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Cinema

83 anni di Jack Nicholson: da Shining a Batman, il ghigno del cinema americano innamorato di Picasso e Louis Armstrong

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Non basterebbero fiumi di inchiostro per descrivere la carriera di Jack Nicholson. Attore versatile come pochi altri, capace di passare indenne alle mode e ai costumi che hanno investito cinquanta anni di cinema americano. Un talento praticamente sconfinato, quello del nativo del New Jersey, perfetto caratterista nel vestire i panni di personaggi entrati di riflesso nell’immaginario collettivo della settima arte e non. Il suo Jack Torrence di Shining, ad esempio, è autore di alcune delle espressioni più replicate su un set cinematografico, dotato di una forza attrattiva talmente pronunciata da affascinare anche chi, del cinema, non è appassionato o profondo conoscitore.

Dotato di un’ironia sottile e pungente, con riferimento a Codice D’Onore, pellicola del 1992 in compagnia di Tom Cruise, Kevin Bacon, Demi Moore e Kiefer Sutherland dichiarò: “Una delle poche volte in cui è stato denaro ben speso”, frecciatina polemica rivolta a chi lo accusava di essere troppo pagato. Per il suddetto film prese un cachet di cinque milioni di dollari. Stessa ironia, tagliente e beffarda, esibita in Qualcuno Volò sul Nido del Cuculo (1975), film di denuncia sulla delicata condizione dei pazienti negli ospedali psichiatrici, discriminati, trattati con poco tatto e sensibilità, e quindi male gestiti. L’interpretazione gli valse il primo dei tre Oscar come miglior attore; due per il ruolo da protagonista (Qualcuno Volò sul Nido del Cuculo e Qualcosa è Cambiato) e uno per il ruolo da non protagonista (Voglia di Tenerezza). E’ stato candidato per un totale di dodici volte.

“Sono particolarmente orgoglioso del mio Joker. E’ un pezzo di pop art” . Il riferimento è al villain per eccellenza protagonista del Batman di Tim Burton del 1989. Vestire i panni del cattivo per eccellenza fu una sfida che accolse con estrema convinzione, tanto che, anche a distanza di trenta anni e di altre eccellenti interpretazioni come quella di Heath Ledger, Jared Leto o Joaquin Phoenix, resta un metro di paragone inevitabile.

Innumerevoli le performance di spessore: Hoffa, Santo o mafioso? (1992), Wolf, la belva è fuori (1994), La Promessa (2001), A proposito di Schmidt (2002), The Departed – Il bene e il male (2006), giusto per citarne alcune. Ha girato film praticamente con tutti i più grandi attori e le più grandi attrici delle ultime cinque decadi, ricevendo sempre e comunque grandi consensi.

Appassionato di musica jazz, adora alla follia Louis Armstrong che, dove possibile, non manca di inserire all’interno delle colonne sonore dei suoi film. Altra grande passione è quella per i Los Angeles Lakers, squadra della quale non perde una partita per nessuna ragione al mondo, al punto che, durante le riprese dei suoi lavori, chiede esplicitamente che le scene non coincidano con i match dei gialloviola. Appassionato d’arte, è proprietario di alcuni Picasso, Matisse, Warhol (giusto per citare alcuni artisti) e la sua collezione è stimata sui 130 milioni di dollari

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“Stati Uniti costruti sull’omicidio dei neri”, Spike Lee attacca e omaggia George Floyd con un corto

Federico Falcone

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Gli Stati Uniti sono un Paese costruito sui corpi dei neri uccisi. Dire che gli Stati Uniti sono la culla della democrazia è una cazzata“. La parole, durissime, sono state pronunciate da Spike Lee, regista afroamericano, a margine della presentazione di “3 Brothers-Radio Raheem, Eric Garner And George Floyd“, corto di un minuto e 34 secondi pubblicato in sostegno del movimento Black Lives Matter.

Il corto, presentato alla CNN nel corso di un’intervista incentrata sui drammatici giorni di queste rivolte che stanno interessando gli Stati Uniti, svela alcune immagini tratte da uno dei suoi film più famosi, “Fa la cosa giusta” del 1989, alternate a quelle degli omicidi di Floyd e Garner. Il video si apre con la frase “Will History Stop Repeating Itself?” (“La storia smetterà di ripetersi?”, ndr) e l’impatto è subito forte, fortissimo, per empatia e emozioni.

