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Darkthrone, in arrivo “Eternal Hails”: ancora più indietro della scoperta del Black Metal

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Come John Peel disse una volta dei The Fall: «Sempre diversi, sempre gli stessi». Così si potrebbe dire lo stesso dei Darkthrone. Le cose cambiano, i tempi cambiano, le persone cambiano, eppure con questo diciannovesimo album, le leggende norvegesi del Black Metal rimangono sfacciatamente ed eternamente Darkthrone. Il nuovo album Eternal Hails uscirà il prossimo 25 Giugno su Peaceville Records/Audioglobe.

Nel corso degli ultimi 30 anni, i norvegesi Darkthrone sono diventati un caposaldo del genere del Black Metal mondiale. Negli anni formativi successivi al loro inizio nel 1987, i Darkthrone inizialmente partirono con una forte sperimentazione di thrash e poi death/doom Metal, prima che l’album di debutto Soulside Journey uscisse nel 1991. Dopo questa pubblicazione la band ha presto abbracciato una forma di espressione molto più oscura e primitiva con l’ormai iconico secondo album A Blaze in the Northern Sky , e il resto è storia.

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Eternal Hails si presenta come un album di 5 tracce da 45 minuti. I brani sono più lunghi e oscuri e riflettono l’amore del batterista Fenriz per il Doom. I suoni che lui e il co-cospiratore Nocturno Culto hanno composto vanno ancora più indietro della scoperta del Black Metal e si rifanno alla musica anni ’70.

«Quando ero un bambino e crescevo con il metal, continuavo a cercare gruppi con canzoni lunghe. I Black Sabbath ne avevano molte, e ‘Dawn Of Meggido’ dei Celtic Frost ne aveva una. Così la misi su nel negozio di dischi e scoprii un’altra dimensione del metal. Epicus Doomicus Metallicus dei Candlemass aveva solo canzoni lunghe, quindi penso di averlo comprato senza nemmeno ascoltarlo, ed è stato uno dei miei migliori acquisti di sempre, un’ispirazione eterna per tutta la mia carriera» commenta Fenriz. «Per noi è diventato un po’ logico, difficile da spiegare, ma si arriva a costruire per un diverso tipo di ascolto dice Nocturno CultoUna canzone di tre minuti non è qualcosa a cui pensiamo al momento. Ci piace così. Per ora».

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Anche un cambio di studio non ha modificato il suono dei Darkthrone. Avendo registrato tutti gli album dal 2004 usando il proprio studio Necrohell II – un registratore portatile a 8 tracce alloggiato in un vecchio rifugio antiatomico, esso stesso un sostituto dell’originale Necrohell a 4 tracce usato per Transilvanian Hunger e Panzerfaust, finché non è diventato “troppo necro” e si è rotto – per Eternal Hails la band è andata per la prima volta al Chaka Khan Studio di Oslo.

In un mondo che cambia troppo velocemente perché qualcosa rimanga, i Darkthrone sono in grado di rimanere innovativi ma anche affidabili. E non importa dove registrano, cosa fanno o quale attrezzatura usano: questo non cambierà mai e non potrà mai cambiare.

Tracklist:

1. His Master`s Voice

2. Il mantello dell’odio

3. Wake of the Awakened

4. Voyage to a North Pole Adrift

5. Lost Arcane City of Uppakra

I pre-ordini sono ora disponibili nei seguenti formati:

  1. Ltd edition deluxe box set – con esclusivo vinile viola 180g / CD in formato digisleeve / cassetta / 12 pagine di booklet contenente bio e info sulla creazione dell’album + esperienze in studio / 10” stampa dell’opera artistica di David Hardy / una lettera scritta a mano da Fenriz.
  2. CD
  3. Lp 180g Nero
  4. Lp 180g vinile Rosso sangue
  5. Digitale

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È morto Joey Jordison, storico batterista degli Slipknot

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Ci giunge ora la notizia come un fulmine a ciel sereno. Joey Jordison, ex batterista della nu metal band Slipknot è morto all’età di 46 anni.

La famiglia di Jordison ha condiviso un comunicato con il quale ha diffuso le cause della morte:

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“Siamo addolorati nel condividere la notizia che Joey Jordison, prolifico batterista, musicista e artista è morto pacificamente nel sonno il 26 luglio 2021. Aveva 46 anni. La morte di Joey ci ha lasciato con il cuore vuoto e sentimenti di indescrivibile dolore. Per coloro che conoscevano Joey, capivano il suo ingegno, la sua personalità gentile, il cuore gigante e il suo amore per tutto ciò che riguarda la famiglia e la musica. La famiglia di Joey ha chiesto che amici, fan e media rispettino comprensibilmente il nostro bisogno di privacy e pace in questo momento incredibilmente difficile. La famiglia terrà un servizio funebre privato e chiede ai media e al pubblico di rispettare i loro desideri”.

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Musica

Gassa D’amante: “Vi riportiamo negli anni ‘80”

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Abbiamo incontrato i Gassa D’amante, band romana, nata da quattro amici di vecchia data nel bel mezzo della pandemia. La band pop-alternative (da loro così definita) con sonorità anni ’80 nasce infatti da un’idea di del chitarrista Roberto Iorio che nell’estate del 2019, inizia a lavorare sul primo brano “Onirica”. In un secondo momento si aggiunge il cantante Marco Antonio Sergi e a seguire il chitarrista Daniele De Sapio e il batterista/tastierista Fabio De Angelis. A distanza di poco tempo però, i ragazzi si ritrovano con le spalle al muro bloccati dal primo lockdown di marzo 2020.

