Dostoevskij al bando? “Non è solidarietà ma è censura”

L’università Bicocca aveva deciso temporaneamente di sospendere il corso di Paolo Nori su Dostoevskij per “evitare polemiche” in merito alla situazione Ucraina. L’ateneo milanese ha fatto poi marcia indietro dopo le polemiche che hanno fatto seguito a una diretta Instagram dello stesso Nori: “Sono arrivato a casa”, aveva detto, “ho aperto il pc e ho visto una email che arrivava dalla Bicocca. Diceva ‘Caro professore, stamattina il prorettore alla didattica mi ha comunicato la decisione presa con la rettrice di rimandare il percorso su Dostoevskij. Lo scopo è quello di evitare ogni forma di polemica soprattutto interna in un momento di forte tensione‘”.

Nori, classe 1963, traduttore e blogger, scrittore, autore di una cinquantina di romanzi, è docente al Dipartimento di studi umanistici Iulm, insegna traduzione editoriale della saggistica russa. In questo caso era stato chiamato dalla Bicocca per un mini-corso sull’autore russo. Ridicola censura, secondo Nori: “La paura che fanno i russi sta prendendo dimensioni singolari”.

“Essere un russo è una colpa”, aveva aggiunto Nori visibilmente scosso. “Anche essere un russo morto. Quello che sta succedendo in Ucraina è orribile, e mi viene da piangere solo a pensarci. Ma queste cose qua sono ridicole: un’università italiana che proibisce un corso su Dostoevskij, non ci volevo credere. Bisognerebbe parlare di più di Dostoevskij. O di Tolstoj, primo ispiratore dei movimenti non violenti, molto ammirato da Gandhi che poi ha perfezionato la pratica. Questa cosa che l’università italiana proibisca un corso su Dostoevskij per evitare ogni forma di polemica è incredibile”.

Quale sarebbe, d’altra parte, l’aspetto solidale di rinunciare alla letteratura, di escludere atleti russi, o di annullare spettacoli? “Un’orgia di stupidità”, ha commentato l’ex presidente dell’ordine dei Giornalisti, Enzo Iacopino. Prima il direttore d’orchestra Valery Gergiev, reo di essere amico di Putin, espulso (non è stato formalmente cacciato ndr.) dalla Scala. Ora lo scrittore Paolo Nori che non potrà tenere all’Università Bicocca il programmato corso su Dostoevskij. Il rogo in piazza dei volumi di Delitto e castigo, I fratelli Karamazov, I demoni e via seguitando è in programma su una delle nuove ‘piazza Libertà’. Di libri ne salveranno solo due, perché durante ‘Le notti bianche’, ci sarà la festa per ‘L’idiota’. Sarà affollatissima”.

Di qui, il dietrofront della Bicocca. “Il nostro è un ateneo aperto al dialogo e all’ascolto anche in questo periodo molto difficile che ci vede sgomenti di fronte all’escalation del conflitto. L’ateneo “conferma che tale corso si terrà nei giorni stabiliti e tratterà i contenuti già concordati con lo scrittore. Inoltre, la rettrice Giovanna Iannantuoni incontrerà Nori la prossima settimana per un momento di riflessione”.

Articolo precedente“Rugantino”, il bullo romanesco torna al Sistina
Articolo successivoParole & Suoni contro la guerra: la ninna nanna di Trilussa sui tasti di un pianoforte
Giornalista, docente di lingue straniere, tra le collaborazioni l’agenzia Ansa e il Centro (testata ex gruppo L’Espresso-Finegil Editoriale). In passato ha lavorato a Parigi e Milano con Eurosport e Canal +. Come blogger, oltre ad aver seguito vari eventi sportivi internazionali, dalle Universiadi (in Europa e in Asia) alla Race Across America – la folle corsa ciclistica da un capo all’altro degli Stati Uniti – ha condotto alcune inchieste sull’immigrazione con reportage in Italia, Romania e Marocco. Nel 2007 ha vinto il premio giornalistico Polidoro. Nel 2016 ha firmato “New York, Andalusia del Cemento – il viaggio di Federico García Lorca dalla terra del flamenco alle strade del jazz” (Aurora edizioni), l’anno successivo Lithium 48, sempre per la stessa casa editrice.