“Quello che vediamo in questi giorni lo abbiamo visto nelle rivolte degli anni ’60, con l’assassinio di Dr King. La gente reagisce in questo modo perché vuole essere ascoltata. Vediamo ripetere queste cose ancora e ancora e ancora. Questa merda dell’estrema destra è in tutto il mondo. Dobbiamo svegliarci e non possiamo più rimanere in silenzio.

La fondazione di questo Paese – ha proseguito Lee – si basa sul furto della terra ai nativi, sul genocidio e sulla schiavitù. Non sto giustificando o perdonando le azioni di questi giorni, sto dicendo che capisco perché le persone hanno reagito in questo modo “, spiegando il perché della sua maglietta con la scritta 1619, cioè l’anno indicato come quello che ha dato il via alla schiavitù.

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Roma omaggia Fellini: un tratto del lungo Tevere porterà il suo nome

Federico Falcone

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La Città Eterna omaggia il grande regista. Un tratto del lungo Tevere porterà il nome dell’autore di capolavori immortali come “La Dolce Vita”, “I Vitelloni”, “Amarcord”, “8½”. Il tributo, che arriva in occasione dei cento anni dalla sua nascita, riguarderà il primo tratto della strada che collega piazza Maresciallo Giardino all’incrocio con via R. Morra di Lariano, a pochi passi dal Foro Italico.

Come riportato sulle pagine de La Repubblica, ecco quanto dichiarato dal vice sindaco di Roma, Luca Bergamo:

“Possiamo cosi’ celebrare il centenario della nascita di un vero genio, ma anche perche’ integriamo, in quella memoria collettiva costituita dalla rete dei nomi delle nostre vie pubbliche, lo specialissimo legame tra Fellini, Roma e l’idea stessa del genio creativo italiano. La nuova denominazione nasce da una mia proposta anche se per onestà devo riconoscere che lo stimolo a cercare una collocazione vicino al Tevere nasce dalla lettura di un’intervista di Francesco Rutelli. Prima di scoprire la targa dovremo comunque attendere qualche mese per le necessarie verifiche della Prefettura, perché e’ un cambio di denominazione. Lungotevere Federico Fellini sara’ la nuova denominazione del primo tratto della strada che collega piazza Maresciallo Giardino all’incrocio con via R. Morra di Lariano, per confluire nel restante tratto che rimarrà dedicato alla memoria Maresciallo Cadorna fino a ponte Duca d’Aosta”.

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Nastri d’Argento 2020, ecco le nomination: sfida tra Matteo Garrone e i fratelli D’Innocenzo

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Il Pinocchio di Matteo Garrone e Favolacce dei fratelli Fabio e Damiano D’Innocenzo sono i due indiziati a fare incetta di premi con nove candidature ciascuno. Seguono Gli Anni più Belli di Gabriele Muccino con otto candidature e La Dea Fortuna di Ferzan Ozpetk, Il Sindaco del Rione Sanità di Mario Martone e Martin Eden di Pietro Marcello con sette candidature.

Leggi anche: Chi sono i fratelli D’Innocenzo, vincitori della categoria “Miglior sceneggiatura” al Festival di Berlino 2020

Leggi anche: La Dea Fortuna: Ferzan Özpetek pronto a raccontare le relazioni umane e i misteri dell’amore

Produttori italiani:
Marco Belardi (Lotus) e Paolo Del Brocco (Rai Cinema) per Gli anni più belli, Agostino Saccà (Pepito Produzioni) insieme al figlio Giuseppe (con  Rai Cinema, Vision e associati) per la produzione di Favolacce e insieme alla  figlia Maria Grazia, con Rai Cinema (in associazione con  Minerva Group, Evolution People) per la produzione di Hammamet, Attilio De Razza (Tramp Limited) e  Giampaolo Letta (Medusa) per Il primo Natale, Matteo Garrone (Archimede Film) e  Paolo Del Brocco di Rai Cinema (con Raffaella e Andrea Leone) per Pinocchio e, dal momento che il regolamento prevede la candidatura di professionalità italiane impegnate in produzioni internazionali, Luca Barbareschi (Eliseo Cinema) e, ancora, Paolo Del Brocco (Rai Cinema) per il film di Roman Polanski L’ufficiale e la spia, premiato a Venezia.

Soggetto:
Giulio Base per Bar Giuseppe, Pupi, Antonio e Tommaso Avati per Il Signor Diavolo, Daniele Costantini per Il grande salto, Emanuela Rossi per Buio e Donato Carrisi per L’uomo del labirinto. 

