, apparenti opposti che si compenetrano negli scatti da lui realizzati in digitale con una Hasselblad H4D a Chateau de Padiès.

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È qui, nel sud-ovest della Francia, che Piel si trasferì con la moglie e il figlio dopo l’11 settembre, in una sorta di ritiro dal mondo, che aveva perso la sua innocenza, per vivere a più stretto contatto con la natura, riscoprendo i cicli della vita e la necessità di fare il proprio per salvaguardare la madre terra dalla crisi indotta dai cambiamenti climatici.

Le opere, che si ispirano all’agricoltura biologica sostenibile e rigenerativa praticata ne Les Jardins du Château de Padiès, ritraggono il mondo naturale, rivisitando la mitologia classica e creando echi con la storia dell’arte occidentale di fine Ottocento e inizio Novecento. Terreni coltivati, boschi, prodotti del raccolto, corpi maschili e femminili a riposo e al lavoro intessono parallelismi con opere iconiche e miti: nudi, come ninfe e satiri, respirano e pulsano all’interno delle immagini, abitando un paesaggio quasi onirico, aldilà dello spazio e del tempo, ma, allo stesso modo, impregnato di vita.

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La predominanza del bianco e nero esalta texture e forme, creando un forte contrasto con le quattro immagini che chiudono l’esposizione in una esplosione di colori, che restituisce la concretezza e la sensualità della materia, esaltandola nella bellezza della sua perfezione.

Accanto alle immagini di “Down to Earth”, la mostra presenta anche “Everyday Reality”, una serie di ritratti di lavoratori che hanno contribuito alla manutenzione e alla produzione di Les Jardins du Chàteau de Padiès attraverso l’organizzazione WWOOF: questi rappresentano sia un aspetto di Down to Earth messo a nudo, sia il respiro animatore del progetto.

Un’edizione speciale di “Down to Earth”, contenente una stampa in tiratura limitata, sarà disponibile per la vendita all’interno della mostra.

La mostra è organizzata da Luca Gracis in collaborazione con Valerio Tazzetti, la cui galleria d’arte contemporanea a Torino, Photo&Contemporary, ospiterà l’esposizione da martedì 8 marzo al 3 aprile 2022.

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Denis Piel nasce in Francia il 1° marzo 1944, cresciuto in Australia, studia negli Stati Uniti. Attualmente vive nel sud-ovest della Francia. È un fotografo e regista pluripremiato a livello internazionale, riconosciuto principalmente per il suo apporto alla fotografia di moda negli anni ’80, quando lavora come fotografo di Condé Nast, scattando in un decennio più di 1000 servizi editoriali per Vogue americano, tedesco, italiano, francese, inglese, Vanity Fair, Self e Gentlemen’s Quarterly e realizzando anche molti ritratti di celebrità.

Con il progredire della carriera di Piel, il suo metodo di lavoro come fotografo-regista si trasforma in un interesse impegnato per la regia cinematografica: nel 1985 fonda e dirige la Jupiter Films, società di produzione cinematografica di successo internazionale, con cui realizza molti spot pubblicitari per clienti internazionali.

Dopo l’11 settembre, Piel e la sua famiglia si trasferiscono definitivamente a Lempaut nel sud-ovest della Francia per vivere e lavorare al Château de Padiès, un castello medievale e rinascimentale che stanno restaurando dal 1992: la proprietà comprende il castello e Les Jardin du Château de Padiès, esperimento di agroecologia e sviluppato secondo i principi della permacultura e dello sviluppo sostenibile. Padiès e l’ambiente locale sono diventati fonte di ispirazione per Piel e centro della sua attuale pratica fotografica.

Le foto di Piel si trovano nella collezione permanente del Victoria and Albert Museum di Londra e del The Museum of Fine Art di Boston, nonché in numerose collezioni private, tra cui la collezione fotografica BES e le collezioni Antonio Champalimaud.

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