“Dario Fo il maestro dei pennelli”: in mostra a Cesenatico i dipinti inediti del Premio Nobel

Dal 9 luglio all’11 settembre 2022 alla Galleria Leonardo da Vinci di Cesenatico sarà possibile visitare un’esposizione di disegni e dipinti di Dario Fo – ancora inediti- provenienti dalla Collezione Grassi. Un tributo al grande drammaturgo italiano, ma anche un’occasione per esplorare un lato meno conosciuto della sua poliedrica personalità: la passione per la pittura.

Settanta quadri inediti firmati da Dario Fo

Cesenatico si prepara a inaugurare una mostra innovativa e ricca di sorprese. Da sabato 9 luglio per tutta l’estate, la Galleria Leonardo Da Vinci ospiterà settanta quadri inediti realizzati da Dario Fo e appartenenti alla Collezione Grassi.

Un particolare tributo alla memoria del Maestro veronese, presentato per l’occasione in una prospettiva più intimista: non come illustre drammaturgo, non come Premio Nobel per la letteratura (1997), bensì in veste di appassionato pittore.  

L’esposizione è parte integrante di un’operazione editoriale promossa dal giornalista e scrittore Fabio Grassi, in collaborazione con il Comune di Cesenatico e giunge a seguito della pubblicazione del libro “Dario Fo – Il Maestro dei Pennelli – Come il Premio Nobel dipingeva il suo teatro”

Il volume contiene racconti, aneddoti e ricordi legati alla presenza di Dario Fo e Franca Rame a Cesenatico, tra il 1960 e il 2016 ed è ricco di immagini relative al talento pittorico dell’artista.

Dario Fo – Il Maestro dei Pennelli – Come il Premio Nobel dipingeva il suo teatro, Il Randagio Edizioni

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La mostra prende spunto da un volume biografico

Nello specifico il volume, presente al Salone Internazionale del Libro di Torino del maggio scorso, è arricchito da fedelissime riproduzioni delle opere che Dario Fo ha regalato negli anni al padre di Fabio, Primo Grassi, e ora finalmente esposte alla Galleria Leonardo Da Vinci.

Il percorso espositivo ricalca perfettamente l’ordine suggerito dal libro, nel segno di un’uniformità contenutistica che va incontro alle esigenze del pubblico.

Sia il libro (acquistabile in loco) che l’esposizione illustrano agli interessati alcune delle battaglie sociali e politiche condotte da Dario Fo e Franca Rame attraverso le loro performance teatrali: lotte operaie, stragi di Stato, difesa dei deboli e degli oppressi, opere rossiniane.

In aggiunta ai settanta quadri inediti si potranno ammirare due manufatti particolari che Fo dipinse a casa della famiglia Grassi: si tratta di due “teglie” di terracotta che raffigurano La vera storia di Ravenna e una Donna etrusca.

Dario Fo, “Settimo, ruba un po’ meno”, grande pantomima con bandiere (1964)

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Dipinti equivalenti a prove di regia

Sul finire del percorso espositivo i visitatori troveranno il primo programma di “Mistero Buffo”, acquerellato in copertina da Fo, i francobolli emessi dalla Zecca svedese in onore dell’artista, uno striscione dipinto dal Maestro in occasione di un dibattito tenuto al Palazzo del Turismo di Cesenatico e una serie di contenuti multimediali.

Si potrebbe pensare che una simile produzione pittorica sia derivata dalle molteplici opere teatrali del maestro; in realtà si è trattato molto spesso del contrario. Dario Fo soleva trascorrere molto tempo a casa della famiglia Grassi a Cesenatico e, prima di mettere in scena un’opera teatrale, si dilettava con colori e pennelli, quasi fossero preliminari “prove di regia” del futuro spettacolo.

Del resto il disegno e la pittura hanno rappresentato una costante nella sua vita, come dimostrano gli studi giovanili all’Accademia di Brera.

Dario Fo, bozzetto per Barbiere di Siviglia (2005)

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I rimandi stilistici a Picasso e Chagall

Dico sempre che mi sento attore dilettante e pittore professionista. Se non possedessi questa facilità naturale del raccontare attraverso le immagini, sarei un mediocre scrittore di testi teatrali, ma anche di favole o grotteschi satirici”.

Per quanto aspetti meno conosciuti, pittura e storia dell’arte sono stati quasi sempre la spinta propulsiva per la genialità di Fo sul palco. il Maestro si ispirava principalmente a Picasso e Chagall per realizzare i suoi dipinti, tuttavia non si limitava a emularli. Selezionava altresì alcuni elementi dalle celebri composizioni e li rielaborava attraverso un proprio personalissimo linguaggio.

Colori vivaci e tratti decisi si alternano così a simboli onirici generando figure riconoscibili, atte a stimolare l’immaginazione di chi osserva e a dimostrare che segni e parole cooperano in virtù di uno stesso obiettivo: la narrazione.

L’esposizione di Cesenatico è visitabile tutti i giorni dalle ore 17 alle 23 con ingresso libero. Per ulteriori informazioni è possibile collegarsi al sito www.gallerialeonardo.it

Dario Fo, I ritmi e il colore di Chagall, (2015)

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Nata a L’Aquila nel 1985, Francesca Massaro consegue la laurea magistrale in Storia dell’Arte nel 2011. Nel 2016 scrive il catalogo della mostra Babele e inizia rapporti di consulenza e critica artistica per artisti aquilani e abruzzesi. Nel 2020 vince il premio letterario Fëdor Dostoevskij- sezione narrativa. Attualmente redige articoli per riviste e siti web del settore e coltiva la sua passione per la scrittura creativa.