Sceneggiatura:
Damiano e Fabio D’Innocenzo per Favolacce, Mario Martone e Ippolita Di Majo (Il Sindaco del Rione Sanità), Gianni Romoli, Silvia Ranfagni e Ferzan  Ozpetek (La Dea Fortuna), Pietro Marcello e Maurizio Braucci (Martin Eden) e Umberto Contarello e Sara Mosetti (Tutto il mio folle amore).

Attori protagonisti:
Pierfrancesco Favino, Craxi in Hammamet e Luca Marinelli per Martin Eden Stefano Accorsi e Edoardo Leo in coppia per La Dea Fortuna, Francesco Di Leva per Il Sindaco del Rione Sanità e Kim Rossi Stuart per Gli anni più belli.

Attrici protagoniste: 
Giovanna Mezzogiorno per Tornare, Micaela Ramazzotti (Gli anni più belli), Jasmine Trinca (La Dea Fortuna), Lunetta Savino (Rosa) e Lucia Sardo (Picciridda).

Non protagonisti: 
Roberto Benigni (Pinocchio), Carlo Buccirosso (5 è il numero perfetto), Carlo Cecchi (Martin Eden), Massimiliano Gallo e Roberto De Francesco (Il Sindaco del Rione Sanità) e Massimo Popolizio (Il primo Natale – Il ladro di giorni).

Non protagoniste: 
Barbara Chichiarelli (Favolacce), Matilde Gioli (Gli uomini d’oro), Valeria Golino (5 è il numero perfetto – Ritratto della giovane in fiamme), Benedetta Porcaroli (18 regali) e Alba Rohrwacher (Magari).

Commedia, attori:
Luca Argentero (Brave ragazze), Giorgio Colangeli (Lontano lontano), Valerio Mastandrea (Figli), Giampaolo Morelli (7 ore per farti innamorare) e Gianmarco Tognazzi (Sono solo fantasmi)

Commedia, attrici: 
Anna Foglietta (D.N.A. Decisamente Non Adatti), Paola Cortellesi (Figli), Lucia Mascino (Odio l’estate), Antonella Attili (Tolo tolo) e Serena Rossi (Brave ragazze – 7 ore per farti innamorare).

Nastro al miglior Casting Director:
Stefania De Santis per Martin Eden, Gabriella Giannattasio e Davide Zurolo per Favolacce, ancora Davide Zurolo per L’Immortale, Laura Muccino e Francesco Vedovati per Gli anni più belli e Pino Pellegrino per La Dea Fortuna.

Nastri per la fotografia:
Luan Amelio, esordiente, per Hammamet, Paolo Carnera per Favolacce, Daniele Ciprì per Il primo Natale, Italo Petriccione per Tutto il mio folle amore e Daria D’Antonio per Tornare e Il ladro di giorni.

Scenografia: 
Dimitri Capuani (Pinocchio), Emita Frigato e Paola Peraro (Favolacce), Giuliano Pannuti (Il Signor Diavolo), Luca Servino (Martin Eden) e Tonino Zera (L’uomo del labirinto).

Per i costumi:

Massimo Cantini Parrini (Pinocchio – Favolacce), Cristina Francioni (Il primo Natale), Alessandro Lai (Tornare), Andrea Cavalletto (Martin Eden), Nicoletta Taranta (5 è il numero perfetto).

Montaggio:
Esmeralda Calabria (Favolacce), Marco Spoletini (Pinocchio – Villetta con ospiti), Jacopo Quadri (Il Sindaco del Rione Sanità), Patrizio Marone (L’Immortale) e Claudio Di Mauro (Gli anni più belli – 18 regali).

Sonoro:
Maurizio Argentieri (Il Sindaco del Rione Sanità – Tornare), Gianluca Costamagna (L’Immortale), Denny De Angelis (Martin Eden), Maricetta Lombardo (Pinocchio), Gilberto Martinelli (Tutto il mio folle amore).

Colonna sonora:
con i due premi Oscar Nicola Piovani (Gli anni più belli) e Dario Marianelli (Pinocchio), Mauro Pagani (Tutto il mio folle amore), Pasquale Catalano (La Dea Fortuna) e Brunori Sas (Odio l’estate). E infine ancora musica con una ‘sestina’ di canzoni originali: anche Claudio Baglioni (Gli anni più belli per il  film di Muccino) e il vincitore di Sanremo, Diodato (Che vita meravigliosa per La Dea Fortuna) in gara con Brunori Sas (Un errore di distrazione per L’ospite) e tre brani made in Napoli: Nelson autore e interprete con Claudio Gnut per Il ladro di giorni, e una sfida rap tra Ralph P (Rione Sanità – Il sindaco del Rione Sanità) e Liberato con We come from Napoli per Ultras.

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