Dopo 36 anni di silenzio tornano Bob Geldof e i The Boomtown Rats

Torna dopo 36 anni di silenzio discografico la band di Bob Geldof entrata nella storia grazie a brani indimenticabili come “I Don’t Like Mondays” e “Rat Trap” che hanno portato per la prima volta una band irlandese in cima alle classifiche UK. “Citizens of Boomtown” è il nuovo album in studio in uscita il 13 marzo 2020 per BMG in vinile, CD e su tutte le piattaforme digitali.

The Boomtown Rats segnano il 2020 (l’Anno del Topo…) con la pubblicazione di ‘Citizens Of Boomtown’, il primo album dal 1984, accompagnata da un tour inglese e un libro di testi e memorie del cantante Bob Geldof, ’Tales Of Boomtown Glory’. ‘Citizens Of Boomtown’ contiene dieci canzoni inedite e sarà pubblicato il 13 marzo 2020 su etichetta BMG.

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Prodotto dal bassista della band Pete Briquette, sarà disponibile sulle piattaforme digitali e nei formati cd e vinile. Il primo singolo estratto, ‘Trash Glam Baby’, un’irresistibile rock song, è stato pubblicato il 10 gennaio. Oltre al nuovo album, il 13 marzo 2020 uscirà un nuovo libro di Bob Geldof. Pubblicato da Faber Music, Tales of Boomtown Glory raccoglie tutti i testi delle canzoni scritte da Bob Geldof per i Boomtown Rats e per i suoi sette album solisti, accompagnati da un’introduzione, e la storia di 28 canzoni di Geldof, con scatti esclusivi dei quaderni dei suoi appunti collezionati negli anni.

I racconti offrono un’interessante descrizione delle circostanze, le ispirazioni e il contesto in cui nacquero le canzoni. Le liriche delle 189 canzoni incluse riguardano anche materiale inedito, nonché tutti i brani del nuovo album ‘Citizens Of Boomtown’. È inoltre prevista per l’inizio del prossimo anno l’uscita di un film- documentario di Billy McGrath, amico storico di Bob Geldof e della band, che racconterà la straordinaria parabola dei Rats attraverso una serie di interviste e immagini inedite provenienti dagli archivi privati: dai loro inizi a Dun Laoghaire fino ai giorni nostri, passando per le battaglie punk, i successi, le vicende drammatiche, Live Aid. 

Nati a Dublino nel 1975, The Boomtown Rats sono stati fra i protagonisti della fiorente scena punk. In UK hanno suonato in tour con Ramones e Talking Heads, e hanno portato scompiglio insieme a band come The Sex Pistols, The Clash, The Jam e The Stranglers. Sono diventati una delle più grandi band della fine degli anni 70 e degli anni 80 collezionando una lunga serie di Top 10 Hits e di album di platino.

Sono passati alla storia come la prima band irlandese che ha conquistato il primo posto nelle chart inglesi con ‘Rat Trap’, sono stati in vetta alle classifiche di 32 Paesi con ‘I Don’t Like Mondays’ e hanno pubblicato sei album epocali: ‘The Boomtown Rats’ (’77), ‘A Tonic For The Troops’ (’78), ‘The Fine Art Of Surfacing’ (’79), ‘Mondo Bongo’ (’80), ‘V Deep’ (’82) e ‘In The Long Grass’ (’84). Nel 1984, ispirato da un servizio televisivo sulla fame in Etiopia, Bob Geldof ha organizzato il mega-evento Band Aid e composto insieme a Midge Ure “Do They Know It’s Christmas,” uno dei singoli più venduti della storia. L’anno successivo organizzò il leggendario Live Aid. 

Quando The Boomtown Rats decisero di fermarsi dopo sei album e un numero infinito di singoli, sembrò che fosse il momento giusto per farlo. Ognuno andò per la propria strada. Bob Geldof realizzò sette album da solista. Poi, qualcosa ha riportato tutti sulla stessa orbita. Senza alcuna forzatura, in un modo totalmente naturale la rabbia e le frustrazioni degli inizi sono riemerse, impermeabili alla prova del tempo e della vita. 

“Se vogliamo dirla tutta”, racconta Geldof “era arrivato il momento di riascoltare di nuovo quel rumore. Ma l’ho capito soltanto quando ho sentito gli individui di questo gruppo ridare vita al loro specifico baccano”.  Non avevano il timore che una sorta di facile e compiacente nostalgia potesse indebolire la vitalità originaria della loro musica?

“Se fosse successo me ne sarei accorto subito, ma quando abbiamo suonato “Someone’s Looking At You’ mi sono reso conto che cantavo del pericoloso controllo di corporazioni come Facebook, Apple e Google, la stessa merda di bell’aspetto che aveva prodotto una canzone come ‘You’. Quando suoniamo ‘I Don’t Like Mondays’ il mio pensiero va agli omicidi di massa della scorsa settimana. Quando rifacciamo ‘Banana Republic’, non posso non pensare alla morte della Repubblica Americana. ‘Rat Trap’, quel mattatoio dove ho lavorato e dove nacque la canzone, adesso funziona come metafora fisica, non solo degli animali morti lì dentro ma della disperazione degli esseri umani che hanno lavorato lì. Non c’è spazio per la nostalgia qui, nessuno.” 

Quindi, perché un nuovo disco? “Perché è quello che le band fanno. Le band fanno dischi e gli autori scrivono canzoni. C’è tanto da dire nell’atmosfera febbrile dei giorni che stiamo vivendo. La gente dimentica che il nostro nome è ispirato a Woody Guthrie, il grande attivista musicale. Sono convinto che The Boomtown Rats abbiano sempre dimostrato che il rock’n’roll è una forma di attivismo musicale. La musica ha intenti e obiettivi anche se è fatta solo di suoni o se parla di ragazzi e ragazze, di niente in particolare, di qualsiasi cosa in generale, o se innesca polemiche… qualsiasi cosa.” 

Credi che il mondo avesse bisogno di un nuovo album dei Boomtown Rats“Non me ne frega niente“, ribatte Geldof, “lo abbiamo fatto e basta”.  E così, eccolo. “Amo questo disco”, dice. “E sento che è assolutamente appropriato!”  E in un momento in cui non c’è molto che suoni appropriato, questo album è forse proprio ciò che ci voleva.

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