Paola Minaccioni sul palco del Tsa: la comicità è una cosa seria

La comicità è una cosa seria per Paola Minaccioni che ha calcato il palco della stagione teatrale aquilana del Tsa Ridotto del Teatro comunale, con “Dal Vivo Sono Molto Meglio” nella due giorni di giovedì 27 e venerdì 28 gennaio. Lo spettacolo è stato prodotto dal Teatro Stabile d’Abruzzo, in collaborazione con la Stefano Francioni Produzioni e diretto da Paola Rota.

Un fiume in piena che esonda travolgendo, come un flusso di coscienza senza freni, anche gli angoli più reconditi di una società liquida, trasformista e apparentemente mai stanca di correre.

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Personaggi come Loredana Bertè, Sabrina Ferilli, Donna Fugata e tanti altri cavalli di battaglia condensati nell’ilare poliedricità di Paola Minaccioni. Il One Woman Show torna più attuale che mai, alleggerendo i volti coperti dalle mascherine di un pubblico oppresso dalla pandemia.

La fantastica nonchalance con cui Paola coinvolge gli spettatori rimanda a tempi non sospetti in cui una stretta di mano non implicava l’urgenza di ricorrere al gel sanificante. “Dal vivo sono molto meglio” è una fotografia nitida e poco stucchevole della società odierna, quasi distopica ma al contempo così reale. Paola racconta e si racconta ricorrendo a riflessioni travestite da battute sull’amore al tempo dei social network, su relazioni finite e su spaccati di vita quotidiana che calzano perfettamente ogni essere umano.

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Una comica che prende sul serio l’atto del ridere. Una donna che crede nella genuina diversità dei sessi e nel loro intreccio relazionale, che sa cogliere le sfumature di ogni individuo estrapolandone il succo umoristico senza risultare pesante o prevedibile.

C’è da dire che il vero genio di Paola Minaccioni sta nel sotteso invito all’acuta osservazione dell’assurdità dell’assurdo – come direbbe Camus –  cioè alla mera convinzione che un post su Instagram descriva la nostra vita o che una mancata condivisione su Facebook implichi la fine di una vita sociale. L’estrema attualità e rilevanza di certi temi viene dipinta egregiamente attraverso le interpretazioni di personaggi dai tratti quotidiani come il razzista inconsapevole, la plurilaureata assistente telefonica e il poeta da tastiera.

La Minaccioni esprime sul palco una versatilità originale che non lascia spazio a predizioni. Una maschera che non nasconde nulla, un’attrice che fa della risata il fulcro della vita, perché, in fondo, la comicità altro non è che pura coscienza senza veli.

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Di Chiara Del Signore

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