La band poco tempo fa è stata ospite ai microfoni di Stregati Dalla Rete (format notturno di RadioRock) in cui Marco, il cantante ci ha spiegato alcune dinamiche e rivelato qualche aneddoto. Non nega quanto sia stato duro nascere e crescere online a causa di una chiusura forzata. Indubbiamente alla band è mancato il fatto di potersi incontrare in uno studio per parlare, confrontarsi e registrare. In più è stato difficile anche proporsi al pubblico. “È vero che i social ci aiutano, ma stare su un palco è totalmente diverso”.

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Ha spiegato poi Marco che genere della band , come detto prima, definito da loro retro-wave è molto influenzato da Kavinsky.

Ascoltando i loro brani, possiamo renderci subito conto delle sonorità anni ’80, dovute in particolar modo dall’uso dei synth. In realtà ognuno di loro ha influenze diverse; dal metal, al tribal house e chi più ne ha più ne metta, ma unendo il tutto ecco che escono questi suoni.

Abbiamo notato inoltre che il loro nuovo album “Cose Strane” si rifà a “Stranger Things, tant’è che nell’omonimo brano possiamo ascoltare un monologo che solo i bambini degli anni ’80, ormai adulti, possono comprendere, ovvero il grido di chi prima era considerato nerd e  quindi sfigato, emarginato, ma che ora è invece ritenuto alla moda e popolare.

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Una domanda che ovviamente era d’obbligo fare, è stata proprio quella sul loro nome. Gli abbiamo fatto notare che il nodo gassa d’amante è uno di quelli più semplici da fare, ma più difficili da snodare. Marco confessa di non aver mai pensato a questo aspetto del nome, ma riflettendoci un secondo non ha esitato a sottolineare il fatto che questo nodo sia il più stretto, sicuro e duraturo proprio come la loro amicizia e che il concetto di sicurezza per loro è strettamente legato alla musica.

Il cantante ha voluto evidenziare quanto i Gassa D’amante siano una band coraggiosa, ed è proprio così! I ragazzi infatti sono tra i finalisti di Sanremo Rock e sono pronti per raggiungere il palco dell’Ariston!

Non esitiamo quindi a fargli un grande in bocca al lupo e speriamo di vederli presto live!

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Teatro

Teatro Caniglia: la stagione teatrale prosegue con lo spettacolo “Pitecus”

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Prosegue con un altro attesissimo appuntamento la stagione teatrale di prosa del Teatro “Maria Caniglia” di Sulmona: il prossimo 5 agosto alle ore 21:00, presso il Cortile di Palazzo San Francesco, andrà in scena “Pitecus” di Antonio Rezza e Flavia Mastrella, con Antonio Rezza, una produzione RezzaMastrella e TSI La Fabbrica dell’Attore Teatro Vascello.

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Dopo il successo di “…Fino alle stelle – Scalata in musica lungo lo Stivale” grazie alla straordinaria performance di Agnese Fallongo e Tiziano Caputo, è dunque la volta di una pièce dissacrante ed energica. In “Pitecus” un solo attore – Antonio Rezza –, muovendosi nei quadri di scena firmati da Flavia Mastrella, veste i panni di un intero microcosmo disordinato e affollatissimo, narrando un andirivieni di storie i cui protagonisti, mai positivi, con le loro spigolosità e il loro dialetto misto rappresentano la mediocrità dell’essere umano, la sua incapacità di essere felice. La recitazione coloratissima e nervosa, nello stile virtuosistico e inconfondibile di Rezza, sortisce effetti vicini all’assurdo, al comico-grottesco, al caricaturale-fumettistico.

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«È uno spettacolo che analizza il rapporto tra l’uomo e le sue perversioni. Laureati, sfaticati, giovani e disperati alla ricerca di un occasione che ne accresca le tasche e la fama, pluridecorati alla moralità che speculano sulle disgrazie altrui, vecchi in cerca di un’identità che li aiuti ad ammazzare il tempo prima che il tempo ammazzi loro, persone che tirano avanti una vita ormai abitudinaria, individui che vendono il proprio corpo in cambio di un benessere puramente materiale, esseri che viaggiano per arricchire competenze culturali esteriori e superficiali» sottolinea Antonio Rezza.

«I personaggi sono brutti somaticamente ed interiormente, sprigionano qualunquismo a pieni pori, sprofondano nell’anonimato ma, grazie al loro narcisismo, sono convinti di essere originali, contemporanei e, nei casi più sfacciati, avanguardisti. “Pitecus” si scaglia contro la cultura dell’assopimento e della quiescenza collettiva».

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«È una grande gioia poter ospitare nuovamente a Sulmona Antonio Rezza e Flavia Mastrella, che erano stati qui l’ultima volta nel 2005 in occasione della XXV edizione del Sulmona Cinema Film Festival e che oggi fanno ritorno con “Pitecus”, uno dei titoli più rappresentativi della loro poetica» commenta Patrizio Maria D’Artista, direttore artistico della stagione di prosa del progetto “Teatro Maria Caniglia – Teatro di Produzione”.

«I due artisti, tra i più rilevanti della scena contemporanea, entrambi insigniti del Leone d’Oro alla Carriera alla Biennale di Venezia nel 2018, impreziosiscono ulteriormente la stagione di prosa del Teatro Caniglia, ampliandone la platea di riferimento e arricchendone la tavolozza espressiva».

biglietti per “Pitecus” sono in vendita presso l’Ufficio Servizi Turistici di Sulmona – Palazzo della SS. Annunziata in Corso Ovidio e sulla piattaforma online Oooh.events. Il giorno dello spettacolo la biglietteria sarà allestita, a partire dalle ore 17:30, nel Cortile della Rotonda di S. Francesco, che fungerà da ingresso principale. Il costo dei biglietti è fissato a € 20 per l’ingresso singolo (ridotto €18).

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