Deborah Iurato: “Ma cosa vuoi”, la mia svolta artistica per credere nei sogni

Intervista a cura di Giulia Antenucci

Si intitola “Ma cosa vuoi”, il nuovo singolo di Deborah Iurato, vincitrice della tredicesima edizione di Amici. Un inedito in cui la giovane autrice canta la sua svolta personale, non solo da una prospettiva artistica ma anche da un punto di vista maggiormente emotivo e autobiografico. Il cambiamento non spaventa più, tutt’altro: sembra fatto esattamente su misura per lei, per Deborah, e per ognuno di noi.

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In questo lungo periodo ho cercato e ricercato me stessa, provavo a scrivere qualcosa che mi appartenesse e sentivo il bisogno di trovare la mia dimensione dimenticandomi di tutto il resto

“A volte ci perdiamo per ritrovarci, cerchiamo sempre di liberarci dal peso delle cose quando invece basterebbe solo seguire il ritmo giusto per vibrare

Parliamo di questo tuo nuovo singolo, come è nato? E’ per te una svolta?

Questo nuovo singolo nasce durante il periodo di lockdown, che mi è servito parecchio per acquisire maggiore consapevolezza di me stessa. Diciamo che è nato anche un po’ per caso. All’inizio girovagavo per casa tra divano, serie tv su Netflix, cucina, poi ho iniziato a scrivere quasi per una voglia che mi è nata e per capire se le mie emozioni e i miei pensieri potevano portare a qualcosa di utile. E così è stato. “Ma cosa vuoi” parla del conflitto tra uomo e donna; mi piace pensare che nonostante gli scontri quotidiani presenti in un’unione, se poi si è davanti a un vero sentimento tutto si supera.

Come hai vissuto il lockdown?

Molto positivamente. All’inizio, più che altro la prima settimana, è stato un po’ preoccupante e inaspettato, a tratti assurdo. Poi ho cercato di prendere il lato positivo di questa situazione e mi sono concentrata molto sulla scrittura. Al di là di ciò, ho vissuto tutto quello che poi mi circondava, magari facendo più attenzione a una telefonata o a una conversazione con una mia amica piuttosto che con la famiglia. Questo periodo mi ha aiutato a capire i valori della vita. L’importanza di sentirci più vicini nonostante la distanza. Ti racconto un aneddoto: una sera, per le 10, dopo aver finito di cenare ho aperto le finestre di casa e una signora, dall’altra parte del palazzo, mi ha salutato. È stato molto bello perché, se fosse stato in un altro periodo, forse non sarebbe accaduto o non avrebbe avuto lo stesso peso e lo stesso valore di ora.

Quanto ti ha aiutato la musica nel pensare che questo periodo sarebbe stato solo un brutto ricordo?

Come sempre, è stata parte importante della mia vita. In questi mesi ha ovviamente avuto maggiore peso perché in ogni singolo minuto della giornata c’era o la tv accesa o una playlist su Spotify. La musica è stato il pilastro portante di questo momento.

Parliamo del videoclip del tuo nuovo brano, interamente girato con un drone…

Il video è stato diretto da Andrea Occhipinti a Comiso, piccola città in provincia di Ragusa dove sono nata e dove ho vissuto cinque anni durante le superiori. Ho molti ricordi e amici in quel posto. L’idea del drone: sono sempre stata affascinata da questo oggetto che riesce a volare così in alto e a riprendere le bellezze di un posto che a volte diamo per scontate. Sono siciliana e ritornare e sentire il profumo della mia terra, rivedere la famiglia, gli amici e il mare è stata un’emozione che non provavo da tempo. Forse perché non gli ho mai dato il giusto valore come ora.

Ti conosciamo per la tua vittoria ad Amici, qual è il ricordo più bello di quella esperienza?

L’esperienza ad Amici la porterò sempre nel mio cuore. Ci ho messo l’anima, il cuore e mi sono divertita tantissimo. Ovviamente ci sono stati anche momenti difficili, però la ricordo come se fosse il primo amore. Sai, quando ci ripenso mi vengono un po’ le farfalle allo stomaco. Ho conosciuto persone incredibili come Maria. Ricordo quando ho iniziato a duettare con alcuni grandi artisti avendo l’opportunità di chiacchierare con loro. Mai avrei pensato di incontrare Anastacia, Giorgia e tanti altri artisti.

Capitolo Sanremo: hai avuto un grande successo col brano portato con Giovanni Caccamo. Quali sono le emozioni e i ricordi di quel periodo?

Di Sanremo ho solo ricordi super. Quei giorni non ti fermi un attimo, sono intensi ma allo stesso tempo volano. Le stesse emozioni che provi, come paura o adrenalina, sono difficili da spiegare. L’esperienza l’ho vissuta a pieno, mi sono goduta ogni minuto del festival. Aver avuto accanto un amico come Giovanni mi ha aiutata molto, è stata una buona spalla su cui appoggiarmi. E poi anche il pezzo che ci è stato regalato da Giuliano Sangiorgi è stata un’emozione unica. Mi piacerebbe tornare su quel palco. Non so quando ma non lo escludo in futuro.

Dopo l’emergenza sanitaria la musica continua a vivere un periodo di stop che ha coinvolto tutto il settore dello spettacolo. Qual è, secondo te, la ricetta migliore per farlo ripartire?

Mi manca molto non poter salire su un palco e, al di là del fare il concerto in sé, mi manca tutto il contorno, le persone che lavorano con te, la gente che viene a vedere i concerti, magari quell’abbraccio, quel sorriso, il cantare insieme. Ho quella malinconia e quella tristezza di non poter suonare. Ritorneremo più forte di prima, magari non all’inizio,faticheremo a dare un abbraccio, a essere più calorosi, piano piano tutto tornerà come prima.

Qual è il tuo più grande sogno nel cassetto?

In realtà di sogni ne ho realizzati molti, da Amici a Sanremo, ho aperto il concerto di Laura Pausini che è un’artista che stimo tantissimo, sono cresciuta con i suoi pezzi quando ero più piccola e continuo ad ascoltarli tutt’ora. Sogni ne ho realizzati molti, ma questo non significa che non ne abbia altri: sono una persona molto concentrata su quello che faccio, ci metto molta energia, mi piace vivere l’attimo e godermi il momento. E in questo preciso momento sono molto entusiasta e felice di questo percorso cantautorale che ho intrapreso. Mi godo questa esperienza.

A chi dedichi questo singolo o questo tuo nuovo percorso?

A mio padre che non c’è più. E’ stato lui che ha fatto che sì che io potessi raggiungere il mio obiettivo: i miei genitori sono stati sempre al mio fianco, sin dall’inizio, da quando avevo cinque anni e già cantavo. Hanno fatto sempre parte di questo mio sogno musicale, quindi diciamo anche ad aprile è uscito un pezzo, che non è stato un singolo ma un’introduzione a questo nuovo percorso che si chiama “Supereroi” ed è lì che dico: il mio supereroe più grande è ovviamente mio padre!

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