84 anni di Jack Nicholson: da Shining a Batman, il ghigno del cinema innamorato di Picasso e Armstrong

Non basterebbero fiumi di inchiostro per descrivere la carriera di Jack Nicholson, attore versatile come pochi altri, capace di passare indenne alle mode e ai costumi che hanno investito cinquanta anni di cinema americano. Un talento praticamente sconfinato, quello del nativo del New Jersey, perfetto caratterista di personaggi entrati di riflesso nell’immaginario collettivo della settima arte e non.

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Il suo Jack Torrence, protagonista dell’adattamento cinematografico di Shining, tra i libri più famosi di Stephen King, è autore di alcune tra le espressioni più replicate su un set cinematografico, dotato di una forza attrattiva talmente pronunciata da affascinare anche chi, del grande schermo, non è appassionato o profondo conoscitore. Magnetico nel suo incedere durante lo sviluppo della pellicola, disturbato nelle movenze, nella psiche compromessa dall’isolamento e dai poteri soprannaturali, è antonomasia delle interpretazioni claustrofobiche. Chiedere a Shelley Duvall, ad esempio, quali sono state le ripercussioni derivanti dalla realizzazione del film. Che non si dica che fu solo colpa di Stanley Kubrick

Dotato di un’ironia sottile e pungente, con riferimento a Codice D’Onore, film del 1992 in compagnia di Tom Cruise, Kevin Bacon, Demi Moore e Kiefer Sutherland dichiarò: “Una delle poche volte in cui è stato denaro ben speso”, frecciatina polemica rivolta a chi lo accusava di essere troppo pagato. Per il suddetto film prese un cachet di cinque milioni di dollari. Stessa ironia, tagliente e beffarda, esibita in Qualcuno Volò sul Nido del Cuculo (1975), film di denuncia sulla delicata condizione dei pazienti negli ospedali psichiatrici, discriminati, trattati con poco tatto e sensibilità, e quindi male gestiti. L’attenzione su questo lavoro è stata riportata in auge lo scorso anno, quando Netlifx produsse la serie tv Ratched.

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L’interpretazione gli valse il primo dei tre Oscar come miglior attore; due per il ruolo da protagonista (Qualcuno Volò sul Nido del Cuculo e Qualcosa è Cambiato) e uno per il ruolo da non protagonista (Voglia di Tenerezza). E’ stato candidato per un totale di dodici volte.

“Sono particolarmente orgoglioso del mio Joker. E’ un pezzo di pop art” . Il riferimento è al villain per eccellenza protagonista del Batman di Tim Burton del 1989. Vestire i panni del cattivo per definizione fu una sfida che accolse con estrema convinzione, tanto che, anche a distanza di trenta anni e di altre eccellenti interpretazioni come quella di Heath Ledger, Jared Leto o Joaquin Phoenix, resta un metro di paragone inevitabile.

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Innumerevoli le performance di spessore: Hoffa, Santo o mafioso? (1992), Wolf, la belva è fuori (1994), La Promessa (2001), A proposito di Schmidt (2002), The Departed – Il bene e il male (2006), giusto per citarne alcune. Ha girato film praticamente con tutti i più grandi attori e le più grandi attrici delle ultime cinque decadi, ricevendo sempre e comunque grandi consensi.

Appassionato di musica jazz, adora alla follia Louis Armstrong che, dove possibile, non manca di inserire all’interno delle colonne sonore dei suoi film. Altra grande passione è quella per i Los Angeles Lakers, squadra della quale non perde una partita per nessuna ragione al mondo, al punto che, durante le riprese dei suoi lavori, chiede esplicitamente che le scene non coincidano con i match dei gialloviola. Amante d’arte, è proprietario di alcuni Picasso, Matisse, Warhol (giusto per citare alcuni artisti) e la sua collezione è stimata sui 130 milioni di dollari.

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