Coronavirus, il messaggio di Cat Stevens: ritroviamo i legami e ricerchiamo la pace

“Questo periodo deve essere assolutamente un’opportunità per un reset spirituale, un’occasione di comprensione che non possiamo perdere perché, è vero che nel mondo ci sono le guerre, ma il vero concetto di pace non è affatto toccato dalla guerra”.

Yusuf/Cat Stevens affida a un video su Facebook le proprie considerazioni e speranze circa il terribile momento storico che stiamo vivendo. Dati odierni alla mano, il Coronavirus ha già fatto un milione di contagiati in giro per il mondo. Numeri impressionanti che purtroppo sono destinati ad aumentare. Per l’autore di brani memorabili come “Wild World” o “Father and Son”, è dunque necessario fermarsi a riflettere per capire il proprio ruolo nel mondo, specialmente in giorni difficilissimi come quelli che stiamo vivendo.

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“La vera pace si trova in un luogo spirituale che vede solo l’anima esposta alla presenza del divino. Luogo a cui, è vero, molte persone non danno la giusta importanza, ma una volta trovata quella pace cambia tutto. Dobbiamo tenere a freno la nostra voglia di stare nella parte sbagliata per proiettarci in qualcosa di più importante e trascendentale al fine di recuperare la giusta dimensione e il nostro posto nell’universo”, ha proseguito.

“Dobbiamo riflettere sulle giuste misure. Fino a che non ci rendiamo conto della nostra insignificanza di fronte a Dio non andremo molto lontano. Ritroviamo quel legame al di là delle circostanze di questo momento. Per me il Corano è una via, vuol dire lettura. E’ un momento in cui bisogna restare al proprio posto tra presenza e preghiera ma anche lavorando per cercare quel legame”.

https://www.facebook.com/YusufCatStevens/videos/584680238925061/

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Fabio Iulianohttp://www.fabioiuliano.it
Giornalista, docente di lingue straniere, tra le collaborazioni l’agenzia Ansa e il Centro (testata ex gruppo L’Espresso-Finegil Editoriale). In passato ha lavorato a Parigi e Milano con Eurosport e Canal +. Come blogger, oltre ad aver seguito vari eventi sportivi internazionali, dalle Universiadi (in Europa e in Asia) alla Race Across America – la folle corsa ciclistica da un capo all’altro degli Stati Uniti – ha condotto alcune inchieste sull’immigrazione con reportage in Italia, Romania e Marocco. Nel 2007 ha vinto il premio giornalistico Polidoro. Nel 2016 ha firmato “New York, Andalusia del Cemento – il viaggio di Federico García Lorca dalla terra del flamenco alle strade del jazz” (Aurora edizioni), l’anno successivo Lithium 48, sempre per la stessa casa editrice.

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